{"id":173520,"date":"2025-10-19T19:14:15","date_gmt":"2025-10-19T19:14:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/173520\/"},"modified":"2025-10-19T19:14:15","modified_gmt":"2025-10-19T19:14:15","slug":"ecco-lossimoro-della-f1-moderna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/173520\/","title":{"rendered":"ecco l&#8217;ossimoro della F1 moderna"},"content":{"rendered":"<p>Ai microfoni di Austin, interrogato sull\u2019<strong>incidente mancato a Marina Bay<\/strong> con Oscar Piastri, <strong>Lando Norris <\/strong>parla di \u201c<strong>ripercussioni<\/strong>\u201c. Ma possono davvero esserci conseguenze per una manovra che rientra pienamente nel manuale del pilota? In una Formula 1 sempre pi\u00f9 legata al fair play, <strong>l\u2019audacia sembra pagare un prezzo inaudito<\/strong> e la McLaren pare esserne l\u2019esempio pi\u00f9 evidente.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/IMG_1835-1024x755.jpeg\" alt=\"Ripercussioni McLaren Norris\" class=\"wp-image-41426\" width=\"600\"  \/>Lando Norris accede al paddock di Austin per il media day \u00a9 Getty Images<\/p>\n<p>Se le <strong>papaya rules<\/strong> non vi sono ancora del tutto chiare, oggi non \u00e8 il vostro giorno fortunato. In casa McLaren, infatti, oltre al neologismo che tormenta il paddock da un anno a questa parte, sembra essersi aggiunta un\u2019altra voce all\u2019elenco \u201cLinguaggio in codice di Woking\u201d. Una voce, questa, che non nasconde nulla e che, alla vigilia del <strong><a href=\"https:\/\/www.fuoritraiettoria.com\/4-ruote\/orari-gp-stati-uniti-info-dirette-tv-f1-2025\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Gran Premio di Austin<\/a><\/strong>, ci lascia a dir poco stupefatti: \u201c<strong>ripercussioni<\/strong>\u201d. Ai microfoni del Texas, incalzati dai giornalisti sul <strong><a href=\"https:\/\/youtu.be\/Tvr_Od3qguA?si=zUOD5GSQozYANWXr\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">contatto di Singapore<\/a><\/strong>, i piloti McLaren hanno rilasciato dichiarazioni che, vista la difficolt\u00e0 nel gestire una corsa al titolo interna, assumono un che di sensato, <strong>se solo non parlassimo di corse<\/strong>. <\/p>\n<p>\u201c<strong>Abbiamo rivisto com\u2019\u00e8 andata, ci sono e ci saranno ripercussioni nei miei confronti fino alla fine della stagione. Non ne esco pulito, \u00e8 stato un contatto minore e ci sarebbe stato il potenziale per evitarlo, non posso permettermi di essere coinvolto in incidenti o qualsiasi altro tipo di scontro. Ogni inconveniente mette a rischio il mio mondiale, qualunque sia la persona contro la quale io stia correndo. Ci saranno ripercussioni per me ma la volont\u00e0 e la maniera con la quale scendo in pista rimangono le stesse di sempre<\/strong>\u201d. <strong>Le parole di Lando Norris<\/strong> <strong>stridono<\/strong> non poco con l\u2019anima della vera Formula 1, quella che vuole piloti affamati anche del pi\u00f9 piccolo dei gap. Senza temerne le conseguenze. Fa sorridere pensare alle ripercussioni per un Norris che, delle partenze, non ha certo fatto il suo punto di forza, e che proprio quando riesce a farne una di tutto rispetto deve fare i conti con <strong>il dito del colpevole puntato contro<\/strong>. <strong>Ma si pu\u00f2 davvero parlare di colpe?<\/strong> Se sfruttare un ottimo slancio e chiudere un sorpasso rientra nella categoria degli \u201csbagli\u201d, allora c\u2019\u00e8 qualcosa che non va. E poco importa che l\u2019altro membro dell\u2019equazione fosse Oscar Piastri. <strong>Perch\u00e9 va bene pensare all\u2019obiettivo mondiale, ma non quando ci rimette l\u2019istinto del pilota<\/strong>. <strong>Che conciliare un approccio da vincente con la prudenza nei confronti del compagno di box pare ora pi\u00f9 che mai inconcepibile<\/strong>. Un ossimoro, questo, che magari vedremo in scena gi\u00e0 al COTA e che avr\u00e0 ragione di esistere presumibilmente fino ad Abu Dhabi, salvo colpi di scena. <\/p>\n<p>Il numero #81, dal canto suo, rincara la dose: \u201c<strong>Non posso sapere quali saranno le ripercussioni, questa \u00e8 una decisione che riguarda il team, ma Lando si \u00e8 assunto le sue responsabilit\u00e0 e ci sar\u00e0 sicuramente qualche forma di ripercussione<\/strong>\u201d. Sul team radio di Singapore nel quale richiedeva un\u2019azione da parte del team, dice: \u201c<strong>Ogni situazione \u00e8 diversa, credo che applicare una punizione nell\u2019immediato sia molto difficile, in fin dei conti correremo nella maniera pi\u00f9 pulita possibile, entro i limiti di quello che il team considera adeguato. Non ero contento di quanto accaduto e la squadra ha poi concluso che non fosse stato un primo giro accettabile<\/strong>\u201d. <\/p>\n<p>Muoiono sul nascere, quindi, i commenti di entrambi i piloti papaya, ma nel farlo fanno terra bruciata, del tipo che non avr\u00e0 un secondo atto se non ripetizioni studiate di quanto gi\u00e0 espresso. <strong>Una sensazione di incompletezza<\/strong> \u00e8 quella che si respira nel paddock, con parole forti di cui non \u00e8 dato sapere di pi\u00f9. Di fronte a dichiarazioni del genere, \u201cassurdo\u201d, \u201ccauto\u201d, \u201cinnaturale\u201d, \u201cmanipolato\u201d sono solo alcune delle espressioni risuonate dai microfoni di chi \u2013 ad Austin \u2013 cerca di trovare una spiegazione alle affermazioni di casa McLaren. Espressioni che hanno <strong>un chiaro intento di denuncia verso una classe che non sembra pi\u00f9 al massimo della sua gloria<\/strong>, <strong>un mondo confuso che si veste di una patina politically correct e che del fair play vuole farne un imprescindibile vanto<\/strong>. Pensiamo a Monza, per esempio, quando in seguito a un pit-stop lento di Lando Norris, davanti a Oscar Piastri al tempo dell\u2019accaduto, \u00e8 stato richiesto a quest\u2019ultimo di riconsegnare la posizione. Strascichi di papaya rules, per l\u2019appunto, strascichi di una McLaren che, in Texas, torna ai semafori di partenza di quella <strong>gara contro il tempo che vedr\u00e0 un solo vincitore a fine stagione<\/strong>. McLaren che dosa e che non si sbilancia formalmente, ma che presto di giustizia e imparzialit\u00e0 non se ne far\u00e0 pi\u00f9 nulla quando il titolo iridato verr\u00e0 consegnato nelle mani di uno dei suoi due protagonisti. <\/p>\n<p>Spesso, dinanzi al genio ribelle di chi non soccombe agli ordini di scuderia, c\u2019\u00e8 chi si lamenta della mancanza di spirito di squadra o dell\u2019eccesso di indipendenza, in uno sport che in fondo \u00e8 tutto fuorch\u00e9 individuale. Eppure, dinanzi all\u2019esubero dell\u2019esatto opposto, quando Norris e Piastri si trovano <strong>al guinzaglio di regole non scritte<\/strong>, <strong>l\u2019audacia sembra assumere un peso inaudito<\/strong>. Collante di una Formula 1 che vuole spettacolo ma che ne punisce la sovrabbondanza, chiave di performance da sogno, infrante dal gioco corretto. \u00c8 proprio il caso di dire, allora, che la classe regina forse non \u00e8 pi\u00f9 degna di portare un tale appellativo. Forse, <strong>il confine tra fiore all\u2019occhiello del motorsport e semplice edulcorante si fa sempre pi\u00f9 fragile<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Ai microfoni di Austin, interrogato sull\u2019incidente mancato a Marina Bay con Oscar Piastri, Lando Norris parla di \u201cripercussioni\u201c.&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":173521,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1454],"tags":[1770,683,1771,1537,90,89,245,244],"class_list":{"0":"post-173520","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-f1","8":"tag-f1","9":"tag-formula-1","10":"tag-formula1","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-sport","15":"tag-sports"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/173520","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=173520"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/173520\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/173521"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=173520"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=173520"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=173520"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}