{"id":182581,"date":"2025-10-24T23:35:26","date_gmt":"2025-10-24T23:35:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/182581\/"},"modified":"2025-10-24T23:35:26","modified_gmt":"2025-10-24T23:35:26","slug":"quei-fili-che-ci-legano-in-mostra-al-mao-di-torino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/182581\/","title":{"rendered":"Quei fili che ci legano in mostra al Mao di Torino"},"content":{"rendered":"<p><strong>Immaginate i vostri pensieri, i ricordi, i sentimenti: tutto quello che non si pu\u00f2 definire, pesare o toccare sospeso in aria, intorno a voi<\/strong>. L\u2019intimit\u00e0 sfoderata, intrecciata in una scultura di fili e di oggetti immersi in una rete di relazioni. Una scarica di memoria.<\/p>\n<p><strong>Pu\u00f2 essere meraviglioso o terribile osservare lo stato solido delle proprie esperienze, dipende da come ci si passa in mezzo, di certo \u00e8 travolgente, cambia il rapporto tra persone e spazio ed \u00e8 esattamente quel che succede dentro \u00abThe Soul Trembles\u00bb<\/strong>. Dentro l\u2019anima che trema messa in scena da Chiharu Shiota, artista giapponese inseguita dai musei e dai teatri del mondo e arrivata al Mao di Torino che si \u00e8 aperto, di pi\u00f9, destrutturato, per lei e con lei.<\/p>\n<p>    <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/132101748-0a1a614d-a2d2-4f72-9bd1-0fda5b72e856.jpg\" alt=\"\" class=\"lazyload\" width=\"800\" height=\"450\"\/><\/p>\n<p>Chiharu Shiota al Mao. Foto di Giorgio Perottino<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Sale di profondo rosso e nero integrale, strati su strati di filo che gira in ogni dove, su pi\u00f9 piani, per raccontare centinaia di storie. <\/strong>Sensazioni cosmiche ed emozioni personalissime, dalla macro installazione alla miniatura che spaventa per il grado di dettaglio di cui \u00e8 capace: un tavolo coperto di particolari, una spazzola legata dal filo rosso a un micro lavandino dell\u2019ampiezza della punta di un dito. E poi di nuovo gi\u00f9, catapultati nell\u2019enormit\u00e0. <strong>Dentro un intero salone di valige basculanti appese ai nastri e non sono per forza viaggi e non sono tutte migrazioni, sono vite perch\u00e9 ogni grande fenomeno di massa \u00e8 la somma dell\u2019individualismo pi\u00f9 estremo e qui entrambe le realt\u00e0 sono rappresentate.<\/strong> Basta prendere il proprio filo anche se poi sar\u00e0 impossibile seguirlo: proprio come nella quotidianit\u00e0 ci si distrae, ci si confonde, ci si perde, si devia, si torna indietro.<\/p>\n<p>\t\t\tMuseo d\u2019Arte Orientale anteprima mercoled\u00ec 22 ottobre 2025<\/p>\n<p>\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.lastampa.it\/torinosette\/2025\/10\/17\/news\/chiharu-shiota-anteprima-nazionale-mao-torino-15355008\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Chiharu Shiota in mostra al Mao: \u201cNon mi ispiro a nessuno, credo alla mia voce interiore\u201d<\/a><\/p>\n<p>\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.lastampa.it\/autori\/jenny_dogliani\/\" rel=\"author nofollow noopener\" target=\"_blank\">Jenny Dogliani<\/a><\/p>\n<p>\t\t\t17 Ottobre 2025<\/p>\n<p>                <a href=\"https:\/\/www.lastampa.it\/torinosette\/2025\/10\/17\/news\/chiharu-shiota-anteprima-nazionale-mao-torino-15355008\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><\/p>\n<p>\t\t\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/130357285-a58132b5-3fd8-47cc-b9ea-ffc4adca89d9.jpg\" alt=\"\" class=\"lazyload\" width=\"125\" height=\"125\"\/> <\/p>\n<p>                <\/a><\/p>\n<p><strong>Shiota mostra i legami, come coniugarli sta a chi attraversa questo mondo, a chi aggiunge il proprio sguardo ed \u00e8 impossibile non lasciarsi galleggiare.<\/strong> Al Museo di arti orientali, l\u2019acqua non c\u2019\u00e8, eppure si procede ondeggianti, privati del peso del corpo, ancorati all\u2019anima che va a sbattere da tutte le parti perch\u00e9 riconosce di continuo qualcosa. Ogni lavoro nasce da un\u2019idea precisa, eppure una volta srotolato il filo le motivazioni cambiano, assorbono conoscenza, scoprono punti di vista perch\u00e9 sono le interazioni a stabilire la traiettoria degli esseri umani. Si pu\u00f2 scegliere o scartare, ma ogni decisione \u00e8 motivata da un incontro o da un incrocio mancato, da un punto di riferimento perso. Sono i fili a tenere insieme i giorni.<strong> Shiota d\u00e0 spiegazioni essenziali che non si sostituiscono all\u2019impatto: \u00abAbbiamo la nostra pelle su cui si imprimono gli anni, i nostri vestiti che sono un secondo strato e possiamo lavarli o perderli o buttarli ma finch\u00e9 esistono, in qualsiasi forma, portano memoria e quella resta anche nello spazio che abitiamo, il terzo strato\u00bb.<\/strong> Il profondo inconscio si fa reale, tangibile: \u00abPi\u00f9 ti allontani e pi\u00f9 ti mescoli. Io non avevo mai ragionato sulla mia asiaticit\u00e0, fino a che non mi sono trasferita in Germania\u00bb.<\/p>\n<p>    <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/130058182-8d57d666-ebaa-48ef-b90f-39e23aa45da9.jpg\" alt=\"\" class=\"lazyload\" width=\"800\" height=\"450\"\/><\/p>\n<p>  Giorgio Perottino\u00a0<\/p>\n<p><strong>Shiota \u00e8 nata a Osaka, vive a Berlino, dove si \u00e8 trasferita per una residenza d\u2019artista alla fine degli anni \u201990 e dove \u00e8 rimasta<\/strong>. In Giappone voleva solo dipingere e il rosso era gi\u00e0 dominante, forse per questo quando ha capito di aver bisogno di materia e di vedere i ragionamenti per dare un senso alle azioni, si \u00e8 coperta di smalto rosso. Un azzardo, era persino nocivo eppure in quelle scene splatter ha intuito la strada della sua creativit\u00e0.<\/p>\n<p>                Berlino 30 anni dopo, sei luoghi per riscoprire la storia del muro<\/p>\n<p>                        <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/102116623-ea6f1fa6-2f47-49e6-8b25-59eb0bc32e71.jpg\" width=\"160\" height=\"90\"\/><\/p>\n<p><strong>Ha intrecciato il primo filo in \u00abFrom Dna to Dna\u00bb del 1994, una performance in cui lei sta tra pavimento e cielo, avvolta da una sorta di cordone ombelicale agganciato al soffitto. <\/strong>Da l\u00ec inizia la ricerca, ma nei Duemila Shiota torna alla sua firma, il filo. Quando arriva il successo, \u00e8 quasi costretta a metterlo in pausa: sta male. Cancro alle ovaie, poi la recidiva per\u00f2 lei non si ferma. Si cura, rallenta, soffre, ha la prova che la vita e la morte non sono universi contrastanti, ritrova la visione orientale abbandonata da ragazzina, quando visitava la tomba della nonna nei giorni di settembre che per la cerimonia buddhista segnano O-Higan. Sarebbe l\u2019equivalente del nostro giorno dei morti solo che \u00e8 l\u2019opposto, un ricongiungimento: per qualche ora gli scomparsi trovano la maniera di ricollegarsi ai vivi, colorano i ricordi. Quanto di pi\u00f9 vicino al Nirvana. Ma l\u2019anima che trema non \u00e8 per nulla quella di Shiota malata e se vi dicono che la mostra \u00e8 un viaggio nel dolore entrateci ridendo. I viaggi, per natura, ognuno se li coniuga da s\u00e9 quindi non lasciate che altri ci mettano un\u2019etichetta al posto vostro.<\/p>\n<p>    <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/130102748-1fe7e456-8feb-4c85-9c8e-f3c8a7a583d9.jpg\" alt=\"\" class=\"lazyload\" width=\"800\" height=\"450\"\/><\/p>\n<p>  Giorgio Perottino\u00a0<\/p>\n<p><strong>Certo, Shiota ci ha portato i suoi ricordi personali, ma sono uno dei tantissimi strati, sommersi da infinite altre suggestioni a cui si aggiungono le offerte del museo diretto da Davide Quadrio che con questa mostra \u00e8 riuscito nell\u2019intento formulato alla sua nomina, quattro anni fa<\/strong>: \u00abQui non parliamo pi\u00f9 di oggetti, ma di esperienze. Abbiamo portato Shiota in diverse sezioni del museo, in quella dedicata al Giappone, i vestiti da sposa stretti in un nido di fili si specchiano nelle armature dei samurai restaurate per l\u2019occasione\u00bb. Uno dei luoghi pi\u00f9 commoventi, quello che spiega meglio l\u2019eterno contrasto tra fatti importanti e leggerezza in una dinamica di linguaggi contrapposti che garantisce un movimento perpetuo, che ci fa stare a galla in questa marea di sensazioni e probabilmente definisce la felicit\u00e0 che sta poi nel trovare il proprio filo. E accorgersi che \u00e8 collegato a tanti altri in uno scambio, in un sostegno nel disegno di un nucleo, avvolto in una comunit\u00e0, rivestito da una societ\u00e0. All\u2019improvviso la struttura non fa pi\u00f9 cos\u00ec spavento, \u00e8 l\u2019individuo a reggerla con ogni singolo pensiero che Shiota traduce in un fumetto mastodontico capace di occupare stanze intere. Di riempire il tempo.<\/p>\n<p><strong>Ha iniziato raccattando finestre dai muri pericolanti dell\u2019ex Berlino Est. Le ha impilate, agganciate, ha unito il punto di osservazione di qua e di l\u00e0 del muro, ha usato un vetro come membrana e poi lo ha lavorato, ridotto a un filo, un gancio fragilissimo che si pu\u00f2 sfaldare, ma lascia traccia di s\u00e9.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Immaginate i vostri pensieri, i ricordi, i sentimenti: tutto quello che non si pu\u00f2 definire, pesare o toccare&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":182582,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,46979,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-182581","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-giulia-zonca","16":"tag-intrattenimento","17":"tag-it","18":"tag-italia","19":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115431770923979417","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/182581","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=182581"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/182581\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/182582"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=182581"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=182581"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=182581"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}