{"id":174066,"date":"2025-10-20T03:11:12","date_gmt":"2025-10-20T03:11:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/174066\/"},"modified":"2025-10-20T03:11:12","modified_gmt":"2025-10-20T03:11:12","slug":"il-vento-ha-smesso-di-soffiare-stop-al-maxi-parco-eolico-in-polonia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/174066\/","title":{"rendered":"Il vento ha smesso di soffiare. Stop al maxi parco eolico in Polonia"},"content":{"rendered":"<p>I danesi di Vestas fermano la produzione di pale e turbine: poca domanda, costi elevati.Il vento che doveva portare la rivoluzione verde in Europa si \u00e8 fermato. E insieme si \u00e8 spenta anche la retorica del Green deal. Il sogno costoso e ideologico che prometteva di sostituire il carbone con le pale eoliche, il gas con le batterie, la realt\u00e0 con i comunicati stampa. Ora, tra pale ferme, fabbriche rimaste sulla carta e convulsi piani di ristrutturazione, sembra che la transizione verde abbia imboccato la via del fallimento annunciato.L\u2019ultima notizia arriva dalla Danimarca, patria del vento e delle illusioni sostenibili. Vestas wind systems, uno dei colossi mondiali delle turbine eoliche, ha deciso di interrompere la costruzione del suo nuovo impianto in Polonia, un mega stabilimento da 1.000 posti di lavoro che avrebbe dovuto produrre le pale per le nuove turbine offshore. Motivo? \u00abLa domanda in Europa \u00e8 inferiore alle attese\u00bb, ha spiegato l\u2019amministratore delegato, Henrik Andersen. Tradotto: non compra pi\u00f9 nessuno.L\u2019Europa che doveva correre verso l\u2019indipendenza energetica \u00e8 finita sugli scogli a causa del turbinare dei costi: acciaio alle stelle, tassi d\u2019interesse alta come il cielo e sussidi sempre pi\u00f9 insostenibili per le casse degli Stati. Le aste pubbliche per i nuovi parchi eolici in Germania e Danimarca sono andate deserte. I progetti vengono rinviati, i governi tirano il freno, gli investitori scappano. WindEurope &#8211; che non \u00e8 Greenpeace ma un\u2019associazione di industriali &#8211; ha certificato un crollo degli investimenti del 50% in un solo anno. Il vento, insomma, non spinge pi\u00f9. N\u00e9 le turbine, n\u00e9 i profitti. E quando anche i danesi cominciano a tirare i remi in barca, \u00e8 segno che il mare si \u00e8 fatto davvero grosso. A confermarlo, sempre dalle parti di Copenaghen c\u2019\u00e8 il caso Orsted, un altro simbolo della grande illusione verde. Fino a ieri celebrata come la regina dell\u2019eolico per i suoi numerosi parchi offshore, Orsted ha annunciato la settimana scorsa un maxi-taglio del personale. Duemila posti di lavoro in meno entro il 2027, un quarto dell\u2019intera forza lavoro. Il nuovo amministratore delegato, Rasmus Errboe, ha spiegato che si tratta di \u00abfocalizzare il business\u00bb. Un modo elegante per dire che l\u2019azienda non regge pi\u00f9 il peso dei suoi stessi sogni.Negli Stati Uniti ha perso miliardi, bloccata da inflazione, tassi di interesse e opposizione politica. In Asia i progetti rallentano, in Europa si stringe la cinghia. Il futuro verde si \u00e8 colorato del rosso dei bilanci in perdita. Orsted naviga ora a vista, concentrandosi su un mercato europeo sempre pi\u00f9 affollato e meno redditizio. L\u2019azienda che doveva guidare la rivoluzione eolica oggi riduce le vele, per usare un linguaggio marinaro. Ma la verit\u00e0 \u00e8 che sta affondando lentamente, come tutto un modello economico costruito su incentivi, debito e ottimismo a credito. Nel frattempo, c\u2019\u00e8 chi \u00e8 gi\u00e0 andato a fondo del tutto. La svedese Northvolt, fiore all\u2019occhiello della \u00absovranit\u00e0 industriale europea\u00bb sulle batterie, \u00e8 finita in bancarotta.La fabbrica che doveva essere la Tesla del Nord \u00e8 stata smembrata e venduta a pezzi alla statunitense Lyten. Addio sogni di autonomia strategica, addio gigafactory made in Ue. Rimane un cumulo di capannoni vuoti e centinaia di operai licenziati che ora sperano di essere riassunti da chi, ironia della sorte, viene dal Paese da Donald Trump considerato dagli eco-fanatici il nemico da abbattere. E se quello del Presidente Usa fosse solo buon senso nel mettere ordine nella rivoluzione verde?\u00c8 questo, oggi, il paesaggio della transizione ecologica europea: un cimitero di progetti costosi e slogan esausti, dove il vento non soffia pi\u00f9 e il sole non basta a illuminare i conti. Bruxelles aveva promesso crescita, occupazione, indipendenza energetica. Ha ottenuto invece inflazione, debiti e aziende in fuga. Forse qualcuno, a questo punto, dovrebbe avere il coraggio di dirlo chiaramente: il Green deal non \u00e8 un \u00abpiano per il futuro\u00bb, ma un esperimento fallito in tempo reale.\n<\/p>\n<p>\n        Il giubileo Lgbt a Roma del settembre 2025 (Ansa)\n    <\/p>\n<p>\n        Mario Venditti. Nel riquadro, da sinistra, Francesco Melosu e Antonio Scoppetta (Ansa)\n    <\/p>\n<p>\n        Nel riquadro: Ferdinando Ametrano, ad di CheckSig (IStock)\n    <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"I danesi di Vestas fermano la produzione di pale e turbine: poca domanda, costi elevati.Il vento che doveva&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":174067,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[172],"tags":[178,4924,177,7714,54789,106136,3085,755,1537,90,89,13221,24960,106135],"class_list":{"0":"post-174066","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-affari","8":"tag-affari","9":"tag-ambiente","10":"tag-business","11":"tag-crisi","12":"tag-eolico","13":"tag-eolico-polonia","14":"tag-europa","15":"tag-green","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy","19":"tag-polonia","20":"tag-stop","21":"tag-vestas"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/174066","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=174066"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/174066\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/174067"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=174066"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=174066"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=174066"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}