{"id":174268,"date":"2025-10-20T06:48:11","date_gmt":"2025-10-20T06:48:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/174268\/"},"modified":"2025-10-20T06:48:11","modified_gmt":"2025-10-20T06:48:11","slug":"la-pubblicita-ci-mise-48-ore-a-trovarmi-storia-di-una-neomamma-che-ha-staccato-i-social-non-si-torna-indietro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/174268\/","title":{"rendered":"\u00abLa pubblicit\u00e0 ci mise 48 ore a trovarmi\u00bb: storia di una neomamma che ha staccato i social. \u00abNon si torna indietro\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Irene Soave<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">La newsletter \u00abBig Bubble\u00bb di questa settimana: il diario americano di una maternit\u00e0 molto tech e quello, italiano, di una mamma che ha cancellato Instagram per stare meglio<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Questo articolo \u00e8 tratto da Big Bubble, la nuova newsletter del Corriere firmata da Irene Soave: \u00e8 gratuita, arriva la domenica mattina e<a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/newsletter\/?theme=73&amp;bsft_eid=d2d56654-43ba-482a-969a-e5f00c1b455f&amp;bsft_clkid=dfe11d03-2985-45d7-a933-795ede75b087&amp;bsft_uid=86e79124-6780-4f0c-9fc2-21fbbed4abd5&amp;bsft_mid=c3b94219-7a45-40ea-addf-3d7ae94f0970&amp;bsft_txnid=a42cffa9-13fd-446a-81fd-1c26340e34a9&amp;bsft_aaid=72bb9dec-3452-4075-a63c-0f8d60246a1e&amp;bsft_utid=86e79124-6780-4f0c-9fc2-21fbbed4abd5-Newsletter_COR_PRIMAORA&amp;bsft_mime_type=html&amp;bsft_ek=2025-07-18T19%3A22%3A26Z&amp;bsft_lx=9&amp;bsft_tv=508\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"> ci si iscrive qui<\/a><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Scarica un&#8217;app per il ciclo mestruale, che le dice cosa mangiare secondo le diverse fasi, che umore aspettarsi, come aumentare le possibilit\u00e0 di concepire; quando scopre di essere incinta sblocca la \u00abmodalit\u00e0 gravidanza\u00bb, e sullo schermo compare \u00abun grappolino di cellule che galleggiava pigro intorno a una sfera venata\u00bb. L&#8217;app si chiama Flo, e l&#8217;esperienza di visualizzare lo zigote, poi embrione poi feto, comparato per dimensioni e forma <b>prima a un pisellino poi a un fico poi a un&#8217;albicocca eccetera<\/b>, \u00e8 delle pi\u00f9 comuni tra le donne che in quest&#8217;epoca si preparano a diventare madri.\u00a0    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Altrettanto comune \u00e8 l&#8217;esperienza social: <b>\u00abI brand ci misero 48 ore a trovarmi\u00bb. <\/b>Due giorni dopo il test di gravidanza positivo, su Instagram iniziano a spuntare pubblicit\u00e0 a tema. Vitamine prenatali, abbigliamento premaman, persino videogiochi di simulazione con la protagonista incinta. \u00abUna volta che fui incinta, la pubblicit\u00e0 su Instagram si fece cos\u00ed personalizzata da sembrare intima, bench\u00e9 fosse esattamente il contrario: rappresentava l\u2019annientamento della mia privacy. Gli annunci mirati mi raggiunsero prima che avessi trovato un ginecologo\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Sono tra le prime righe di Un&#8217;altra vita (Einaudi, buona traduzione di Alessandra Neve e Isabella Zani), il memoir della gravidanza e del puerperio di <b>Amanda Hess, giornalista del New York Times <\/b>che scrive di cultura digitale e tecnologie. Le 260 pagine che seguono cuciono insieme alla storia di Amanda e del suo bambino \u00abAlma\u00bb le tecnologie di oggi e le teorie pedagogiche, ginecologiche e persino eugenetiche del passato; la gravidanza e la fertilit\u00e0; la puericultura e il femminismo.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Hess, a suo agio con app, piattaforme social e device, li usa dapprima in modo entusiasta. Ma quasi subito, <b>quando si scopre che il suo bambino ha un&#8217;anomalia genetica<\/b>, la presenza delle voci esterne di influencer e dispositivi diventa inquietante.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il bambino &#8211; mi permetto uno spoiler perch\u00e9 questo libro vorrei lo leggessero le mie amiche in attesa, o madri da poco, che forse con questa apprensione supplementare non lo aprirebbero &#8211; finir\u00e0 per stare bene.   Nel frattempo per\u00f2 sua madre descrive bene <b>l&#8217;assedio di voci \u00abautorevoli\u00bb<\/b> che la raggiungono settimana dopo settimana, ecografia dopo ecografia.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Le utenti anonime della chat di Flo, che si augurano reciprocamente di concepire e <b>descrivono i loro parti splatter<\/b> terrorizzando le altre. Le newsletter su come vestirsi e come mangiare. I medici privi di empatia che Amanda incontra; i forum dove cerca disperatamente <b>le conseguenze teratogene dell&#8217;ansiolitico assunto<\/b>, una volta soltanto, per calmarsi dopo il test di gravidanza positivo. I gruppi Facebook delle <b>adepte del \u00abFree Birth\u00bb<\/b>, cio\u00e8 il parto non ospedalizzato. I tutorial online sull&#8217;allattamento. <b>Le tradwife di TikTok e i loro incanti domestici. <\/b>Le voci delle app di domotica come il lettino autocullante, o la macchina per il rumore bianco, che informano i genitori nell&#8217;altra stanza che \u00abil tuo bambino \u00e8 tranquillo\u00bb o \u00abha bisogno di te\u00bb. Le divulgatrici social che demoliscono i cartoni animati Disney, i cornflakes, i ciucci in plastica. <b>I guru della \u00abmaternit\u00e0 consapevole\u00bb<\/b> che parlano dei traumi inflitti ai millennial dai loro genitori, dicendo loro esplicitamente che saranno \u00abi genitori migliori della storia\u00bb, ma implicitamente anche che basta un piccolo errore e i loro figli saranno traumatizzati per sempre. I genitori dei gruppi di famiglie con bimbi dalle malattie rare, che si chiedono l&#8217;un l&#8217;altro \u00abL&#8217;hai scoperto prima che nascesse?\u00bb, \u00abche era un altro modo per chiedere &#8211; scrive Hess &#8211; &#8220;lo hai scelto tu?&#8221;\u00bb. <b>Le pubblicit\u00e0 dell&#8217;industria dei test prenatali. <\/b>I Reddit che li confrontano. La censura diffusa per ogni aspetto cosiddetto medicalizzato di gravidanza, parto, puerperio.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Soprattutto le pubblicit\u00e0, pubblicit\u00e0 ovunque, collegate a consigli, proposte dall&#8217;algoritmo, inviate via mail, <b>come tasse sull&#8217;intimit\u00e0 di un momento miliare<\/b>.  Insomma l&#8217;esperienza media di una maternit\u00e0 in un Paese non povero e non in guerra, nell&#8217;anno del Signore 2025. Una dimensione a cui non \u00e8 facilissimo sottrarsi.\u00a0<\/p>\n<p>    \u00abIo voglio che su internet non ci sia traccia di mia figlia\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00a0Qualcuno, per\u00f2, a sottrarsi ci prova. E spesso, senza sorpresa, sono persone che con i social e il digitale ci lavorano, e ne conoscono meglio gli aspetti pi\u00f9 invadenti. Proprio come Amanda Hess.   <b>Claudia N., 35 anni, residente a Milano, \u00e8 madre di una bambina di nove mesi.<\/b> Da molti anni segue la comunicazione social di una grande azienda, e con i social media ha costruito una carriera. Dal quinto mese di gravidanza, per\u00f2, <b>ha disinstallato dal suo smartphone tutte le app dei social.<\/b>\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Come Amanda Hess nel suo libro, anche Claudia racconta che \u00abInstagram ha capito subito che ero incinta, e mi ha subito proposto contenuti a tema. Come molte donne in quella fase della vita ero molto agitata gi\u00e0 di mio. Non ho una grande esperienza di bambini, sono cresciuta da figlia unica in una casa senza cugini o nipoti, mi sembrava di essere molto impreparata. Ho iniziato cos\u00ec a salvare un reel dopo l&#8217;altro. &#8220;I tre segni che il tuo bambino potrebbe essere autistico&#8221;. &#8220;Le tre posizioni da non assumere in gravidanza&#8221;. &#8220;Tre cose di cui hai bisogno per dormire bene in gravidanza&#8221;. &#8220;Se il tuo bambino fa questo movimento, potrebbe avere un ritardo&#8221;. &#8220;Il peggior errore di molti genitori&#8221;. &#8220;Cose che avrei voluto sapere prima di diventare madre&#8221;. E cos\u00ec via. Naturalmente, pi\u00f9 salvavo questi contenuti pi\u00f9 &#8220;addestravo&#8221; l&#8217;algoritmo a propormene altri, con relative notifiche su notifiche. Ma mi sono accorta molto presto che anzich\u00e9 sentirmi pi\u00f9 preparata e competente mi sentivo pi\u00f9 insicura. Come se mi mancasse qualcosa\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>E perch\u00e9 ti sembrava che questa insicurezza venisse dai social?\u00a0<\/b><br \/>\u00abPerch\u00e9 parlando con le persone nella vita vera, le mie amiche, mia madre, i medici, le ostetriche del corso pre-parto, invece stavo sempre meglio. L\u00ec s\u00ec che sentivo fiducia. Oppure leggendo libri, cio\u00e8 ragionamenti articolati in pi\u00f9 di trenta secondi di video da persone di chiara autorevolezza. Le voci dei social ho iniziato presto a detestarle. Mi sembravano sempre partire dal presupposto che ci fosse una mole infinita di nozioni e saperi a me totalmente ignoti, e che io potessi accedervi solo a pezzetti, a piccoli spezzoni da pochi secondi, che non bastavano mai\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Cos\u00ec hai tolto Instagram.\u00a0<\/b><br \/>\u00abEra l&#8217;ultimo social che davvero usavo. Il mio account ora esiste, ma devo accedere dal pc per usarlo, non ho pi\u00f9 notifiche, posso vedere qualcosa ogni tanto ma non \u00e8 pi\u00f9 un&#8217;ossessione. Il mio tempo al cellulare si \u00e8 ridotto del 25%. E anche questo va in una direzione che mi sono imposta. Da subito ho deciso che la mia bambina mi avrebbe vista assai poco con lo smartphone in mano\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>E come sta andando?\u00a0<\/b><br \/>\u00abNon si torna indietro. Pensavo che sarei stata ancor pi\u00f9 tagliata fuori dalle vite dei miei cari, dall&#8217;attualit\u00e0, ancor pi\u00f9 rinchiusa in una bolla domestica, ma non \u00e8 andata affatto cos\u00ec. E tutti i contenuti cosiddetti &#8220;utili&#8221; che temevo avrei perso li ho appresi in altro modo. Pensa, non avevo bisogno delle &#8220;tre ricette senza glutine&#8221; di Baby Anna per svezzare mia figlia&#8230; e tutte le istruzioni per chiedere il congedo di maternit\u00e0, l&#8217;assegno famigliare eccetera, guarda un po&#8217;, le ho chieste al Caf e al sindacato! Che mi hanno aiutata per davvero. Ricordo che avevo salvato un reel sulle dieci posizioni per partorire. Ma in sala parto c&#8217;\u00e8 l&#8217;ostetrica&#8230;\u00bb\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>A cosa hai rinunciato?<\/b><br \/>\u00abA una cosa utile e a una inutile. Quella utile: per molti lavori, tra cui il mio, avere una personalit\u00e0 pubblica sui social \u00e8 importante. Porta crescita professionale. A questa opportunit\u00e0 per il momento ho rinunciato, ma forse non ero bravissima a usarla neppure prima\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>E la cosa inutile?\u00a0<\/b><br \/>\u00abI messaggi di congratulazioni delle migliaia di persone con cui sono in contatto sui social, del ragazzo incontrato sei anni fa al torneo di beach volley di Bibione, della compagna del ginnasio. Non voglio sminuire questa bottarella di endorfine: quando ti nasce un figlio sei cos\u00ec contento che molti non riescono a non condividere questo sentimento urbi et orbi. Ma il mio compagno e io non abbiamo avuto dubbi. Per noi ci sono cose pi\u00f9 importanti, come la sicurezza della bambina\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Tu lavori da sempre coi social. Davvero sono cos\u00ec minacciosi?<\/b><br \/>\u00abSo troppo sulla pedofilia e sui modi in cui una foto si diffonde, anche senza intenzioni cattive, per lasciare che circolino online foto della mia bambina. Io voglio proprio che sul web non ci siano tracce della sua esistenza, non ho scritto che sono diventata madre, non ho messo neppure la foto del piedino. Per l&#8217;algoritmo, che della mia gravidanza &#8220;sapeva&#8221;, diciamo, potrei averla data in adozione. Molte persone non sanno che sono madre. Gli amici ci capiscono. E ai parenti ogni volta che mandiamo una sua foto ingiungiamo di non condividerla nemmeno sul gruppo delle amiche con cui vanno a camminare, perch\u00e9 le foto circolano in modi che nessuno prevede\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Negli ultimi anni sembra sempre pi\u00f9 che i social siano una cosa da cui difendersi, non pi\u00f9 un&#8217;opportunit\u00e0 divertente. \u00c8 cos\u00ec?\u00a0<\/b><br \/>\u00abIo lo penso. Ho una carriera costruita anche grazie alla cultura digitale, molte amicizie che ho sono nate o si sono approfondite sui social. Eppure col tempo ho capito che avevo pi\u00f9 da perdere. La maternit\u00e0 poi \u00e8 un formidabile acceleratore di questi processi. Ero molto vulnerabile e insicura, certo. Ma anche molto determinata a fare il meglio per la mia bambina, e la cosa pazzesca della gravidanza \u00e8 che il meglio per il piccolo coincide con quel che \u00e8 meglio per te. La tua calma \u00e8 la sua, la tua nutrizione \u00e8 la sua. E poi sei molto predisposta gi\u00e0 a grandi cambiamenti, quindi puoi farne uno in pi\u00f9. C&#8217;\u00e8 chi diventa vegetariano, naturalmente chi fuma smette. Io ho staccato i social, e sto molto meglio cos\u00ec\u00bb.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2025-10-19T22:54:29+02:00\">20 ottobre 2025<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Irene Soave La newsletter \u00abBig Bubble\u00bb di questa settimana: il diario americano di una maternit\u00e0 molto tech&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":174269,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[172],"tags":[8435,106316,106317,15008,106318,106319,106320,106321,106322,10883,178,8075,2537,16460,106302,223,10246,4158,2766,694,6512,106303,37,106304,177,3079,1902,6913,2042,9084,106305,13583,122,1644,106306,1278,4916,2429,16873,92981,6196,4876,3384,46940,228,2753,1232,106307,4067,106301,16792,52,6990,106308,230,1348,1537,90,89,722,1211,4045,8655,5735,6959,793,1222,8966,5983,39602,10519,2166,1315,3457,7871,7386,2123,22943,106309,2895,13592,106310,27250,65275,19320,6502,19930,11603,1925,989,8970,1686,106311,48935,42776,106312,2183,1567,4920,2453,2641,106313,106314,5583,106315,50554,21742,8112,8188],"class_list":{"0":"post-174268","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-affari","8":"tag-abbigliamento","9":"tag-abbigliamento-premaman","10":"tag-abbigliamento-premaman-videogiochi","11":"tag-accedere","12":"tag-accedere-pc","13":"tag-accedere-pc-usarlo","14":"tag-accedervi","15":"tag-accedervi-pezzetti","16":"tag-accedervi-pezzetti-piccoli","17":"tag-acceleratore","18":"tag-affari","19":"tag-algoritmo","20":"tag-altra","21":"tag-amanda","22":"tag-amanda-hess","23":"tag-amiche","24":"tag-ancor","25":"tag-app","26":"tag-bambina","27":"tag-bambino","28":"tag-big","29":"tag-big-bubble","30":"tag-bisogno","31":"tag-bubble","32":"tag-business","33":"tag-capito","34":"tag-carriera","35":"tag-chiedere","36":"tag-cioe","37":"tag-claudia","38":"tag-concepire","39":"tag-contenuti","40":"tag-cose","41":"tag-cultura","42":"tag-cultura-digitale","43":"tag-davvero","44":"tag-digitale","45":"tag-donne","46":"tag-eccetera","47":"tag-ecografia","48":"tag-errore","49":"tag-esperienza","50":"tag-figlia","51":"tag-flo","52":"tag-foto","53":"tag-genitori","54":"tag-gravidanza","55":"tag-gravidanza-positivo","56":"tag-gruppi","57":"tag-hess","58":"tag-incinta","59":"tag-indietro","60":"tag-iniziato","61":"tag-insicura","62":"tag-instagram","63":"tag-inutile","64":"tag-it","65":"tag-italia","66":"tag-italy","67":"tag-lavori","68":"tag-libro","69":"tag-madre","70":"tag-madri","71":"tag-mangiare","72":"tag-maternita","73":"tag-media","74":"tag-medici","75":"tag-modi","76":"tag-molte","77":"tag-naturalmente","78":"tag-newsletter","79":"tag-notifiche","80":"tag-online","81":"tag-opportunita","82":"tag-parto","83":"tag-piccolo","84":"tag-positivo","85":"tag-posizioni","86":"tag-prenatali","87":"tag-presto","88":"tag-pubblicita","89":"tag-puerperio","90":"tag-reel","91":"tag-rinunciato","92":"tag-scopre","93":"tag-scrive","94":"tag-secondi","95":"tag-sembrava","96":"tag-sentivo","97":"tag-settimana","98":"tag-smartphone","99":"tag-social","100":"tag-social-davvero","101":"tag-sottrarsi","102":"tag-staccato","103":"tag-staccato-social","104":"tag-stare","105":"tag-storia","106":"tag-tecnologie","107":"tag-tema","108":"tag-test","109":"tag-test-gravidanza","110":"tag-test-gravidanza-positivo","111":"tag-torna","112":"tag-torna-indietro","113":"tag-trovarmi","114":"tag-utile","115":"tag-voci","116":"tag-voglio"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":"Validation failed: Text character limit of 500 exceeded"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/174268","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=174268"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/174268\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/174269"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=174268"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=174268"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=174268"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}