{"id":176693,"date":"2025-10-21T15:01:11","date_gmt":"2025-10-21T15:01:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/176693\/"},"modified":"2025-10-21T15:01:11","modified_gmt":"2025-10-21T15:01:11","slug":"e-alla-fine-arrivo-pacciani-come-la-nuova-serie-tv-netflix-sul-mostro-di-firenze-potrebbe-essere-chiunque","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/176693\/","title":{"rendered":"E alla fine arriv\u00f2 Pacciani: com&#8217;\u00e8 la nuova serie tv Netflix sul mostro di Firenze. \u00abPotrebbe essere chiunque\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Alessandro Trocino<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Il Mostro (quattro episodi dal 22 ottobre) \u00e8 una serie spiazzante e non assomiglia a nessun&#8217;altra serie sui serial killer<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Facciamo una previsione, fallibile come tutte: questa \u00e8 una serie che piacer\u00e0 pi\u00f9 ai critici che al pubblico. Sui primi gi\u00e0 abbiamo qualche indizio, perch\u00e9 <b>Il Mostro \u00e8 passata al festival di Venezia<\/b> e dunque gi\u00e0 molti si sono espressi: giudizi per lo pi\u00f9 positivi, ma anche qualche stroncatura.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Noi, che ci sediamo dalla parte del pubblico, cominciamo a vedere la prima puntata e arranchiamo: ritmi lenti; <b>sfalsamento dei piani temporali;<\/b> sviluppo confuso; musica di sottofondo che si vuole inquietante ma che a volte \u00e8 fastidiosa; assenza di volti noti tra gli attori (che per\u00f2 sono bravi); totale <b>assenza dei \u00abcompagni di merenda\u00bb, di <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/cronache\/25_ottobre_21\/il-mostro-firenze-serie-netflix-pacciani-210a8614-542f-4e88-beed-a59a6bfa7xlk.shtml\" title=\"E alla fine arriv\u00f2 Pacciani: com&#039;\u00e8 la nuova serie tv Netflix sul mostro di Firenze. \u00abPotrebbe essere chiunque\u00bb\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Pacciani<\/a>, Vanni <\/b>e di tutto quello che l\u2019immaginario delle cronache ci ha tramandato per anni del mostro di Firenze. Non si capisce bene dove vada a parare, lasciando lo spettatore interdetto. Per\u00f2, per fortuna, non ci lasciamo scoraggiare e andiamo avanti. <\/p>\n<p>Arrivano la seconda puntata, e soprattutto la terza. E tutto cambia. Cio\u00e8, non cambiano il ritmo narrativo lento e l\u2019alternanza dei piani temporali. <b>Cambia la percezione dello spettatore. <\/b>Perch\u00e9 alla prima ricostruzione del delitto, alla prima versione, ne segue un\u2019altra. E un\u2019altra ancora. Ogni puntata ha un \u00abmostro\u00bb e un punto di vista. E noi veniamo invischiati progressivamente nella tela di Sollima. <b>Il lento indugiare della macchina da presa <\/b>&#8211; con la musica di sottofondo, le atmosfere ambigue, l\u2019indugiare sulla storia di questa famiglia sarda trapiantata nel Chiantishire &#8211; comincia a dare un buon raccolto, una messe di paura e di adrenalina.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p>    Cosa (non) \u00e8 Il Mostro<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">E dunque, a cosa somiglia questo <b>Il Mostro<\/b>, su Netflix a partire da mercoled\u00ec 22 ottobre? Non somiglia per nulla alle serie adrenaliniche, tutte colpi di scena e sequenze spettacolari, nonostante sia diretto da <b>Stefano Sollima<\/b> (Gomorra, Romanzo Criminale, Suburra), uno che ci ha abituato a ritmi e atmosfere alla Scorsese e Michael Mann, suoi punti di riferimento cinematografici.\u00a0<br \/><b><br \/>Non c\u2019\u00e8 neanche troppa morbosit\u00e0 <\/b>(un po\u2019 di sesso e sangue s\u00ec, ma senza indugiare troppo). E non ha granch\u00e9 a che fare con Zodiac, il film sul \u00abMostro\u00bb americano, diretto da<b> David Fincher.<\/b> Siamo anche anni luce lontani da <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/esteri\/25_ottobre_06\/ed-gein-storia-netflix-dd9961d1-1c7f-4ad4-929c-be9d917abxlk.shtml\" title=\"La storia di Ed Gein, il \u00abmacellaio di Plainfield\u00bb che creava soprammobili con i resti delle donne uccise\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">The Monster, la serie su Ed Gein<\/a> uscita qualche settimana fa, e che salda atmosfere horror, tra <b>necrofilia e mutilazioni<\/b>, a una grande libert\u00e0 espressiva con una patina ultramoderna.<\/p>\n<p>    La pista sarda<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il Mostro si concentra sulla prima parte dell\u2019infinita inchiesta sull\u2019assassino (o gli assassini) che uccise 8 coppie in 17 anni, dal 1968 al 1985. Indaga sulla <a href=\"https:\/\/corrierefiorentino.corriere.it\/notizie\/cronaca\/25_ottobre_21\/mostro-firenze-pista-sarda-9cf34c10-602b-4712-a46a-01a872612xlk.shtml\" title=\"Cos&#039;\u00e8 la pista sarda? Giovanni Vinci, la Beretta calibro 22 \u00abpassata di mano\u00bb e le prime indagini sul Mostro di Firenze\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">pista sarda<\/a>, con protagonisti <b>Stefano Mele, Giovanni Mele, Francesco Vinci e Salvatore Vinci.<\/b> Una scelta spiazzante, perch\u00e9 lontana nel tempo e nel ricordo degli italiani, ma all\u2019inizio tutta l\u2019indagine si \u00e8 focalizzata su un gruppo di sardi trapiantati in Toscana e s<b>u un omicidio del 1968 <\/b>che si collegher\u00e0 solo negli anni \u201980 ai delitti del \u00abMostro\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>E per un\u2019unica circostanza: <\/b>l\u2019omicidio della coppia non presentava le caratteristiche degli altri (con l\u2019infierire nel corpo della donna, con coltellate e mutilazione di genitali) ma <b>fu compiuto con la stessa Beretta calibro 22,<\/b> come dimostrano i proiettili con la serie H che hanno contrassegnato gli otto omicidi nel corso degli anni.<\/p>\n<p>    Un mondo antico e malato<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La scelta di Sollima \u00e8 di raccontarci questo ambiente rurale e patriarcale, dove si univa il rigore di tradizioni sessiste e violente &#8211; le donne venivano violentate e date in moglie senza il consenso -, il moralismo ipocrita sociale a <b>una promiscuit\u00e0 sessuale che oltrepassava le soglie della morbosit\u00e0 <\/b>e del patologico.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Nelle interviste, il regista ha insistito su <b>un punto di vista \u00abfemminista\u00bb, a posteriori,<\/b> sullo \u00absguardo maschile che \u00e8 lo stesso, dal Mostro alle foto scandalo sui siti di questi giorni\u00bb e alla continuit\u00e0 con i tempi attuali: \u00abOgni giorno in Italia viene uccisa una donna\u00bb. <\/p>\n<p>Il consulente storico, Francesco Cappelletti, ha garantito &#8211; <b>insieme all\u2019ossessione per le carte giudiziarie<\/b> di Sollima e del co-creatore Leonardo Fasoli &#8211; un\u2019aderenza ai fatti storici e ai dettagli. La serie racconta un Paese arretrato, un mondo antico e malato che nascondeva preferenze sessuali e viveva di un familismo incestuoso e ricattatorio. Ma anche <b>un\u2019inchiesta tra le pi\u00f9 difficili e piene di errori della storia italiana<\/b>, resi possibili anche dalla pressione di un\u2019opinione pubblica che chiedeva risposte immediate e pressava gli investigatori.<\/p>\n<p>    Vero o falso?\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Sollima non sembra voler concedere molto alla spettacolarizzazione degli omicidi, tutti raccontati con <b>freddezza chirurgica, <\/b>da perizia medico-legale. Non ci sono carrelli acrobatici, n\u00e9 si usa il linguaggio tipico del crime. L\u2019aderenza al racconto rende le riprese in alcuni momenti quasi documentaristiche.<b> Gli stessi personaggi non hanno un grande spessore psicologico, <\/b>perch\u00e9 quello che conta \u00e8 raccontare la percezione della storia nei diversi momenti dell\u2019inchiesta.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Non c\u2019\u00e8 neanche spazio per le vittime, perch\u00e9 il punto di vista \u00e8 quella dell\u2019assassino, che non le conosceva.<b> Le trovava appartate in una strada di campagna e uccideva, <\/b>infierendo sulle donne.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Lo spettatore assume di volta in volta il punto di vista del \u00abmostro\u00bb e quello degli inquirenti. <b>E come i magistrati e i poliziotti, \u00e8 confuso.<\/b> Le coincidenze si affastellano e non si distingue pi\u00f9 quello che \u00e8 vero, accertato, inconfutabile, e quello che \u00e8 frutto di un racconto falso o di una deduzione logica ma arbitraria.<\/p>\n<p>    Compare Pietro Pacciani<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Le quattro puntate si concludono con un <b>Salvatore Vinci che fa perdere le sue tracce<\/b> e sparisce nel nulla. E, guarda caso, i delitti finiscono. Una coincidenza, una delle tante, che non significa molto e che Sollima lascia come suggestione finale. Cos\u00ec come solo pochi secondi finali sono dedicati a <b>un personaggio che sar\u00e0 invece centrale nel filone d\u2019indagine successivo: Pietro Pacciani.<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La sua storia &#8211; condannato all\u2019ergastolo, poi assolto, poi morto durante il secondo processo d\u2019appello &#8211; si intreccia con quella di <b>Mario Vanni e Giancarlo Lotti,<\/b> che furono condannati, ma solo per alcuni dei delitti. Lasciando dubbi enormi e riaprendo infinite piste alternative, piene di coincidenze e suggestioni, <b>sette sataniche comprese, <\/b>ma mai provate davvero.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il Mostro esce in un momento caldo, <b>i 40 anni dall\u2019ultimo delitto, <\/b>ed \u00e8 accompagnato da un gran numero di libri e di podcast, ognuno con una sua tesi da difendere. Sollima e Fasoli non ne sposano nessuna, anche se <b>concentrarsi in queste quattro puntate sulla pista sarda<\/b> \u00e8 gi\u00e0 una scelta di campo.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ma non \u00e8 detto che non si vada avanti: se il pubblico capir\u00e0 e apprezzer\u00e0 il tratto autoriale della serie, arriveranno altre stagioni, stavolta inevitabilmente dedicate al<b> Pacciani e ai suoi compagni. <\/b>Il risultato, probabilmente, sar\u00e0 lo stesso.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Come ha detto lo stesso Sollima, nella presentazione della serie a Venezia, <b>\u00abil mostro, alla fine, potrebbe essere chiunque\u00bb<\/b>. E forse il senso dell\u2019operazione sta in questo disorientare lo spettatore, creare e smontare false piste, moltiplicare i mostri possibili, fino a suggerire che un po\u2019 di mostro, forse, \u00e8 anche dentro di noi.\u00a0<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2025-10-21T15:08:52+02:00\">21 ottobre 2025 ( modifica il 21 ottobre 2025 | 15:08)<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Alessandro Trocino Il Mostro (quattro episodi dal 22 ottobre) \u00e8 una serie spiazzante e non assomiglia a&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":176694,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[174],"tags":[1998,31469,2537,2033,107526,16134,5263,12379,6195,81953,4021,49236,2457,2446,7085,1731,2429,203,5626,107527,2266,1250,51,950,107524,204,1537,90,89,41604,39565,2318,5794,4003,107528,5791,5795,1539,107529,14344,3166,2639,1728,893,107523,62681,5534,107530,34663,23939,107531,696,107525,17718,17211,179,8202,8835,494,11631,12343,1321,45141,107532,52410,1360,1821,107522,60175,107533,15687,107534,6845,1567,103,29777,7825,222,5489,5798,6370],"class_list":{"0":"post-176693","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-intrattenimento","8":"tag-abituato","9":"tag-aderenza","10":"tag-altra","11":"tag-antico","12":"tag-antico-malato","13":"tag-assassino","14":"tag-assenza","15":"tag-atmosfere","16":"tag-cambia","17":"tag-coincidenze","18":"tag-compagni","19":"tag-confuso","20":"tag-delitti","21":"tag-delitto","22":"tag-diretto","23":"tag-donna","24":"tag-donne","25":"tag-entertainment","26":"tag-falso","27":"tag-fasoli","28":"tag-firenze","29":"tag-francesco","30":"tag-inchiesta","31":"tag-indagine","32":"tag-indugiare","33":"tag-intrattenimento","34":"tag-it","35":"tag-italia","36":"tag-italy","37":"tag-lasciando","38":"tag-lento","39":"tag-malato","40":"tag-mele","41":"tag-momenti","42":"tag-morbosita","43":"tag-mostro","44":"tag-mostro-firenze","45":"tag-musica","46":"tag-musica-sottofondo","47":"tag-neanche","48":"tag-netflix","49":"tag-omicidi","50":"tag-omicidio","51":"tag-ottobre","52":"tag-pacciani","53":"tag-percezione","54":"tag-piani","55":"tag-piani-temporali","56":"tag-piene","57":"tag-pietro","58":"tag-pietro-pacciani","59":"tag-pista","60":"tag-pista-sarda","61":"tag-piste","62":"tag-possibili","63":"tag-pubblico","64":"tag-puntata","65":"tag-puntate","66":"tag-punto","67":"tag-punto-vista","68":"tag-racconto","69":"tag-ritmi","70":"tag-salvatore","71":"tag-salvatore-vinci","72":"tag-sarda","73":"tag-scelta","74":"tag-serie","75":"tag-sollima","76":"tag-somiglia","77":"tag-sottofondo","78":"tag-spettatore","79":"tag-spiazzante","80":"tag-stefano","81":"tag-storia","82":"tag-temporali","83":"tag-vada","84":"tag-vanni","85":"tag-venezia","86":"tag-vero","87":"tag-vinci","88":"tag-vista"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":"Validation failed: Text character limit of 500 exceeded"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/176693","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=176693"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/176693\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/176694"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=176693"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=176693"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=176693"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}