{"id":173572,"date":"2025-10-19T19:53:17","date_gmt":"2025-10-19T19:53:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/173572\/"},"modified":"2025-10-19T19:53:17","modified_gmt":"2025-10-19T19:53:17","slug":"i-microbi-sepolti-nel-permafrost-si-stanno-davvero-svegliando-uno-studio-cerca-di-fare-chiarezza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/173572\/","title":{"rendered":"I microbi \u201csepolti\u201d nel permafrost si stanno davvero svegliando? Uno studio cerca di fare chiarezza"},"content":{"rendered":"<p>Da tempo ormai si susseguono <strong>notizie<\/strong> che annunciano il ritorno in vita di <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/article\/virus-permafrost-siberiano-resuscitato-studio\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">virus<\/a>, batteri e altri <strong>microrganismi<\/strong> rimasti per secoli, se non millenni, intrappolati nel <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/article\/virus-batteri-pericolosi-scioglimento-permafrost-riattivazione-studio\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><strong>permafrost<\/strong><\/a> &#8211; quella parte di terreno che rimane costantemente sotto gli 0\u00b0C per almeno due anni consecutivi &#8211; a causa del suo scongelamento. Dobbiamo preoccuparci? <strong>Pi\u00f9 no che s\u00ec<\/strong>, almeno nell\u2019imminente. Da uno <a data-offer-url=\"https:\/\/agupubs.onlinelibrary.wiley.com\/doi\/epdf\/10.1029\/2025JG008759\" class=\"external-link\" data-event-click=\"{&quot;element&quot;:&quot;ExternalLink&quot;,&quot;outgoingURL&quot;:&quot;https:\/\/agupubs.onlinelibrary.wiley.com\/doi\/epdf\/10.1029\/2025JG008759&quot;}\" href=\"https:\/\/agupubs.onlinelibrary.wiley.com\/doi\/epdf\/10.1029\/2025JG008759\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">studio<\/a> pubblicato sulla rivista Journal of Geophysical Research: Biogeosciences sembra infatti che il <strong>risveglio dei microbi congelati non sia poi cos\u00ec immediato<\/strong>. \u00c8 un\u2019eventualit\u00e0 remota e trascurabile allora? Ovvio che no: lo scongelamento del permafrost, con il conseguente rilascio di massicce quantit\u00e0 di <strong>gas serra<\/strong> (in particolare metano &#8211; CH4 &#8211; e anidride carbonica &#8211; CO2) in esso intrappolate, \u00e8 reale e il risveglio dei microbi al suo interno contribuir\u00e0 in primis ad <strong>accentuare l\u2019impatto ambientale<\/strong>. Capire di quanto \u00e8 fondamentale per fare previsioni attendibili sul futuro del pianeta, e dunque nostro.<\/p>\n<p>Gas serra dal permafrost<\/p>\n<p>Il <strong>permafrost<\/strong>, come accennato, \u00e8 il terreno che rimane al di sotto degli 0\u00b0C per due anni consecutivi. <strong>Nell\u2019emisfero settentrionale occupa circa un quarto delle terre emerse<\/strong>. Il suo spessore \u00e8 variabile (pu\u00f2 arrivare a centinaia di metri di profondit\u00e0) cos\u00ec come la sua antichit\u00e0. \u00c8 purtroppo un bersaglio altamente sensibile del <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/article\/oceano-pacifico-enorme-macchia-acqua-caldissima-crisi-climatica\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><strong>cambiamento climatico<\/strong><\/a>, tant\u2019\u00e8 che si stima che la sua temperatura <strong>salga in media di 1\u00b0C ogni dieci anni<\/strong>, da quando sono iniziate le misurazioni. Insomma, anche se \u00e8 possibile un ampio margine d\u2019errore a causa delle difficolt\u00e0 di misurazione, \u00e8 innegabile che <strong>il permafrost stia gradualmente scomparendo<\/strong>. Si tratta di un <strong>grosso problema<\/strong>, secondo la comunit\u00e0 scientifica, perch\u00e9 nel permafrost sono immagazzinate enormi quantit\u00e0 sia di <strong>anidride carbonica<\/strong> e <strong>metano<\/strong> sia di <strong>carbonio organico<\/strong>, cio\u00e8 quello che rimane di piante e animali che non si sono decomposti per via del freddo e che con il disgelo e il risveglio dei <strong>microbi<\/strong> verrebbe degradato e rilasciato in atmosfera.<\/p>\n<p>Per svegliare i non-morti serve tempo<\/p>\n<p>Proprio per cercare di capire quale <strong>contributo<\/strong> potrebbero dare al rilascio di gas serra i microbi sepolti nel permafrost scongelato, un team dell\u2019&#8217;Universit\u00e0 del Colorado Boulder (Usa) ha provato a <strong>riportarli in vita<\/strong>. I ricercatori hanno prelevato diversi campioni di permafrost pi\u00f9 o meno antico dalla <a data-offer-url=\"https:\/\/www.erdc.usace.army.mil\/CRREL\/Permafrost-Tunnel-Research-Facility\/\" class=\"external-link\" data-event-click=\"{&quot;element&quot;:&quot;ExternalLink&quot;,&quot;outgoingURL&quot;:&quot;https:\/\/www.erdc.usace.army.mil\/CRREL\/Permafrost-Tunnel-Research-Facility\/&quot;}\" href=\"https:\/\/www.erdc.usace.army.mil\/CRREL\/Permafrost-Tunnel-Research-Facility\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Permafrost Tunnel Research Facility<\/a> in Alaska e li hanno incubati in differenti condizioni di temperatura. L\u2019obiettivo era misurare il <strong>tasso di crescita<\/strong> microbico, la <strong>composizione<\/strong> delle colonie e le <strong><a href=\"https:\/\/www.wired.it\/article\/clima-aerosol-emissioni-paradosso-studio\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">emissioni<\/a> di anidride carbonica e metano<\/strong> conseguenti alla ripresa delle attivit\u00e0.<\/p>\n<p>Mettendo i campioni di permafrost a temperature <strong>tra i 4\u00b0C e i 12\u00b0C<\/strong>, cio\u00e8 in condizioni simili a quelle dell\u2019estate in Alaska, gli scienziati hanno confermato che i <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/article\/antonella-fioravanti-microbi-velocissimi-adattarsi-antibioticoresistenza-crisi-climatica-libro-intervista\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">microbi<\/a> erano <strong>tutt\u2019altro che morti<\/strong>: gi\u00e0 dopo una settimana dal disgelo si vedevano segni di ritorno alla vita. Tuttavia, il risveglio vero e proprio <strong>non \u00e8 stato immediato<\/strong> e le tempistiche differivano in base alla profondit\u00e0 a cui era stato prelevato il campione. I microbi dei campioni prelevati nel permafrost pi\u00f9 profondo e antico, in particolare, erano <strong>cresciuti quasi impercettibilmente durante il primo mese<\/strong> in coltura (con una produzione di biomassa stimata tra lo 0,001% e lo 0,01% al giorno), e solo <strong>dopo 6 mesi si \u00e8 assistito a una ripresa delle attivit\u00e0<\/strong> consistente e alla <strong>ricostituzione di <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/article\/intestino-cervello-asse-scoperta-sesto-senso-batterico-proteina-flagellina-studio\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">comunit\u00e0 microbiche<\/a><\/strong>. Un dato interessante \u00e8 che questo andamento \u00e8 risultato <strong>indipendente dalla temperatura<\/strong> di disgelo, cosa che ha portato gli autori della ricerca a ipotizzare che sia la <strong>durata del disgelo<\/strong> la chiave di controllo della rianimazione delle colonie microbiche, unita alla disponibilit\u00e0 di nutrienti, alla composizione tassonomica (cio\u00e8 a quali specie e ceppi microbici sono presenti) e ad altre caratteristiche microbiche intrinseche (<strong>i microbi di profondit\u00e0,<\/strong> per esempio, sintetizzano molecole per costruire la propria membrana cellulare diverse da quelle dei microbi pi\u00f9 superficiali &#8211; molecole che potrebbero dar loro una maggiore protezione nei confronti del gelo).<\/p>\n<p>Simili osservazioni hanno portato i ricercatori a concludere che un cos\u00ec lungo periodo di latenza tra il disgelo e la riattivazione delle comunit\u00e0 microbiche potrebbe fare da <strong>tampone agli effetti sul <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/article\/i-paesi-ue-hanno-rinviato-al-summit-di-ottobre-la-decisione-sugli-obiettivi-climatici-del-2040\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">riscaldamento globale<\/a><\/strong>: se il substrato si ricongelasse stagionalmente prima che il periodo di latenza sia terminato e se le condizioni rimanessero anaerobiche, la degradazione del carbonio organico intrappolato da parte dei microbi sarebbe pressoch\u00e8 scongiurata. Qualora le estati artiche si allungassero, invece, <strong>i rischi di maggiori emissioni e di contatto tra umani e microbi antichi aumenterebbero<\/strong>.<\/p>\n<p>Quanto gas serra dai microbi?<\/p>\n<p>Questa considerazione, tuttavia, <strong>non risponde a una domanda<\/strong>: quanto incide l\u2019azione dei microbi redivivi sull\u2019emissione di gas serra dal permafrost scongelato? Lo studio non fornisce un\u2019indicazione chiara. Nelle condizioni anaerobiche testate, scrivono gli autori, la <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/article\/ccus-cattura-co2-eni\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">CO\u2082<\/a> viene emessa pi\u00f9 rapidamente dal permafrost di superficie rispetto a quello sotterraneo; al contrario, il <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/article\/metano-emissioni-aumento-pandemia\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">CH4<\/a> viene emesso pi\u00f9 facilmente dal permafrost sotterraneo. Purtroppo le misurazioni delle emissioni di CO\u2082 e CH\u2084 osservate durante le incubazioni del permafrost sono risultate <strong>eterogenee e difficili da prevedere<\/strong>. Le emissioni di gas serra dal permafrost profondo <strong>non seguono tendenze chiare<\/strong> in relazione alla temperatura di disgelo. Un\u2019eterogeneit\u00e0 probabilmente dovuta alla combinazione di <strong>molteplici fattori<\/strong>, tra cui le quantit\u00e0 di gas intrappolato, la composizione della comunit\u00e0 microbica, la temperatura di disgelo e la disponibilit\u00e0 di substrati organici e di ossigeno molecolare.<\/p>\n<p>Conclusioni poco conclusive (si perdoni il gioco di parole), per il momento: sembra infatti molto difficile controllare tutte le variabili in gioco. L\u2019impatto della degradazione del carbonio organico da parte dei microbi dal permafrost scongelato rimane, di fatto, <strong>ancora da decifrare<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Da tempo ormai si susseguono notizie che annunciano il ritorno in vita di virus, batteri e altri microrganismi&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":173573,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[173],"tags":[4924,8840,1537,90,89,240,195,198,199,197,200,201,194,196],"class_list":{"0":"post-173572","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-scienza-e-tecnologia","8":"tag-ambiente","9":"tag-clima","10":"tag-it","11":"tag-italia","12":"tag-italy","13":"tag-salute","14":"tag-science","15":"tag-science-and-technology","16":"tag-scienceandtechnology","17":"tag-scienza","18":"tag-scienza-e-tecnologia","19":"tag-scienzaetecnologia","20":"tag-technology","21":"tag-tecnologia"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/173572","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=173572"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/173572\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/173573"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=173572"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=173572"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=173572"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}