{"id":175583,"date":"2025-10-20T23:58:18","date_gmt":"2025-10-20T23:58:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/175583\/"},"modified":"2025-10-20T23:58:18","modified_gmt":"2025-10-20T23:58:18","slug":"marchesini-gli-animali-sono-creativi-quanto-noi-la-loro-arte-e-la-capacita-di-sopravvivere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/175583\/","title":{"rendered":"Marchesini: \u00abGli animali sono creativi quanto noi. La loro arte \u00e8 la capacit\u00e0 di sopravvivere\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Alessandro Sala<\/p>\n<p class=\"summary-art is--xlarge is-mr-b-25\">Soluzioni innovative per superare i problemi della vita di ogni giorno: il mondo della natura \u00e8 maestro nell&#8217;andare oltre gli istinti. E lo dimostra in moltissime situazioni. Il nuovo libro del filosofo bolognese<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La <b>creativit\u00e0<\/b> non \u00e8 solo una modalit\u00e0 di espressione artistica.\u00a0\u00c8 anche lo sviluppo di idee e di soluzioni, a volte nuove a volte no,\u00a0capaci di adattarsi a una specifica situazione o contesto. Si traduce in scelte e azioni, a volte non convenzionali, che vanno oltre la prassi e la consuetudine per potere avere successo, superando un ostacolo o ricavando un vantaggio. Avviene spesso nella vita di tutti i giorni: in ambito lavorativo, nell&#8217;organizzazione domestica, anche nella gestione delle risorse economiche come insegnava un ex ministro del Tesoro che aveva associato l&#8217;aggettivo\u00a0\u00abcreativa\u00bb alla parola \u00abfinanza\u00bb per dare una cornice a\u00a0 scelte di bilancio non sempre ortodosse. Nel bene e anche nel male &#8211; perch\u00e9 la creativit\u00e0 viene messa in campo anche da truffatori e approfittatori sociali &#8211; \u00e8 qualcosa in cui gli esseri umani sono maestri. Ma non sono i soli. Anche gli animali sanno essere creativi e riescono ad adattare e a modificare le proprie azioni in base alle diverse situazioni in cui si ritrovano. Per riuscire ad affrontarle e superarle. Per avere anche loro successo, insomma. Che poi in natura questo significa, spesso, semplicemente sopravvivere. <b>Roberto Marchesini<\/b>, filosofo e zooantropologo, docente e autore di decine di pubblicazioni scientifiche, ha indagato e analizzato a fondo questo fenomeno. E ne parla ampiamente nel suo ultimo libro,\u00a0\u00ab<b>Creativit\u00e0 animale<\/b>\u00bb (Lindau), da poco in libreria. Lo fa ora anche con noi. Con lui proviamo ad approfondire il tema cercando di individuare similitudini tra il nostro agire e quello degli\u00a0\u00abaltri animali\u00bb. E se, alla luce di tutto, occorre forse rivedere anche alcune nostre convinzioni.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Prof. Marchesini, partiamo dal titolo. Siamo soliti considerare la creativit\u00e0 un frutto dell&#8217;ingegno umano. Leggendo il suo libro si direbbe invece che non non \u00e8 una nostra prerogativa esclusiva.<\/b><br \/>\u00abLa creativit\u00e0 \u00e8 la capacit\u00e0 di trovare una soluzione nuova a circostanze consuetudinarie, vale a dire a vedere le situazioni che ci sono davanti con uno sguardo innovativo. Gli animali si trovano costantemente di fronte a questa urgenza, perch\u00e9 non possono uniformare le loro risposte affidandosi a ci\u00f2 \u00e8 successo in precedenza. Il motivo \u00e8 presto detto: il mondo intorno a loro \u00e8 estremamente mutevole e il cambiamento non \u00e8 un\u2019eccezione ma la prassi. \u00c8 quella condizione conosciuta come il principio o paradosso della regina Rossa, che deve sempre correre per rimanere sulla stessa posizione, proprio perch\u00e9 tutto intorno a lei \u00e8 in movimento progressivo. Non si pu\u00f2 fare affidamento a una certa risorsa, pensando che sia perennemente a disposizione, per cui \u00e8 necessario cercare sempre nuove opportunit\u00e0, rinnovare le proprie strategie o ripensare le tattiche per raggiungere gli obiettivi: in pratica tentare nuove strade\u00bb.<br \/>&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b\/><b>Questo significa che anche gli animali non si limitano a ripetere comportamenti istintivi ricevuti dalla loro storia evoluzionistica o i condizionamenti acquisiti nel corso della loro vita?<\/b>\u00a0<br \/>\u00abProprio cos\u00ec, a un individuo non \u00e8 consentito limitarsi a utilizzare in modo ripetitivo le proprie competenze. E questo gi\u00e0 lo sapeva Erasmus Darwin, il nonno del grande naturalista che ha avviato la rivoluzione evoluzionista, un nonno che indubbiamente ha avuto una grande influenza sul nipote Charles. Erasmus nel libro Zoonomia, scritto alla fine del XIX secolo, sosteneva che anche le capacit\u00e0 istintive di un animale, per esempio l\u2019architettura di un alveare di vespa o la configurazione di un nido di uccello, aspetti gi\u00e0 definiti dall\u2019ereditariet\u00e0, motivo per cui per esempio un nido di calabrone ha sempre la stessa struttura, ogni volta devono essere adattati alle condizioni ambientali che l\u2019animale ritrova. Anche in altre situazioni, per esempio il cacciare una preda o sfuggire a un pericolo: ogni volta la circostanza presenta delle somiglianze con eventi gi\u00e0 trascorsi, ma non \u00e8 mai identica ad essi. L\u2019individuo cio\u00e8 si trova sempre a dover gestire un margine di novit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>In altre parole la creativit\u00e0 \u00e8 qualcosa che assomiglia a quello che normalmente definiamo flessibilit\u00e0?<\/b>\u00a0<br \/>\u00abI confini tra flessibilit\u00e0 e creativit\u00e0 sono estremamente sfumati. Per flessibilit\u00e0 s\u2019intende la capacit\u00e0 di adattare una competenza alla circostanza specifica con cui il soggetto si confronta. Ma in questo caso si tratta sempre di piccoli aggiustamenti. La creativit\u00e0 interviene invece quando c\u2019\u00e8 bisogno di qualcosa di pi\u00f9. Anche i processi di soluzione di un problema possono avvalersi di processi creativi oppure essere affrontati per tentativi ed errori, per cui anche in questa circostanza i confini sono sfumati. Nel tentativo l\u2019animale pu\u00f2 limitarsi a utilizzare una tattica per somiglianza del problema a una condizione precedente, e parliamo di assimilazione. Oppure utilizzare delle ricette solutive che gli sono congeniali, ossia euristiche. Talvolta, tuttavia, la soluzione proposta ha un alto livello innovativo, e in questi casi parliamo di creativit\u00e0. Gli studiosi in genere utilizzano tre principi per identificare la creativit\u00e0. Il primo \u00e8 il  bending, che significa una trasformazione del pattern espressivo nella struttura o nel modo di utilizzo. Il secondo \u00e8 il blending, che prevede la convergenza di pi\u00f9 dotazioni o l\u2019assemblaggio di unit\u00e0 differenti; il terzo \u00e8  il breaking, che si caratterizza per la riconfigurazione del coreogramma, per cui lo si smonta e poi lo si ricompone in modo differente\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Se ogni individuo agisce a modo proprio e adatta i propri comportamenti alle diverse situazioni, dobbiamo riconoscere una soggettivit\u00e0 animale?<\/b>\u00a0<br \/>\u00abNon ci potrebbe essere creativit\u00e0 se l\u2019animale fosse cartesianamente una macchina mossa da automatismi. Perch\u00e9 vi sia creativit\u00e0 nei tre principi suesposti \u00e8 necessario che il soggetto sia titolare delle sue dotazioni, che ne abbia cio\u00e8 disponibilit\u00e0 di utilizzo. Ma questo vale anche nelle situazioni di semplice flessibilit\u00e0 espressiva e nelle situazioni dove \u00e8 chiamato a risolvere un problema per tentativi ed errori. Difatti, se non avesse titolo d\u2019uso delle proprie conoscenze l\u2019unica possibilit\u00e0 che avrebbe \u00e8 il tentativo casuale, ma non \u00e8 necessario avere conoscenze in termini di statistica per scoprire che fare tentativi a caso porterebbe a un\u2019esplosione combinatoria di possibilit\u00e0. Se cos\u00ec fosse, l\u2019animale non potrebbe mai in termini utili risolvere il problema. Quello che dico sempre nei miei corsi \u00e8 che se insegniamo il \u201cseduto\u201d a un cane non gli abbiamo messo un interruttore che lo fa sedere, ma gli abbiamo dato una chiave di accesso a noi, che lui utilizzer\u00e0 in vari modi e che ne disporr\u00e0 a piacimento\u00bb.<\/p>\n<p><b>\u00a0<\/b><br \/><b>Ammettere la presenza di una creativit\u00e0 animale pu\u00f2 cambiare il nostro modo di considerare l&#8217;evoluzione?<\/b>\u00a0<br \/>\u00abCertamente e questo era stato gi\u00e0 previsto dal filosofo Henri Bergson autore del libro L\u2019Evoluzione creatrice che vedeva la trasformazione delle specie come un processo reso possibile dalla forza creativa della vita. Anche lo psicologo Jean Piaget autore vi aveva fatto cenno nel saggio Il comportamento motore dell\u2019evoluzione, in cui anticipava la teoria della costruzione di nicchia. Oggi, infatti, si riconosce un ruolo attivo del soggetto nell\u2019orientare il processo filogenetico; si ammette, cio\u00e8, che le azioni compiute da un animale nel modificare l\u2019ambiente, cambiando le pressioni selettive, contribuiscono a dare nuovi indirizzi alla configurazione di una specie. Se nel XX secolo si tendeva a vedere il processo evoluzionista come un fenomeno deterministico, imposto dal binomio del caso, cio\u00e8 la mutazione casuale, )e della necessit\u00e0, ovvero la selezione naturale, oggi al contrario si riconosce il protagonismo dell\u2019individuo che assume un ruolo attivo nel gioco del successo riproduttivo, anche grazie alla creativit\u00e0. L\u2019animale, cos\u00ec, esce dall\u2019angolo della passivit\u00e0 e rivela interamente la sua agency\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b\/><b>Riconoscere la creativit\u00e0 anche in altre specie cambia qualcosa in noi esseri umani?<\/b><br \/>\u00abBeh, ancora una volta a essere messo sotto critica \u00e8 il nostro antropocentrismo, vale a dire quell\u2019idea di esclusivit\u00e0 e di suprematismo che ci ha posto come gli unici esseri privilegiati di ingegno dal titano Prometeo. Il mito \u00e8 risaputo. Il fratello Epimeteo avrebbe fatto dono agli animali,\u00a0 ma sarebbe corretto dire agli \u201caltri animali\u201d, le virt\u00f9 incarnate, dimenticando l\u2019essere umano, cui non avrebbe consegnato alcuna virt\u00f9. Prometeo si sarebbe trovato, cos\u00ec, nella condizione di dover rimediare a questo inconveniente, consegnando alla stirpe umana il fuoco per plasmare il mondo e la tecnica per costruire strumenti. Un mito che segna una differenza incolmabile tra l\u2019umano e il non-umano. Ammettere la creativit\u00e0 nelle altre specie significa accettare che un po\u2019 di prometeismo sia presente anche in loro e francamente non \u00e8 poco. In secondo luogo, vuol dire che anche noi possiamo imparare dalle invenzioni fatte dalle altre specie, e questo \u00e8 fondamentale nella teoria zooantropologica che sostiene che la cultura dell\u2019essere umano discende anche dalla nostra relazione con loro. La creativit\u00e0 animale \u00e8 una rivoluzione di pensiero\u00bb.<\/p>\n<p>        <img decoding=\"async\" class=\"is_full_image\" loading=\"lazy\" alt=\"Marchesini: \u00abGli animali sono creativi quanto noi. 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