{"id":175264,"date":"2025-10-20T19:24:10","date_gmt":"2025-10-20T19:24:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/175264\/"},"modified":"2025-10-20T19:24:10","modified_gmt":"2025-10-20T19:24:10","slug":"paolo-violini-lavoro-con-raffaello-e-michelangelo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/175264\/","title":{"rendered":"Paolo Violini: \u00abLavoro con Raffaello e Michelangelo\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>Il nuovo direttore del laboratorio. Restauro dipinti e materiali lignei del Vaticano: \u00abOpereremo sul \u201cGiudizio universale\u201d e sulla Loggia del Sanzio nel cortile di San Damaso. Quest\u2019ultimo intervento durer\u00e0 cinque anni\u00bb.Professione affascinante e delicatissima quella del restauratore di affreschi. Lo diventa ancor di pi\u00f9 quando le opere affrescate sono di cos\u00ec elevato valore artistico da diventare patrimonio dell\u2019umanit\u00e0. L\u20191 agosto 2025 Paolo Violini, romano, 62 anni, \u00e8 stato nominato capo del laboratorio Restauro dipinti e materiali lignei del Vaticano. Allievo del professor Gianluigi Colalucci, che diresse il laboratorio stesso e il faraonico restauro, tra il 1980 e il 1994, definito \u00abdel secolo\u00bb, della Cappella Sistina, entr\u00f2 nella squadra nel 1988. Ora a lui \u00e8 affidato il coordinamento di due nuovi restauri programmati dalla Santa Sede. Il primo \u00e8 quello del celeberrimo Giudizio universale di Michelangelo, in Cappella Sistina, ove si svolge il conclave, voluta da papa Sisto IV Della Rovere. E il secondo della Loggia di Raffaello Sanzio.Quando ci si trova davanti a spettacoli di questo tipo viene il desiderio di immedesimarsi nei momenti in cui Michelangelo e Raffaello stavano affrescando. Capita anche a lei e ai suoi colleghi? \u00abCapita quasi tutti i giorni, perch\u00e9 entrare dentro l\u2019opera, come facciamo noi, ci d\u00e0 la misura della quotidianit\u00e0 del lavoro. Le racconto un episodio su Raffaello.\u00c8 molto gradito. \u00abNella Liberazione di San Pietro abbiamo scoperto, lavorando, che nella figura centrale, quella dell\u2019angelo, dentro la cella con San Pietro, c\u2019era una ridipintura importante nella zona del naso e della bocca. Togliendola, \u00e8 emerso un colore rosso vivace, vivo. \u00c8 affiorata una colatura di rosso sangue che usciva dal naso dell\u2019angelo, colava sulla bocca e proseguiva fino al vestito. Era successo un incidente di cantiere. Quando Raffaello vi lavorava, si rovesciarono pennello e ciotola con il rosso cinabro, colpendo la superficie. Circa 15-20 centimetri pi\u00f9 in basso c\u2019\u00e8 l\u2019impronta del dito che blocca la goccia, si vede la ditata\u00bb.Le dita del pittore\u2026 \u00abCerto. Poi ha atteso che si asciugasse e l\u2019ha corretto a secco. Raffaello era un tipo pi\u00f9 pratico di Michelangelo, che l\u2019avrebbe rifatto tutto\u00bb.Ci illustra l\u2019intervento che eseguirete sul Giudizio universale di Michelangelo? \u00ab\u00c8 un intervento di manutenzione straordinaria. Qui ci sono particolarit\u00e0 logistiche. Non potevamo lavorare di notte con i ragni elevatori, perch\u00e9 ci sono zone irraggiungibili, per la presenza dell\u2019altare, degli scalini. Saremo costretti a montare un ponteggio vero e proprio, di 11-12 piani, su tutta la parete, e per quel tempo essa non sar\u00e0 visibile. Ma ci\u00f2 riduce i tempi di lavorazione. Potremmo lavorare in 7-8 persone per tutto l\u2019arco della giornata. In circa tre mesi potremmo riuscire a far tutto, compreso il montaggio e lo smontaggio dei ponteggi e, quindi, rendere libera questa parete per la Settimana Santa del 2026. Il ponteggio dovrebbe essere montato attorno al 15 gennaio 2026\u00bb.Durante questo intervento, la Sistina che, ricordiamo, fa parte del Palazzo apostolico e rientra nei Musei vaticani, chiuder\u00e0? \u00abNo, la Sistina non chiude, ci sar\u00e0 solo un ponteggio all\u2019interno\u00bb.E per la Loggia di Raffaello? \u00abSulla Loggia ci sar\u00e0 un vero e proprio restauro, un intervento globale che prende in considerazione aspetti conservativi importanti, anche perch\u00e9 un vero restauro della Loggia di Raffaello non c\u2019\u00e8 mai stato, ma solo interventi localizzati. Sar\u00e0 un lavoro lungo e complesso, articolato in 5 anni previsti. Dovrebbe iniziare tra febbraio e marzo del 2026. \u00c8 stato fatto un cantiere pilota\u00bb.Esattamente, cosa s\u2019intende per Loggia di Raffaello? \u00abQuando si parla della Loggia, in realt\u00e0 \u00e8 il braccio, il secondo piano del cortile di San Damaso, costituito da tre lati. Su ogni lato ci sono tre piani di logge. Le logge che si affacciano sul cortile sono 9. Quella di Raffaello \u00e8 l\u2019intermedia della parte pi\u00f9 antica\u00bb.Pertanto interverrete su questa\u2026 \u00abInterverremo su questa. \u00c8 un\u2019opera d\u2019arte di primaria importanza, un riferimento della storia dell\u2019arte per la decorazione dei grandi ambienti. Sono stucchi e affreschi decorati \u201ca grottesca\u201d. La grottesca \u00e8 un motivo decorativo il quale, nell\u2019ambito del Rinascimento, \u00e8 stato riscoperto da alcuni artisti che si sono calati nelle grotte della Domus Aurea, la villa di Nerone\u00bb.Tornando al Giudizio universale, sar\u00e0 restaurato tutto? \u00abS\u00ec, tutta la parete affrescata, dietro all\u2019altare. Non interverremo sulla volta perch\u00e9, ricordiamo, Michelangelo ha dipinto anche la volta e le lunette\u00bb.Il Giudizio, rispetto alla volta, \u00e8 stato dipinto in un secondo momento. \u00c8 stato scritto che in esso ci sarebbe una visione pi\u00f9 angosciata del destino ultraterreno anche a proposito della prospettiva degli inferi. Che ne pensa? \u00abPosso dirle la mia impressione. \u00c8 chiaro che il linguaggio di un pittore evolve nel tempo. Il Giudizio \u00e8 stato dipinto dal 1534, diversi anni dopo la volta, che \u00e8 del 1508-1512. L\u2019invenzione che Michelangelo mette in atto \u00e8 lo sfondamento completo della parete, l\u2019assenza di architettura e di qualsiasi struttura. Questo grande vortice di persone che si muovono attorno al Cristo crea un senso di angoscia ma anche un pathos. \u00c8 un grande slancio verso il Barocco\u00bb.Si pu\u00f2 dire ogni quanto sia necessario un restauro di queste opere eccezionali? \u00abDipende da tantissimi fattori, da problemi costitutivi dell\u2019opera, di conservazione del manufatto, anche dal tipo di restauro che s\u2019intende fare, una pratica che, nel corso dei secoli, \u00e8 cambiata moltissimo. Le posso dire che, per le nostre opere, normalmente, tra Settecento e Novecento, troviamo tre interventi a secolo. Dal Seicento a oggi le metodologie d\u2019intervento sono cambiate molto \u00bb.Come sono cambiate? \u00abOggi cerchiamo di fare interventi con criteri innovativi tali da consentire un intervallo un po\u2019 pi\u00f9 lungo. Tendiamo a mettere sostanze non indispensabili sulla superficie dell\u2019opera con la consapevolezza di andare ad aggiungere ci\u00f2 che nel tempo si pu\u00f2 deteriorare e richiede un altro intervento di restauro\u00bb.Sul Giudizio, noti furono gli interventi censori di Daniele da Volterra, detto \u00abil Braghettone\u00bb, per coprire con vestimenti le nudit\u00e0, come imposto dal Concilio di Trento. \u00ab\u00c8 interessante il confronto con la copia, sempre cinquecentesca, del Giudizio, realizzata da Marcello Venusti, custodita nel museo di Capodimonte, a Napoli, una grande tavola che riporta la situazione antecedente ai primi interventi censori, decisi con il Concilio di Trento, di Daniele da Volterra, il quale fece quelli pi\u00f9 importanti a fresco, cio\u00e8 scalpellando l\u2019intonaco di Michelangelo, mettendo un nuovo intonaco e dipingendo a fresco. La tecnica pittorica \u00e8 diversa e, dunque, riconoscibilissima\u00bb.Sono, dunque, pienamente visibili oggi? \u00abAssolutamente s\u00ec. Gli interventi sono su San Biagio e Santa Caterina, sull\u2019estrema destra guardando il Giudizio\u00bb.Nei vostri restauri utilizzate colori o pigmenti simili a quelli usati da Michelangelo? \u00abNo, utilizziamo materiali moderni, contemporanei, anche perch\u00e9 uno dei criteri principali del restauro \u00e8 la riconoscibilit\u00e0 dell\u2019intervento. Bisogna distinguerlo dall\u2019originale. Altrimenti sarebbe una falsificazione. Inoltre, molti pigmenti attivi cinquecenteschi oggi sono irrecuperabili. Pensiamo ai lapislazzuli che Michelangelo ha utilizzato per il cielo. Oggi \u00e8 una pietra semi-preziosa e, dunque, costosissima. Esiste un blu sintetico, un blu oltremare, che ha all\u2019incirca lo stesso tono. Altri colori che hanno una certa tossicit\u00e0, come il cinabro, a base di mercurio, o il bianco di piombo, che contiene piombo, oggi non si possono utilizzare, anche per questioni di sicurezza\u00bb.Quali sono i principali elementi che deteriorano gli affreschi? Incidono i respiri emessi dai visitatori? \u00abNel nostro caso sicuramente s\u00ec. Molti fattori di deterioramento sono legati all\u2019acqua, pioggia, umidit\u00e0 di risalita, infiltrazioni, rotture di tubi. Alla Sistina si tratta di umidit\u00e0 di ricondensa dovuta alla quantit\u00e0 di persone affluite negli anni. A 30 anni dall\u2019ultimo intervento c\u2019\u00e8 un deposito di polveri, pulviscolo e anche una patina biancastra dovuta ai residui dell\u2019umidit\u00e0 di ricondensa. Tuttavia, i nostri impianti di purificazione dell\u2019aria e di condizionamento, rinnovati, sono un buon rimedio\u00bb.Nel timore del degrado, Michelangelo intervenne sulle sue opere in Sistina? \u00abNo, non mi risulta sia intervenuto. Solo piccole correzioni all\u2019atto stesso dell\u2019esecuzione. Michelangelo interpreta la figura del pittore in modo del tutto originale. Era fondamentalmente uno scultore. E la pittura non la impara per via di una scuola o una bottega, ma la crea a modo suo. Il suo affresco \u00e8 diverso da qualsiasi altro dell\u2019epoca. Intrecciava le pennellate per creare una vibrazione delle superfici che gli ricordava la vibrazione della scultura. Se c\u2019era da correggere, scalpellava direttamente l\u2019intonaco, lo graffiava, poi stendeva una leggera scialbatura di calce e ritoccava a fresco su calce. Era il suo modo di intendere l\u2019affresco in maniera pura\u00bb.Ricordando anche il libro di Irving Stone Il tormento e l\u2019estasi, immaginiamo Buonarroti nell\u2019atto creativo. Dev\u2019essere stata una fatica enorme, con il braccio alzato sulla volta. \u00abAssolutamente, possiamo immaginarcelo noi che abbiamo lavorato nelle stesse posizioni, per tempi ridotti e in 5 persone. Una fatica improba. C\u2019\u00e8 un sonetto in cui descrive ci\u00f2, il colore che gli colava sulla testa, le ginocchia massacrate, e un piccolo schizzo, lui con un pennello in mano mentre dipingeva la volta. Dev\u2019essere stato uno sforzo disumano. Immagino si sia anche sdraiato sul ponteggio per poter guardare in alto senza piegare sempre il collo, una delle cause della cervicale\u00bb.\n<\/p>\n<p>Ecco #DimmiLaVerit\u00e0 del 20 ottobre 2025. Ospite l&#8217;esperto di geopolitica Daniele Ruvinetti. L&#8217;argomento del giorno \u00e8: &#8220;La trattativa Trump-Putin sull&#8217;Ucraina&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il nuovo direttore del laboratorio. 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