{"id":176867,"date":"2025-10-21T17:13:09","date_gmt":"2025-10-21T17:13:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/176867\/"},"modified":"2025-10-21T17:13:09","modified_gmt":"2025-10-21T17:13:09","slug":"il-documentario-sullultimo-movimento-che-ha-smosso-la-letteratura-italiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/176867\/","title":{"rendered":"il documentario sull&#8217;ultimo movimento che ha smosso la letteratura italiana"},"content":{"rendered":"<p>Non \u00e8 solo la nostalgia per gli anni Novanta, \u00e8 il fatto che Nove, Scarpa, Ammaniti, Santacroce e tutti gli altri han fatto, ognuno a modo suo, quel che nessun altro fa fatto negli ultimi trent&#8217;anni. E un documentario, sia pur di testimonianza, ci sta. \u00c8 stato presentato alla Festa del Cinema di Roma e noi l&#8217;abbiamo visto.<\/p>\n<p>Ho la fortuna di appartenere alla <strong>Generazione X<\/strong>. E quindi, ho avuto la fortuna di vedere i miei <strong>vent\u2019anni coincidere con gli anni Novanta<\/strong>, che sono stati l\u2019ultimo grande decennio della contemporaneit\u00e0. A parlare non \u00e8 (solo) la mia nostalgia, quella nostalgia che \u00e8 stata inventata proprio dalla mia generazione, ma (anche) la Storia. Cardine tra la fine di un secolo e l\u2019inizio di un\u2019altro, nati dalle macerie dei muri e delle ideologie e proiettate verso un nuovo Millennio gravido di promesse (passate), gli anni Novanta surfavano su quel che rimaneva della spinta edonista e nevroticamente entusiasta degli Ottanta attraverso un panorama incerto e vagamente post (o pre) apocalittico, fatto di quel restava del passato e di un futuro incerto ma nascente (con Internet stava emettendo i primi vagiti )  che veniva osservato e raccontato con uno sguardo disincantato e nichilista un po\u2019 spietato, che per\u00f2 spesso veniva ammorbidito dall\u2019ironico distacco della condizione pienamente postmoderna. Per dirla con <strong>Douglas Coupland<\/strong>, cui di deve la definizione di Gen X: <strong>\u201cLa storia era finita, e la sensazione era ottima\u201d<\/strong>.<br \/>&#13;<br \/>\nFatto sta che <strong>gli anni Novanta sono stati gli anni di un clamoroso fermento culturale<\/strong>. In tutte le arti: musica, cinema, letteratura. Perfino la televisione, grazie a <strong>MTV<\/strong>, di cui in queste ore celebriamo con tristezza il funerale, era un luogo di sperimentazione e avanguardia. E tutto questo perfino in un paese come il nostro, un po&#8217; appoggiato troppo comodamente sul suo pi\u00f9 o meno recente o glorioso passato.<br \/>&#13;<br \/>\nFermento quindi: nel cinema un pochino ma non troppo (e su questo bisognerebbe riflettere), molto nella musica (pensate solo a C.S.I., Mau Mau, \u00dcstmam\u00f2, Marlene Kuntz, Afterhours, Bluvertigo, Virginiana Miller, Massimo Volume, per non parlare dell\u2019emersione dell\u2019hip hop e delle posse), e forse ancora di pi\u00f9 nulla letteratura. Perch\u00e9 a movimentare la scena un po\u2019 polverosa delle lettere italiane, ecco arrivare quelli che, grazie alla celebre antologia pubblicata, con qualche scandalo, da Einaudi, divennero famosi come i <strong>Cannibali<\/strong>.<\/p>\n<p>Se nel 1991 <strong>Bret Easton Ellis<\/strong> pubblicava <strong>\u201cAmerican Psycho\u201d<\/strong>, a casa nostra, figli di quell\u2019idea di letteratura ma anche del mondo del fumetto, del cinema horror e di quello appena terremotato da <strong>Tarantino<\/strong>, della club culture e dalla televisione, dall\u2019idea feticistica di merce che andava emergendo e affermandosi, ecco esordire gente come <strong>Aldo Nove, Isabella Santacroce, Tiziano Scarpa, Niccol\u00f2 Ammaniti, Alda Teodorani<\/strong>. <br \/>&#13;<br \/>\nIo, negli anni Novanta dei miei vent\u2019anni, li leggevo tutti, e ne ero galvanizzato. Raccontavano il mondo che mi circondava, e che vedevo giorno dopo giorno, proprio come lo vedevo io. Se ne fregavano del moralismo snob e perbenista con cui erano accolti da alcuni, e facevano tutti la loro cosa, che era diversa da quella di tutti gli altri, anche da quelli che appartenevano allo stesso movimento. Nove \u00e8 diverso da Ammaniti che \u00e8 diverso da Scarpa che \u00e8 diverso da Santacroce. Per dire. <br \/>&#13;<br \/>\nE per\u00f2, fa bene Paolo Repetti in questo documentario che si chiama <a href=\"https:\/\/www.comingsoon.it\/film\/cannibali\/67831\/scheda\/\" target=\"_blank\" title=\"Cannibali\" rel=\"nofollow noopener\"><strong>Cannibali<\/strong><\/a>, a dire che loro, quei giovani scrittori che con <strong>Severino Cesar<\/strong>i Repetti pubblic\u00f2 nella celebre antologia <strong>\u201cGiovent\u00f9 Cannibale\u201d<\/strong>, sono stati <strong>l\u2019ultimo movimento letterario che abbia animato la letteratura del nostro paese<\/strong>. <br \/>&#13;<br \/>\nGiusto quindi che arrivi un documentario a raccontarli. A farli raccontare, visto che <strong>Aldo Nove<\/strong> (anche sceneggiatore con la regista<strong> Hilary Tiscione<\/strong>) \u00e8 tra gli intervistati, assieme a <strong>Tiziano Scarpa<\/strong> e <strong>Alda Teodorani<\/strong>. Ci sono anche non cannibali come<strong> Emanuele Trevi e Raul Montanari<\/strong>, critici come <strong>Marino Sinibaldi<\/strong>, tante immagini di repertorio che ricordano come, negli anni Novanta, in tv, nella tv generalista, si poteva ancora dibattere di letteratura, oltre che vedere <strong>Cipr\u00ec e Maresco<\/strong>. <br \/>&#13;<br \/>\n<strong>Certo, la lingua del cinema \u00e8 elementare, piatta, appunto televisiva. Ma qui a contare \u00e8 la parola, la letteratura, e la nostalgia; e allora va bene lo stesso. <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Non \u00e8 solo la nostalgia per gli anni Novanta, \u00e8 il fatto che Nove, Scarpa, Ammaniti, Santacroce e&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":176868,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1442],"tags":[203,454,204,1537,90,89,1521],"class_list":{"0":"post-176867","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-film","8":"tag-entertainment","9":"tag-film","10":"tag-intrattenimento","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-movies"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115413280672340365","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/176867","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=176867"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/176867\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/176868"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=176867"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=176867"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=176867"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}