{"id":175595,"date":"2025-10-21T00:06:16","date_gmt":"2025-10-21T00:06:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/175595\/"},"modified":"2025-10-21T00:06:16","modified_gmt":"2025-10-21T00:06:16","slug":"addio-spid-gratuito-ecco-come-usare-la-cie-per-accedere-ai-servizi-online","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/175595\/","title":{"rendered":"Addio Spid gratuito? Ecco come usare la Cie per accedere ai servizi online"},"content":{"rendered":"<p>Il Sistema Pubblico di Identit\u00e0 Digitale, meglio conosciuto come Spid, \u00e8 diventato negli ultimi anni uno strumento indispensabile per milioni di italiani. Permette di accedere in modo rapido e sicuro ai servizi online della Pubblica Amministrazione: dall\u2019Inps all\u2019Agenzia delle Entrate, fino al fascicolo sanitario elettronico. Tuttavia, il suo futuro potrebbe cambiare. Nonostante la recente proroga della convenzione che ne regola la gestione, si fa sempre pi\u00f9 concreta l\u2019ipotesi che, in futuro, l\u2019utilizzo dello Spid possa non essere pi\u00f9 gratuito.<\/p>\n<p>Le motivazioni di base<\/p>\n<p>Alla base di questa possibilit\u00e0 ci sono motivazioni economiche. Finora i costi di gestione sono stati coperti dai fondi pubblici, ma con la prospettiva di una <strong>revisione complessiva dei sistemi di identit\u00e0 digitale<\/strong>, lo Stato potrebbe decidere di trasferirne una parte agli utenti. I principali gestori \u2013 tra cui Poste Italiane, Aruba, InfoCert e Namirial \u2013 hanno infatti segnalato la necessit\u00e0 di garantire la sostenibilit\u00e0 del servizio, alimentando il dibattito su una possibile introduzione di un canone annuale.<\/p>\n<p>Razionalizzazione degli strumenti di accesso digitale<\/p>\n<p>Parallelamente, il Governo sta spingendo verso una <strong>razionalizzazione degli strumenti di accesso digitale<\/strong>, puntando su un modello unico e statale: la Carta d\u2019Identit\u00e0 Elettronica, la Cie. Si tratta di un documento gi\u00e0 in uso da diversi anni, che non solo sostituisce la vecchia carta d\u2019identit\u00e0 cartacea ma consente anche di autenticarsi online, in alternativa allo Spid.<\/p>\n<p>Come funziona la Cie<\/p>\n<p>La Cie \u00e8 emessa direttamente dallo Stato e integra tecnologie di sicurezza avanzate, come un microchip contactless e sistemi di crittografia che proteggono i dati personali. Per utilizzarla come chiave d\u2019accesso ai portali pubblici \u00e8 necessario <strong>possedere la versione elettronica della carta e attivarla tramite l\u2019app ufficiale \u201cCie ID\u201d<\/strong>, disponibile per smartphone Android e iOS. Dopo aver scaricato l\u2019app, basta avvicinare la carta al retro del telefono per completare la procedura, inserendo il codice PIN fornito insieme al documento. Una volta attivata, la Cie consente di entrare in tutti i principali servizi della Pubblica Amministrazione, dal sito dell\u2019Inps al portale PagoPA, senza bisogno di ricordare username o password.<\/p>\n<p>Come richiedere la Carta d&#8217;Identit\u00e0 Elettronica<\/p>\n<p>Chi non dispone ancora della Carta d\u2019Identit\u00e0 Elettronica pu\u00f2 richiederla presso il Comune di residenza. La procedura \u00e8 semplice: \u00e8 sufficiente presentarsi all\u2019anagrafe con un documento valido, una fototessera e il codice fiscale. Il costo varia a seconda del Comune, ma generalmente oscilla tra i 16 e i 27 euro. La carta viene recapitata a casa entro pochi giorni, insieme ai codici PIN e PUK necessari<strong> per attivarla e accedere ai servizi online<\/strong>. Nel caso in cui uno di questi codici venga smarrito, \u00e8 possibile recuperarli. L\u2019app Cie ID offre una funzione dedicata al recupero del PUK: l\u2019utente inserisce il numero di serie della carta e i contatti forniti al momento del rilascio, e dopo una verifica riceve via email o sms le istruzioni per completare la procedura. Chi preferisce pu\u00f2 recarsi direttamente all\u2019anagrafe di qualsiasi Comune italiano, dove l\u2019operatore pu\u00f2 ristampare i codici in pochi minuti, aggiornando se necessario anche i recapiti associati al documento.<\/p>\n<p>Il sistema<\/p>\n<p>La Cie non rappresenta solo un\u2019alternativa gratuita allo Spid, ma anche un sistema gi\u00e0 pienamente riconosciuto a livello europeo. \u00c8 conforme al regolamento eIDAS, che stabilisce regole comuni per le identit\u00e0 digitali nell\u2019Unione Europea, e potr\u00e0 essere integrata nel <strong>futuro portafoglio digitale europeo previsto entro il 2026<\/strong>. Il Governo ha annunciato che la Carta d\u2019Identit\u00e0 Elettronica diventer\u00e0 progressivamente il principale strumento di autenticazione per i cittadini, con l\u2019obiettivo di unificare in un solo ecosistema anche altri documenti, come patente, tessera sanitaria e permessi di soggiorno. Per il momento, lo Spid resta attivo e gratuito.\n<\/p>\n<p> Ma la tendenza \u00e8 chiara: la Cie \u00e8 destinata ad assumere un ruolo sempre pi\u00f9 centrale nell\u2019identit\u00e0 digitale italiana. Attivarla in anticipo permette di accedere ai servizi pubblici in modo sicuro, semplice e senza costi aggiuntivi, garantendo continuit\u00e0 anche in vista delle possibili novit\u00e0 sul fronte dello Spid.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il Sistema Pubblico di Identit\u00e0 Digitale, meglio conosciuto come Spid, \u00e8 diventato negli ultimi anni uno strumento indispensabile&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":175596,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[172],"tags":[178,177,29122,93874,1537,90,89,74907],"class_list":{"0":"post-175595","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-affari","8":"tag-affari","9":"tag-business","10":"tag-cie","11":"tag-identita-digitale","12":"tag-it","13":"tag-italia","14":"tag-italy","15":"tag-spid"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115409242268221465","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/175595","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=175595"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/175595\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/175596"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=175595"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=175595"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=175595"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}