{"id":177164,"date":"2025-10-21T20:57:17","date_gmt":"2025-10-21T20:57:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/177164\/"},"modified":"2025-10-21T20:57:17","modified_gmt":"2025-10-21T20:57:17","slug":"devastato-limpianto-gazprom-a-orenburg-e-anche-il-giacimento-kazako-di-karachaganak-con-eni-shell-chevron-e-la-russa-lukoil-deve-tagliare-il-30","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/177164\/","title":{"rendered":"Devastato l\u2019impianto Gazprom a Orenburg, e anche il giacimento\u00a0kazako di Karachaganak, con Eni, Shell, Chevron e la russa Lukoil,\u00a0deve tagliare il 30%"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019aggressione della Russia all\u2019Ucraina sta gi\u00e0 costando molto anche a noi. E la guerra di Putin a Kyiv \u00e8 una guerra contro l\u2019Europa non solo militare (guerra ibrida, droni, sabotaggi, assassinii, spie), ma anche economica. C\u2019\u00e8 una storia che lo racconta in maniera esemplare. E c\u2019\u00e8 di mezzo l\u2019America, il Regno Unito, l\u2019Italia. l\u2019Eni.<\/p>\n<p>Il 19 ottobre Kyiv <strong>ha colpito in maniera moto grave l\u2019impianto di produzione e lavorazione del gas di Orenburg, in Russia, a 1700 chilometri dal confine ucraino. L\u2019impianto \u00e8 di propriet\u00e0 di Gazprom, e \u00e8 uno dei pi\u00f9 grandi non della Russia, ma del mondo. Elabora almeno il 60% del gas lavorato da Gazprom<\/strong> (secondo alcune stime anche qualcosa in pi\u00f9), \u00e8 in grado di lavorare fino a 45 miliardi di metri cubi di gas naturale e 6,2 milioni di tonnellate di condensato di gas\/petrolio all\u2019anno. Le immagini da Orenburg di ieri erano ancora impressionanti, un vastissimo incendio frutto di esplosioni ripetute, con una colonna di fuoco della forma di un fungo. Ma<strong> il danno a Orenburg ha menomato molto seriamente (intorno al 30%) anche la produzione di Karachaganak, il giacimento in Kazakistan che uno dei fulcri della politica estera italiana fin dai tempi degli accordi di Berlusconi con Putin<\/strong>, e che contribuisce a spiegare il perch\u00e9 delle assai amichevoli relazioni di Roma col Kazakistan. <\/p>\n<p>Karachaganak \u00e8 un giacimento enorme, gestito da un consorzio che comprende tra le sue partecipate Chevron (18%), la britannica Shell (29,25%) e l\u2019italiana Eni (29,25%), oltre alla russa Lukoil (13,5%) e alla societ\u00e0 kazaka KazMunayGaz (10%).<\/p>\n<p>\t\t\tla rubrica \u201cprovocazioni\u201d<\/p>\n<p>\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.lastampa.it\/specchio\/2025\/09\/07\/news\/il_gioco_cinese_putin_costretto_a_svendere_a_pechino_il_greggio_della_russia-15299654\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Il gioco cinese: Putin vassallo costretto a (s)vendere a Pechino il greggio della Russia<\/a><\/p>\n<p>\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.lastampa.it\/autori\/jacopo_iacoboni\/\" rel=\"author nofollow noopener\" target=\"_blank\">Jacopo Iacoboni<\/a><\/p>\n<p>\t\t\t07 Settembre 2025<\/p>\n<p>                <a href=\"https:\/\/www.lastampa.it\/specchio\/2025\/09\/07\/news\/il_gioco_cinese_putin_costretto_a_svendere_a_pechino_il_greggio_della_russia-15299654\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><\/p>\n<p>\t\t\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/181723788-0ce414ff-1f6f-471f-85eb-9f6f776ea31f.jpg\" alt=\"\" class=\"lazyload\" width=\"125\" height=\"125\"\/> <\/p>\n<p>                <\/a><\/p>\n<p>Secondo due fonti che hanno parlato a condizione di anonimato a Reuters, e che La Stampa ha verificato indipendentemente con fonti industriali, la produzione di Karachaganak \u00e8 scesa intorno alle 25.000 tonnellate (196.500 barili al giorno). Il livello abituale \u00e8 35.500 tonnellate. Perdere diecimila tonnellate al giorno \u00e8 una danno molto rilevante, e tanto pi\u00f9 grave quanto pi\u00f9 prolungato sar\u00e0 il taglio, per tutti gli azionisti.<\/p>\n<p>Ancora la mattina di marted\u00ec 21 ottobre, le notizie viravano al pessimismo: il consorzio Karachaganak ha dichiarato di aver dovuto attuare una riduzione controllata dei volumi di produzione a seguito di un \u201cincidente\u201d presso l\u2019impianto russo di Orenburg. Gli ucraini dicono senza mezzi termini che sono stati due droni ucraini sull\u2019impianto di Orenburg a costringere il vicino Kazakistan a ridurre la produzione nel giacimento di Karachaganak del 25-30%. Gi\u00e0 il 19 ottobre il Ministero dell\u2019Energia del Kazakistan aveva comunicato che Orenburg aveva interrotto l\u2019approvvigionamento di gas dal Kazakistan.<\/p>\n<p><strong>Le principali compagnie petrolifere, tra cui Chevron e Shell, hanno gi\u00e0 confermato di aver dovuto ridurre la produzione di petrolio e gas nel giacimento del Kazakistan.<\/strong><\/p>\n<p>\t\t\tL\u2019inchiesta<\/p>\n<p>\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.lastampa.it\/esteri\/2025\/08\/31\/news\/rosnfet_e_il_tracollo_degli_utili_del_70_cosi_sta_crollando_tutl_industria_del_petrolio_di_putin-15289581\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Il tracollo di Rosneft a meno 70%. Prezzi, droni, sanzioni: crolla l\u2019industria del petrolio di Putin<\/a><\/p>\n<p>\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.lastampa.it\/autori\/jacopo_iacoboni\/\" rel=\"author nofollow noopener\" target=\"_blank\">Jacopo Iacoboni<\/a><\/p>\n<p>\t\t\t31 Agosto 2025<\/p>\n<p>                <a href=\"https:\/\/www.lastampa.it\/esteri\/2025\/08\/31\/news\/rosnfet_e_il_tracollo_degli_utili_del_70_cosi_sta_crollando_tutl_industria_del_petrolio_di_putin-15289581\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><\/p>\n<p>\t\t\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/082319012-a76604be-5911-4675-b730-a4e47ce3ce6f.jpg\" alt=\"\" class=\"lazyload\" width=\"125\" height=\"125\"\/> <\/p>\n<p>                <\/a><\/p>\n<p>Per capire di quali entit\u00e0 di oil parliamo, occorre pensare che Karachaganak nel 2024 ha prodotto circa 263mila barili al giorno di petroli, che viene esportato da una societ\u00e0 specifica (Caspian Pipeline Consortium) attraverso un terminale russo sul Mar Nero. Il petrolio poi passa attraverso l\u2019oleodotto russo Druzhba verso la Germania. Druzhba come noto \u00e8 stata pesantemente affetta dal blitz ucraino nel Kursk, ma questa sarebbe un\u2019altra storia, anche se evidentemente collegata. <strong>Il Kazakistan rappresenta circa il 2% della produzione mondiale di petrolio, la maggior parte del quale passa tuttora nei mercati mondiali attraverso la Russia. Bench\u00e9 sia tecnicamente oil kazako. <\/strong><\/p>\n<p>Da anni si parla \u2013 e l\u2019Italia \u00e8 abbastanza attiva in questi colloqui \u2013 di costruire un nuovo impianto di lavorazione del gas a Karachaganak, e il governo kazako ha gi\u00e0 raggiunto un\u2019intesa di massima con gli azionisti di Karachaganak. Fonti britanniche raccontano a La Stampa che la capacit\u00e0 dichiarata annua di lavorazione di gas del nuovo impianto a Karachaganak dovrebbe essere almeno 4 miliardi di metri cubi, ma c\u2019\u00e8 la speranza di arrivare anche a 5. La data di entrata in attivit\u00e0 del uovo impianto \u00e8 prevista per il 2028. E il consorzio, guerra o non guerra, non vuole certo fermarsi. Gli affari non puzzano, anche se bruciano.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L\u2019aggressione della Russia all\u2019Ucraina sta gi\u00e0 costando molto anche a noi. 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