{"id":175834,"date":"2025-10-21T03:58:16","date_gmt":"2025-10-21T03:58:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/175834\/"},"modified":"2025-10-21T03:58:16","modified_gmt":"2025-10-21T03:58:16","slug":"perche-il-ciclismo-pro-costa-troppo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/175834\/","title":{"rendered":"perch\u00e9 il ciclismo pro costa troppo"},"content":{"rendered":"<p style=\"font-weight: 400;\">Quando una squadra WorldTour chiude, non \u00e8 mai una semplice notizia di mercato. \u00c8 un segnale d\u2019allarme.<br \/>La recente uscita di scena della\u00a0<a href=\"https:\/\/www.arkea-bbhotels.com\/fr\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Ark\u00e9a-B&amp;B Hotels,<\/a> formazione francese salita al massimo livello nel 2023 e ora destinata a sciogliersi, racconta molto di ci\u00f2 che sta succedendo nel ciclismo professionistico.<br \/>E no, la crisi non riguarda solo l\u2019Italia: \u00e8 europea, strutturale e potenzialmente sistemica.<\/p>\n<p>Il caso Ark\u00e9a: quando gli sponsor si fermano<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Ark\u00e9a-B&amp;B Hotels non \u00e8 una squadra minore. Nel 2023 aveva ottenuto la licenza WorldTour, schierando corridori come Barguil, Quintana e Gesbert, e ambizioni da top team.<br \/>Eppure, tutto \u00e8 crollato in pochi mesi. I due sponsor principali \u2014 la banca\u00a0<strong>Cr\u00e9dit Mutuel Ark\u00e9a<\/strong>\u00a0e la catena\u00a0<strong>B&amp;B Hotels<\/strong>\u00a0\u2014 hanno annunciato che non rinnoveranno i contratti oltre il 2025 e le trattative per trovare nuovi finanziatori non hanno portato risultati concreti.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">L\u2019UCI, come da regolamento, richiedeva entro il 15 ottobre 2025 la presentazione di garanzie bancarie e budget per l\u2019anno successivo: documenti che il team non \u00e8 riuscito a fornire.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Risultato:\u00a0<strong>licenza revocata e fine del progetto<\/strong>, con oltre 150 persone coinvolte tra corridori, staff e squadre giovanili.<\/p>\n<p>Modello economico fragile<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il caso <a href=\"https:\/\/cyclinside.it\/tag\/arkea\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Ark\u00e9a<\/a> mette a nudo la\u00a0<strong>fragilit\u00e0 del modello di business<\/strong>\u00a0del ciclismo professionistico.<br \/>A differenza di altri sport, dove esistono entrate diversificate (diritti TV, ticketing, merchandising, partnership federali), il ciclismo vive quasi esclusivamente\u00a0<strong>di sponsor<\/strong>: circa l\u201987 per cento dei budget WorldTour deriva da investitori privati.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Quando lo sponsor principale si ritira, il castello crolla.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Negli ultimi dieci anni i costi medi di gestione di una squadra WorldTour sono passati da 12-15 milioni a oltre <strong>25-30 milioni di euro<\/strong>\u00a0annui.<br \/>E non si tratta solo di stipendi: dietro ci sono logistica, tecnologia, ricerca scientifica, strutture mediche, staff e viaggi. Si tende verso costi troppo alti, roba quasi da livelli calcsitici ma senza i diritti TV.<\/p>\n<p>Crescita dei costi, sponsor in fuga<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">L\u2019aumento dei costi \u00e8 stato esponenziale. Le squadre top (Ineos, UAE, Visma-Lease a Bike) hanno budget che superano i\u00a0<strong>50 milioni di euro<\/strong>.<br \/>Questo genera un effetto domino: le squadre di seconda fascia devono spendere sempre di pi\u00f9 per restare competitive, ma senza avere le stesse risorse. E molti sponsor faticano a giustificare investimenti cos\u00ec elevati.<br \/>Il ritorno d\u2019immagine non \u00e8 sempre proporzionale alla spesa, e in un periodo economico instabile \u2014 tra inflazione, crisi energetica e tassi d\u2019interesse alti \u2014 anche le aziende pi\u00f9 solide preferiscono tagliare.<br \/>Ark\u00e9a e B&amp;B Hotels non sono casi isolati: gi\u00e0 nel 2023\u00a0<strong>Qhubeka<\/strong>,\u00a0<strong>Euskaltel<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Bardiani-CSF<\/strong>\u00a0avevano segnalato difficolt\u00e0 simili, mentre altre squadre hanno dovuto ridimensionarsi o fondersi per sopravvivere.<\/p>\n<p>Competizione diseguale e regole rigide<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">A rendere il tutto pi\u00f9 complesso ci sono i\u00a0<strong>regolamenti UCI<\/strong>, sempre pi\u00f9 severi: garanzie bancarie obbligatorie, bilanci certificati, standard minimi per personale e servizi.<br \/>Requisiti sacrosanti per professionalit\u00e0 e trasparenza, ma che rendono difficile la vita alle strutture con budget limitati.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il risultato \u00e8 un sistema\u00a0<strong>sbilanciato verso l\u2019alto<\/strong>: poche squadre molto ricche e una base che fatica a restare in piedi.<br \/>E il rischio \u00e8 duplice: da un lato diminuisce la concorrenza sportiva, dall\u2019altro cresce la dipendenza da pochi investitori.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Nel frattempo, il ciclismo si \u00e8 globalizzato.<br \/>Squadre sostenute da fondi o stati del Medio Oriente (UAE, Bahrain, Israel-Premier Tech) o da grandi colossi internazionali (INEOS, Red Bull-BORA) stanno riscrivendo le regole del gioco.<br \/>Budget enormi, marketing planetario, visibilit\u00e0 globale: difficile competere.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">In questo scenario, le squadre \u201ccontinentali europee\u201d \u2014 spesso radicate in territori e sponsor locali \u2014 faticano a tenere il passo. Ormai, senza investire almeno 300 mila euro, non si ottiene nemmeno il logo dello sponsor visibile con qualche team.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il rischio? Che il ciclismo diventi\u00a0<strong>sempre pi\u00f9 elitario<\/strong>, concentrato nelle mani di pochi player globali.<\/p>\n<p>Quali soluzioni?<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il ciclismo, oggi, deve scegliere: continuare a inseguire la logica dei grandi budget o reinventarsi su basi pi\u00f9 solide.<br \/>Le possibili vie d\u2019uscita esistono:<\/p>\n<ol style=\"font-weight: 400;\">\n<li><strong>Diversificare le entrate<\/strong>: diritti TV pi\u00f9 equamente distribuiti, sviluppo del merchandising, eventi collaterali, community digitali.<\/li>\n<li><strong>Favorire fusioni o consorzi di squadra<\/strong>, per condividere risorse e know-how, come gi\u00e0 avviene tra Lotto e Intermarch\u00e9.<\/li>\n<li><strong>Riformare il sistema delle licenze<\/strong>, introducendo un \u201csalary cap\u201d o meccanismi di solidariet\u00e0 che sostengano le strutture pi\u00f9 piccole.<\/li>\n<li><strong>Attrarre nuovi sponsor<\/strong>\u00a0legati a settori in crescita \u2014 mobilit\u00e0 sostenibile, tecnologia verde, salute \u2014 coerenti con i valori del ciclismo.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Un campanello d\u2019allarme<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La chiusura di Ark\u00e9a \u00e8 una sconfitta per il ciclismo francese, ma anche un campanello d\u2019allarme per tutto il sistema.<br \/>Il WorldTour non pu\u00f2 continuare a crescere in costi senza cambiare le proprie fondamenta economiche.<br \/>Serve un patto nuovo tra squadre, sponsor, UCI e organizzatori: un modello pi\u00f9 equo, stabile e sostenibile.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Perch\u00e9, s\u00ec, il ciclismo costa troppo.<br \/>Ma soprattutto, costa male.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Quando una squadra WorldTour chiude, non \u00e8 mai una semplice notizia di mercato. \u00c8 un segnale d\u2019allarme.La recente&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":175835,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1456],"tags":[71438,1824,1825,184,3048,1537,90,89,60131,245,244,3148],"class_list":{"0":"post-175834","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-ciclismo","8":"tag-arkea","9":"tag-ciclismo","10":"tag-cycling","11":"tag-economia","12":"tag-evidenza","13":"tag-it","14":"tag-italia","15":"tag-italy","16":"tag-pro-tour","17":"tag-sport","18":"tag-sports","19":"tag-uci"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115410154495431081","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/175834","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=175834"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/175834\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/175835"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=175834"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=175834"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=175834"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}