{"id":180981,"date":"2025-10-24T02:24:21","date_gmt":"2025-10-24T02:24:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/180981\/"},"modified":"2025-10-24T02:24:21","modified_gmt":"2025-10-24T02:24:21","slug":"lo-scarpone-reinhold-messner-solo-chi-ha-sofferto-lassu-puo-raccontare-il-k2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/180981\/","title":{"rendered":"Lo Scarpone &#8211; Reinhold Messner: \u201cSolo chi ha sofferto lass\u00f9 pu\u00f2 raccontare il K2\u201d"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" class=\"ow-gallery-img\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/K2_DerGrosseStreit_still_002.png\" alt=\"\"\/>Reinhold Messner<img decoding=\"async\" class=\"ow-gallery-img\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/K2_DerGrosseStreit_still_008.png\" alt=\"\"\/>Walter Bonatti<img decoding=\"async\" class=\"ow-gallery-img\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/K2_DerGrosseStreit_still_003.png\" alt=\"\"\/>Reinhold Messner<img decoding=\"async\" class=\"ow-gallery-img\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/K2_DerGrosseStreit_still_0011.png\" alt=\"\"\/>Il bivacco di Bonatti e Mahdi a ottomila metri riprodotto nel film<\/p>\n<p data-start=\"252\" data-end=\"712\">Domenica 26 ottobre 2025, alle ore 20.30, al Teatro Manzoni di Milano, sar\u00e0<a href=\"https:\/\/www.loscarpone.cai.it\/dettaglio\/messner-presenta-k2-la-grande-controversia-anteprima-a-milano\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"> presentato in anteprima nazionale il nuovo documentario di <strong data-start=\"387\" data-end=\"438\">Reinhold Messner, \u201cK2 \u2013 La Grande Controversia\u201d<\/strong><\/a>, realizzato in collaborazione con il <strong data-start=\"476\" data-end=\"500\">Club Alpino Italiano<\/strong> e l\u2019associazione <strong data-start=\"518\" data-end=\"540\">Vivere la Montagna<\/strong>. Prodotto da <strong data-start=\"556\" data-end=\"582\">Messner Mountain Movie<\/strong> e distribuito da <strong data-start=\"600\" data-end=\"618\" data-is-only-node=\"\">Mescalito Film<\/strong>, il film della durata di 67 minuti arriver\u00e0 poi nelle sale italiane dal <strong data-start=\"695\" data-end=\"709\">27 ottobre<\/strong>.<\/p>\n<p data-start=\"714\" data-end=\"1137\">In vista di questa attesissima proiezione, abbiamo incontrato Messner per parlare di ci\u00f2 che lo ha spinto a tornare su una delle vicende pi\u00f9 complesse e discusse della storia dell\u2019alpinismo: la<strong> prima salita del<\/strong> <strong data-start=\"922\" data-end=\"937\">K2<\/strong>,<strong data-start=\"922\" data-end=\"937\"> <\/strong>realizzata da <strong data-start=\"922\" data-end=\"937\">una spedizione italiana nel 1954<\/strong>. Ne \u00e8 nata una conversazione intensa, in cui il grande alpinista e regista racconta non solo il suo film, ma anche la sua visione dell\u2019alpinismo, del racconto e del mito.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Messner, cosa l\u2019ha spinta a realizzare un documentario sulla salita del 1954?<\/strong><\/p>\n<p data-start=\"473\" data-end=\"860\">Innanzitutto devo dire grazie al presidente Montani, che mi ha offerto e dato la possibilit\u00e0 di raccontare attraverso le immagini originali la storia del K2 del 1954.<\/p>\n<p data-start=\"473\" data-end=\"860\">Venendo al documentario bisogna premettere che la storia del K2, come anche il film realizzato al tempo da Fantin, non sono mai stati raccontati in modo da essere compresi e divulgati a livello internazionale. In Italia se ne \u00e8 sempre parlato molto, ma all&#8217;estero erano poco o nulla conosciuti. Mentre l&#8217;Annapurna o l&#8217;Everest, negli ultimi 50 anni, sono stati grande argomento di dibattito, il K2 \u00e8 rimasto sempre un po&#8217; nell&#8217;ombra. Ed \u00e8 un gran peccato. Cos\u00ec, dopo averci riflettuto, ho accettato la proposta di Montani, che mi ha lasciato totale libert\u00e0.<\/p>\n<p data-start=\"862\" data-end=\"1410\">\u00a0<\/p>\n<p data-start=\"862\" data-end=\"1410\"><strong>Da qui \u00e8 iniziato il percorso che ha portato a \u201cK2 &#8211; La Grande Controversia\u201d\u2026<\/strong><\/p>\n<p data-start=\"862\" data-end=\"1410\">Ho voluto raccontare utilizzando le immagini originali, integrate con alcune riprese realizzate successivamente. Come lingua per la narrazione ho scelto il tedesco (poi doppiato anche in inglese) perch\u00e9 \u00e8 la mia lingua madre. Questo perch\u00e9 il mio italiano non sarebbe bastato per esprimere in dettaglio le condizioni psicologiche e psicofisiche del 1954.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>A proposito del 1954, in Italia la lite del K2 \u00e8 una questione mediaticamente ancora viva. Lei che idea si \u00e8 fatto?<\/strong><\/p>\n<p>\u00e9 una questione che non \u00e8 mai stata definitivamente sciolta. io ho avuto la fortuna di conoscere e parlare con molti dei protagonisti. Con Erich Abram, con l&#8217;Hunza Mahdi, con Achille Compagnoni e anche con Lino Lacedelli. Soprattutto ho trascorso molto tempo con Walter Bonatti. Ho sentito nei loro racconti l\u2019attrito che c\u2019era tra i membri della spedizione.<\/p>\n<p>L&#8217;idea che mi sono fatto \u00e8 che questa lite, questa diatriba, non doveva nemmeno nascere. E non \u00e8 nata per colpa degli alpinisti o di Desio. In primis \u00e8 stato il giornalista che dieci anni dopo, nel 1964, ha scritto inventando o enfatizzando certi episodi e creando cos\u00ec la polemica. Io per\u00f2 non giudico: parlo solo di ci\u00f2 che \u00e8 certo al cento per cento.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Lei ritiene quindi che la causa della discordia non fosse la spedizione in s\u00e9, ma il modo in cui fu raccontata?<\/strong><\/p>\n<p data-start=\"2124\" data-end=\"2575\">S\u00ec. Tutto \u00e8 nato da quanto scritto da un giornalista: gli altri poi hanno copiato e ingigantito la storia.<\/p>\n<p data-start=\"2124\" data-end=\"2575\">Nel 1964 tutti gli Ottomila erano stati saliti e l\u2019interesse mediatico peer questo mondo era calato, ma dall&#8217;altra parte continuavano le grandi imprese sulle Alpi: invernali sull\u2019Eiger, sulle Grandes Jorasses. Un anno dopo sarebbe arrivata una prima invernale per una via nuova sulla nord del Cervino. Chi ha in mano adesso la leadership dell&#8217;alpinismo? Non pi\u00f9 Compagnoni, ma Walter Bonatti. Tra i due c&#8217;erano gi\u00e0 stati attriti in spedizione, ora Compagnoni soffriva, perch\u00e9 non aveva la stessa forza o visione di Bonatti.\u00a0<\/p>\n<p data-start=\"2124\" data-end=\"2575\">Conoscendo questi dettagli, si pu\u00f2 comprendere come Compagnoni possa aver sofferto pi\u00f9 degli altri perch\u00e9 dopo il K2 si \u00e8 sentito messo sull&#8217;ultimo gradino della scala.<\/p>\n<p data-start=\"3118\" data-end=\"3346\">Capire questo contesto \u00e8 fondamentale: Compagnoni si \u00e8 ritrovato dopo il K2 su un gradino pi\u00f9 basso, e questo lo ha fatto soffrire. Questo era da raccontare, serve a inserire la vicenda nella storia dell\u2019alpinismo.<\/p>\n<p data-start=\"3118\" data-end=\"3346\">\u00a0<\/p>\n<p><strong>Qualcosa l&#8217;ha gi\u00e0 detto. Quali sono, secondo lei, le differenza tra i protagonisti della spedizione?<\/strong><\/p>\n<p data-start=\"3436\" data-end=\"4053\">Compagnoni e Bonatti avevano capacit\u00e0 molto diverse.<br \/>Compagnoni non era al livello di Abram, Gallotti o Lacedelli. Lacedelli era un buon alpinista e aveva la fortuna di essere stimato da Desio.<br \/>Desio era stato soldato nella Prima guerra mondiale, Compagnoni nella Seconda: tra loro esisteva un legame anche oltre l\u2019alpinismo. Quello che forse ha portato a mettere Bonatti un po\u2019 da parte dopo la spedizione, pur avendo compiuto la manovra decisiva che rese possibile il raggiungimento della vetta.<br \/>Senza Bonatti non sarebbero arrivati in cima.<br \/>Ma la lite non nasce da questo: nasce da chi, scrivendo, offese profondamente Bonatti.<\/p>\n<p data-start=\"3436\" data-end=\"4053\">\u00a0<\/p>\n<p><strong>Come interpreta allora la famosa vicenda della tenda e del bivacco di Bonatti?<\/strong><\/p>\n<p data-start=\"4171\" data-end=\"4498\">Sono stato nell\u2019UIAA quando Fritz Wiessner era presidente (Fritz Wiessner era un alpinista tedesco naturalizzato statunitense che nel 1939 guid\u00f2 la seconda spedizione americana al K2, raggiungendo con il finanziere Dudley Wolfe e lo sherpa Pasang Dawa Lama circa 8400 metri di quota senza utilizzare bombole di ossigeno. Qui il tentativo fu poi interrotto a casua di alcuni problemi legati al mal di montagna che interessarono wolfe. Fu un record per l\u2019epoca. il seguito della spedizione fu invece una tragedia, con un disperato tentativo di soccorso al finanziere, incapace di scendere, che port\u00f2 alla sua morte e alla scomparsa di altre tre sherpa saliti per un disperato tentativo di soccorso. nda) e Compagnoni al tempo aveva parlato con Wiessner. Lui, dopo la spalla, era andato a sinistra, dietro le rocce. Qui (dove hanno messo il campo, nda) \u00e8 meno pericoloso. Anche io quando sono salito ho pensato di andare a sinistra, per\u00f2 a differenza loro ero veloce e speravo che in quei venti minuti che mi sarebbero serviti per attraversare il Collo di Bottiglia non sarebbe caduto nulla. Io rispetto il fatto che Compagnoni e Lacedelli abbiano scelto di seguire la via di Wiessner.\u00a0<\/p>\n<p data-start=\"4171\" data-end=\"4498\">Compagnoni ne aveva parlato con Desio. Bonatti probabilmente non aveva avuto la possibilit\u00e0 di parlare con Desio e non aveva queste informazioni, e lass\u00f9 era buio: non si vedeva quasi pi\u00f9 niente. Certo, la vista si allarga, ma non basta per orientarsi.<\/p>\n<p data-start=\"4171\" data-end=\"4498\">\u00a0<\/p>\n<p data-start=\"4171\" data-end=\"4498\"><strong>Perch\u00e9 non accoglierli nella tenda?<\/strong><br \/>Compagnoni non offr\u00ec la tenda a Bonatti e Mahdi perch\u00e9 avrebbe significato uscire lui o Lacedelli. Era una scelta comprensibile. Nella tendina di Lacedelli e Compagnoni non c\u2019era posto per un\u2019altra persona: in tre o quattro non si entra con l&#8217;attrezzatura da alta quota.<\/p>\n<p data-start=\"4171\" data-end=\"4498\">\u00a0<\/p>\n<p><strong>Quali sono state le principali difficolt\u00e0 nel raccontare una storia cos\u00ec delicata e controversa?<\/strong><\/p>\n<p data-start=\"5184\" data-end=\"5565\">Non \u00e8 stato facile. Ho cercato di capire tutti: mi sono immerso nei punti di vista di ciascun protagonista: Compagnoni, Lacedelli e Bonatti. Bonatti \u00e8 stato il pi\u00f9 semplice da comprendere, perch\u00e9 lo conoscevo meglio.<\/p>\n<p data-start=\"5184\" data-end=\"5565\">Non attribuisco colpe a nessuno: la vera responsabilit\u00e0 di questa lite \u00e8 di chi ha raccontato senza avere esperienza diretta di quella dimensione dell\u2019alpinismo e dell\u2019avventura.<\/p>\n<p data-start=\"5184\" data-end=\"5565\">Per me c\u2019\u00e8 una regola: l\u2019alpinismo tradizionale \u00e8 fare, non solo raccontare. Alle volte lo storytelling pu\u00f2 diventare pi\u00f9 importante dell\u2019azione, ma solo chi ha vissuto certe esperienze pu\u00f2 davvero raccontarle. e la storia dell&#8217;alpinismo \u00e8 contenuta in tanti libri di alpinisti che hanno fatto salite importanti e che sanno bene cosa significa stare a quelle quote e fare un bivacco a quella quota. Bonatti \u00e8 il primo esempio: oltre a essere un grande alpinista, \u00e8 stato anche un grande scrittore. Anche per questo, in un certo senso, la vittoria finale fu sua. Non perch\u00e9 vinse la lite, ma perch\u00e9 seppe raccontare la verit\u00e0 dell\u2019alpinismo.<br \/>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Che cos\u2019\u00e8, per lei, lo \u201cstorytelling\u201d dell\u2019alpinismo?<\/strong><\/p>\n<p data-start=\"6063\" data-end=\"6376\">\u00c8 il racconto non solo di ci\u00f2 che \u00e8 successo, ma delle emozioni vissute. Non delle quote, dei campi o dei numeri, ma della paura, della fiducia, della solidariet\u00e0 tra esseri umani. Tutti elementi che sono insiti nell&#8217;alpinismo tradizionale.<\/p>\n<p data-start=\"6063\" data-end=\"6376\">\u00a0<\/p>\n<p data-start=\"6063\" data-end=\"6376\"><strong>A questo punto: oggi esiste ancora l&#8217;alpinismo tradizionale?<\/strong><\/p>\n<p data-start=\"6063\" data-end=\"6376\">Oggi il 90% di chi arrampica lo fa in palestra, dove non si pu\u00f2 cadere: \u00e8 uno sport bellissimo, ma non \u00e8 alpinismo tradizionale.<\/p>\n<p data-start=\"6378\" data-end=\"6598\">Io difendo l\u2019alpinismo tradizionale perch\u00e9 oggi l\u2019alta quota \u00e8 diventata turismo: si pu\u00f2 \u201ccomprare\u201d la salita dell\u2019Everest, e salire come fosse una via ferrata. Questo non \u00e8 alpinismo: \u00e8 un\u2019esperienza di vacanza, non di avventura.<\/p>\n<p data-start=\"6378\" data-end=\"6598\">Nel 1954 il K2 era qualcosa che gli alpinisti di oggi non possono nemmeno immaginare. Il materiale girato allora \u00e8 molto forte: mostra la fatica, il lungo viaggio, il rapporto con i locali, la luce che acceca, le difficolt\u00e0. Oggi chi parte per una spedizione spesso vola in elicottero sull\u2019Everest: non conosce pi\u00f9 quella dimensione di luce, di silenzio e di sofferenza.<\/p>\n<p data-start=\"6378\" data-end=\"6598\">\u00a0<\/p>\n<p data-start=\"6378\" data-end=\"6598\"><strong>L\u2019alpinismo tende spesso a mitizzare le grandi imprese. Crede le vicende del K2 abbiano oscurato fatti o persone?<\/strong><\/p>\n<p data-start=\"6731\" data-end=\"7092\">S\u00ec. L\u2019alpinismo d\u2019alta quota con la &#8220;conquista&#8221; degli Ottomila, \u00e8 stato prima di tutto un fatto nazionalistico. Ogni nazione voleva affermarsi: i francesi ci sono riusciti con l\u2019Annapurna, gli inglesi con l\u2019Everest, e gli italiani con il K2.<\/p>\n<p data-start=\"6731\" data-end=\"7092\">Dopo la seconda montagna della Terra si \u00e8 perso l&#8217;interesse e con lui la dimensione nazionale ed \u00e8 rimasta solo la mitizzazione dell\u2019eroe.<\/p>\n<p data-start=\"6731\" data-end=\"7092\">Ma oggi non ha pi\u00f9 senso nemmeno questa enfatizzazione. In alcune nazioni tra poco si parler\u00e0 della prima persona che vive in una strada X che ha fatto una certa salita. Non ha pi\u00f9 senso parlare di Ottomila saliti sulle vie pi\u00f9 battute: le code di cento persone sull\u2019Everest in un solo giorno sono una vergogna e non \u00e8 un alpinismo che mi interessa. Non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 eroismo, solo turismo.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Cosa spera che il pubblico colga dal suo film?<\/strong><\/p>\n<p data-start=\"7367\" data-end=\"7739\">Spero che capisca che solo chi ha vissuto lass\u00f9, chi ha sofferto, chi ha passato una notte a ottomila metri pu\u00f2 davvero raccontare questa storia. Non chi scrive al caldo della stufa, da casa.<br \/>E che tra gli alpinisti del 1954 nessuno meritava di soffrire per cinquant\u2019anni per una vicenda travisata.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Reinhold MessnerWalter BonattiReinhold MessnerIl bivacco di Bonatti e Mahdi a ottomila metri riprodotto nel film Domenica 26 ottobre&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":180982,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1442],"tags":[203,454,204,1537,90,89,1521,60907],"class_list":{"0":"post-180981","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-film","8":"tag-entertainment","9":"tag-film","10":"tag-intrattenimento","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-movies","15":"tag-reinhold-messner"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115426771986055357","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/180981","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=180981"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/180981\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/180982"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=180981"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=180981"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=180981"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}