{"id":17501,"date":"2025-07-30T06:49:13","date_gmt":"2025-07-30T06:49:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/17501\/"},"modified":"2025-07-30T06:49:13","modified_gmt":"2025-07-30T06:49:13","slug":"guida-completa-ai-dazi-laccordo-usa-ue-limpatto-sui-prezzi-e-chi-paghera-il-conto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/17501\/","title":{"rendered":"Guida completa ai dazi: l\u2019accordo Usa-Ue, l\u2019impatto sui prezzi e chi pagher\u00e0 il conto"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Francesco Bertolino e Mario Sensini<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12 is-mr-t-20\">Il Tesoro americano prevede 300 miliardi di introiti fiscali grazie all\u2019aumento delle tariffe. Ma chi li pagher\u00e0?<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">All\u2019indomani della vittoria di Donald Trump alle presidenziali di novembre,  tre ricerche si sono imposte su Google negli Stati Uniti: <b>Cosa sono i dazi? A che servono? Chi li pagher\u00e0?<\/b> Quattro mesi pi\u00f9 tardi, dopo il \u00abLiberation Day\u00bb del 2 aprile, \u00e8 toccato agli abitanti di tutto il resto del mondo compulsare internet alla ricerca delle stesse risposte.<b> Ora, per lo meno noi europei, e a scanso di sorprese, possiamo averne alcune e cominciare a fare i conti.<\/b><\/p>\n<p>    Perch\u00e9 Donald Trump ha alzato le barriere<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La Casa Bianca intende riequilibrare la bilancia commerciale: <b>nel 2024 gli Stati Uniti hanno importato dall\u2019estero merci per 3.296 miliardi di dollari e ne hanno vendute per 2.084 miliardi, con un disavanzo di 1.212 miliardi.<\/b> Rendendo pi\u00f9 costosi i beni stranieri, i dazi dovrebbero incentivare  la produzione americana.<b> Trump vuole cos\u00ec aumentare i posti di lavoro nella manifattura che in 50 anni \u00e8 scesa dal 24 all\u20198% dell\u2019occupazione totale negli Usa.<\/b>    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p>    Di quanto sono salite le imposte doganali<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il calcolo globale \u00e8 difficile perch\u00e9 la Casa Bianca sta modificando di continuo le aliquote mano a mano che stringe accordi commerciali con i vari Paesi. <b>L\u2019intesa appena raggiunta con l\u2019Ue, stima Ubs, ha pi\u00f9 che decuplicato la tassa doganale media sulle merci europee in arrivo negli Usa, dall\u20191,5% effettivo del 2024 al 15,2% attuale.<\/b><\/p>\n<p>    Chi pagher\u00e0 il conto delle tariffe<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">I dazi si riscuotono alla dogana, quando la merce arriva negli Usa. <b>L\u2019azienda produttrice potrebbe decidere di assorbire il dazio, accettando di sacrificare i suoi profitti, <\/b>se teme che un aumento dei prezzi scoprirebbe il fianco alla concorrenza locale o di altri Paesi. All\u2019opposto, qualora un\u2019impresa consideri il suo prodotto insostituibile o i suoi clienti \u00abinsensibili\u00bb al prezzo, pu\u00f2 mantenere i prezzi invariati e scaricare il maggior costo su importatori e   consumatori.<b> \u00c8 probabile che gran parte delle imprese europee opti per una soluzione intermedia, distribuendo in misura variabile l\u2019aggravio con il distributore e il cliente.<\/b><\/p>\n<p>APPROFONDISCI CON IL PODCAST<\/p>\n<p>    Gli effetti della misura: il precedente del 2018<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Oggi \u00e8 troppo presto per dire se i dazi di Trump ridurranno il deficit commerciale e rilanceranno la manifattura americana. <b>Per qualche indizio si pu\u00f2 guardare agli esiti del dazio fino al 50% imposto sulle lavatrici da Trump nel 2018 e in vigore sino al 2023<\/b>. Nei cinque anni il prezzo delle lavatrici negli Usa \u00e8 salito del 34%, pi\u00f9 del 23% dell\u2019inflazione generale, comportando <b>un extra-spesa per i consumatori americani di 1,5 miliardi<\/b>. <b>Nello stesso periodo i produttori di lavatrici hanno creato 1.800 posti di lavoro negli Usa.<\/b> Una volta eliminati i dazi, per\u00f2, l\u2019import di lavatrici in America \u00e8 tornato sopra ai livelli del 2018.<\/p>\n<p>    L\u2019impatto sui prezzi negli Stati Uniti<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Sinora l\u2019impatto dei dazi sui prezzi \u00e8 stato contenuto. A giugno l\u2019inflazione si \u00e8 attestata a +2,7%. <b>\u00c8 possibile che nell\u2019incertezza le imprese esitino ad alzare i prezzi oppure che abbiano fatto scorta prima del \u00abLiberation Day\u00bb<\/b>. Di norma, queste scorte durano 60-90 giorni, quindi l\u2019effetto dei dazi potrebbe avvertirsi soprattutto nella seconda parte dell\u2019anno.<\/p>\n<p>    Il gettito per l\u2019erario americano<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Fra gennaio e giugno le entrate doganali degli Stati Uniti sono pressoch\u00e9 raddoppiate, toccando i 108 miliardi.<\/b> Il Tesoro Usa prevede che a fine anno arriveranno a 300 miliardi. Se le importazioni o i consumi si ridurranno, per\u00f2, la cifra potrebbe rappresentare un picco.<\/p>\n<p>    Cosa contiene l\u2019accordo fra Stati Uniti e Ue<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Prevede un dazio generalizzato del 15% sulle importazioni europee negli Stati Uniti, con diverse eccezioni, tuttora oggetto di negoziato. <b>L\u2019Ue si \u00e8 poi impegnata ad acquistare petrolio e gas americani per 250 miliardi l\u2019anno e a investire 600 miliardi in armamenti.<\/b> Ma questi sono impegni che riguardano il settore privato o i governi nazionali sui quali la Ue pu\u00f2 prendere solo impegni politici non vincolanti.<\/p>\n<p>    La crescita pi\u00f9 sensibile all\u2019incertezza che ai dazi<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Il Fondo Monetario Internazionale, ieri, ha rivisto al rialzo le stime sull\u2019andamento dell\u2019economia mondiale<\/b>, basandosi su un dazio effettivo Usa medio del 17%, non lontano dal 15% concordato con la Ue. Siamo sempre su valori molti alti, pari a quelli degli anni \u201830 del secolo scorso, ma l\u2019impatto sull\u2019economia mondiale pare essere relativo. La crescita viene rivista al rialzo al 3%, contro il 2,8% stimato ad aprile, anche se \u00e8 inferiore a quella del 2024 (+3,3%). <b>Per l\u2019Italia il Fmi ha ritoccato all\u2019ins\u00f9 le previsioni, portandole dal +0,4 al +0,5% per quest\u2019anno e confermando un +0,8% nel 2026.<\/b><\/p>\n<p>    Le esportazioni negli Usa sono in aumento<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>In primavera e a inizio estate, quando Trump minacciava i dazi al 30 e al 50%<\/b>, le previsioni per l\u2019economia, anche italiana, erano molto peggiori. <b>Temendo la stangata del presidente americano, nel frattempo le esportazioni italiane negli Usa, sono volate<\/b>. Anche per questo, alla fine, sono migliorate le prospettive di crescita del 2025 per tutta la zona euro (+1% nel 2025, contro lo 0,8% stimato dal Fmi ad aprile).<\/p>\n<p>    Le due facce della svalutazione del dollaro<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Da inizio anno l\u2019euro si \u00e8 apprezzato dell\u201911% rispetto al dollaro.<\/b> La svalutazione del biglietto verde rende altrettanto pi\u00f9 care le merci europee vendute negli Stati Uniti.<b> D\u2019altra parte, rende pi\u00f9 conveniente per l\u2019Ue le importazioni di prodotti americani, fra cui l\u2019energia<\/b>: Bruxelles si \u00e8 impegnata ad acquistare dagli Usa petrolio e gas per 250 miliardi per  tre anni.<\/p>\n<p>    Quali rischi corrono le imprese italiane<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Il rischio \u00e8 quello di non riuscire a vendere le merci negli Usa, perch\u00e9 diventano troppo care per i consumatori americani.<\/b>  Su Il Foglio l\u2019economista Carlo Alberto Carnevale Maff\u00e8 sostiene che a fronte di un incremento del dazio medio effettivo del 10,9% (il 15% ingloba il vecchio dazio medio del 4,8%), l\u2019Italia sconterebbe in realt\u00e0 l\u201911%.<\/p>\n<p>    Le strategie allo studio per assorbire l\u2019impatto<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Secondo l\u2019Ufficio Parlamentare di Bilancio, con i dazi Usa al 20%, si sarebbe rischiata una perdita di mezzo punto del valore aggiunto complessivo e di 110 mila posti di lavoro.<\/b> Per non subire una riduzione del valore aggiunto le imprese dovrebbero trovare altri mercati di sbocco per le loro merci, cosa non semplice perch\u00e9 il mercato Usa rappresenta il 5% delle nostre esportazioni.  Per alcuni prodotti sar\u00e0 difficile, se non impossibile sostituirlo, come per i farmaci, che non hanno  altri mercati cos\u00ec ricettivi nel mondo.<\/p>\n<p>    I settori pi\u00f9 colpiti<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>La farmaceutica, con  10 miliardi di export negli Usa che rappresentano quasi il 27% della produzione italiana, sulla carta \u00e8 quella che rischia di pi\u00f9. Sul livello dei dazi, per\u00f2, c\u2019\u00e8 ancora un giallo<\/b>, che dovr\u00e0 essere risolto nella versione ufficiale dell\u2019accordo: per gli Usa, intanto, sono al 15%, per la Ue a zero. Il super dazio su acciaio e alluminio ci interessa poco perch\u00e9 le esportazioni italiane sono ormai irrisorie. Pi\u00f9 complicato, sempre che non si stabilisca un\u2019esenzione particolare, per auto e componenti, per la moda, per l\u2019agroalimentare.<\/p>\n<p>    I possibili aiuti nazionali ed europei<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Il governo italiano ha gi\u00e0 bussato all\u2019Ue per chiedere un aiuto alle imprese che subiranno il maggior impatto dei dazi.<\/b> Tra le ipotesi  un regime temporaneo pi\u00f9 lasco sugli aiuti di Stato,  aiuti diretti europei per \u201cfiliera\u201d e non per Paese, l\u2019utilizzo di ci\u00f2 che resta del Pnrr. In ogni caso<b> serve un coordinamento Ue, perch\u00e9 molti paesi, come l\u2019Italia anche per i vincoli del Patto di Stabilit\u00e0,  non sono in condizione di spendere come altri per sostenere le imprese.<\/b><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/app-economia\/?intcmp=DL-app_nd_011024_corriere_ss_conomia\" target=\"_blank\" class=\"bck-app-banner\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" class=\"bck-app-img\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/app.png\"\/><\/p>\n<p>Nuova app <strong>L&#8217;Economia<\/strong>. News, approfondimenti e l&#8217;assistente virtuale al tuo servizio.<\/p>\n<p>SCARICA L&#8217; APP<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/eco.png\"\/><\/a><\/p>\n<p>Iscriviti alle <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/newsletter\/?theme=4\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">newsletter de L&#8217;Economia<\/a>. 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