{"id":180012,"date":"2025-10-23T13:27:19","date_gmt":"2025-10-23T13:27:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/180012\/"},"modified":"2025-10-23T13:27:19","modified_gmt":"2025-10-23T13:27:19","slug":"a-5-anni-ho-lasciato-palermo-sognavo-di-fare-la-ballerina-di-danza-classica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/180012\/","title":{"rendered":"A 5 anni ho lasciato Palermo, sognavo di fare la ballerina di danza classica"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 nata a Palermo. E da l\u00ec ha conquistato il mondo. Lei \u00e8 Myriam Sylla. Una vita che affonda le radici nel quartiere di Ballar\u00f2. Dopo aver conquistato tutto quello che c&#8217;era da vincere nella pallavolo, Myriam Sylla si \u00e8 seduta davanti ai microfoni di Gianluca Gazzoli per una lunga e intensa intervista al celebre podcast The BSMT.\u00a0<\/p>\n<p>La campionessa nata a Palermo l&#8217;8 gennaio 1995 e cresciuta in Lombardia ha ripercorso la sua straordinaria carriera, soffermandosi in particolare sul recente trionfo mondiale di Bangkok e sul significato profondissimo di quella medaglia d&#8217;oro che ha chiuso una ferita aperta da otto anni.<\/p>\n<p>&#8220;A 5 anni &#8211; ha detto &#8211; sono andata via da Palermo e sono andata su al Nord&#8221;, racconta. Ha iniziato a giocare a pallavolo a 12 anni, dopo aver praticato danza classica: \u201cEra il mio sogno fare la ballerina di danza classica\u201d<\/p>\n<p>La medaglia pi\u00f9 importante<\/p>\n<p>Proprio sul Mondiale conquistato a Bangkok in finale contro il Brasile che Sylla si \u00e8 soffermata con maggiore intensit\u00e0 durante l&#8217;intervista, rivelando per la prima volta pubblicamente il peso emotivo che portava con s\u00e9 da otto anni. &#8220;Questo mondiale \u00e8 stato come un chiudere un cerchio&#8221;, ha spiegato la schiacciatrice del Vero Volley, ripercorrendo uno dei momenti pi\u00f9 dolorosi della sua carriera.<\/p>\n<p>Nel 2018 la nazionale italiana aveva raggiunto la finale mondiale contro la Serbia. Ma per Myriam quella non era una finale qualsiasi: &#8220;Nel 2017 mi venne fatta un&#8217;accusa di doping, poi venne fuori che era contaminazione alimentare. Nello stesso periodo scoprii che mia madre era malata. Io parto con un solo obiettivo nella testa: devo portare a casa alla mamma una medaglia d&#8217;oro&#8221;.<\/p>\n<p>Arriviamo alla finale contro la Serbia, quinto set, ultimo punto. &#8220;Alzata posto quattro, Myriam Sylla attacca: invasione. Perso il mondiale. Finito&#8221;. Da quel giorno la campionessa ha vissuto con un peso: &#8220;Io mi ero allontanata, ho perso dei momenti importanti con una persona che \u00e8 un pezzo, \u00e8 tutto per me. Ho perso dei momenti che non recuperer\u00f2 mai pi\u00f9 nella mia vita promettendo una cosa che non sono riuscita a mantenere e questa cosa mi ha veramente devastato&#8221;.<\/p>\n<p>Per otto anni ha rincorso quella medaglia mondiale. E quando a Bangkok, nell&#8217;ultimo punto decisivo, ha messo il muro vincente, &#8220;ho messo il pezzo di puzzle che mancava. E poi ero vuota. Infatti non ho fatto niente, sono rimasta un po&#8217; cos\u00ec perch\u00e9 tutti gli otto anni a rincorrere questa benedetta medaglia, avevo bisogno di togliermi dalle spalle questo peso&#8221;.<\/p>\n<p>Un peso che non aveva mai condiviso pubblicamente: &#8220;Senza dirlo mai, vero? Non l&#8217;ho mai detto perch\u00e9 adesso lo posso dire tanto&#8221;. E aggiunge, con gratitudine: &#8220;Sono volati l\u00ec anche in maniera grata, nel senso: non fosse stato cos\u00ec l&#8217;avrei fatto. Chi lo sa? Sono grata, sono felice&#8221;.<\/p>\n<p>Il rapporto speciale con Julio Velasco<\/p>\n<p>Durante l&#8217;intervista, Sylla ha dedicato ampio spazio alla figura di Julio Velasco, l&#8217;allenatore che ha guidato la nazionale femminile ai trionfi olimpico e mondiale. E lo ha fatto con parole raramente sentite nel mondo dello sport: &#8220;Gli voglio bene, ma non gli voglio bene perch\u00e9 Velasco, gli voglio bene per quello che abbiamo vissuto insieme&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Ci sono stati due anni di crescita dove abbiamo imparato a conoscerci. Io lo rispetto tantissimo per quello che mi ha dimostrato, per quello che io ho visto, per quello che mi ha detto. Quando l&#8217;allenatore prende la fiducia di un atleta, di un giocatore, quando ci mette in campo io mi fido di lui&#8221;, ha spiegato la campionessa.<\/p>\n<p>Velasco \u00e8 stato fondamentale anche nei momenti di difficolt\u00e0. Sylla racconta di una partita mondiale in cui non era soddisfatta del suo attacco, nonostante avesse fatto bene in ricezione: &#8220;Lui mi ha detto: &#8216;Devi impararlo anche per la tua carriera. Abbiamo vinto con te, non malgrado te&#8217;. Cio\u00e8, hai contribuito&#8221;.<\/p>\n<p>Un episodio che sintetizza il metodo Velasco: &#8220;Una cosa che mi piace immaginare: Julio \u00e8 come un giocatore con in mano delle carte e lui sa come metterle gi\u00f9 e come incastrarle nella maniera corretta&#8221;. Sul segreto del suo successo, Sylla spiega: &#8220;Devi rendere consapevoli queste persone di quali sono i loro mezzi e cosa possono raggiungere con questi. Sicuramente non c&#8217;ha una bacchetta magica&#8221;.<\/p>\n<p>Quanto al gruppo: &#8220;Era importante che noi creassimo la nostra bolla, il nostro spazio. Io proprio vivo in un altro mondo. Non so nemmeno cosa si dice in quel periodo. Vivo proprio la mia vita nazionale&#8221;. Una bolla che crea legami profondi: &#8220;Si impara a soffrire insieme. Durante gli allenamenti soffri, ci sono momenti difficili e l\u00ec costruisci il legame vero&#8221;.<\/p>\n<p>La nuova avventura in Turchia<\/p>\n<p>Attualmente Sylla gioca in Turchia, al Galatasaray, e l&#8217;impatto con la nuova realt\u00e0 \u00e8 stato intenso. &#8220;L&#8217;accoglienza perfetta, non me l&#8217;aspettavo cos\u00ec&#8221;, racconta tra aneddoti divertenti come quando ha perso l&#8217;auto nel parcheggio di casa: &#8220;Io che ne so che questo parcheggio ha quattro piani? Per me ce n&#8217;erano due. Ho attraversato praticamente tutti e quattro i piani a piedi fino a che non ho trovato la macchina. Sono arrivata in palestra in ritardo&#8221;.<\/p>\n<p>E poi c&#8217;\u00e8 l&#8217;episodio surreale: &#8220;Prima di una partita mi hanno chiuso in bagno. Mi hanno chiusa veramente in bagno. Ho dato due pugni alla porta&#8221;. Ma \u00e8 il tifo a colpirla particolarmente: &#8220;Caloroso, caloroso. Sono rimasta affascinata quando sono entrata perch\u00e9 quando hanno iniziato con i cori hanno continuato tutto il tempo, non era solo l&#8217;inizio. Nel momento di difficolt\u00e0, nel momento in cui andava bene&#8221;.<\/p>\n<p>Le origini: da Palermo a Lecco<\/p>\n<p>Sylla \u00e8 nata a Palermo nel quartiere di Ballar\u00f2. Il salto di qualit\u00e0 arriva a 16 anni grazie a Virgilio Bonacina, dirigente di Olginate: &#8220;\u00c8 un angelo, quest&#8217;uomo. Venne a casa e parl\u00f2 con mio padre: &#8216;Tua figlia ha un potenziale, io la manderei. Io ti parlo come se Miriam fosse Debora, che \u00e8 mia figlia. Se Miriam fosse Debora, io l&#8217;avrei mandata a provare. Se non va, torna indietro'&#8221;.<\/p>\n<p>Cos\u00ec parte per Jerago con Orago, Varese. Prima compagna di camera? &#8220;Cristina Chirichella&#8221;, l&#8217;attuale capitana della nazionale. Un allenatore le disse: &#8220;Tu con questo lavoro potresti aiutare i tuoi genitori&#8221;. Da quel momento: &#8220;Ok, io con questo lavoro posso aiutare mamma e pap\u00e0. Io divento una giocatrice. Lo stimolo pi\u00f9 grande era rendere i miei genitori orgogliosi di me e permettergli che non gli mancasse niente, perch\u00e9 loro non hanno fatto mancare niente a me&#8221;.<\/p>\n<p>Il rapporto con il padre e la perdita della madre<\/p>\n<p>Il tema della famiglia \u00e8 centrale nell&#8217;intervista. Sul padre: &#8220;Io devo tutto a loro. Non so spiegarti questa sensazione che provo dentro per l&#8217;immenso rispetto che ho per mio padre. Ha lasciato casa sua, ha lasciato un posto dove potenzialmente poteva fare una vita tranquilla per dare qualcosa di meglio a me&#8221;.<\/p>\n<p>La madre se n&#8217;\u00e8 andata nel momento in cui Myriam voleva farle &#8220;il regalo pi\u00f9 grande che si meritava, vale a dire una casa. Ci sono riuscita, ma con una lezione: la vita va vissuta, non devi aspettare perch\u00e9 aspettare non serve a niente, non c&#8217;\u00e8 tempo per aspettare&#8221;.<\/p>\n<p>E aggiunge: &#8220;I momenti belli, beh, la conosco. Tu sai cosa pensava, cosa provava, cosa voleva. E io so, lo sento quando \u00e8 contenta, lo sento quando \u00e8 felice. Non c&#8217;\u00e8 giorno che io cammino con una marcia in pi\u00f9, ho una roba in pi\u00f9, ho un angelo&#8221;. Dopo le Olimpiadi, il padre le ha detto &#8220;che ho reso fiero lui e ho reso fiera mia mamma che non c&#8217;era&#8221;. E quando ancora dopo dieci giorni le ripete di essere orgoglioso, &#8220;vale troppo&#8221;.<\/p>\n<p>Il gruppo azzurro e le amicizie<\/p>\n<p>Sul gruppo della nazionale, Sylla \u00e8 chiara: &#8220;Non serve essere amici per giocare bene. Quando tu sei sul campo non c&#8217;entra niente l&#8217;amicizia. Quando tutti remano dalla stessa parte il legame si crea, \u00e8 inevitabile&#8221;. Con Anna Danesi, capitana della nazionale, c&#8217;\u00e8 un rapporto speciale: &#8220;Alessia \u00e8 proprio la mia migliore amica oltre la pallavolo. Con lei purtroppo ce l&#8217;ho anche nella vita&#8221;, scherza.<\/p>\n<p>Sui colleghi della nazionale maschile, che circa un mese dopo hanno vinto il secondo mondiale consecutivo: &#8220;Stimo Anzani e Simone Giannelli, li conosco bene&#8221;. E sull&#8217;infortunio di Daniele Lavia prima delle Olimpiadi: &#8220;Mi \u00e8 dispiaciuto molto. Momento importantissimo, ci si sta preparando per andare a una competizione incredibile, infortunio dove non puoi recuperare e quasi ci rimetti la carriera. E i tuoi compagni vanno e vincono, tu potevi essere l\u00ec, saresti stato l\u00ec&#8221;.<\/p>\n<p>\u201cSono grata a me stessa\u201d<\/p>\n<p>Un passaggio significativo riguarda il rapporto con se stessa. Dopo aver dichiarato ai giornalisti di aver vinto tutto, Sylla riflette: &#8220;Forse \u00e8 la prima volta che sono stata estremamente onesta. Per la prima volta mi sono detta brava, ma forse lo dovrei fare pi\u00f9 spesso. Ho iniziato un percorso quest&#8217;estate con la mia psicologa per essere pi\u00f9 grata a me, essere orgogliosa di quello che sono. Continuo a rincorrere come se dovessi meritarmi sempre tutto&#8221;.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leccotoday.it\/sport\/volley\/myriam-sylla-pallavolo-intervista-mondiali-gazzoli.html\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><strong>fonte LeccoToday<\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u00c8 nata a Palermo. E da l\u00ec ha conquistato il mondo. Lei \u00e8 Myriam Sylla. 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