{"id":176105,"date":"2025-10-21T07:46:11","date_gmt":"2025-10-21T07:46:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/176105\/"},"modified":"2025-10-21T07:46:11","modified_gmt":"2025-10-21T07:46:11","slug":"omega-3-il-grasso-buono-nemico-del-colesterolo-se-preso-a-giuste-dosi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/176105\/","title":{"rendered":"Omega-3, il \u00abgrasso buono\u00bb nemico del colesterolo (se preso a giuste dosi)"},"content":{"rendered":"<p>Lo si trova nei semi oleosi e nelle noci, cos\u00ec come in salmone, tonno e acciughe. Per\u00f2 oggi molti tendono ad assumerne quantit\u00e0 eccessive.Sono molti gli integratori di cui si dice \u00abfanno bene\u00bb senza poi conoscerli cos\u00ec bene. Tra i pi\u00f9 beneficiati di questa visione ci sono gli omega-3. Che cosa sono? Secondo il ministero della Salute, gli omega-3 sono composti appartenenti al gruppo degli acidi grassi. Vi chiederete cosa sono gli acidi grassi. Gli acidi grassi sono grassi (il gruppo nutrizionale di grassi si pu\u00f2 chiamare anche lipidi). Gli acidi grassi sono, poi, componenti fondamentali dei cosiddetti gliceridi, composti formati da una molecola di glicerolo (che \u00e8 un alcol) che si pu\u00f2 unire ad una, due o tre catene di acidi grassi. Se si unisce ad una, forma un monogliceride. A due, forma un digliceride. A tre, un trigliceride. I famosi trigliceridi, che spesso monitoriamo attraverso le analisi del sangue, oltre a rappresentare il 97% circa dei grassi alimentari sono la forma di deposito dei grassi che si accumulano nel tessuto adiposo del nostro corpo. Tornando agli acidi grassi, in base alla loro struttura chimica possono essere classificati in acidi grassi saturi, che sono principalmente contenuti in alimenti di origine animale, e acidi grassi insaturi, che sono presenti in percentuale maggiore in alimenti di origine vegetale e sono monoinsaturi se c\u2019\u00e8 un solo doppio legame e polinsaturi se i doppi legami sono pi\u00f9 di uno. Gli omega-3 sono acidi grassi polinsaturi, tale caratteristica li rende liquidi anche a basse temperature ma assai instabili alla luce, al calore e all\u2019ossigeno. Quindi attenzione a proteggere, nel limite del possibile, le fonti alimentari di omega-3 da questi elementi. I principali acidi grassi omega-3 sono tre: l\u2019acido alfa-linolenico (ALA), l\u2019acido eicosapentaneoico, (EPA), e l\u2019acido docosaesaenoico (DHA). Gli acidi grassi omega-3 si chiamano essenziali poich\u00e9 l\u2019organismo non \u00e8 in grado di produrli e devono essere assunti tramite la dieta. In realt\u00e0, l\u2019unico omega-3 veramente essenziale \u00e8 il loro precursore, l\u2019acido alfa-linolenico (ALA) dal quale l\u2019organismo ricava l\u2019acido eicosapentaneoico, appunto l&#8217;EPA, e l\u2019acido docosaesaenoico, il DHA. Tuttavia, la capacit\u00e0 dell\u2019organismo di utilizzare il precursore per produrre gli altri omega-3 \u00e8 piuttosto scarsa ed \u00e8 quindi preferibile assumere la giusta quantit\u00e0 di EPA e DHA con la dieta. Gli omega-3, e in genere i grassi insaturi cui appartengono, vengono definiti comunemente grassi buoni, per le loro supposte propriet\u00e0 benefiche, molte delle quali, va detto, sono state confermate da studi scientifici che evidenziano la loro attivit\u00e0 antinfiammatoria. Tuttavia gli omega-3 non sono la panacea di tutti i mali: l\u2019Autorit\u00e0 europea per la sicurezza alimentare (Efsa) ha respinto molte richieste di inserimento di messaggi salutistici (claims) affermando che sono necessari ulteriori studi, approvando per\u00f2 i seguenti: ALA contribuisce al mantenimento di livelli normali di colesterolo nel sangue; EPA ed DHA contribuiscono al normale funzionamento del cuore; DHA contribuisce al mantenimento della normale funzione cerebrale; DHA assunto dalla madre contribuisce al normale sviluppo dell\u2019occhio e del cervello del feto e dei bambini, se allattati al seno. Inoltre, in generale gli omega-3 sono i precursori di molecole antinfiammatorie e sono anche responsabili di una minor aggregazione piastrinica. Un\u2019altra classe di acidi grassi polinsaturi, che spesso sentiamo nominare anch\u2019essi e che sono collegati &#8211; dopo vedremo perch\u00e9 &#8211; agli omega-3, sono gli omega-6. Contrariamente agli omega-3, gli omega-6 producono molecole pro-infiammatorie. Gli acidi grassi essenziali (cio\u00e8 che l\u2019organismo non \u00e8 in grado di produrre da solo, ricordate?) omega-6 sono anch\u2019essi grassi polinsaturi abbondantemente presenti negli alimenti. Il principale \u00e8 l\u2019acido linoleico (LA), che l\u2019organismo converte in acido arachidonico (AA), altro omega-6. Le prime fonti di acido linoleico sono di origine vegetale (oli vegetali, frutta oleaginosa a guscio, cereali), mentre l\u2019acido arachidonico \u00e8 reperibile esclusivamente negli alimenti di origine animale, principalmente le carni rosse o bianche e le uova. Anche gli omega-6, in giusta quantit\u00e0, ci sono necessari e fanno bene: numerosi studi hanno dimostrato l\u2019esistenza di un\u2019associazione favorevole tra acidi grassi polinsaturi omega-6 (specie acido linoleico LA) e protezione cardiovascolare. A concentrazioni pi\u00f9 elevate di questi acidi grassi nel sangue corrisponde un minor rischio di sviluppare sindrome metabolica, diabete ed eventi cardiovascolari. Sia i composti antinfiammatori che quelli pro infiammatori sono necessari al mantenimento della salute, ma \u00e8 importante che siano in equilibrio fra loro. Un eccesso di omega-6 o una carenza di omega-3, infatti, sposta l\u2019asticella verso l\u2019infiammazione generale in tutto l\u2019organismo (sistemica), situazione che pu\u00f2 essere prodromica di una serie di altre problematiche di salute. Gli omega-3, come dicevamo, hanno poi anche un impatto metabolico molto importante. Essi, infatti, agiscono sulla concentrazione dei grassi nel sangue (lipemia) diminuendo significativamente i livelli di trigliceridi e di colesterolo totale e aumentando il cosiddetto colesterolo buono, il colesterolo HDL. Infine, gli omega-3 intervengono positivamente sulla pressione sanguigna riducendo quella arteriosa. Quali sono le fonti di omega-3? Ricordiamoci, prima, che non bisogna esagerare. Buono, che fa bene non vuol dire che ne posso o che ne debba assumere senza limite. Non bisogna eccedere perch\u00e9 gli acidi grassi forniscono 9 chilocalorie per grammo. Dicevamo, le fonti. Le fonti alimentari di omega-3 possono essere sia di tipo animale che vegetale. L\u2019acido alfa-linolenico (ALA) \u00e8 l\u2019omega-3 pi\u00f9 abbondante nei prodotti vegetali, in particolare si trova in: semi oleosi, come soia, semi di lino, semi di canapa, noci, mandorle, nocciole ecc., poi negli oli dei semi oleosi e poi negli ortaggi a foglia verde. Al contrario, l\u2019acido eicosapentaneoico, (EPA), e l\u2019acido docosaesaenoico (DHA) sono presenti soprattutto negli alimenti di origine animale, in particolare nei prodotti della pesca come: pesce azzurro (ventresca di tonno, acciughe, sgombro, sarde, ricciola ecc.), salmone, trota, tonno, alghe marine. Gli alimenti pi\u00f9 ricchi di EPA e DHA sono costituiti dagli oli animali ricavati dal fegato dei pesci. Ecco perch\u00e9 in passato si usava consumare olio di fegato di merluzzo. Secondo il Consiglio per la ricerca in agricoltura (Crea), l\u2019assunzione di omega-3 dovrebbe rappresentare tra lo 0,5 e il 2% delle calorie totali (almeno 250 milligrammi in EPA e DHA). In questo modo, l\u2019apporto degli acidi grassi aumenta proporzionalmente al fabbisogno nutrizionale complessivo dell\u2019organismo. Nei lattanti e nei bambini fino a 2 anni si consigliano ulteriori 100 milligrammi di DHA e negli anziani fino a 100-200 milligrammi in pi\u00f9. Inoltre, come dicevamo, \u00e8 molto importante il rapporto tra omega-3 e omega-6. Ricordiamocelo. Il rapporto corretto tra le quantit\u00e0 di omega-6 e di omega-3 deve essere compreso tra 4:1 e 8:1. Invece nella nostra dieta occidentale molto spesso il rapporto \u00e8 di ben 10:1, ma anche 15 e perfino 20 a 1. Questo sbilanciamento &#8211; negativo &#8211; a favore degli omega-6 \u00e8 dovuto a un elevato consumo di oli vegetali ricchi di omega-6 e a un basso apporto di omega-3. Non solo un eccesso di olio di soia, mais, girasole e cartamo, ma anche cibi ultraprocessati, come quelli da fast food, e snack industriali che spesso sono ricchi di quegli oli vanno ridotti, cos\u00ec come bisogna fare attenzione a non esagerare nel consumo di frutta secca (altro alimento erroneamente considerato buono a prescindere anche in quantit\u00e0 industriale, soprattutto oggi che tutto quello che \u00e8 vegetale viene spacciato per salutare anche a dosi da elefanti) e carne e latticini provenienti da animali allevati in modo intensivo con mangimi ricchi di cereali, che aumentano l\u2019apporto di omega 6. La carenza di omega-3 \u00e8 difficile da valutare, poich\u00e9 non si manifesta con sintomi esclusivi, anche se potrebbe contribuire alla comparsa di alcune malattie metaboliche e problematiche neurologiche come una cattiva memoria, per esempio. D\u2019altra parte, un consumo eccessivo di omega-3 (come del resto di tutti gli acidi grassi polinsaturi) potrebbe portare sia alla formazione di composti potenzialmente tossici (lipoperossidi), sia ad un\u2019aumentata velocit\u00e0 di sanguinamento. Il sistema pi\u00f9 efficace per monitorare il corretto apporto nella dieta degli acidi grassi essenziali (omega-3 e omega-6) \u00e8 calcolare l\u2019Indice di Mead ossia il rapporto tra l\u2019acido eicosatrienoico e l\u2019acido arachidonico, all\u2019interno dei fosfolipidi contenuti nel siero del sangue. Si considerano anormali valori superiori allo 0,4.\n<\/p>\n<p>Ecco #EdicolaVerit\u00e0, la rassegna stampa podcast del 21 ottobre con Carlo Cambi<\/p>\n<p>\n        Ursula von der Leyen (Ansa)\n    <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Lo si trova nei semi oleosi e nelle noci, cos\u00ec come in salmone, tonno e acciughe. 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