{"id":181354,"date":"2025-10-24T08:18:13","date_gmt":"2025-10-24T08:18:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/181354\/"},"modified":"2025-10-24T08:18:13","modified_gmt":"2025-10-24T08:18:13","slug":"giacomo-triglia-racconta-il-tempo-delle-noci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/181354\/","title":{"rendered":"Giacomo Triglia racconta \u201cIl tempo delle noci\u201d"},"content":{"rendered":"<p><strong>REGGIO CALABRIA<\/strong> Dopo la presentazione alla ventesima edizione della Festa del Cinema di Roma, nella sezione Special Screening, <strong><a href=\"https:\/\/www.meravigliedicalabria.it\/sandokan-brunori-e-rino-gaetano-alla-festa-del-cinema-di-roma\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">il documentario Brunori Sas \u2013 Il tempo delle noci, diretto da Giacomo Triglia, <\/a><\/strong>sar\u00e0 prossimamente disponibile dal 9 novembre su RaiPlay.\u2028Il film, presentato da Rai Documentari e prodotto da <strong>Pier Giorgio Bellocchio, Manetti bros. e D\u00e9sir\u00e9e Manetti per Mompracem, <\/strong>in collaborazione con la Calabria Film Commission, racconta un viaggio intimo e profondo nell\u2019universo creativo di Dario Brunori, con cui Triglia condivide un lungo percorso di collaborazione artistica. Abbiamo incontrato il regista reggino per parlare del film, ma anche del suo percorso umano e professionale.<\/p>\n<p>Giacomo, sei appena tornato dalla Festa del Cinema di Roma. Com\u2019\u00e8 stata l\u2019esperienza?<\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 stato molto bello. Anche impegnativo, devo dire, perch\u00e9 abbiamo fatto interviste una dietro l\u2019altra \u2014 la classica maratona da ufficio stampa per la promozione del film. Per\u00f2 \u00e8 stata una bellissima esperienza, soprattutto poterlo vedere finalmente sul grande schermo, tutti insieme. Era la prima volta che lo vedevamo cos\u00ec: in studio l\u2019effetto \u00e8 completamente diverso. Sullo schermo della Sala Sinopoli da 1200 posti, che \u00e8 la sala pi\u00f9 grande dell\u2019Auditorium Parco della Musica di Roma, \u00e8 stato molto bello vederlo l\u00ec, tutti assieme\u00bb.<\/p>\n<p>Com\u2019\u00e8 nata l\u2019idea di realizzare Il tempo delle noci?<\/p>\n<p>\u00abNon \u00e8 la prima volta che facciamo un documentario legato alla lavorazione di un disco. Gi\u00e0 nel 2017, per A casa tutto bene, avevamo realizzato un progetto simile per Sky.\u2028Questa volta per\u00f2 non volevamo fare qualcosa di strettamente legato al disco. L\u2019intento era pi\u00f9 ampio: volevamo raccontare anche temi come la famiglia, la paternit\u00e0 e, in generale, il gesto creativo.\u2028L\u2019idea era che anche chi non conosce bene Brunori o la musica potesse essere affascinato dal processo artistico: osservare Dario e Riccardo Sinigallia, produttore artistico del disco, lavorare fianco a fianco per costruire qualcosa. Poteva essere un album, certo, ma anche un film o qualsiasi altra forma d\u2019arte. L\u2019importante era mostrare la creazione in atto.\u00bb<\/p>\n<p>Nel documentario si percepisce una grande naturalezza, anche nelle fasi pi\u00f9 delicate. Quanto ha influito la vostra lunga collaborazione?<\/p>\n<p>\u00abTantissimo. Il fatto di conoscere Dario da anni ha aiutato molto. Ci sono momenti in studio che possono essere delicati \u2014 discussioni, divergenze, momenti di tensione creativa \u2014 e avere qualcuno con cui hai un rapporto di fiducia fa la differenza. La camera non inibisce, non disturba: diventa quasi invisibile. \u00c8 come se non ci fosse nessuno, e questo permette di catturare la verit\u00e0.\u00bb<\/p>\n<p>Quanto tempo avete impiegato per girare e montare il film?<\/p>\n<p>\u00abAbbiamo iniziato nel 2022, durante il tour nei palazzetti. Poi abbiamo fatto circa venti giorni di riprese durante la registrazione del disco alla Cantinella, in quattro sessioni diverse.\u2028Ci sono anche materiali d\u2019archivio legati alla sua infanzia e adolescenza, vecchi video e messaggi che Dario si scambiava nelle fasi iniziali del lavoro. \u00c8 un racconto molto stratificato. Poi c\u2019\u00e8 Sanremo, ma io non sono andato, volutamente: era una settimana troppo impegnativa, e ho preferito lasciarlo pi\u00f9 tranquillo. Abbiamo comunque avuto materiale di backstage che ci \u00e8 tornato utile in montaggio.\u2028Abbiamo lavorato parecchio al montaggio: la montatrice \u00e8 di Roma, e abbiamo lavorato spalla a spalla per una settimana, poi a distanza sulle varie versioni\u00bb.<\/p>\n<p>Ci sono state difficolt\u00e0 particolari durante la realizzazione?<\/p>\n<p>\u00abS\u00ec, sicuramente il dover sacrificare alcune parti di intervista molto interessanti. Per ragioni di durata, ovviamente, devi fare delle scelte: trovare un equilibrio umano e narrativo. Per\u00f2 credo che il pubblico abbia accolto molto bene il risultato finale, e questo ci ha ripagati\u00bb.<\/p>\n<p>Torniamo un po\u2019 indietro: sei reggino doc. Quanto ha contato la tua formazione a Reggio Calabria?<\/p>\n<p>\u00abIn realt\u00e0 sono autodidatta. All\u2019Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria ho studiato pittura, quindi la mia formazione non ha un legame diretto con quello che faccio oggi. Tutto ci\u00f2 che so sul linguaggio cinematografico l\u2019ho imparato da solo, per passione.\u2028Sin da ragazzo ero innamorato del cinema: guardavo tutto quello che trasmetteva Rai Tre e i programmi di Enrico Ghezzi,\u00a0programmi iconici come \u201cBlob\u201d e \u201cFuori orario. Cose (mai) viste\u201d, che hanno rivoluzionato la televisione e l\u2019approccio al cinema sul piccolo schermo, spesso film d\u2019autore, e da l\u00ec ho iniziato a sperimentare. Ho girato i miei primi cortometraggi, poi nel 2004 ho partecipato al Torino Film Festival. Da l\u00ec sono arrivati altri festival, e nel 2009 \u00e8 avvenuto l\u2019incontro con Dario Brunori\u00bb.<\/p>\n<p>Un incontro decisivo.<\/p>\n<p>\u00abAssolutamente. Ci siamo conosciuti durante un festival che curavo a Reggio Calabria, dove avevo la direzione artistica. Poco dopo mi sono trasferito a Cosenza, anche un po\u2019 per sfida.\u2028L\u00ec c\u2019era un fermento musicale fortissimo, e naturalmente ho proposto a Dario di girare il suo primo videoclip, Come stai. \u00c8 andato subito molto bene, e grazie alla sua musica e al suo talento quel video \u00e8 diventato una vetrina importante. Da l\u00ec sono arrivati tanti altri artisti che mi hanno cercato per raccontare le loro canzoni\u00bb.<\/p>\n<p>Molti artisti ti scelgono per il tuo sguardo, hai firmato oltre duecento videoclip musicali da Jovanotti ad Annalisa (solo per citarne alcuni) e numerosi spot e docufilm per grandi marchi. Sei uno dei registi pi\u00f9 versatili e riconoscibili della scena audiovisiva italiana, capace di coniugare estetica e sensibilit\u00e0 narrativa in ogni progetto, dalla musica alla pubblicit\u00e0. Secondo te qual \u00e8 la chiave del tuo successo?<\/p>\n<p>\u00abCredo che la chiave sia la sensibilit\u00e0. Cerco sempre di entrare nel mondo dell\u2019artista, di comprenderne i silenzi, i dubbi, i gesti.\u2028Non mi interessa solo \u201cdocumentare\u201d una canzone, ma tradurre in immagini un\u2019emozione. Penso che gli artisti percepiscano questa attenzione e questo rispetto. \u00c8 da l\u00ec che nasce la fiducia, e forse anche il mio successo: dalla verit\u00e0 che cerco in ogni storia\u00bb.<\/p>\n<p>Vivi ancora in Calabria?<\/p>\n<p>\u00abS\u00ec, sono a Cosenza, ma torno spesso a Reggio: l\u00ec c\u2019\u00e8 la mia famiglia, \u00e8 casa. Il mio lavoro per\u00f2 mi porta spesso a Roma e Milano, quindi faccio avanti e indietro. \u00c8 un equilibrio che mi piace: mi permette di mantenere le radici ma anche di lavorare dove si muove l\u2019industria\u00bb.<\/p>\n<p>E i prossimi progetti?<\/p>\n<p>\u00abL\u2019obiettivo adesso \u00e8 l\u2019Opera prima, il film. Sto lavorando a due sceneggiature con altri autori. Vedremo quale delle due prender\u00e0 per prima la luce. In ogni caso, l\u2019obiettivo \u00e8 continuare a raccontare storie vere, che parlino di persone, emozioni\u00a0e\u00a0cambiamento\u00bb. (<a href=\"https:\/\/www.corrieredellacalabria.it\/2025\/10\/23\/la-musica-diventa-cinema-giacomo-triglia-racconta-il-tempo-delle-noci\/mailto:redazione@corrierecal.it\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">redazione@corrierecal.it<\/a>) <\/p>\n<p><strong>Il Corriere della Calabria \u00e8 anche su WhatsApp. Basta\u00a0<\/strong><a href=\"https:\/\/whatsapp.com\/channel\/0029Va8fM6g5a24CQcoq2O3j\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\"><strong>cliccare qui\u00a0<\/strong><\/a><strong>per iscriverti al canale ed essere sempre\u00a0aggiornato \u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"REGGIO CALABRIA Dopo la presentazione alla ventesima edizione della Festa del Cinema di Roma, nella sezione Special Screening,&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":181355,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1442],"tags":[110212,110213,110214,203,110215,454,110216,2666,110217,204,1537,90,89,1521,110218,110219],"class_list":{"0":"post-181354","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-film","8":"tag-brunori-e-triglia","9":"tag-cinema-e-musica","10":"tag-corriere-della-calabria","11":"tag-entertainment","12":"tag-festival-cinema-di-roma","13":"tag-film","14":"tag-giacomo-triglia","15":"tag-importanti","16":"tag-intervista-giacomo-triglia","17":"tag-intrattenimento","18":"tag-it","19":"tag-italia","20":"tag-italy","21":"tag-movies","22":"tag-musica-diventa-cinema","23":"tag-triglia-brunori-sas"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/181354","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=181354"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/181354\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/181355"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=181354"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=181354"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=181354"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}