{"id":18318,"date":"2025-07-30T15:20:13","date_gmt":"2025-07-30T15:20:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/18318\/"},"modified":"2025-07-30T15:20:13","modified_gmt":"2025-07-30T15:20:13","slug":"sulle-tracce-di-freddie-mercury-a-londra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/18318\/","title":{"rendered":"sulle tracce di Freddie Mercury a Londra"},"content":{"rendered":"<p>Il Live Aid del 13 luglio 1985 \u00e8 lontano, sono passati quasi 34 anni dalla sua morte, eppure il leader dei Queen ancora esiste: i baffi, la canotta bianca, i jeans chiari e aderenti, le scarpe Adidas. Un fantasma fatto di voce vaga per Londra e a tanti viene voglia di seguirlo. Viaggio sulle orme di un mito<\/p>\n<p>L\u2019eco del Live Aid risuona ancora potente a distanza di quarant\u2019anni: la voce di Freddie, la geometria muscolare della sua gestualit\u00e0, la sua presenza sul palco del maestoso concerto di Wembley si staglia chiara nella memoria di ognuno. Quel 13 luglio del 1985 \u00e8 lontano, sono passati quasi 34 anni dalla sua morte, eppure Freddie ancora esiste: i baffi, la canotta bianca, i jeans chiari e aderenti, le scarpe Adidas. Un fantasma fatto di voce vaga per Londra: viene voglia di seguirlo.<\/p>\n<p>La casa<\/p>\n<p>La prima tappa \u00e8 la sua (ormai ex) fortezza inespugnabile: Garden Lodge, Logan Place\u00a01. Non \u00e8 una casa: \u00e8 un santuario, spogliato delle reliquie dopo la vendita decisa da Mary Austin, l\u2019unica donna amata da Freddie (da qualche mese, per\u00f2, l\u2019annuncio dell\u2019ultima biografia \u2013 Love, Freddie \u2013 in uscita a settembre, scritta da Lesley-Ann Jones, che parla di una figlia segreta di Mercury). L\u2019asta di Sotheby&#8217;s con gli oggetti, nel 2023: Kashmira, la sorella di Freddie, ne ha ricomprati alcuni (per un valore complessivo di circa tre milioni di sterline) perch\u00e9 non sopportava l\u2019idea che le cose di suo fratello finissero nelle mani di sconosciuti (oltre 41.800 offerenti da tutto il mondo, per 1.406 lotti). La vendita della casa, poi, in mano a Knight Frank: un affare che supera i 30 milioni di sterline. I graffiti dei fan scomparsi dai mattoni, nessun biglietto, n\u00e9 mazzi di fiori: non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 traccia visibile di affetto a Garden Lodge, la villa in stile neo-georgiano, la casa di campagna di Freddie in citt\u00e0, nel mezzo di Kensington (era stata costruita nel 1908 dall&#8217;architetto Ernest Marshall per la coppia di artisti Cecil Rea e Constance Halford e fu propriet\u00e0, anche, di Peter Wilson, ex presidente di Sotheby&#8217;s).<\/p>\n<p>L\u2019unica trasparenza (illusoria) della casa \u00e8 la porta di vetro sulla quale \u00e8 inciso il nome di questo posto: chiunque cerchi Freddie a Londra ci si pu\u00f2 specchiare dentro, opacizzato riflettersi, per poi non poter guardare un bel niente (a meno che, a suo rischio e pericolo, non si precipiti l\u00ec con un drone o altri aggeggi infernali: la villa \u00e8 stata anche dimora di agenti segreti in passato, ma meglio non ficcare troppo il naso, oggi). Dietro quel vetro, un\u2019altra porta di legno. Se si alza lo sguardo, l\u2019impressione di un fortino, una zona militare, la minaccia di una recinzione stagna, il divieto di una siepe verde: bisognerebbe essere molto alti per scorgere qualcosa di questa bellissima casa, se ne intravede solo la sommit\u00e0. Il resto appartiene alla memoria fotografica: le magnolie in fiore nel giardino con fontane con giochi d\u2019acqua alla maniera giapponese; la porta; gli spazi interni; il famoso salotto dove dominava il giallo limone \u2013 colore amato, dalle pareti alle giacche \u2013 gli oggetti raffinati e costosissimi; l\u2019eleganza lussuosa degli arredi; il pianoforte Yamaha; la suite con il grande spogliatoio in cui Freddie teneva i suoi istrionici abiti e costumi di scena.<\/p>\n<p> Il suo popolo<\/p>\n<p>Cosa resta di Freddie in questa casa? Chi lo cerca ancora: questo resta. Le persone che si incrociano per le strade di Kensington: non ci vuole molto a capire che la ragazza dai pantaloni verdi sta facendo un tragitto simile a quello di altri che si aggiravano con aria nostalgica qualche passo prima. La ragazza dai pantaloni verdi \u00e8 arrivata qui, per cominciare il suo tour londinese che ha i baffi di Freddie, le frecce sulle giacche di pelle, le paillettes della fine degli anni Settanta.<\/p>\n<p>Dopo aver lasciato Kensington si muove verso l\u2019Imperial College: in un quarto d\u2019ora raggiunge Prince Consort Road, cerca le blue plaques sul suo cammino, cerca i segni della prima esibizione della band negli anni Settanta (\u00abcome ci chiamiamo?\u00bb, si chiesero a un certo punto; \u00abQueen\u00bb, fu l\u2019unica risposta possibile). Una band di studenti, come quelli che ancora oggi affollano queste strade.<\/p>\n<p> La Royal Albert Hall<\/p>\n<p>Facendo qualche altro passo si staglia imponente il profilo di un Pantheon laico della storia della musica: la Royal Albert Hall. Iconica, si direbbe oggi; luogo mitico, si sarebbe detto un tempo: luogo che ha visto suonare i pi\u00f9 grandi e pulsa ancora di musica. I pantaloni verdi ci porterebbero poi verso Marble Arch, l\u00ec poco distante, si cercherebbero i memorabilia custoditi all\u2019ex Hard Rock Caf\u00e8: oggi Cumberland, che fine hanno fatto quelle cose?<\/p>\n<p>Sorseggiando un caff\u00e8 \u2013 non dei migliori \u2013 si tornerebbe indietro, alle origini di tutto (o quasi), alla prima casa londinese di Freddie: la direzione \u00e8 Feltham, dopo aver cambiato due linee della metro. Un\u2019altra targa blu per la ragazza dai pantaloni verdi che fa lo stesso tour non dichiarato, e a suo modo religioso, degli altri volti alla ricerca di ci\u00f2 che resta di Freddie: chiss\u00e0 cosa sta cantando nella sua testa, mentre cammina fino al 22 di Gladstone Avenue.<\/p>\n<p> La targa a Feltham<\/p>\n<p>Qui non \u00e8 Kensington, qui non ci sono fortezze: c\u2019\u00e8 una casa, una casa inglese di un ragazzo prodigio di origini indiane \u2013 di etnia parsi, come i Magi \u2013 fuggito da Zanzibar (\u00e8 l\u00ec che \u00e8 nata, questa stella) insieme ai suoi per scappare dalla Rivoluzione: la targa blu \u00e8 in alto, al secondo piano, tra due finestre bianche, non \u00e8 dato sapere chi ci sia dietro le tende, c\u2019\u00e8 stato un tempo \u00abFreddie Mercury, Fred Bulsara (dice la targa; non dice Farrokh come realmente si chiamava), singer and songwriter\u00bb, lover of life, singer of songs diceva lui che s\u2019era cambiato nome, cambiava identit\u00e0 \u2013 the great pretender \u2013 cantava al mondo mille modi di essere e la sacrosanta sfrontata e vitale energia di essere s\u00e9 stessi a qualunque costo \u2013 la generazione dei millennial (quella della ragazza dai pantaloni verdi, pronta a riprendere la metro) lo ha amato sin dall\u2019infanzia come una scia di cometa, indagata con l\u2019aura di sacralit\u00e0 delle cose perdute a partire dalle prime note incontrate distrattamente in qualche pubblicit\u00e0 che amava e ha amato saccheggiarne il prolifico repertorio.<\/p>\n<p>Farrokh \u00e8 vissuto qui, con la sua famiglia: con il padre col quale si scontrava, con gli occhi teneri di mamma Jer. In queste strade, di mattoncini tutti uguali e finestre affacciate sull\u2019ordinario inglese, Freddie ha capito chi era e chi voleva essere. Per questo la ragazza dai pantaloni verdi lo segue e cerca, insieme a due signori tedeschi che a Garden Lodge non riuscivano a fare foto perch\u00e9 non si vedeva nulla (come si fotografa un privato inespugnabile?).<\/p>\n<p> Gli Studios<\/p>\n<p>Ci sono molti Freddie e ci sono molte Londra: quella di Feltham \u00e8 lontana da quella di Soho. Al 17 di St. Anne\u2019s Court, i Trident Studios: le prime registrazioni, non lontane da Marble Arch e quei monumenti della storia della band come Seven Seas of Rhye e Killer Queen. A una ventina di minuti, forse venticinque, i pellegrini di Mr Bad Guy si ritrovano all\u2019Hammersmith Odeon: \u00e8 il posto del famoso concerto di Natale del 1975, lo stesso anno di Bohemian Rhapsody, un capolavoro di cinquant\u2019anni che non se ne \u00e8 mai andato (come Freddie) dalle strade di Londra e da quelle del mondo.<\/p>\n<p>\u00a9 Riproduzione riservata<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il Live Aid del 13 luglio 1985 \u00e8 lontano, sono passati quasi 34 anni dalla sua morte, eppure&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":18319,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1443],"tags":[203,204,1537,90,89,1538,1539],"class_list":{"0":"post-18318","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-musica","8":"tag-entertainment","9":"tag-intrattenimento","10":"tag-it","11":"tag-italia","12":"tag-italy","13":"tag-music","14":"tag-musica"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18318","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=18318"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18318\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/18319"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=18318"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=18318"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=18318"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}