{"id":177599,"date":"2025-10-22T04:04:11","date_gmt":"2025-10-22T04:04:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/177599\/"},"modified":"2025-10-22T04:04:11","modified_gmt":"2025-10-22T04:04:11","slug":"una-donna-e-un-clan-il-mostro-di-firenze-tra-onore-e-perversioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/177599\/","title":{"rendered":"una donna e un clan, il\u00a0Mostro di Firenze tra onore e perversioni"},"content":{"rendered":"<p>Firenze, 21 ottobre 2025 &#8211;\u00a0Un mostro attualizzato alle atrocit\u00e0 di oggi, che uccide l\u2019uomo solo perch\u00e9 d\u2019intralcio al suo obiettivo, <strong>la donna<\/strong>. Un mostro che ammazza per lavare il disonore, o perch\u00e9 dominato e schiavo \u201cdi un incubo di tanti anni fa\u201d, per dirla con le parole che us\u00f2 l\u2019investigatore <strong>Ruggero Perugini<\/strong> in un quasi mitologico dialogo con il killer filtrato dalle telecamere. Un mostro ossessionato dal sesso, in diverse sue forme: omosessualit\u00e0, voyeurismo, avventure estreme.  <\/p>\n<p>Eccolo, il mostro di Firenze. <strong>Su Netflix<\/strong>. Quattro puntate, che la piattaforma lancia in una data non casuale: il 22 ottobre, una notte in cui la calibro 22 del mostro ammazz\u00f2. Di nuovo. Era il 1981, a Calenzano, una stonatura temporale (l\u2019unico delitto avvenuto in autunno) e geografica (la sola volta al di fuori delle due \u201ccomfort zone\u201d dell\u2019assassino, il Mugello e la Val di Pesa) ma che consacr\u00f2 l\u2019esistenza del male.  <\/p>\n<p> <img alt=\"WHATSAPP IMAGE 2025-10-21 AT 18.42.55\" loading=\"lazy\" width=\"2048\" height=\"1362\" decoding=\"async\" data-nimg=\"1\" style=\"color:transparent;max-width:100%;height:auto\"   src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/whatsapp-image-2025-10-21-at-18-42-55.webp\"\/><\/p>\n<p>La scena della serie in cui Stefano Mele confessa di aver ucciso la moglie<\/p>\n<p>Ma la serie, firmata dal regista <strong>Stefano Sollima<\/strong> e <strong>Leonardo Fasoli<\/strong>, si apre temporalmente nell\u2019estate successiva, quella del 1982. Quando il mostro compie un altro duplice omicidio (a Baccaiano), ma quando soprattutto avviene il collegamento (mediante la compatibilit\u00e0 di arma e proiettili) con un ulteriore assassinio oltre a quelli noti: l\u2019uccisione di <strong>Barbara Locci <\/strong>e <strong>Antonio Lo Bianco <\/strong>a Castelletti di Signa nell\u2019agosto del 1968. In macchina c\u2019era anche Natalino, il figlio della Locci, scampato al killer o salvato da questi, rebus che resta irrisolto. Investigativamente, si chiama la pista sarda perch\u00e9 and\u00f2 a scavare (senza successo, va ricordato) nel clan vicino al manovale immigrato dalla Sardegna Stefano Mele, unico condannato, con tanti dubbi, per l\u2019esecuzione del 1968. <\/p>\n<p>Cinematograficamente, \u00e8 il nocciolo delle quattro puntate sinora prodotte. Sollima dipana il suo racconto &#8211; inserendo anche il punto di vista degli inquirenti, la pm Silvia Della Monica, il procuratore <strong>Piero Luigi Vigna<\/strong>, il giudice istruttore Mario Rotella &#8211; attraverso un possibile mostro per ogni episodio (Mele e il fratello Giovanni, Francesco e Salvatore Vinci che furono entrambi amanti della vittima). Ognuno avrebbe avuto <strong>un movente intimo <\/strong>per volere l\u2019eliminazione di quella donna. E questo rende i quattro protagonisti a loro modo \u201cmostri\u201d, in un contesto sociale dove essere femmina non \u00e8 come essere uomo.  <\/p>\n<p> <img alt=\"WHATSAPP IMAGE 2025-10-21 AT 18.42.53\" loading=\"lazy\" width=\"2048\" height=\"1362\" decoding=\"async\" data-nimg=\"1\" style=\"color:transparent;max-width:100%;height:auto\"   src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/whatsapp-image-2025-10-21-at-18-42-53.webp\"\/><\/p>\n<p>Salvatore Vinci e Barbara Locci nella serie Netflix<\/p>\n<p><strong>Barbara Locci <\/strong>\u00e8 la figura centrale: forse nessun cameriere le ha mai versato il vino al bistrot come quando sogna di fuggire insieme a <strong>Francesco Vinci<\/strong>, forse la vera Barbara non si \u00e8 mai fatta un taglio alla moda che fa imbestialire il marito, o ha fatto shopping in boutique prima di un incontro galante, ma attorno alla sua figura gira ogni episodio. Forse, nella narrazione, pi\u00f9 emancipata rispetto alla realt\u00e0 <strong>degli anni \u201960<\/strong>. Ma anche nella fiction prende ordini da ogni maschio che frequentava la sua casa.  <\/p>\n<p>Nel suo viaggio nella comunit\u00e0 sarda (con tanto di sottotitoli ai dialoghi interni al \u2019clan\u2019) <strong>Sollima<\/strong> non consegna agli spettatori l\u2019assassino delle coppie, ma si ha la sensazione che se qualcuno \u00e8 pi\u00f9 mostro di altri, quel qualcuno <strong>sia Salvatore Vinci<\/strong>. Si ha infatti l\u2019impressione che questi sia il padre naturale del figlio di Barbara (e questo lo pensavano in tanti, prima della notizia di questa estate sulla paternit\u00e0 biologica di Natalino, tant\u2019\u00e8 che Giovanni, il terzo fratello dei Vinci e vero padre, la serie non l\u2019ha proprio contemplato) e prima che le puntate si chiudano con l\u2019arrivo in lontananza di Pietro Pacciani, la fuga, misteriosa, di Vinci viene associata alla fine dei delitti.  <\/p>\n<p>Epilogo che lascia comunque intuire che <strong>potrebbe esserci un seguito<\/strong>. Sulla stagione dei compagni di merende e sui processi. Anche se mettere un punto alla storia del mostro, sar\u00e0 impossibile.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Firenze, 21 ottobre 2025 &#8211;\u00a0Un mostro attualizzato alle atrocit\u00e0 di oggi, che uccide l\u2019uomo solo perch\u00e9 d\u2019intralcio al&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":177600,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1444],"tags":[8494,1731,203,2266,204,1537,90,89,5791,3166,11044,49536,1821,253],"class_list":{"0":"post-177599","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-tv","8":"tag-debutta","9":"tag-donna","10":"tag-entertainment","11":"tag-firenze","12":"tag-intrattenimento","13":"tag-it","14":"tag-italia","15":"tag-italy","16":"tag-mostro","17":"tag-netflix","18":"tag-onore","19":"tag-perversioni","20":"tag-serie","21":"tag-tv"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115415840635037080","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/177599","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=177599"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/177599\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/177600"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=177599"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=177599"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=177599"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}