{"id":182096,"date":"2025-10-24T17:01:11","date_gmt":"2025-10-24T17:01:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/182096\/"},"modified":"2025-10-24T17:01:11","modified_gmt":"2025-10-24T17:01:11","slug":"oriente-occidente-di-rampini-il-vero-impatto-delle-sanzioni-sul-petrolio-russo-e-lincognita-cina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/182096\/","title":{"rendered":"Oriente Occidente di Rampini | Il vero impatto delle sanzioni sul petrolio russo e l&#8217;incognita Cina"},"content":{"rendered":"<p class=\"chapter-paragraph\">Donald<b> Trump dovrebbe incontrare Xi Jinping gioved\u00ec<\/b> in Malesia, ai margini del summit multilaterale dell\u2019Apec (paesi dell\u2019Asia-Pacifico). I due parleranno soprattutto del <b>contenzioso commerciale bilaterale, dazi e dintorni<\/b>: la Casa Bianca prepara quell\u2019incontro con un <b>corposo dossier sulle inadempienze cinesi<\/b> rispetto ai passati accordi, quando Pechino gi\u00e0 si era impegnata ad aprire il proprio mercato e a ridurre il surplus commerciale. Questo attivo cinese, peraltro si sta gi\u00e0 riducendo sostanzialmente, per effetto dei dazi gi\u00e0 in vigore che sono attorno al 30%.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Nella lunga agenda dell\u2019incontro ci sar\u00e0 <b>spazio anche per le ultime sanzioni con cui Trump<\/b> ha<a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/esteri\/25_ottobre_23\/sanzioni-usa-petrolio-russo-cosa-cambia-perche-credibilita-trump-cina-e4559e88-c455-4aa0-8853-7235b35d1xlk.shtml\" title=\"Le sanzioni di Trump contro la Russia di Putin funzioneranno? Qual \u00e8 la vera posta in gioco (e cosa far\u00e0 la Cina)\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"> colpito le importazioni di petrolio russo<\/a>. La Cina ha protestato contro quelle sanzioni, che ha definito illegali. Al tempo stesso, il governo di <b>Pechino ha dato ordine<\/b> ai grandi enti di Stato energetici di <b>cessare ogni acquisto di greggio dalla Russia<\/b>.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Siamo di fronte a un <b>tipico caso di sanzioni secondarie che confermano il ruolo dominante del dollaro<\/b> nell\u2019economia internazionale, e spiegano <b>perch\u00e9 da vent\u2019anni la Cina tenta disperatamente di minare quel ruolo<\/b>, senza riuscirci.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La <b>ragione principale per cui le sanzioni americane sono efficaci<\/b> erga omnes, sta appunto in questo: <b>chi le viola rischia di essere tagliato fuori dal circuito del dollaro, che \u00e8 l\u2019ossigeno degli scambi e di tutte le transazioni internazionali<\/b>. Anche le multinazionali cinesi, e ancor pi\u00f9 le banche che le finanziano, corrono grossi rischi se violano le sanzioni. Tuttavia gli esperti della Cina sono concordi nel <b>prevedere che la fine degli acquisti di petrolio sar\u00e0 temporanea: quanto basta per far passare il summit con Trump <\/b>e trovare delle scappatoie per ricominciare a comprare petrolio russo. Ai prezzi scontatissimi che Xi ha imposto a Putin, privarsi di quel petrolio sarebbe un grosso sacrificio.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Per adesso, sta di fatto che<b> Trump con queste sanzioni ha varato un castigo che Joe Biden non aveva mai voluto introdurre<\/b>. La presunta amicizia con Putin si \u00e8 trasformata <b>in un braccio di ferro vero<\/b>.\u00a0<\/p>\n<p>APPROFONDISCI CON IL PODCAST<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Ma la durezza della punizione pu\u00f2 davvero cambiare le sorti del conflitto in Ucraina?\u00a0\u00c8 poco probabile<\/b>. Putin sta infliggendo danni tremendi al proprio popolo e all\u2019economia russa, oltre alle sofferenze che impone agli ucraini. Queste sanzioni di Trump renderanno <b>ancora pi\u00f9 debole l\u2019economia russa, ma non abbastanza<\/b> da cambiare il corso della storia: \u00e8 la previsione che fanno alcuni dei miei esperti di riferimento, in particolare la squadra di analisti di geoeconomia di Eurasia Group (in particolare Pietro Guglielmi, Dani Podgoretskaya, Alex Brideau, Clayton Allen, Gregory Brew). Ecco la loro valutazione.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>L\u2019impatto potenziale delle sanzioni di Trump sul petrolio russo varia parecchio<\/b>: \u00abda trascurabile a 80 miliardi di dollari l\u2019anno\u00bb, in mancati introiti da esportazioni. Questo limite superiore equivarrebbe a circa il 3% del PIL russo e comporterebbe un ammanco pari al 9% del bilancio federale da 450 miliardi di dollari (poich\u00e9 circa met\u00e0 dei proventi energetici confluisce allo Stato sotto forma di tasse). Qualsiasi deficit di bilancio risultante costringerebbe il Cremlino a scegliere una combinazione di <b>prelievo dai fondi sovrani di riserva, inasprimento fiscale, indebitamento e monetizzazione del debito<\/b>. Quest\u2019ultima opzione aggraverebbe l\u2019inflazione e rischierebbe di provocare ulteriore malcontento nel paese.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>L\u2019esito pi\u00f9 probabile si colloca nella fascia bassa della stima<\/b>. Le sanzioni contro <b>Rosneft e Lukoil<\/b> mettono <b>a rischio fino alla met\u00e0 delle esportazioni<\/b> via mare di greggio e prodotti raffinati russi. Se fossero pienamente applicate, <b>le perdite di entrate potrebbero raggiungere 7 miliardi di dollari al mese<\/b> (circa 80 miliardi all\u2019anno). Dato che met\u00e0 di queste entra nel bilancio federale tramite imposte e dividendi di Rosneft, <b>la perdita fiscale potenziale si aggirerebbe sui 40 miliardi di dollari annui<\/b> \u2014 circa <b>l\u20191,5% del PIL, o il 9% del bilancio federale<\/b>. L\u2019impatto fiscale sarebbe in parte compensato dal rialzo iniziale dei prezzi del petrolio, aumentati del 5% fino a 65 dollari al barile, e destinati a restare elevati se le esportazioni di greggio russo calassero e venissero sostituite da fonti alternative.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La pressione economica da sola difficilmente indurr\u00e0 Mosca a un cambio di rotta. Come ha dichiarato lo stesso <b>Putin<\/b> il 23 ottobre, lui <b>\u00e8 disposto ad accettare sacrifici economici di lungo periodo <\/b>per proseguire la guerra e <b>non intende cedere alle pressioni statunitensi<\/b>. Anche in presenza di forti tensioni economiche, finch\u00e9 non si verificher\u00e0 una crisi improvvisa, il Cremlino manterr\u00e0 le sue posizioni rigide. Inoltre, <b>gli esportatori sembrano fiduciosi di poter aggirare le restrizioni<\/b> \u2014 attenuando cos\u00ec l\u2019effetto finanziario desiderato.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L\u2019impatto concreto sulle esportazioni marittime di greggio dipender\u00e0 dalle <b>strategie di elusione delle sanzioni e dall\u2019eventuale adozione di misure secondarie<\/b>. Gli stratagemmi \u2014 come il cambio di bandiera delle petroliere, l\u2019uso di intermediari non sanzionati e l\u2019espansione dei sistemi di pagamento non basati sul dollaro \u2014 potrebbero mantenere il flusso di petrolio e <b>limitare il danno fiscale<\/b>. Tuttavia, i maggiori costi di transazione e gli sconti pi\u00f9 elevati eroderebbero i margini di profitto, esercitando una pressione graduale sulle entrate del Cremlino. In base a precedenti esperienze di sanzioni petrolifere statunitensi, quando Washington ha imposto misure secondarie solo a pochi acquirenti marginali, <b>anche le nuove sanzioni attuali sembrano destinate pi\u00f9 a colpire che a spezzare la macchina delle entrate petrolifere russe<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Gli attacchi ucraini hanno un impatto marginale, ma se intensificati potrebbero amplificare gli effetti delle sanzioni. Gli <b>attacchi di Kiev contro raffinerie e infrastrutture energetiche russe aumentano la pressione, ma al momento provocano perdite di pochi miliardi<\/b> di dollari l\u2019anno, ammesso che il livello attuale di danni si mantenga. <b>La produzione di raffinati \u00e8 scesa di circa il 10%<\/b> (500 mila barili al giorno), a meno di 5 milioni di barili giornalieri dall\u2019estate, con la <b>Russia che compensa esportando pi\u00f9 greggio<\/b> invece dei prodotti raffinati a maggior valore aggiunto. Se questo andamento persistesse, il Cremlino perderebbe fino a 3-4 miliardi di dollari l\u2019anno in profitti (0,2% del PIL).<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">In uno scenario in cui gli attacchi ucraini dimezzassero la capacit\u00e0 di raffinazione russa (2,5 milioni di barili al giorno), le perdite di profitto salirebbero a un minimo di 10-15 miliardi di dollari annui se tutto il greggio venisse comunque esportato, o fino a 40 miliardi se il greggio non potesse essere reindirizzato e i ricavi d\u2019esportazione andassero completamente perduti. Tuttavia, <b>gli attacchi attuali causano solo interruzioni temporanee, non distruzioni durature<\/b> della capacit\u00e0 di raffinazione. Per produrre conseguenze fiscali significative <b>servirebbero attacchi prolungati e pi\u00f9 intensi<\/b> \u2014 soprattutto con sistemi a lungo raggio.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Le sanzioni contro Rosneft e Lukoil difficilmente spingeranno la Russia oltre la soglia di dolore politico<\/b>, ma potrebbero <b>erodere<\/b> ulteriormente i cuscinetti fiscali e ridurre il margine di manovra del Cremlino in caso di crisi economica. Sebbene Mosca disponga ancora di risorse per assorbire shock fiscali, <b>la combinazione di rallentamento economico, calo dei ricavi energetici, spese belliche persistenti e possibili passivit\u00e0 contingenti<\/b> potrebbe costringerla a scelte fiscali difficili.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Putin cercher\u00e0 di evitare misure visibilmente impopolari<\/b> come il taglio delle pensioni, una forte svalutazione del rublo o un\u2019inflazione fuori controllo. Tuttavia, un calo prolungato e significativo delle entrate, specie se combinato a una recessione, potrebbe rendere necessarie misure pi\u00f9 impopolari e quindi<b> generare malcontento sociale<\/b>.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Segnali da monitorare<\/b>: ritardi o congelamenti nei pagamenti di Welfare, aumento dell\u2019inflazione o riduzioni dei salari dei dipendenti pubblici. Questi sviluppi potrebbero modificare l\u2019equilibrio costi-benefici di Putin nel proseguire la guerra.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Conclusa questa analisi degli esperti sull\u2019aspetto economico-finanziario, devo aggiungervi <b>l\u2019elemento politico. Putin ha gi\u00e0 inflitto danni enormi alla Russia<\/b>: il paese \u00e8 militarmente pi\u00f9 insicuro di quanto fosse prima del febbraio 2022, <b>ha reciso legami benefici con l\u2019Occidente per consegnarsi alla Cina<\/b>, ha perso influenza in Medio Oriente e in Asia centrale, e ha \u00abcostruito\u00bb una robusta nazione ucraina guadagnandosene l\u2019odio per generazioni. Ma <b>Putin probabilmente vede nella prosecuzione della guerra e dell\u2019economia di guerra l\u2019unica garanzia di stabilit\u00e0 del proprio regime<\/b>. Una pace in Ucraina, o forse anche solo una tregua, darebbe la stura ad amari bilanci sul risultato di questi quattro anni. In un clima non pi\u00f9 marziale e di mobilitazione bellica Putin verrebbe attaccato dai riformisti cos\u00ec come dai nazionalisti. Per non parlare del <b>milione di reduci<\/b> che tornerebbero a casa a guadagnare molto meno, e senza aver vinto nulla.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2025-10-24T16:52:12+02:00\" content=\"2025-10-24\">24 ottobre 2025, 15:35  &#8211; modifica il 24 ottobre 2025 | 16:52<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Donald Trump dovrebbe incontrare Xi Jinping gioved\u00ec in Malesia, ai margini del summit multilaterale dell\u2019Apec (paesi dell\u2019Asia-Pacifico). 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