{"id":173205,"date":"2025-10-19T15:12:08","date_gmt":"2025-10-19T15:12:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/173205\/"},"modified":"2025-10-19T15:12:08","modified_gmt":"2025-10-19T15:12:08","slug":"quella-notte-in-cui-un-italiano-rubo-la-gioconda-ultima-ora","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/173205\/","title":{"rendered":"Quella notte in cui un italiano rub\u00f2 la Gioconda &#8211; Ultima ora"},"content":{"rendered":"<p>            Nella notte tra il 21 e il 22<br \/>\nagosto 1911, il Louvre \u00e8 chiuso per manutenzione. Un uomo,<br \/>\nvestito da operaio, si aggira nel Salon Carr\u00e9, dove \u00e8 esposto il<br \/>\nritratto pi\u00f9 celebre del mondo. Poche ore dopo, la Gioconda di<br \/>\nLeonardo da Vinci scompare. Fu l&#8217;inizio del furto pi\u00f9 celebre<br \/>\nnella storia dell&#8217;arte. Dietro al colpo c&#8217;era Vincenzo Peruggia,<br \/>\nimbianchino originario di Dumenza, in provincia di Varese.<br \/>\n                                    <br \/>\u00a0\u00a0\u00a0<br \/>\n\t\t\t\tConvinto &#8211; erroneamente &#8211; che il dipinto fosse stato trafugato<br \/>\nda Napoleone e deciso a &#8220;riportarlo in Italia&#8221;, mise a punto un<br \/>\npiano tanto semplice quanto audace: lavorando per la ditta<br \/>\nincaricata della manutenzione del museo, conosceva le abitudini<br \/>\ndel personale e le misure di sicurezza. Quel giorno stacc\u00f2 la<br \/>\ntavola dalla cornice, la nascose sotto il cappotto e si dilegu\u00f2<br \/>\nindisturbato.<br \/>\n                                    <br \/>\u00a0\u00a0\u00a0<br \/>\n\t\t\t\t   La sparizione venne scoperta soltanto il giorno dopo. In un<br \/>\nprimo momento si pens\u00f2 a un errore d&#8217;inventario o a un prestito<br \/>\nnon registrato. Poi l&#8217;incredulit\u00e0 lasci\u00f2 spazio all&#8217;evidenza: la<br \/>\nGioconda era stata rubata. Le indagini, che si protrassero per<br \/>\noltre due anni, coinvolsero anche figure di spicco<br \/>\ndell&#8217;avanguardia culturale come Guillaume Apollinaire e Pablo<br \/>\nPicasso, entrambi sospettati e poi scagionati. Nel dicembre<br \/>\n1913, Peruggia &#8211; ormai rientrato in Italia &#8211; contatt\u00f2<br \/>\nl&#8217;antiquario fiorentino Alfredo Geri, proponendogli di vendere<br \/>\nil dipinto a condizione che restasse nel Paese. L&#8217;11 dicembre,<br \/>\nGeri e il direttore degli Uffizi Giovanni Poggi si recarono<br \/>\nnella stanza d&#8217;albergo dove il quadro era nascosto. Riconobbero<br \/>\nsubito l&#8217;autenticit\u00e0 dell&#8217;opera e avvertirono la polizia, che<br \/>\nmise in sicurezza il dipinto e arrest\u00f2 Peruggia, destinato a<br \/>\npassare alla storia come &#8216;il ladro della Gioconda&#8217;. Il<br \/>\ncapolavoro di Leonardo fu esposto temporaneamente agli Uffizi e<br \/>\nin altri musei italiani, prima di tornare, nel gennaio 1914, al<br \/>\nLouvre, accolto da una folla entusiasta.<br \/>\n                                    <br \/>\u00a0\u00a0\u00a0<br \/>\n\t\t\t\t   L&#8217;episodio non \u00e8 l&#8217;unico nella storia di furti del museo<br \/>\nparigino, che oggi custodisce oltre 33mila capolavori: nel 1983<br \/>\ndue armature rinascimentali furono trafugate e recuperate<br \/>\nsoltanto quarant&#8217;anni dopo. E il Louvre stesso porta ancora i<br \/>\nsegni dei saccheggi napoleonici, che continuano ad alimentare il<br \/>\ndibattito sulla restituzione delle opere d&#8217;arte.<br \/>\n                                    <br \/>\u00a0\u00a0\u00a0<\/p>\n<p class=\"article-copyright\">\n<p>Riproduzione riservata \u00a9 Copyright ANSA<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Nella notte tra il 21 e il 22 agosto 1911, il Louvre \u00e8 chiuso per manutenzione. 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