{"id":179128,"date":"2025-10-23T00:32:15","date_gmt":"2025-10-23T00:32:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/179128\/"},"modified":"2025-10-23T00:32:15","modified_gmt":"2025-10-23T00:32:15","slug":"linatteso-successo-del-film-di-sossai-che-racconta-il-veneto-al-cinema","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/179128\/","title":{"rendered":"L&#8217;inatteso successo del film di Sossai che racconta il Veneto al cinema"},"content":{"rendered":"<p>Francesco Sossai ha portato il suo Veneto sul grande schermo. \u201cLe citt\u00e0 di pianura\u201d, passato anche in concorso a Cannes (Un Certain Regard), \u00e8 un <strong>film importante\u00a0su una terra profondamente trasformata<\/strong>: quello spazio di pianura che si estende dalle Prealpi alla laguna e che, come un capriccio pittorico della scuola del Veronese, quasi scompare, come se la distanza tra le montagne e il mare si annullasse.<\/p>\n<p>Sossai sceglie questo paesaggio, oggi distrutto, in cui <strong>convivono dimore antiche e schiere di villette tutte uguali<\/strong>, costellato di case e di osterie abbandonate &#8211; dove un tempo si mangiavano lumache e polenta &#8211; e di vestigia industriali abbattute dalla crisi economica.<\/p>\n<p>Il trailer di &#8220;Le citt\u00e0 di pianura&#8221;, il film di Francesco Sossai ambientato in Veneto<\/p>\n<p>Una campagna che <strong>non \u00e8 pi\u00f9 campagna ma che non \u00e8 ancora diventata citt\u00e0<\/strong>. \u00c8 un Veneto quasi funereo: non \u00e8 un caso che Sossai abbia scelto, tra le tante ambientazioni del film, anche la Tomba Brion: cemento armato che anela al cielo.<\/p>\n<p>La trama e i personaggi del film<\/p>\n<p>Il Veneto \u00e8 stato (\u00e8) cos\u00ec, con una forza propulsiva ora contraria: <strong>un ideale economico piombato, rovinosamente, a terra<\/strong>. Qui si muovono i protagonisti del film: due anime \u201calcoliche\u201d, Carlobianchi (Sergio Romano) e Doriano (Pierpaolo Capovilla), disarcionate dalla vita, che <strong>vogliono bere l\u2019ultima \u201combra\u201d prima di riabbracciare il passato glorioso incarnato dal mitologico Genio<\/strong> (Andrea Pennacchi da adulto) che sta per atterrare in Italia, dopo una lunga latitanza per aver frodato l\u2019azienda di occhiali dove i tre hanno lavorato per anni.<\/p>\n<p>Genio ha pagato per tutti ed \u00e8 evaporato in Argentina; Carlobianchi e Doriano (che sembrano arrivare da un film di Mazzacurati) <strong>si sono salvati dalla giustizia ma non dalla vita<\/strong>. Sui loro volti sfatti si legge in filigrana il fallimento, il tempo perduto scandito da un Rolex d\u2019oro. La loro Jaguar rabberciata (simbolo di quel benessere truffaldino sopravvissuto al tracollo) attraversa la pianura in una notte che sembra lunghissima anche quando si fa giorno, come se il domani non arrivasse mai.<\/p>\n<p><strong>I loro sogni sono svaniti ben prima dell\u2019alba<\/strong> e allora, la fortuita conoscenza, tra i bacari di Venezia, di un timido studente di architettura, Giulio (Filippo Scotti che, in una sovrapposizione densa di significato, interpreta anche Genio da giovane), si fa nostalgia e desiderio.<\/p>\n<p>Quasi lo circuiscono: <strong>gli fanno da mentori e, allo stesso tempo, vorrebbero possederlo<\/strong>, assaggiare la sua giovent\u00f9, insegnargli a cogliere le occasioni (perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 mai un\u2019altra volta). Forse Giulio \u00e8 la proiezione dei loro sogni infranti, \u00e8 la realt\u00e0 che si pu\u00f2 ancora plasmare.<\/p>\n<p>Il commento del regista<\/p>\n<p>\u201cLe citt\u00e0 di pianura\u201d \u00e8 un viaggio triste senza essere tragico; amaro ma con un finale dolce come il gelato allo yogurt che Carlobianchi assaggia. <strong>\u00c8 un film sulla vita in cui le parole (forse) importanti si perdono<\/strong>, coperte da un rumore o lavate via dall\u2019alcol e dai caff\u00e8 corretti-grappa. Meno radicale e disossato del suo folgorante esordio cinematografico (Altri cannibali), il nuovo film di Sossai conferma il talento puro del regista feltrino, l\u2019originalit\u00e0 del suo sguardo, ruvido e intimo, chiuso nei primissimi piani dei protagonisti e poi aperto sulle strade che li portano dalla Valbelluna a Venezia, da Treviso ai Colli Euganei, stazioni di una via crucis profana con due \u201cladroni\u201d rimasti sulla croce, mentre a Giulio, forse, \u00e8 dato (ri)sorgere.<\/p>\n<p>A\u00a0Cannes, dove era gi\u00e0 stato con il corto \u201cIl compleanno di Enrico\u201d alla \u201cQuinzaine des Cin\u00e9astes\u201d nel &#8217;23, Sossai ha raccontato la scintilla di questo film. \u00abHo voluto aggiornare l\u2019idea di viaggio in Italia di Piovene, Ceronetti e Celati, sulle orme del lavoro fotografico di Guido Guidi, per vedere come questa terra \u00e8 cambiata, per posare l\u2019occhio sulle superfici. <strong>Ho percepito un\u2019aria di solitudine e di desolazione urban<\/strong>a: in giro non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 nessuno\u00bb.<\/p>\n<p>Carlobianchi e Doriano sono due disgraziati, eppure <strong>c\u2019\u00e8 qualcosa di seducente nel loro girovagare alcolico<\/strong>. \u00abNon credo nell\u2019identificazione con i personaggi &#8211; continua il regista\u00a0\u2013. \u00c8 un processo che non mi interessa. Vorrei, invece, provocare delle piccole meraviglie, descrivere i protagonisti senza giudicarli\u00bb.<\/p>\n<p>Sossai li racconta in modo brutale e poetico, lasciando che l\u2019immaginazione lavori sottotraccia. Come quando Giulio diventa Genio da ragazzo. \u00ab\u00c8 una sovrapposizione volutamente na\u00eff perch\u00e9 le storie raccontate dagli altri sono palcoscenici sui quali mettiamo in scena i nostri desideri, la nostra immaginazione. E ci sentiamo liberi. <strong>Genio, in fondo, \u00e8 un po\u2019 un contenitore di tante proiezioni<\/strong>. La vita non \u00e8 mai come ce la aspettiamo. Anche Giulio scopre che ci\u00f2 che ha solo studiato in pianta \u00e8 molto diverso dal vivo. \u00c8 la magia del cinema: mi piace quello che si ispira alla vita, perch\u00e9 non sai mai cosa succede dopo, come un flusso imprevedibile che non deve veicolare un messaggio. E non sempre ci \u00e8 dato capire tutto: credo sia molto umano fermarsi sulla soglia, perdersi qualche parola, non comprendere completamente ci\u00f2 che ci succede\u00bb.<\/p>\n<p>Sulla scelta degli attori del film (scritto, ancora una volta, insieme ad Adriano Candiago, con la colonna sonora, immersiva e paesaggistica, firmata dal cantautore veneto Krano), \u00e8 Sossai stesso che si \u00e8 occupato del casting: \u00ab\u00c8 come innamorarsi: <strong>non faccio provini; vedo qualcuno che mi affascina e lo scelgo<\/strong>, anche se, dopo, il processo di preparazione con gli attori \u00e8 molto lungo. Cerco di tirare fuori qualcosa che neppure loro sanno di avere\u00bb.<\/p>\n<p>E, alla fine, anche in quel costrutto della storia chiamato \u201cNordest\u201d, <strong>Sossai trova qualcosa di dolce nell\u2019amarezza del disfacimento<\/strong>: \u00abIn queste rovine qualcosa c\u2019\u00e8 e dobbiamo accettarlo\u00bb.<\/p>\n<p>Il successo del film<\/p>\n<p>Il film ha riscosso grande successo: dopo l\u2019apprezzamento\u00a0riscosso a Cannes, il regista ha presentato il film in varie citt\u00e0 venete. <strong>Su scala nazionale \u00e8 uscito il 2 ottobre<\/strong>, mentre inizialmente era stato proiettato, dal 25 settembre,\u00a0in 16 cinema del Triveneto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Francesco Sossai ha portato il suo Veneto sul grande schermo. \u201cLe citt\u00e0 di pianura\u201d, passato anche in concorso&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":179129,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1442],"tags":[203,454,204,1537,90,89,1521],"class_list":{"0":"post-179128","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-film","8":"tag-entertainment","9":"tag-film","10":"tag-intrattenimento","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-movies"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115420669177593041","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/179128","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=179128"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/179128\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/179129"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=179128"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=179128"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=179128"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}