{"id":176546,"date":"2025-10-21T13:18:12","date_gmt":"2025-10-21T13:18:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/176546\/"},"modified":"2025-10-21T13:18:12","modified_gmt":"2025-10-21T13:18:12","slug":"in-pensione-a-69-anni-e-al-lavoro-fino-a-74-le-prospettive-per-il-2050","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/176546\/","title":{"rendered":"In pensione a 69 anni e al lavoro fino a 74, le prospettive per il 2050"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019ultimo rapporto Istat sull\u2019invecchiamento della popolazione ha descritto uno scenario complesso per i prossimi 25 anni. Nel 2050 l\u2019et\u00e0 pensionabile <strong>sfiorer\u00e0 i 69 anni<\/strong> e sempre pi\u00f9 persone che oggi sono considerate per la loro et\u00e0 al di fuori della popolazione attiva si troveranno costrette a continuare a lavorare.<\/p>\n<p>Anche soltanto per mantenere il numero assoluto di occupati odierno, ci sar\u00e0 bisogno di un\u2019iniezione significativa di lavoratori dalle fasce di popolazione oggi inattive. L\u2019Istat prevede che questo contributo arriver\u00e0 principalmente dalle donne, la cui popolazione inattiva \u00e8 prevista in calo del 40,3%. Questo porter\u00e0 a un aumento generale del tasso di attivit\u00e0, che <strong>superer\u00e0 il 77% in alcune regioni del Paese<\/strong>.\n<\/p>\n<p>In pensione a 69 anni, la previsione dell\u2019Istat per il 2050<\/p>\n<p>Il rapporto sull\u2019invecchiamento della popolazione in Italia, pubblicato dall\u2019Istat, stabilisce che, se la crescita dell\u2019aspettativa di vita dovesse continuare nei prossimi 25 anni come previsto, nel 2050 la <a href=\"https:\/\/quifinanza.it\/pensioni\/blocco-eta-pensionabile-manovra-2026-fornero\/933211\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">legge Fornero<\/a> farebbe salire l\u2019et\u00e0 pensionabile per la vecchiaia a <strong>68 anni e 11 mesi<\/strong>. Non si tratterebbe dell\u2019et\u00e0 media in cui si va in pensione, che anche oggi \u00e8 molto pi\u00f9 bassa dei 67 anni previsti dalla legge, grazie a varie forme di pensione anticipata. Ma sarebbe il limite massimo per la fine del periodo lavorativo.<\/p>\n<p>La conseguenza sul mercato del lavoro di questo dato \u00e8 immediata. L\u2019Istat, infatti, considera \u201c<strong>popolazione attiva<\/strong>\u201d le persone tra 15 e 64 anni. Solo su di loro si calcola, per esempio, il <a href=\"https:\/\/quifinanza.it\/lavoro\/lavoro-secondo-trimestre-2025-sud\/928245\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">tasso di occupazione<\/a>. Se la pensione dovesse arrivare quasi cinque anni dopo i 64 anni di et\u00e0, bisognerebbe iniziare a considerare anche la fascia 65-74 anni nei calcoli dei dati per la forza lavoro. In questo caso, nel 2050, la percentuale di persone in questa popolazione che lavorer\u00e0 sar\u00e0 del 16%.<\/p>\n<p>La popolazione invecchia, sempre pi\u00f9 donne al lavoro<\/p>\n<p>L\u2019invecchiamento della popolazione avr\u00e0 anche un\u2019altra conseguenza: la diminuzione della popolazione attiva. Nel 2050, le persone tra 15 e 64 anni saranno <strong>meno di 30 milioni<\/strong> in Italia. Oggi le persone occupate, quindi che hanno effettivamente un lavoro, in questa fascia, sono circa 24 milioni, a un tasso di occupazione del 62,6%.<\/p>\n<p>Anche solo per mantenere questo livello di occupati in termini assoluti (i 24 milioni di oggi), avvisa l\u2019Istat, il tasso di occupazione dovr\u00e0 crescere moltissimo. La previsione \u00e8 che, nel 2050, si arriver\u00e0 a un tasso di attivit\u00e0 (quindi occupati e disoccupati) del <strong>73,2%, contro il 66,6% attuale<\/strong>. La crescita sar\u00e0 guidata dalle donne.<\/p>\n<p>Rispetto alla generazione dei <strong>baby boomer<\/strong>, che sta andando in pensione, quelle successive presentano infatti un tasso di istruzione delle donne molto pi\u00f9 alto. Questo, nei prossimi 25 anni, dovrebbe garantire l\u2019ingresso di una grande massa di inattive nel mondo del lavoro. La popolazione femminile inattiva dovrebbe calare, entro il 2050, del 40,3%.<\/p>\n<p>La distanza tra Nord e Sud<\/p>\n<p>Questo fenomeno dovrebbe coinvolgere tutte le aree del Paese. Anche nel <strong>Mezzogiorno<\/strong> il tasso di attivit\u00e0 dovrebbe aumentare in maniera solo leggermente inferiore alla media nazionale, +5,8% contro il +6,6% del dato italiano. Questo per\u00f2 significa anche che il Sud vedr\u00e0 aumentare la distanza con il resto del Paese in termini di occupazione.<\/p>\n<p>Il tasso di attivit\u00e0 nelle <a href=\"https:\/\/quifinanza.it\/economia\/rischio-poverta-calabria-campania-guyana\/933998\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">regioni meridionali<\/a> dovrebbe attestarsi poco sotto il 62% nel 2050. Nel frattempo, per\u00f2,<strong> Centro e Nord<\/strong> saranno cresciuti per anni a ritmi pi\u00f9 alti. In queste aree, questo dato dovrebbe raggiungere vette del 77% o del 78% in alcune regioni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L\u2019ultimo rapporto Istat sull\u2019invecchiamento della popolazione ha descritto uno scenario complesso per i prossimi 25 anni. 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