{"id":174834,"date":"2025-10-20T13:29:10","date_gmt":"2025-10-20T13:29:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/174834\/"},"modified":"2025-10-20T13:29:10","modified_gmt":"2025-10-20T13:29:10","slug":"aise-it-agenzia-internazionale-stampa-estero-17","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/174834\/","title":{"rendered":"Aise.it &#8211; Agenzia Internazionale Stampa Estero"},"content":{"rendered":"<p><strong>FRANCOFORTE\\ aise\\ &#8211; <\/strong>Un nuovo saggio che non si limita a ripercorrere la storia della scienza, ma mostra il cambiamento di mentalit\u00e0 e dei paradigmi che hanno trasformato la nostra idea di \u201ccielo\u201d, rendendo tangibile la portata filosofica della rivoluzione scientifica e &#8211; negli ultimi sessant\u2019anni &#8211; di quella esplorativa del sistema solare ed oltre, fino al confine estremo dell\u2019universo. Questo \u00e8 \u201c<strong>Ai confini dell\u2019Universo &#8211; Dalle sfere celesti all\u2019esplorazione spaziale<\/strong>\u201d (Laterza,2025),  il nuovo libro dell\u2019autore italiano, ma francofortese di adozione, <strong>Paolo Ferri<\/strong>, che il <strong>Consolato Generale d\u2019Italia a Francoforte sul Meno <\/strong>ha incontrato e intervistato in occasione della <strong>Fiera del Libro <\/strong>della citt\u00e0 tedesca. L&#8217;intervista \u00e8 curata da <strong>Michele Santoriello<\/strong>.<br \/>Di seguito l&#8217;intervista integrale:<br \/>&#8220;Strutturato in tre parti dedicate rispettivamente a \u201cLa fine delle sfere celesti\u201d,  al \u201cRegno del Sole\u201d e ad \u201cInfiniti mondi\u201d, questo libro si rivolge a chi non \u00e8 esperto di astronomia ma \u00e8 curioso di capire come si sia evoluta la nostra concezione del cosmo. L\u2019autore combina la storia delle idee (visioni antiche, frammenti filosofici, rivoluzioni scientifiche) con le scoperte e gli sviluppi tecnologici e di ricerca attuali, non solo descrivendo i fatti, ma anche esprimendo considerazioni su che cosa significhi per l\u2019essere umano osservare l\u2019universo, su come cambia la nostra percezione del mondo man mano che le frontiere dell\u2019osservabile si sono spostate e si spostano. Un testo che unisce rigore scientifico ad una appassionata capacit\u00e0 narrativa.<br \/>D. Quale trasformazione culturale e scientifica rappresenta il passaggio dalle \u201csfere celesti\u201d all\u2019universo moderno? Che cosa comporta, secondo l\u2019autore, la \u201cperdita di centralit\u00e0\u201d della Terra nell\u2019universo?<br \/>R. Il giorno in cui Galileo scopr\u00ec le lune di Giove al telescopio, il 7 gennaio 1610, segna uno sconvolgimento completo della nostra idea di mondo. Solo quel giorno si compie la rivoluzione copernicana, iniziata quasi ottant\u2019anni prima. Quel giorno nasce l\u2019astronomia moderna, la fisica e l\u2019astronomia si fondono, staccandosi definitivamente dalla teologia. Nasce la scienza come la intendiamo ancora oggi. In mezzo a tutto questo, in fondo, la perdita di centralit\u00e0 della Terra e dell\u2019Umanit\u00e0 nell\u2019universo sono quasi un effetto secondario. Tanto pi\u00f9 che nei secoli successivi dovevano arrivare altre batoste: prima togliamo anche il Sole dal centro del cosmo, riducendolo a una stella come tante, poi lo dobbiamo collocare alla periferia della Galassia. E infine, solo un secolo fa, che la nostra non \u00e8 che una di centinaia di miliardi di altre galassie. Ormai abbiamo dovuto accettare la nostra profonda irrilevanza cosmica. Forse resta ancora vivo un solo punto di orgoglio: la vita come quella terrestre non l\u2019abbiamo ancora trovata altrove. Ma \u00e8 solo questione di tempo, presto anche questa illusione di essere speciali verr\u00e0 smontata da nuove scoperte astronomiche.<br \/>D. Quali sono le principali tappe della rivoluzione copernicana e perch\u00e9 hanno cambiato il nostro modo di pensare?<br \/>R. A partire da Copernico, che ebbe non solo l\u2019intuizione, ma anche alla fine il coraggio di mettere in discussione la centralit\u00e0 (e l\u2019immobilit\u00e0) della Terra nel cosmo, ci \u00e8 voluto oltre un secolo per completare il processo. Prima Tycho Brahe abbatte il dogma aristotelico dell\u2019immutabilit\u00e0 delle sfere celesti, dimostrando che le comete e le stelle novae, fenomeni variabili, si trovano molto oltre la sfera della Luna. Poi Johannes Kepler, usando le osservazioni e misure accurate di Tycho, scopre che i pianeti ruotano attorno al Sole su orbita ellittiche, e non circolari come voleva l\u2019astronomia-teologia dominante.<br \/>Ma ci vuole Galileo, con il suo uso del telescopio e l\u2019approccio di scienziato moderno, per dimostrare che la Luna e i pianeti non sono diversi dalla Terra, per cui non c\u2019\u00e8 niente di strano a sostenere che la Terra orbita attorno al Sole come gli altri pianeti. Il mondo celeste diventava tutt\u2019uno con quello terrestre. La rivoluzione copernicana era compiuta. L\u2019ultimo tassello per\u00f2 doveva mettercelo Isaac Newton, verso la fine del Seicento deriva le leggi fisiche che regolano il moto dei pianeti, e le collega a quelle della caduta dei corpi sulla Terra. Ora cielo e terra erano uniti anche da una sola formula matematica: la legge di gravitazione universale. In questi pochi passaggi era nata la modernit\u00e0. Ancora oggi la scienza \u00e8 basata sui principi e le leggi sviluppate in quel secolo sconvolgente. Ancora oggi usiamo le leggi di Newton per descrivere il movimento di qualsiasi cosa, sulla Terra e nel cielo.<br \/>D. Nel libro parli ampiamente anche dell\u2019esperienza dell\u2019esplorazione spaziale dal punto di vista umano e tecnico, come l\u2019affronti questa volta rispetto ai tuoi saggi precedenti?<br \/>R. La parte centrale del libro, dove si parla di esplorazione spaziale, non differisce molto dai libri precedenti. Anche qui, appunto, i fattori umani si mescolano a quelli tecnici, diventano quasi la base su cui si realizzano le conquiste tecnologiche e operative. Forse l\u2019unica differenza \u00e8 che stavolta in racconto di missioni su cui non ho lavorato direttamente. Ma non rinuncio a menzionare gli aneddoti che, in vari momenti della mia carriera, mi hanno legato a queste missioni, da Voyager a New Horizons, attraverso il mio incontro con i loro protagonisti. E poi non ho potuto rinunciare a paragonare le esperienze incredibili di esplorazione spaziale vissute da questa missioni a momenti simili che ho vissuto io, come ad esempio le paure, risultate poi infondate, vissute durante l\u2019attraversamento della fascia degli asteroidi.<br \/>D. Quale ruolo gioca la curiosit\u00e0 nella storia dell\u2019astronomia e nella conquista dello spazio?<br \/>R. La curiosit\u00e0 gioca un ruolo fondamentale nella storia dell\u2019Umanit\u00e0. E nel caso dell\u2019astronomia prima, e dell\u2019esplorazione spaziale poi, comincia quando alziamo lo sguardo verso il cielo. Lo spettacolo che ci si presenta \u00e8 travolgente, incredibile. Cos\u00ec cominciamo prima a chiederci cosa stiamo osservando, poi a cercare di descrivere e prevedere i movimenti dei corpi celesti, del Sole, della Luna, dei pianeti e delle stelle. Infine ci domandiamo come possiamo cercare di avvicinarci a questi oggetti meravigliosi, per capire meglio che cosa siano. E da questo impulso di curiosit\u00e0 nasce l\u2019esplorazione spaziale. Tutto il resto \u00e8 un gran lavoro di sottofondo, studio, osservazione, sviluppo tecnologico. Fino a quando siamo pronti per il prossimo balzo.<br \/>D. Cosa intendi quando parli dei \u201cconfini dell\u2019universo\u201d come di un limite mobile del nostro sguardo?<br \/>R. I confini dell\u2019universo sono cambiati nel corso dei secoli, allontanandosi sempre pi\u00f9, grazie alla tecnologia. Per millenni abbiamo conosciuto i pianeti solo fino a Saturno, e le stelle lontane erano solo nei punti sullo sfondo, una specie di coperta celeste. La scoperta del telescopio presto ci ha fatto scoprire nuovi pianeti, sempre pi\u00f9 distanti da noi: Urano, Nettuno. Ma ci ha anche permesso di scoprire che le stelle, per quanto lontanissime, formano strutture diverse, le galassie. Il confine si spostava sempre pi\u00f9 in l\u00e0. Oggi, con i telescopi moderni e quelli spaziali, siamo in grado di arrivare a osservare galassie lontanissime, e antichissime, visto che la luce che ci arriva da loro ha viaggiato per quasi 14 miliardi di anni. Forse siamo arrivati a vedere il limite dell\u2019universo osservabile. Ma ci sono tante cose che ancora non capiamo, per cui la parola forse \u00e8 doverosa in una scienza giovane e complessa come la cosmologia. Futuri strumenti e tecnologie potrebbero, chiss\u00e0, allontanare ulteriormente questo confine.<br \/>D. In che senso il libro invita a vedere continuit\u00e0, e non rottura, tra il pensiero antico e la scienza contemporanea?<br \/>R. La rottura a dire la verit\u00e0 c\u2019\u00e8 stata, al tempo di Galileo. Non \u00e8 solo l\u2019idea del mondo, ma il modo di affrontare la comprensione delle leggi che lo regolano \u00e8 cambiato allora radicalmente. Ma anche in quella rottura c\u2019\u00e8 stata una continuit\u00e0: la molla che spingeva gli studiosi del passato, quella curiosit\u00e0 che toglieva loro il sonno, che li spronava a costruire modelli del cielo sempre pi\u00f9 complessi e ad adottare soluzioni geometriche sempre pi\u00f9 geniali. Quella curiosit\u00e0 irrefrenabile \u00e8 la stessa che muove gli scienziati moderni. \u00c8 l\u2019essenza stessa dal nostro essere umani.<br \/>D. Vi \u00e8 un messaggio finale che Paolo Ferri vuole trasmettere anche alle giovani generazioni sul rapporto tra conoscenza, meraviglia e futuro della scoperta scientifica?<br \/>R. Provate ad alzare gli occhi dagli schermi del vostro cellulare. Osservate il cielo notturno, ma osservate anche il mondo che vi circonda. E domandatevi, per ciascuno dei fenomeni che vedete, il volo di un insetto, quello di un aeroplano, il canto di un uccello o il suono di uno strumento musicale, se capite come funziona. Incuriositevi di tutto. Perch\u00e9 tutto \u00e8 degno di meraviglia, e le cose da scoprire e da capire sono infinite. La scienza cerca le risposte, ma vive di domande. Il giorno che smetteremo di farci domande sar\u00e0 la fine della scienza, del progresso, dell\u2019Umanit\u00e0.<br \/>D. Grazie Paolo Ferri per questa occasione di parlare del tuo libro nella citt\u00e0 che in questi giorni accoglie autrici ed autori da tutto il mondo.<br \/>Sappiamo che questo tuo nuovo fresco di stampa verr\u00e0 presentato nei prossimi giorni anche a Francoforte, e siamo certi che ancora una volta questo saggio elegante, accessibile e poetico, capace di unire precisione scientifica e sensibilit\u00e0 umanistica, affasciner\u00e0 lettrici e lettori ben oltre i confini della citt\u00e0 sul Meno&#8221;. <strong>(aise)\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"FRANCOFORTE\\ aise\\ &#8211; Un nuovo saggio che non si limita a ripercorrere la storia della scienza, ma mostra&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":174835,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1445],"tags":[19287,19289,4117,1608,14,184,203,768,19288,204,1537,90,89,1609,477,9151],"class_list":{"0":"post-174834","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-libri","8":"tag-agenzia-aise","9":"tag-agenzia-internazionale-stampa-estero","10":"tag-aise","11":"tag-books","12":"tag-cronaca","13":"tag-economia","14":"tag-entertainment","15":"tag-esteri","16":"tag-giornale-online","17":"tag-intrattenimento","18":"tag-it","19":"tag-italia","20":"tag-italy","21":"tag-libri","22":"tag-politica","23":"tag-spettacoli"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115406737463881386","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/174834","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=174834"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/174834\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/174835"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=174834"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=174834"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=174834"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}