{"id":17907,"date":"2025-07-30T10:58:16","date_gmt":"2025-07-30T10:58:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/17907\/"},"modified":"2025-07-30T10:58:16","modified_gmt":"2025-07-30T10:58:16","slug":"west-nile-lallarme-corre-sulle-ali-455-casi-in-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/17907\/","title":{"rendered":"West Nile, l\u2019allarme corre sulle ali: 455 casi in Italia"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.insalutenews.it\/in-salute\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/logo-simevep.png\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"156\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/logo-simevep-1024x156.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-83419\" style=\"width:525px;height:auto\"  \/><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.insalutenews.it\/in-salute\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/ricerca-laboratorio-analisi-virus.jpg\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"212\" height=\"300\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/ricerca-laboratorio-analisi-virus-212x300.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-45370\"  \/><\/a><\/p>\n<p>Roma, 23 luglio 2025 \u2013 Il West Nile virus (WNV) rappresenta una crescente preoccupazione in Italia e in Europa. Questa infezione virale, trasmessa principalmente dalle zanzare del genere Culex, ha come serbatoi naturali gli uccelli, mentre cavalli e esseri umani sono ospiti a fondo cieco. In Italia, \u00e8 endemica, in particolare nelle regioni che circondano il delta del Po, come Emilia-Romagna e Veneto e i recentissimi 8 casi di infezione conclamata in Campania che hanno dato luogo ad altrettante ospedalizzazioni a causa di forme neuroinvasive, si tratta di persone che, nella maggior parte dei casi hanno villeggiato a Baia Domitia. Si ritiene che questo cluster epidemico conti gi\u00e0 alcune centinaia di casi asintomatici, considerando che solo l\u20191-2 % delle infezioni provocano il ricovero ospedaliero.<\/p>\n<p>Oltre alla trasmissione vettoriale, sebbene rari, sono documentati altri mezzi di contagio, tra cui trasfusioni di sangue, trapianti di organi e trasmissione verticale durante la gravidanza. \u00c8 importante sottolineare che il virus non si trasmette da persona a persona per contatto diretto. \u201cIl problema \u00e8 che i sintomi sono spesso lievi o assenti \u2013 ricorda Antonio Sorice, Presidente SIMeVeP \u2013 per questo \u00e8 difficile stimare la reale diffusione del virus\u201d.<\/p>\n<p><strong>West Nile Virus: sintomi e complicanza<\/strong><\/p>\n<p>Dopo un periodo di incubazione che varia da 2 a 14 giorni (fino a un massimo di 21), nella maggior parte dei casi (80%) l\u2019infezione da West Nile virus decorre senza sintomi. Il restante 20% pu\u00f2 manifestare sintomi lievi simil-influenzali: febbre, cefalea, nausea, vomito, linfonodi ingrossati ed eruzioni cutanee.<\/p>\n<p>Le forme gravi, con interessamento del sistema nervoso centrale (encefalite, meningite), sono rare ma potenzialmente letali. \u201cSolo lo 0,5-1% dei pazienti sviluppa sintomi neurologici importanti come tremori, disturbi visivi, convulsioni, paralisi o coma soprattutto in soggetti anziani o fragili, che possono portare al decesso\u201d precisa Maurizio Ferri, Coordinatore scientifico SIMeVeP.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 si diffonde<\/strong><\/p>\n<p>Diversi fattori ambientali e sociali favoriscono la persistenza del virus: cambiamenti climatici, urbanizzazione, globalizzazione, e soprattutto le rotte migratorie degli uccelli, che ampliano l\u2019areale del virus. Il ciclo vitale della zanzara Culex pipiens \u2013 principale vettore in Italia \u2013 dura da una a quattro settimane ed \u00e8 altamente sensibile a temperature, precipitazioni e condizioni ambientali.<\/p>\n<p><strong>Ultimi sviluppi epidemiologici del WNV in Italia<\/strong><\/p>\n<p>Oltre alla situazione epidemiologica In Campania, i casi confermati di West Nile Virus in Italia nel 2025 sono attualmente 455 casi di infezione umana e 21 decessi. Questo ha reso l\u2019Italia il paese europeo con il maggior numero di casi segnalati in quell\u2019anno. \u201cLe piogge intense seguite da ondate di caldo e gli spostamenti degli uccelli migratori hanno favorito la proliferazione delle zanzare e l\u2019amplificazione del ciclo di trasmissione\u201d tiene a precisare Maurizio Ferri.<\/p>\n<p><strong>Sorveglianza e previsione: il ruolo cruciale dei Servizi Veterinari<\/strong><\/p>\n<p>Dal 2018 sono stati notificati oltre 247 casi umani autoctoni di forme neuro-invasive. In Italia il Centro Nazionale Sangue e il Ministero della Salute stanno attuando il \u201cPiano nazionale di prevenzione, sorveglianza e risposta arbovirosi (PNA) 2020-2025\u201d che adotta un sistema di sorveglianza integrata animale-ambiente-uomo per monitorare e contenere efficacemente la diffusione del virus sul territorio nazionale.<\/p>\n<p>In questo contesto, la sorveglianza sanitaria svolta dai servizi veterinari del Servizio Sanitario nazionale assume un\u2019importanza fondamentale. Questi monitorano attivamente la presenza del virus negli animali, in particolare negli uccelli selvatici (serbatoi) e nei cavalli (sentinelle), attraverso campionamenti e analisi. Questa attivit\u00e0 permette di identificare precocemente la circolazione del virus nell\u2019ambiente e tra gli animali, fungendo da allarme precoce per la salute umana.<\/p>\n<p>\u201cIn alcuni casi il West Nile virus \u00e8 stato intercettato nei vettori anche 9 giorni prima che si manifestasse il primo caso umano. Ci\u00f2 dimostra quanto sia preziosa una sorveglianza precoce per attivare misure di sicurezza su trapianti e trasfusioni e implementare campagne di disinfestazione sui territori\u201d.<\/p>\n<p><strong>Sorveglianza con un approccio One Health<\/strong><\/p>\n<p>La sorveglianza del West Nile virus, da parte dei Servizi Veterinari delle ASL, si articola su pi\u00f9 livelli, coinvolgendo diverse componenti per un\u2019azione integrata ed efficace:<\/p>\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Sorveglianza Entomologica:<\/strong> Questa attivit\u00e0 si concentra sul monitoraggio delle popolazioni di zanzare, in particolare quelle del genere Culex, che sono i vettori primari del virus. Vengono installate trappole per catturare le zanzare in diverse aree, specialmente quelle considerate a rischio (es. zone umide, aree peri-urbane). Le zanzare catturate vengono poi analizzate dagli Istituti Zooprofilattici Sperimentali per rilevare la presenza del WNV al loro interno. L\u2019identificazione precoce del virus nei vettori permette di mappare le aree dove il rischio di trasmissione \u00e8 pi\u00f9 elevato e di intervenire con misure di controllo mirate (es. disinfestazioni).<\/li>\n<li><strong>Sorveglianza sugli Equidi:<\/strong> I cavalli sono ospiti a fondo cieco del WNV, ma possono sviluppare sintomi neurologici gravi e sono considerati \u201csentinelle\u201d dell\u2019infezione. La sorveglianza sugli equidi prevede il monitoraggio di cavalli con sintomi neurologici sospetti e l\u2019esecuzione di test diagnostici per confermare o escludere l\u2019infezione da WNV.<\/li>\n<li><strong>Sorveglianza sull\u2019Avifauna:<\/strong> Gli uccelli sono i serbatoi naturali del West Nile virus, il che significa che il virus circola e si moltiplica al loro interno senza causare, nella maggior parte dei casi, sintomi evidenti. La sorveglianza sull\u2019avifauna, in particolare su specie migratrici e stanziali, \u00e8 cruciale per comprendere la diffusione geografica del virus. Vengono monitorati uccelli selvatici, sia vivi che morti, e campioni biologici vengono analizzati per la ricerca del WNV.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Queste tre forme di sorveglianza, integrate tra loro, forniscono un quadro completo della circolazione del WNV nell\u2019ambiente, permettendo di anticipare l\u2019insorgenza di casi umani e di attivare tempestivamente le misure di prevenzione e controllo.<\/p>\n<p><strong>Il collegamento con il Centro Nazionale Sangue e il Centro Nazionale Trapianti<\/strong><\/p>\n<p>La prevenzione della trasmissione da West Nile virus tramite trasfusioni di sangue e trapianti di organi \u00e8 un aspetto critico della gestione della minaccia. Il Centro Nazionale Sangue (CNS) e il Centro Nazionale Trapianti (CNT), in stretta collaborazione con il Ministero della Salute e i servizi veterinari, svolgono un ruolo chiave.<\/p>\n<p>Quando i servizi veterinari rilevano la circolazione del West Nile Virus in una determinata area geografica, queste informazioni vengono immediatamente condivise con il CNS e il CNT. Questa comunicazione tempestiva consente di attuare misure preventive specifiche per la sicurezza delle donazioni. Tali misure possono includere:<\/p>\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Sospensione temporanea delle donazioni di sangue<\/strong> nelle aree a rischio o l\u2019introduzione di test specifici (NAT \u2013 Nucleic Acid Test) per lo screening dei donatori.<\/li>\n<li><strong>Valutazione approfondita dei donatori di organi<\/strong> provenienti da aree endemiche o con sospetta esposizione al virus.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Questa collaborazione tra istituzioni \u00e8 essenziale per garantire che le donazioni di sangue e organi siano sicure, minimizzando il rischio di trasmissione del WNV ai riceventi.<\/p>\n<p><strong>Il ruolo della prevenzione<\/strong><\/p>\n<p>Poich\u00e9 non esiste un vaccino per l\u2019uomo contro il West Nile Virus, la prevenzione diventa fondamentale e si concentra principalmente sulla protezione dalle punture di zanzara attraverso comportamenti individuali e misure ambientali come l\u2019utilizzo di repellenti, pantaloni lunghi e camicie a maniche lunghe, installazione di zanzariere alle finestre, svuotamento regolare dei contenitori con acqua stagnante (vasi, secchi, piscinette) e trattamenti con insetticidi mirati in aree a rischio.<\/p>\n<p>\u00c8 importante adottare queste misure soprattutto durante le ore serali e notturne nei mesi estivi e autunnali, quando le zanzare Culex sono pi\u00f9 attive. Nelle aree a rischio le amministrazioni locali predispongono trattamenti di disinfestazione con insetticidi mirati soprattutto dopo la conferma di casi umani o la rilevazione del virus in campioni animali o entomologici.<\/p>\n<p><strong>One Health: un\u2019alleanza per la salute<\/strong><\/p>\n<p>Il virus del Nilo Occidentale rappresenta un esempio perfetto di come la salute umana, animale e ambientale siano profondamente interconnesse. L\u2019approccio \u201cOne Health\u201d riconosce questa interdipendenza e promuove una collaborazione multidisciplinare per affrontare le sfide sanitarie in modo integrato. In Italia e in Europa si stanno rafforzando le politiche in tal senso con iniziative che coinvolgono diversi settori e professionalit\u00e0: medici, veterinari, biologi, entomologi, ecologi e molti altri esperti lavorano insieme per comprendere e gestire la complessit\u00e0 del problema.<\/p>\n<p>\u201cLa salute degli animali e quella dell\u2019uomo sono indissolubilmente legate \u2013 conclude Antonio Sorice \u2013 il West Nile virus \u00e8 un chiaro esempio di come l\u2019approccio One Health, che integra le diverse discipline, sia l\u2019unica strada efficace per affrontare le sfide sanitarie globali. La sorveglianza veterinaria non \u00e8 solo un presidio per gli animali, ma un baluardo per la salute pubblica, soprattutto quando si tratta di proteggere le donazioni di sangue e organi\u201d.<\/p>\n<p>E la prevenzione passa da una cultura scientifica multidisciplinare condivisa e integrata, dove la sorveglianza veterinaria e la collaborazione con i centri di donazione sangue e organi sono pilastri irrinunciabili.<\/p>\n<p><strong>Dott. Antonio Sorice \u2013 Presidente SIMeVeP<\/strong><br \/><strong>Dott. Maurizio Ferri \u2013 Coordinatore Scientifico SIMeVeP<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Roma, 23 luglio 2025 \u2013 Il West Nile virus (WNV) rappresenta una crescente preoccupazione in Italia e in&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":17908,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1480],"tags":[1944,239,1537,90,89,240,1942,1943,1940,1941],"class_list":{"0":"post-17907","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-salute-femminile","8":"tag-femminile","9":"tag-health","10":"tag-it","11":"tag-italia","12":"tag-italy","13":"tag-salute","14":"tag-salute-femminile","15":"tag-salutefemminile","16":"tag-womens-health","17":"tag-womenshealth"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17907","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17907"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17907\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/17908"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17907"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17907"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17907"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}