{"id":17611,"date":"2025-07-30T08:00:10","date_gmt":"2025-07-30T08:00:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/17611\/"},"modified":"2025-07-30T08:00:10","modified_gmt":"2025-07-30T08:00:10","slug":"sullo-scaffale-la-giusta-distanza-dal-male-di-giorgi-protti-un-viaggio-dentro-il-pronto-soccorso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/17611\/","title":{"rendered":"Sullo scaffale: La giusta distanza dal male di Giorgi Protti, un viaggio dentro il pronto soccorso"},"content":{"rendered":"<p>                  <img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/pronto-soccorso.jpg\" alt=\"pronto soccorso\" title=\"pronto soccorso\"\/><\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 da pensare che <strong>Giorgia Protti<\/strong>, classe 1988, al suo esordio volesse raccontare, come scopo ultimo del libro, il mondo della <strong>medicina d\u2019urgenza<\/strong>, ma questo \u00e8 quello che \u00e8 di fatto accaduto. E si aprono scorci avvincenti per pi\u00f9 di una ragione.<\/p>\n<p>Proprio in tempi recenti <strong>Solange Fugger<\/strong>, alla guida di un pronto soccorso romano, \u00e8 salita alla ribalta delle cronache (anche) per il seguito ottenuto su Tik Tok con i suoi racconti di cosa succede dentro un luogo che, per quanto ci sia accessibile (sperando sempre di non finirci mai), in realt\u00e0, nelle sue dinamiche, \u00e8 opaco al paziente e alla societ\u00e0 civile tutta.<\/p>\n<p>Lo stesso tipo di fascinazione si subisce leggendo <strong>La giusta distanza dal male<\/strong><strong> (Einaudi, 2025)<\/strong> in cui Protti, medico internista per molti anni operativa in un <strong>pronto soccorso<\/strong>, inventa un io narrante con tutta probabilit\u00e0 molto vicino alla sua esperienza e ci porta con s\u00e9 dentro l\u2019ospedale.<\/p>\n<p>Cos\u00ec possiamo vedere finalmente com\u2019\u00e8 dall\u2019altra parte, e si comincia sconfessando la gerarchia che intuitivamente ci verrebbe di applicare: \u201cAppena cominci a lavorare al Pronto soccorso, tutti i colleghi pi\u00f9 anziani ti ripetono come un mantra la stessa raccomandazione: devi <strong>tenerti buoni gli infermieri<\/strong>\u201d (cosa che a questo punto vale la pena ricordare anche da pazienti); per poi proseguire scoprendo quali sono le congiunture interne, anche volute dal caso: \u201cUn\u2019altra peculiarit\u00e0 inspiegabile \u00e8 che, spesso, i pazienti arrivano tutti insieme <strong>con lo stesso problema<\/strong>. Lo sanno bene gli specialisti: c\u2019\u00e8 la giornata degli ictus cerebrali, la giornata degli infarti miocardici, quella delle emorragie gastrointestinali e quella delle fratture di femore. \u00c8 una statistica che va al di l\u00e0 delle influenze stagionali, delle feste comandate, del ritmo circadiano e di qualsiasi altro fattore causale: fino a prova contraria, una fatalit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>E non \u00e8 cos\u00ec facile nemmeno reperire il collega giusto al momento giusto: bisogna passare per il centralino e pu\u00f2 succedere che al posto di un urologo arrivi un neurologo e viceversa, quando chi lavora (insieme a chi \u00e8 l\u00ec a farsi soccorrere) ha i secondi contati e deve esercitare l\u2019<strong>intuizione\u00a0<\/strong>(oltre che l\u2019<strong>esperienza<\/strong>) s\u00ec, ma poi ha bisogno di <strong>smistare i malati agli specialisti<\/strong>, quantomeno per una consulenza o per un <strong>esame di approfondimento<\/strong>. Tocca inevitabilmente alle volte, purtroppo, al medico \u201c<strong>pronunciare la parola \u201cmorto<\/strong>\u201d, anche se sembra dura o brutale o indelicata: \u00e8 importante perch\u00e9 \u00e8 vera, e i parenti hanno il diritto di sentirsi dire la verit\u00e0. \u00c8 compito del medico addossarsi il peso e la colpa di quella parola, assorbirne l\u2019impatto, filtrarne almeno in parte la potenza distruttiva e presentarla ai parenti in un modo che sia per loro gestibile, affinch\u00e9 davanti a quella parola possano essere liberi di avere la reazione che sentono, qualunque essa sia\u201d.<\/p>\n<p>Il pronto soccorso \u00e8 un luogo dove si raduna un\u2019umanit\u00e0 sofferente in balia spesso del <strong>terrore di stare per morire<\/strong> o anche solo di non sapere cosa stia succedendo al proprio corpo.<\/p>\n<p>\u201cOgni singolo paziente viene in Pronto soccorso per un motivo preciso, anche di notte. Il problema \u00e8 l\u2019incongruenza: non \u00e8 sempre un bisogno di salute, o <strong>non sempre \u00e8 un bisogno di salute urgente<\/strong>. Ma il <strong>Pronto soccorso \u00e8 l\u00ec, aperto e disponibile<\/strong>, quasi sempre <strong>gratuito<\/strong>; poco importa che non abbia sempre la risposta adeguata al marasma di richieste che riceve, tanto vale provarci\u201d. Ma non \u00e8 facile vivere in <strong>emergenza perenne<\/strong>, reale o presunta, assorbire la paura di chi cerca soccorso, mandare avanti le procedure, conservare l\u2019umanit\u00e0 e il distacco pur esercitando l\u2019empatia, soprattutto perch\u00e9 \u201cin Pronto soccorso sono tutti arrabbiati con tutti. Operatori sanitari con altri operatori sanitari, pazienti con operatori sanitari, pazienti con altri pazienti. Ognuno di loro \u00e8 arrabbiato perch\u00e9 <strong>si sente depredato<\/strong> di qualcosa: salute, attenzione, rispetto, informazioni, ma soprattutto tempo. E tutti vogliono essere risarciti, pienamente e subito\u201d.<\/p>\n<p>Protti ci racconta come il <strong>tempo scorra a velocit\u00e0 diverse<\/strong> l\u00ec dentro per medici e pazienti e, attraverso il suo io narrante, ci svela come chi ci lavora al proprio, di tempo, abbia praticamente abdicato: <strong>turni massacranti<\/strong>, notti in piedi seguite non da \u201c<strong>smonto notte<\/strong>\u201d ma da un nuovo turno con mente e corpo fiaccato. E poi brandelli di vita \u201cfuori\u201d che non \u00e8 nemmeno possibile cercare di far aderire alla vita di chi dopo otto ore di lavoro, impiegatizio magari, pu\u00f2 costruirsi uno spazio alternativo.<\/p>\n<p>E infatti, per questa ragione, la protagonista del romanzo viene lasciata dal compagno con cui convive. E noi che leggiamo ci accorgiamo che, forse, il lavoro le basta. Gioiamo con lei delle <strong>diagnosi\u00a0<\/strong>che conducono alla salvezza, ci colpisce la preparazione di chi davanti ai sintomi ne comprende al volo la causa, soffriamo per i casi senza speranza e, una volta in pi\u00f9, ci \u00e8 inevitabile pensare a quanto il <strong>corpo umano sia una macchina perfetta<\/strong> ma con cos\u00ec tanti meccanismi da tenere oliati che un inceppamento non \u00e8 poi cos\u00ec raro. Per i deboli di cuore (e di stomaco) alcune storie (i pazienti sono indicati con lettere puntate: che siano <strong>casi reali?<\/strong>) vanno lette molto velocemente per non soffrire troppo, eppure, in definitiva, il viaggio in cui Protti ci guida \u00e8 un disvelamento morbosamente affascinante.<\/p>\n<p>Ma il romanzo dov\u2019\u00e8? Come sempre nel <strong>conflitto<\/strong>.\u00a0<\/p>\n<p>Vivere accanto al dolore, a un passo dalla morte, lottare contro il tempo, temere di sbagliare quando lo <strong>sbaglio pu\u00f2 essere esiziale<\/strong>, portare sulle proprie spalle la responsabilit\u00e0 della vita altrui non \u00e8 facile e pu\u00f2 essere altamente distruttivo. Il rischio \u00e8 quello di perdersi.\u00a0<\/p>\n<p>Ed \u00e8 questo che, oltre alla vita di pronto soccorso, l\u2019autrice ci racconta reinventando una figura che ha innervato non poca letteratura. Mimetizzato tra noi, in abiti stinti e trasandati, vive <strong>Lucifero<\/strong>, l\u2019angelo caduto, il diavolo, che si palesa alla protagonista accompagnandola alla scoperta di <strong>cosa sia davvero l\u2019inferno<\/strong>. Cos\u00ec lei gli pu\u00f2 fare la fatidica domanda, che a maggior ragione chi ha vocato l\u2019esistenza alla salvezza altrui non pu\u00f2 non fare: \u201cMi dici perch\u00e9? Perch\u00e9 cosa? Perch\u00e9 il male. Perch\u00e9 tutto questo male. [Lucifero] piega un angolo della bocca in un sorriso storto: Se fossi in te, mi farei un\u2019altra domanda: <strong>perch\u00e9 il bene?<\/strong>\u201d.<\/p>\n<blockquote><p>\n        \u201c<br \/>\n        <strong>    Mi dici perch\u00e9? Perch\u00e9 cosa? Perch\u00e9 il male. Perch\u00e9 tutto questo male. Se fossi in te, mi farei un\u2019altra domanda: perch\u00e9 il bene?<br \/>\n<\/strong><br \/>\n                        Giorgia Protti<\/p>\n<\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Non c\u2019\u00e8 da pensare che Giorgia Protti, classe 1988, al suo esordio volesse raccontare, come scopo ultimo del&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":17612,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1445],"tags":[1608,6787,203,20190,204,1537,90,89,20193,20189,1609,20192,20191,6791,6788],"class_list":{"0":"post-17611","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-libri","8":"tag-books","9":"tag-einaudi","10":"tag-entertainment","11":"tag-giorgia-protti","12":"tag-intrattenimento","13":"tag-it","14":"tag-italia","15":"tag-italy","16":"tag-la-giusta-distanhza-dal-male","17":"tag-la-giusta-distanza-dal-male","18":"tag-libri","19":"tag-medicina-durgenza","20":"tag-pronto-soccorso-pronto-soccorso","21":"tag-romanzi","22":"tag-sullo-scaffale"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17611","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17611"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17611\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/17612"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17611"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17611"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17611"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}