{"id":18249,"date":"2025-07-30T14:36:09","date_gmt":"2025-07-30T14:36:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/18249\/"},"modified":"2025-07-30T14:36:09","modified_gmt":"2025-07-30T14:36:09","slug":"pfizergate-cala-il-sipario-von-der-leyen-rinuncia-al-ricorso-la-sentenza-della-corte-europea-diventa-definitiva","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/18249\/","title":{"rendered":"Pfizergate, cala il sipario: von der Leyen rinuncia al ricorso, la sentenza della Corte europea diventa definitiva"},"content":{"rendered":"<p>Resta valida la condanna del Tribunale Ue, emanata a maggio, sulla gestione degli sms tra la presidente della Commissione e l\u2019amministratore delegato della societ\u00e0 farmaceutica<\/p>\n<p><strong>La Commissione\u00a0europea ha deciso di non presentare ricorso<\/strong>. Con la scadenza del termine per impugnare la sentenza del Tribunale dell\u2019Ue\u00a0sul cosiddetto Pfizergate, <strong>la presidente ha optato per il silenzio<\/strong>. Nessun appello, nessuna replica. La decisione che rimprovera Bruxelles per la scarsa trasparenza nella gestione dei messaggi scambiati tra <strong>Ursula von der Leyen<\/strong> e l\u2019amministratore delegato di <a href=\"https:\/\/www.pfizer.it\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Pfizer<\/a>, <strong>Albert Bourla<\/strong>, \u00e8 dunque definitiva.<\/p>\n<p>La Commissione rinuncia al ricorso: la sentenza diventa definitiva<\/p>\n<p>Il verdetto, <a href=\"https:\/\/www.secoloditalia.it\/2025\/05\/pfizergate-mercoledi-il-tribunale-ue-decidera-sugli-sms-segreti-di-von-der-leyen\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">emesso a maggio<\/a>, stabil\u00ec che l\u2019esecutivo europeo non motiv\u00f2 adeguatamente l\u2019assenza di conservazione di <strong>messaggi potenzialmente significativi<\/strong>. A sua discolpa, la Commissione ribad\u00ec che gli sms non contenevano \u00abinformazioni rilevanti\u00bb tali da richiederne la registrazione. Tuttavia, per il Tribunale avrebbero dovuto quantomeno essere accompagnati da una motivazione pi\u00f9 dettagliata, se <strong>non archiviati secondo le norme vigenti.<\/strong><\/p>\n<p>Lo scambio tra Bourla e von der Leyen<\/p>\n<p>Il caso \u00e8 noto: nel 2021, in un\u2019intervista al New York Times, la presidente della Commissione ha ammesso di aver scambiato messaggi con Bourla nei giorni che precedettero la firma del contratto miliardario per i vaccini anti-Covid. <strong>Bast\u00f2 quella confessione a far scoppiare la polemica<\/strong>, alimentata da attivisti, avvocati e parlamentari che da tempo denunciano il clima di impunit\u00e0 documentale in cui si muovono, non di rado, le istituzioni europee.<\/p>\n<p>Il Tribunale, nella sua sentenza, ha confermato che le spiegazioni fornite dalla Commissione <strong>\u00abnon soddisfano i requisiti di trasparenza\u00bb richiesti dal diritto europeo.<\/strong><\/p>\n<p>Una scelta che pesa, ma non svela<\/p>\n<p>Il mancato ricorso \u00e8 stato confermato da <strong>un portavoce della Corte<\/strong>. Una resa formale che per\u00f2 non spalanca le porte alla verit\u00e0 sostanziale. I messaggi tra Ursula e Bourla, quei testi brevi e sfuggenti che hanno accompagnato una delle <strong>decisioni pi\u00f9 costose e vincolanti della storia dell\u2019Unione<\/strong>, potrebbero non vedere mai la luce. \u00ab<strong>Il recupero<\/strong> potrebbe risultare tecnicamente<strong> difficile<\/strong>\u00bb, ha ammesso lo stesso Tribunale. E <strong>Bruxelles si aggrappa a questa ipotesi come a una scialuppa.<\/strong><\/p>\n<p>Un portavoce della Commissione ha dichiarato che, in linea con la sentenza, verr\u00e0 ora <strong>fornita \u00abuna spiegazione pi\u00f9 dettagliata sul motivo per cui non detiene i documenti richiesti<\/strong>\u00bb. Ma la sostanza rimane: gli sms non ci sono, o non si vogliono trovare. Lo stesso ha aggiunto che la sentenza \u00abnon ha messo in discussione la politica della Commissione in materia di registrazione e accesso ai documenti\u00bb, sottolineando come l\u2019istituzione \u00ab<strong>resta pienamente impegnata a \u00a0mantenere trasparenza, responsabilit\u00e0<\/strong> e comunicazione chiara con tutti gli interlocutori, incluse le istituzioni dell\u2019Ue, la societ\u00e0 civile e i portatori di interesse\u00bb. Parole ponderate, scelte con cura. Ma il paradosso \u00e8 evidente: si difende la trasparenza negando l\u2019accesso a uno scambio chiave che ha preceduto un contratto da miliardi. <strong>Un gioco di specchi<\/strong>.<\/p>\n<p>La mozione e il primo \u201cno\u201d pubblico di Ursula<\/p>\n<p><strong>All\u2019inizio di luglio, mentre il conto alla rovescia per l\u2019appello si esauriva senza esito<\/strong>, al Parlamento europeo si discuteva la mozione di sfiducia presentata dall\u2019eurodeputato conservatore <strong>Gheorghe Piperea<\/strong>. Il bersaglio era chiaro: la gestione ambigua dell\u2019affaire Pfizer. Von der Leyen ha superato agilmente la prova, blindata dai numeri della maggioranza, ma \u00e8 stata <strong>costretta a rompere il silenzio<\/strong>. Per la prima volta ha preso la parola sul caso, definendo alcune delle accuse \u00ab<strong>semplicemente false<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p>Non ha per\u00f2 fornito nuovi elementi. Nessuna spiegazione su quei messaggi, nessuna riga in pi\u00f9 su ci\u00f2 che realmente fu <strong>detto, promesso o negoziato<\/strong>. Solo una smentita pronunciata con tono istituzionale.<\/p>\n<p>Fine di un capitolo, non della storia<\/p>\n<p>Il Pfizergate, almeno nella sua fase giuridica, sembra dunque chiudersi qui. Ma le domande restano, e con esse la sensazione che una pagina decisiva della storia europea sia stata scritta a mezza voce, con<strong> penne invisibili e inchiostro che evapora.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Resta valida la condanna del Tribunale Ue, emanata a maggio, sulla gestione degli sms tra la presidente della&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":18250,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1512],"tags":[239,1537,90,89,240,2189,2188,2187],"class_list":{"0":"post-18249","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-vaccini","8":"tag-health","9":"tag-it","10":"tag-italia","11":"tag-italy","12":"tag-salute","13":"tag-vaccine","14":"tag-vaccines","15":"tag-vaccini"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18249","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=18249"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18249\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/18250"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=18249"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=18249"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=18249"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}