{"id":177868,"date":"2025-10-22T08:10:16","date_gmt":"2025-10-22T08:10:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/177868\/"},"modified":"2025-10-22T08:10:16","modified_gmt":"2025-10-22T08:10:16","slug":"tonio-schachninger-e-il-ritorno-della-grande-vienna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/177868\/","title":{"rendered":"Tonio Schachninger e il ritorno della Grande Vienna"},"content":{"rendered":"<p>Finalmente. Il ritorno del romanzo della Grande Vienna, o almeno della Vienna che amiamo, ironica, elegante, malinconica, sbarazzina, anticonformista, intellettuale, colta, raffinata, alto-borghese, e mai volgare, spaccona, tronfia. Il racconto\u00a0<a href=\"https:\/\/www.sellerio.it\/it\/catalogo\/Tempo-Reale\/Schachinger\/16302\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">In tempo reale<\/a>\u00a0di Tonio Schachinger (Sellerio, tradotto con mano felice da Francesca Gabelli) parte con il primo giorno di scuola nel liceo d\u2019\u00e9lite, nel Collegio Marianum, in realt\u00e0 il celebre Theresianum, ancor oggi attivo a Vienna. Ci sono soverchie assonanze musiliane con la Scuola Militare di Weisskirchen del cadetto T\u00f6rless, che impreziosiscono il racconto senza declassarlo a epigono del romanzo del 1906. Pare anche di vedere scene dell\u2019indimenticato film\u00a0L\u2019Attimo fuggente\u00a0del 1989 anche se il crucciato e severo professore Dolinar \u00e8 troppo provinciale e misantropo per evocare l\u2019irresistibile Professor Keating e nessun allievo alla fine salir\u00e0 sui banchi del liceo per solidariet\u00e0, n\u00e9 lui sar\u00e0 espulso. Tutto finisce ovvero ricomincia con il Covid che funge da una sorta di deus ex machina che rimette tutto in ordine. E cos\u00ec il simpatico protagonista, che nel frattempo \u00e8 diventato maggiorenne, si salva quasi per miracolo: \u00abTill inciampa sul latino e il russo lo tradisce in un\u2019interrogazione e quando, metaforicamente, \u00e8 pronto ormai a sdraiarsi e morire, ad addormentarsi per provare, almeno mentre congela, una sensazione di calore, succede qualcosa che n\u00e9 lui n\u00e9 nessun altro aveva previsto: scoppia un\u2019epidemia e risolve tutti i suoi problemi\u00bb, che erano tanti e partivano tutti, paradossalmente, dalla sua straordinaria capacit\u00e0 di gamer del videogame\u00a0Age of Empire 2\u00a0(AoE2). E qui finisce Musil, la Grande Vienna perch\u00e9 l\u2019autore, giovane appunto, domina la lingua dei videogiochi, mentre chi scrive si \u00e8 pi\u00f9 e pi\u00f9 volte smarrito nel labirinto. Ma poi bisogna veramente capire lo specifico dell\u2019AoE2?\u00a0<\/p>\n<p>In realt\u00e0 la scrittura \u00e8 viennesemente \u2018classica\u2019, lontana dai tremori avanguardistici, pur non estranei alla generazione precedente, quella della \u201cWiener Gruppe\u201d. L\u2019autore, che in realt\u00e0 si chiama Antonio, \u00e8 nato nel 1992, a New Delhi, figlio di un diplomatico austriaco e di una madre studiosa d\u2019arte di origine sud-americana, ed \u00e8 alla sua seconda prova. Il giovane protagonista presenta tratti autobiografici, che configurano il racconto quale romanzo di formazione, di\u00a0Bildungsroman: \u00e8 la storia di un\u00a0coming-of-age\u00a0che avviene in un convitto di grande tradizione, ma decaduto, e che si vivacizza con un umoristico, sovente irresistibile, affresco dei compagni di classe, nonch\u00e9 dei professori, tra cui emerge Dolinar, dispotico fino al sadismo, \u2013 una sorta di Lord Voldemort \u2013 quando Till entra nel convitto. In ultima analisi l\u2019autore salva l\u2019insegnante, mostrandone l\u2019onest\u00e0 intellettuale, il carattere integro pur non tralasciando \u2013 oltre gli aspetti comici da provinciale piccolo-borghese \u2013 quelle inquietanti tracce di nostalgismo passatista che segnalano ancora la cultura post-nazista di alcuni docenti. Tra i giovani dell\u2019internato, ricchi e annoiati, dalle belle case, firmate da qualche architetto brutalista, Till si distingue per la sua divorante passione per il videogioco, che persegue appena libero dalla scuola (a tempo pieno) e per gran parte delle notti, sicch\u00e9 raramente riesce a essere puntuale a scuola e a non incorrere nelle solite punizioni per i ritardatari.\u00a0<\/p>\n<p>Il videogioco \u00e8 una strana, assai libera ripetizione surreale della storia dell\u2019umanit\u00e0 con guerre etniche e sociali. Ci sono poi i momenti di socievolezza, legati alle trasgressioni giovanili, prima fra tutte il fumo pi\u00f9 o meno consentito e non solo di nicotina come allude il nomignolo del collegio: il Marijuanum; gli spritzer, una volta fuori, non si contano. Un altro significativo momento di intesa generazionale \u00e8 la grande manifestazione di giubilo per le dimissioni in diretta del vicecancelliere Strache, il leader del partito di estrema destra, la FP\u00d6, beccato a Ibiza in un indegno affare di corruzione a favore della Russia. Uno scandalo che distrugge, in un\u2019immensa risata, Heinz-Christian Strache, nonch\u00e9 il giovane e promettente cancelliere Kurz del Partito Popolare.\u00a0<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"k\" data-entity-type=\"file\" data-entity-uuid=\"e4bcd632-108a-42d8-8133-43147524ebfe\" height=\"439\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/wp4884201.jpg\" width=\"780\" loading=\"lazy\"\/><br \/>\nAge of Empire 2.<\/p>\n<p>Il romanzo racconta molto dei videogiochi: Till \u00e8 nella lista dei primi dieci al mondo, scelto in campionati internazionali, uno persino in Cina \u2013 ma il romanzo \u00e8 soprattutto il resoconto della societ\u00e0 austriaca di questi tempi, assai simile nel declino e nella mancanza di prospettive a quella europea.\u00a0\u00a0E poi certo, \u00e8 anche il racconto di tutti i turbamenti di un adolescente \u2013 diversi da quelli del suo predecessore musiliano: quella di Till \u00e8 una generazione pi\u00f9 spregiudicata, pi\u00f9 informale e disinvolta.\u00a0\u00a0Lo scrittore sa raffigurare bene gli anni della pubert\u00e0 e dei primi amori di Till, anzi del primo amore, per Feli, ovvero Felicit\u00e9 Exner, con una terribile madre e un padre alquanto sfuggente. Anche Till ha problemi con la madre e ancora adolescente vive male la morte prematura del padre con cui non riesce a trovare un colloquio: una conciliazione diviene possibile solo quando a diciotto anni gli viene consegnata l\u2019eredit\u00e0 paterna e lui, solo leggendo le lettere, le email, gli appunti del padre, lo ritrova in s\u00e9.<\/p>\n<p>Intanto l\u2019epidemia del Covid risolve la situazione contribuendo a un bel periodo di isolamento degli innamorati nell\u2019appartamento di Till, grandi giochi al video e anche a letto: \u00abTill \u00e8 felice. Non deve pi\u00f9 andare a scuola, mai pi\u00f9 lasciare Feli. Non sa che non esistono gli happy end. Che le persone che si amano sono come punti nell\u2019universo, cos\u00ec piccoli da non avere una superficie, [\u2026] sono due punti che si mettono in movimento, diventano una linea, due linee a guardar bene, due linee parallele che nel corso del tempo non sono pi\u00f9 parallele, si allontanano a ogni cambiamento [\u2026]. Non pu\u00f2 immaginare com\u2019\u00e8 quando una relazione finisce e tutti i segreti e le tenerezze svaniscono in un colpo solo, dal presente, dal futuro e dal ricordo. [\u2026] Quando si ama qualcuno ci sono due possibilit\u00e0: perderlo oppure perderlo pi\u00f9 tardi. Till non pensa a questo. Pensa alle lasagne vegane che far\u00e0 quando Feli e Fina andranno a cena da lui\u00bb. E cos\u00ec ci si avvicina alla fine, nella lieve amarezza del\u00a0\u00a0disincanto, intanto si avvicina la maturit\u00e0, sia quella dell\u2019esame sia quella della vita.\u00a0<\/p>\n<p>Till incontra ancora il suo compagno di classe, Palffy, che veniva preso in giro dai professori e dai compagni, e che ora se ne esce gi\u00e0 con la nostalgia per l\u2019insegnamento del terribile Dolinar e per il collegio che \u00ab\u201cUn po\u2019 mi manca, sai, starsene seduti a scuola e imparare qualcosa su, che so, i poemi epici e le canzoni medievali. In realt\u00e0 \u00e8 stato davvero fico\u201d. \u201cMa sei matto?\u201d, dice Till. \u201c\u00c8 stato un inferno, idiota\u201d\u00bb. Amen. In realt\u00e0 pi\u00f9 di Musil qui affiora il vero idolo letterario dell\u2019autore, che ha studiato non a caso germanistica: Thomas Bernhard, soprattutto il suo \u00abmeraviglioso\u00a0Il nipote di Wittgenstein\u00a0con la copertina verde scuro [\u2026] il suo libro pi\u00f9 tenero\u00bb. E l\u2019altra opera di Bernhard,\u00a0Heldenplatz, La Piazza degli eroi, Till la menziona pi\u00f9 di una volta. Scritta pochi mesi prima della morte, a mo\u2019 di testamento, \u00e8 la pi\u00f9 spietata denuncia della societ\u00e0 austriaca ancora intrisa di cripto-nazionalsocialismo, di antisemitismo e razzismo, sempre meno striscianti. Il romanzo \u00e8 ricco di citazioni letterarie e perfino di accettabili interpretazioni delle opere di Bernhard che Till deve proporre a Dolinar dopo la lettura obbligata dei classici austriaci dell\u2019800, da Stifter a Marie Ebner-Eschenbach. Insomma non si gioca solo alla\u00a0Age of Empire 2, ma si \u00e8 studiato attentamente e il risultato \u00e8 convincente: Vienna ha trovato il suo interprete.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Finalmente. 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