{"id":173527,"date":"2025-10-19T19:18:12","date_gmt":"2025-10-19T19:18:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/173527\/"},"modified":"2025-10-19T19:18:12","modified_gmt":"2025-10-19T19:18:12","slug":"il-ladro-della-gioconda-e-gli-altri-furti-al-louvre-piu-eclatanti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/173527\/","title":{"rendered":"Il ladro della Gioconda e gli altri furti al Louvre pi\u00f9 eclatanti"},"content":{"rendered":"<p>Quello odierno al Louvre, uno dei musei pi\u00f9 iconici e sorvegliati del mondo, \u00e8 stato un furto quasi da film. Secondo quanto emerso, infatti, una banda di ladri si sarebbe arrampicata fino al primo piano del museo parigino e, dopo aver infranto una finestra, avrebbe aperto una teca con un seghetto circolare portandosi via alcuni gioielli appartenuti alla collezione di Napoleone III. Due dei nove oggetti rubati in tutto, secondo il sito di \u201cLe Parisien\u201d, sono stati recuperati: si tratta della corona dell&#8217;imperatrice Eugenia \u2013 rinvenuta per\u00f2 rotta &#8211; e di un secondo oggetto, ancora non identificato. La corona dell&#8217;imperatrice Eugenia di Francia, consorte di Napoleone III, resta uno dei gioielli pi\u00f9 celebri del Louvre: era stata realizzata intorno al 1855, composta in oro, diamanti e smeraldi. Ma quello odierno non \u00e8 il primo furto che ha riguardato il museo francese.<\/p>\n<p>\t\t \tIl \u201cladro della Gioconda\u201d<\/p>\n<p>Riavvolgendo il nastro della storia, infatti, \u00e8 possibile tornare alla notte tra il 21 e il 22 agosto del 1911. \u00a0Il Louvre era chiuso per manutenzione ed un uomo, travestito da operaio, cammina sospetto nei pressi del Salon Carr\u00e9. Solamente poche ore dopo, la <a data-intcmp=\"skytg24_foglia articolo_interlink_text\" href=\"https:\/\/tg24.sky.it\/lifestyle\/2024\/03\/26\/la-gioconda-leonardo-da-vinci-opera-arte-piu-deludente-mondo\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Gioconda di Leonardo da Vinci<\/a> scompare. Dietro al colpo si nascondeva Vincenzo Peruggia, un imbianchino originario della provincia di Varese. L\u2019uomo lavorava per una ditta incaricata della manutenzione del museo e dunque era perfettamente a conoscenza delle abitudini del personale e di tutte le misure di sicurezza. Per mettere in atto il suo piano, Peruggia decide di staccare la tavola dalla cornice, nascondendola poi sotto il cappotto per poi allontanarsi senza essere fermato. L\u2019assenza della Gioconda viene notata soltanto il giorno dopo. Le indagini, andate avanti per oltre due anni, avevano coinvolto anche figure di spicco dell&#8217;avanguardia culturale come Guillaume Apollinaire e Pablo Picasso, entrambi sospettati ma poi scagionati. Nel dicembre del 1913, Peruggia &#8211; ormai tornato in patria \u2013 contatta un antiquario di Firenze, ovvero Alfredo Geri, proponendogli la vendita della Gioconda a patto per\u00f2 che rimanesse in Italia. Era l&#8217;11 dicembre, quando lo stesso antiquario e l\u2019allora direttore degli Uffizi, Giovanni Poggi, si recano nella stanza d&#8217;albergo dove il quadro era stato sistemato. Ammettendone l&#8217;autenticit\u00e0, i due chiamano la polizia che mette in sicurezza il dipinto e arresta Peruggia, diventato \u201cil ladro <a data-intcmp=\"skytg24_foglia articolo_interlink_text\" href=\"https:\/\/tg24.sky.it\/mondo\/approfondimenti\/gioconda-leonardo-francia\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">della Gioconda<\/a>&#8220;. L\u2019opera di Leonardo resta in esposizione agli Uffizi, ma non solo, in via temporanea per poi fare ritorno, nel gennaio del 1914, al Louvre.<\/p>\n<p>Gli altri furti<\/p>\n<p>Ma la lista dei furti non termina cos\u00ec. Nel 1983 due armature rinascimentali vengono trafugate e recuperate solamente quarant&#8217;anni dopo. E prima dell&#8217;episodio odierno, il Louvre \u00e8 stato obiettivo dei ladri anche nel 1995 quando, in meno di sette mesi, tre opere vengono sottratte al museo. In particolare, il 18 gennaio di quell&#8217;anno viene trafugata un&#8217;alabarda del peso di 17 chili dal monumento scolpito da Martin Desjardins, esposto nella Cour Puget. Una settimana prima, un visitatore ruba, usando un taglierino, un dipinto di Lancelot Theodore Turpin de Crisse, intitolato \u201cDaims dans un paysage\u201d, esposto nei saloni Napoleone III dell&#8217;ala Richelieu. Infine, il 10 luglio scompare un pastello di Robert de Nanteuil. Risale, infine, al 1998 l&#8217;ultimo furto registrato nel museo parigino. Il pomeriggio del 3 maggio di 27 anni fa, un ladro forza una teca di sicurezza in vetro contenente una tela di Camille Corot di 80&#215;40 centimetri e la strappa dalla cornice. Subito dopo la scoperta del furto, le porte d&#8217;uscita del Louvre vengono chiuse a chiave e per ore tutte le borse di ogni visitatore vengono esaminate, ma senza successo. L&#8217;opera d&#8217;arte rubata era intitolata \u201cLe Chemin de S\u00e8vres\u201d dipinto da Corot nel 1858. Il piccolo dipinto, del valore di oltre un milione di dollari, non \u00e8 per\u00f2 stato ritrovato.<\/p>\n<p>\t\t\t<a class=\"c-inline-card j-inline-card c-inline-card--with-image\" href=\"https:\/\/tg24.sky.it\/mondo\/2025\/10\/19\/parigi-rapina-louvre\" rel=\"follow nofollow noopener\" data-intcmp=\"skytg24_articolo_approfondimenti_inline\" target=\"_blank\"><\/p>\n<p>\t\t\t         <img decoding=\"async\" crossorigin=\"anonymous\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/louvre-furto-getty.jpg\"  loading=\"lazy\"  bad-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/louvre-furto-getty.jpg\"\/><\/p>\n<p>\n\t\t\t         Approfondimento<br \/>\n\t\t\t         Parigi, rapina al Louvre: rubati gioielli \u201cdal valore inestimabile\u201d\n\t\t\t      <\/p>\n<p>\t\t\t<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Quello odierno al Louvre, uno dei musei pi\u00f9 iconici e sorvegliati del mondo, \u00e8 stato un furto quasi&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":173528,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,364,1612,203,2001,204,1537,90,89,8135,14877,1289],"class_list":{"0":"post-173527","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-collaboratori","14":"tag-design","15":"tag-entertainment","16":"tag-furti","17":"tag-intrattenimento","18":"tag-it","19":"tag-italia","20":"tag-italy","21":"tag-ladri","22":"tag-louvre","23":"tag-parigi"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/173527","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=173527"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/173527\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/173528"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=173527"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=173527"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=173527"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}