{"id":179425,"date":"2025-10-23T05:54:15","date_gmt":"2025-10-23T05:54:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/179425\/"},"modified":"2025-10-23T05:54:15","modified_gmt":"2025-10-23T05:54:15","slug":"cercare-la-luce-daria-scolamacchia-foto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/179425\/","title":{"rendered":"Cercare la luce &#8211; Daria Scolamacchia (Foto)"},"content":{"rendered":"<p>\u201cTutto \u00e8 cominciato sfogliando un vecchio album fotografico insieme a mia nonna. Mentre lo guardavamo, non riusciva a ricordare i nomi delle persone o le situazioni nelle fotografie. Mi \u00e8 sembrato interessante ma anche triste. Ho cominciato a riflettere su che cosa accade quando non c\u2019\u00e8 qualcuno a raccontare le storie dietro le foto. Ho pensato alle immagini che esistono nel mondo, nei mercatini delle pulci, a cui nessuno \u00e8 pi\u00f9 legato, e ho cercato di capire come renderle importanti, far s\u00ec che tornino a dire qualcosa. Perch\u00e9 perdono la loro voce, perdono il loro significato\u201d.  <\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.amyfriend.ca\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Amy Friend<\/a> racconta cos\u00ec il suo lavoro con le fotografie, recuperate da vecchi album di famiglia o comprate per pochi soldi nei mercatini. L\u2019artista \u00e8 nata e cresciuta in Ontario, Canada, ma i nonni italiani, di origine friulana, sono sempre stati una presenza importante nella sua vita, oltre ad averle trasmesso un tratto identitario di cui va molto fiera.   <\/p>\n<p>Usa l\u2019italiano per riferirsi a sua nonna, che in qualche modo ha ispirato la sua serie pi\u00f9 famosa, <a href=\"https:\/\/www.amyfriend.ca\/#\/dare-alla-luce\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Dare alla luce<\/a>. Si tratta di una raccolta di fotografie vintage rivisitate attraverso un elaborato processo di perforazione delle immagini che le permette di retroilluminarle rendendole magiche e sognanti, e anche cariche di malinconia.  <\/p>\n<p>Friend confessa che l\u2019idea della perforazione \u00e8 nata per caso: \u201cInizialmente ho provato a ricamare sulle fotografie, pensando che se le avessi toccate, se fossero state tattili, le avrei salvate in qualche modo. Ma il ricamo non mi entusiasmava molto, anche se mi ricordava mia nonna, che ricamava spesso\u201d. Cos\u00ec, dopo una serie di tentativi ed errori, ha messo a punto una tecnica con cui puntella le immagini con piccoli fori irregolari da cui fa passare fasci di luce.   <\/p>\n<p>Pur diverse per soggetti, formato e consistenza della carta, le opere danno vita a un progetto organico, attraversato dalla stessa nostalgica atmosfera. Sono foto scattate tra gli anni venti e quaranta del novecento. Ci sono donne in abiti da sera o in sella a un cavallo; sagome in barca e bambini che giocano. Nella foto dal titolo What did he see (Che cosa ha visto) un uomo imbraccia un fucile e punta qualcosa, non sappiamo cosa.   <\/p>\n<p>L\u2019autrice incoraggia letture aperte delle opere, lascia a chi guarda la possibilit\u00e0 di seguire le tracce luminose alla ricerca di un significato. I soggetti a volte diventano indistinti, illuminati da puntini che sembrano lucciole. Amy Friend si affida anche a quello che trova scritto sul retro delle stampe, date e luoghi o piccole frasi appuntate, oppure le reinterpreta con titoli brevi, aperti, come Us (Noi), o If I was a time traveller (Se potessi viaggiare nel tempo).  <\/p>\n<p>Una prima parte di Dare alla luce era stata pubblicata nel 2017 con il titolo <a href=\"https:\/\/www.lartiere.com\/prodotto\/stardust\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Stardust<\/a>. Ora la casa editrice L\u2019Artiere propone un nuovo volume che si chiama <a href=\"https:\/\/www.lartiere.com\/prodotto\/preorder-firelight-amy-friend\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Firelight<\/a>, realizzato con carte dalla grana molto leggera traforate al laser e rilegatura alla francese, che permette alle immagini di restituire quel particolare effetto luminoso anche sulla superficie delle pagine.   <\/p>\n<p>Il libro \u00e8 stato progettato da Gianni Giulianelli ed \u00e8 presentato all\u2019interno di un cofanetto in tela, una scelta che rende l\u2019oggetto prezioso, sempre nell\u2019ottica di restituire valore a foto e ricordi che rischiavano di andare perduti. Tra le immagini ci sono anche due foto di famiglia dell\u2019artista, che in questo flusso di persone e storie anonime ha voluto immortalare suo padre e suo fratello, morti qualche anno fa.  <\/p>\n<p>Come scrive nella presentazione del libro Laura Serani, che lo ha curato: \u201cIl viaggio cominciato con Stardust negli anni venti continua qui e la distanza temporale che ci separa dai protagonisti, si riduce. In Firelight ormai la guerra \u00e9 finita, le lunghe attese dei ritorni dal fronte sono terminate, la melanconia e gli sguardi languidi lasciano il posto ad espressioni pi\u00f9 gaie e ad atmosfere festive. Barche a vela e piccole imbarcazioni a remi che scivolano sull\u2019acqua raccontano le gite con i parenti e gli amici ritrovati, estate dopo estate, nelle stesse stazioni balneari. L\u2019aria \u00e8 leggera: picnic, passeggiate, cavalcate e partite di caccia si succedono mentre i bambini giocano sulla spiaggia, sotto cieli sereni. Immagini di villeggiature e di primi incontri, come presagi di fidanzamenti e vite liete\u201d.  <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u201cTutto \u00e8 cominciato sfogliando un vecchio album fotografico insieme a mia nonna. 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