{"id":173241,"date":"2025-10-19T15:39:13","date_gmt":"2025-10-19T15:39:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/173241\/"},"modified":"2025-10-19T15:39:13","modified_gmt":"2025-10-19T15:39:13","slug":"furto-al-louvre-quella-notte-in-cui-un-italiano-rubo-la-gioconda-notizie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/173241\/","title":{"rendered":"Furto al Louvre, quella notte in cui un italiano rub\u00f2 la Gioconda &#8211; Notizie"},"content":{"rendered":"<p>Nella notte tra il 21 e il 22 agosto 1911, il Louvre \u00e8 chiuso per manutenzione. Un uomo, vestito da operaio, si aggira nel Salon Carr\u00e9, dove \u00e8 esposto il ritratto pi\u00f9 celebre del mondo. Poche ore dopo, la Gioconda di Leonardo da Vinci scompare. Fu l&#8217;inizio del furto pi\u00f9 celebre nella storia dell&#8217;arte. Dietro al colpo c&#8217;era Vincenzo Peruggia, imbianchino originario di Dumenza, in provincia di Varese.<\/p>\n<p>Convinto &#8211; erroneamente &#8211; che il dipinto fosse stato trafugato da Napoleone e deciso a &#8220;riportarlo in Italia&#8221;, mise a punto un piano tanto semplice quanto audace: lavorando per la ditta incaricata della manutenzione del museo, conosceva le abitudini del personale e le misure di sicurezza. Quel giorno stacc\u00f2 la tavola dalla cornice, la nascose sotto il cappotto e si dilegu\u00f2 indisturbato.<\/p>\n<p> <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/2d5e46f747aac6720ab8ca3fed0628a9.jpg\"\/> &#13;<\/p>\n<p> Quella notte in cui un italiano rub\u00f2 la Gioconda <\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>La sparizione venne scoperta soltanto il giorno dopo. In un primo momento si pens\u00f2 a un errore d&#8217;inventario o a un prestito non registrato. Poi l&#8217;incredulit\u00e0 lasci\u00f2 spazio all&#8217;evidenza: la Gioconda era stata rubata. Le indagini, che si protrassero per oltre due anni, coinvolsero anche figure di spicco dell&#8217;avanguardia culturale come Guillaume Apollinaire e Pablo Picasso, entrambi sospettati e poi scagionati.<\/p>\n<p>Nel dicembre 1913, Peruggia &#8211; ormai rientrato in Italia &#8211; contatt\u00f2 l&#8217;antiquario fiorentino Alfredo Geri, proponendogli di vendere il dipinto a condizione che restasse nel Paese. L&#8217;11 dicembre, Geri e il direttore degli Uffizi Giovanni Poggi si recarono nella stanza d&#8217;albergo dove il quadro era nascosto. Riconobbero subito l&#8217;autenticit\u00e0 dell&#8217;opera e avvertirono la polizia, che mise in sicurezza il dipinto e arrest\u00f2 Peruggia, destinato a passare alla storia come &#8216;il ladro della Gioconda&#8217;. Il capolavoro di Leonardo fu esposto temporaneamente agli Uffizi e in altri musei italiani, prima di tornare, nel gennaio 1914, al Louvre, accolto da una folla entusiasta.<\/p>\n<p> <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/d8454ff1347a8a1255c2223649fdb296.jpg\"\/> &#13;<\/p>\n<p> Quella notte in cui un italiano rub\u00f2 la Gioconda <\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>L&#8217;episodio non \u00e8 l&#8217;unico nella storia di furti del museo parigino, che oggi custodisce oltre 33mila capolavori: nel 1983 due armature rinascimentali furono trafugate e recuperate soltanto quarant&#8217;anni dopo. E il Louvre stesso porta ancora i segni dei saccheggi napoleonici, che continuano ad alimentare il dibattito sulla restituzione delle opere d&#8217;arte.\u00a0 \u00a0<\/p>\n<p class=\"article-copyright\">\n<p>Riproduzione riservata \u00a9 Copyright ANSA<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Nella notte tra il 21 e il 22 agosto 1911, il Louvre \u00e8 chiuso per manutenzione. 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