{"id":183224,"date":"2025-10-25T10:25:16","date_gmt":"2025-10-25T10:25:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/183224\/"},"modified":"2025-10-25T10:25:16","modified_gmt":"2025-10-25T10:25:16","slug":"modigliani-picasso-e-una-storia-di-collezionismo-a-palazzo-zabarella","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/183224\/","title":{"rendered":"Modigliani, Picasso e una storia di Collezionismo a Palazzo Zabarella"},"content":{"rendered":"<p>Gli artisti che abbiamo citato non hanno bisogno di presentazioni, mentre \u00e8 doveroso presentare i protagonisti della raccolta d&#8217;arte da cui provengono le opere esposte a Padova fino al 25 gennaio 2026 nelle sale dello splendido Palazzo di propriet\u00e0 della famiglia Bano, dal 1997 sede di grandi mostre d&#8217;arte moderna.<\/p>\n<p>La mostra &#8220;<a href=\"https:\/\/www.itinerarinellarte.it\/it\/mostre\/modigliani-picasso-e-le-voci-della-modernita-dal-museo-lam-13508\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Modigliani Picasso e le Voci della modernit\u00e0 dal Museo LaM<\/a>&#8221; nasce dalla collaborazione col <strong>LaM, Lille M\u00e9tropole Mus\u00e9e d&#8217; art moderne, d&#8217;art contemporain et d&#8217;art brut<\/strong>, che &#8211; come ricordato dal suo direttore\u00a0S\u00e9bastien Faucon &#8211; sta osservando un periodo di chiusura che terminer\u00e0 nel febbraio del prossimo anno. Questa circostanza ha consentito di far conoscere una parte della collezione nel mondo, e quella padovana \u00e8 una delle ultime tappe di questo tour.<\/p>\n<p>Il museo di\u00a0Lille ha una storia ancora piuttosto breve, essendo nato nel 1983, ma ha un elemento di grande originalit\u00e0: \u00e8 uno dei pochi in Europa e l&#8217;unico in Francia che fonde l&#8217;<strong>Art Brut<\/strong> (termine coniato nel 1945 dal pittore francese Jean Dubuffet per definire l&#8217;arte autodidatta, a partire da quella prodotta da persone cha hanno sofferto di disagi psichici o psicologici) e l&#8217;arte moderna e contemporanea. Le opere presenti a Padova, pur rappresentando solo una piccola parte delle collezioni, rispecchia questa peculiarit\u00e0, e lungo il percorso espositivo si trovano rappresentate le diverse anime del museo francese, con l&#8217;eccezione dell&#8217;arte contemporanea.<\/p>\n<p>Una foto dell&#8217;abitazione di Jean Masurel. Si riconoscono alcuni quadri di Picasso, Braque e Modigliani<\/p>\n<p>Prima di scendere nel dettaglio di come \u00e8 strutturata l&#8217;esposizione a Palazzo Zabarella, vogliamo dare alcuni elementi storici sui lasciti che vengono oggi conservati e valorizzati dal LaM. La parte relativa all&#8217;arte moderna e contemporanea origina da un lascito di\u00a0<strong>Jean Masurel<\/strong> (1908-1991) e della moglie\u00a0<strong>Genevi\u00e8ve<\/strong>, che nel 1979\u00a0donarono una larga parte della loro collezione alla citt\u00e0 di Lille (pi\u00f9 precisamente alla Communaut\u00e9 urbaine de Lille). Il nucleo originale della collezione risaliva a <strong>Roger Dutilleul<\/strong> (1872-1956), di cui Jean Masurel era nipote (figlio della sorella minore), che nei primi anni del Novecento ebbe la lungimiranza di essere tra i primi sostenitori e collezionisti di <strong>Amedeo Modigliani<\/strong> (per cui pos\u00f2 anche per un ritratto), oltre che di <strong>Picasso<\/strong>, <strong>Braque<\/strong>,\u00a0<strong>L\u00e9ger<\/strong> e altri, in anni in cui la generazione precedente di artisti aveva gi\u00e0 raggiunto prezzi fuori dalla sua portata. Ancor prima che Roger Dutilleul lasciasse in eredit\u00e0 al nipote la maggior parte della sua collezione, Jean Masurel, giunto a Parigi dopo essere cresciuto nel nord della Francia, diede vita ad una propria raccolta, a partire dagli stessi artisti apprezzati dallo zio, ma estendendola anche alla pittura astratta e sostenendo artisti locali del nord della Francia, tra cui artisti autodidatti, alcuni dei quali troviamo rappresentati anche in questa mostra.<\/p>\n<p>Fu Dutilleul a scegliere come luogo destinatario della sua donazione l&#8217;area metropolitana di Lille, da dove proveniva, e, da amante della natura, a indicare che il luogo fosse circondato da un parco e aperto all&#8217;arte contemporanea. L&#8217;acquisizione del museo LaM relativa all&#8217;Art Burt \u00e8 da ricondurre invece\u00a0all&#8217;associazione <strong>L&#8217;Aracine<\/strong> (fondata nel 1982 da Madeleine Lommel, Claire Teller e Michel Nedjar), che nel 1999 don\u00f2 al museo una notevole\u00a0collezione comprendente diverse opere come disegni, dipinti, assemblaggi, oggetti e sculture di oltre 170 artisti francesi e stranieri riconducibili all&#8217;Art Brut. Da notare infine che alcune delle opere che sono presenti anche a Padova provengono dal\u00a0<strong>Centre Pompidou<\/strong>.<\/p>\n<p>L&#8217;ingresso al percorso espositivo accoglie il visitatore in una prima sala dedicata al <strong>Cubismo<\/strong> in cui spiccano i paesaggi e le nature morte di Braque e Picasso degli anni 1908-1910. L&#8217;interesse per questi due allora giovani artisti da parte di\u00a0Roger Dutilleul derivava in realt\u00e0 dalla sua grande passione per C\u00e9zanne (morto nel 1906), di cui per\u00f2 non poteva permettersi di acquistare i quadri. Egli trov\u00f2 nella prima espressione cubista di Braque e Picasso la stessa tavolozza di colori e l&#8217;influenza della geometrizzazione dei volumi che nelle loro opere diventano forme. Dutilleul divenne cos\u00ec uno dei primi collezionisti francesi d&#8217;arte cubista&#8230;. <a href=\"#\" onclick=\"myReadMore();return false;\" id=\"read-more\">leggi il resto dell&#8217;articolo\u00bb<\/a><\/p>\n<p>Tra i dipinti di\u00a0<strong>Georges Braque<\/strong> (Argenteuil, 1882 &#8211; Parigi, 1963) troviamo &#8220;Case \u00e8 albero&#8221; del 1908, riconducibile a una prima serie di paesaggi che dipinse nel sud della Francia, dove la forte impronta di Paul C\u00e9zanne \u00e8 ancora molto evidente, sia nei colori dei suoi paesaggi mediterranei, che nel modo di semplificare le forme, riducendole a volumi geometrici. Interrotte in alcuni punti, le linee di contorno permettono al colore di passare da un oggetto all&#8217;altro, dando l&#8217;impressione di una massa indistinta che si inclina verso lo spettatore. Uno stile simile si ritrova anche in La Roche-Guyon del 1909, prima che, nel 1910-11, Braque e Picasso passassero a rappresentare oggetti scomposti in diverse superfici giustapposte le une alle altre, come se fossero visti da pi\u00f9 angolazioni contemporaneamente (<strong>fase analitica<\/strong>). Di questa seconda fase, in mostra possiamo ammirare il dipinto Le Fabbriche Rio Tinto a l&#8217;Estaque, del 1910, e il Sacro Cuore di Montmartre, dello stesso anno.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"widepic\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/modigliani-picasso-palazzo-zabarella-foto-dell-allestimento-con-opere-di-george-braque.webp.webp\" border=\"0\" alt=\"Foto allestimento Palazzo Zabarella\"\/><\/p>\n<p class=\"didascalia\">Modigliani Picasso, Palazzo Zabarella, foto dell&#8217;allestimento con opere di George Braque<\/p>\n<p>Dell&#8217;esordio cubista di <strong>Picasso<\/strong> troviamo invece tre <strong>nature morte<\/strong> del 1909, prima di incontrare Strumenti musicali e teschio del 1914, successivo quindi alla transizione alla cosiddetta <strong>fase sintetica<\/strong> del cubismo, dove degli oggetti si mantengono solo alcuni elementi distintivi: le lettere di un giornale o le corde di una chitarra, sparsi liberamente su superfici pi\u00f9 o meno decorative, che spesso imitano i motivi di papiers coll\u00e9s, quindi di carte da parati, spartiti, o finte venature di legno. A chiudere la sala, un altro salto in avanti nell&#8217;evoluzione della pittura di Picasso, con\u00a0Donna con cappello, un olio su tela, 73&#215;60 cm, dipinto nel\u00a01942.<\/p>\n<p>Dopo il Cubismo, nella seconda sala troviamo la personale variazione di <strong>Fernand L\u00e9ger<\/strong> (Argentan, 1881 \u2013 Gif-sur-Yvette, 1955), denominato &#8220;Tubismo&#8221;, che rispetto a Braque e Picasso aggiunge colori vivaci e tratti neri marcati a delineare le forme. Partiamo quindi da Donna sdraiata del 1913, che denota la sintesi di diverse influenze da Cubismo, Futurismo ed arte astratta, dove il riferimento alla donna sdraiata \u00e8 solo un pretesto per la fitta articolazione di forme cilindriche delimitate da linee rette e curve, in una composizione che vuole esprimere il dinamismo della nascente modernit\u00e0. Risulta infatti difficile distinguere una diversit\u00e0 di forme nel successivo dipinto Paesaggio del 1914.\u00a0<\/p>\n<p>Pi\u00f9 tarde sono invece le figure de Il meccanico o Donna con mazzo di fiori, rispettivamente del 1918 e 1924.<\/p>\n<p>Prima di proseguire verso la grande sala dedicata a Modigliani, troviamo anche un Paesaggio Urbano dipinto nel 1921 da\u00a0<strong>L\u00e9opold Survage<\/strong>\u00a0(Mosca, 1879 \u2013 Parigi, 1968),\u00a0pittore russo naturalizzato francese di origine finlandese, che fu ritratto nel 1918 dallo stesso Modigliani, con cui condivise lo studio a Parigi, e due opere di <strong>Henri Laurens<\/strong> (Parigi, 1885 \u2013 1954), tra cui un&#8217;interessante scultura di impronta cubista del 1919.\u00a0<\/p>\n<p>Giungiamo quindi alla grande sala centrale, un tempo la sala dal ballo del Palazzo, dove ci accoglie un testo introduttivo dal titolo &#8220;<strong>Un museo personale: Amedeo Modigliani<\/strong>&#8220;. Roger Dutilleul ha la fortuna di incontrare Modigliani in vita, nel 1913, a Parigi, dove l&#8217;artista livornese si era trasferito nel\u00a0nel 1906. Inizialmente dedito alla scultura, poi\u00a0abbandonata a causa della sua salute cagionevole, Modigliani sviluppa uno stile molto personale incentrato esclusivamente sulla figura umana: ritratti e nudi costituiscono infatti la quasi totalit\u00e0 delle sue opere. Il suo intento era quello di fondere in una sorta di\u00a0figura ideale il retaggio di diverse culture: l&#8217;antichit\u00e0 greco-romana ed egizia, il Rinascimento italiano, la statuaria Khmer, l&#8217;arte africana e la pittura moderna.\u00a0Dutilleul ebbe modo di acquistare molti dei suoi ritratti di artisti e la collezione del LaM conserva anche un raro ritratto di famiglia di Jeanne H\u00e9buterne, ultima compagna di Modigliani, con la figlia Jeanne. Si tratta della straordinaria Maternit\u00e0, opera presente in mostra.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"widepic\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/modigliani-zabarella-cover.webp.webp\" border=\"0\" alt=\"Modigliani, Maternit\u00e0\"\/><\/p>\n<p>L&#8217;esposizione a Palazzo Zabarella ci regala anche l&#8217;opportunit\u00e0 di vedere anche un <strong>dipinto giovanile<\/strong>, del 1908, un Busto di giovane donna, con uno stile ancora lontano dai suoi ritratti della maturit\u00e0, e in cui sono molto presenti le tonalit\u00e0 del blu, probabilmente sotto l&#8217;influenza del periodo blu di Pablo Picasso, anch&#8217;egli stabilitosi definitivamente a Parigi nel 1904. Splendido \u00e8 il <strong>Nudo seduto con camicia<\/strong>, del 1917, che \u00e8 stato scelto come immagine guida dell&#8217;intera mostra. In quell&#8217;anno Modigliani dipinse diversi nudi, presentati in occasione della prima mostra personale alla galleria Berthe Weill e visibili dalla vetrina. Le tele furono presto rimosse per lo scandalo che quei dipinti avevano suscitato, per essere molto lontani dall&#8217;idea di nudo idealizzato.<\/p>\n<p>Anche in questi ritratti di figura, in cui \u00e8 evidente il disinteresse verso una rappresentazione realistica, \u00e8 molto visibile la sua impronta come scultore. Da notare le ciocche dei capelli che sono state delineate con incisioni nella vernice ancora fresca col manico del pennello. Ritroviamo poi i classici occhi a mandorla vuoti, in un volto tracciato con linee essenziali, che ricorda le maschere di Fang e Baoul\u00e9 (maschere africane) che l&#8217;artista aveva visto nel museo del Trocad\u00e9ro.<\/p>\n<p>La sala dedicata a Modigliani \u00e8 probabilmente il momento pi\u00f9 coinvolgente dell&#8217;intero percorso espositivo. Non \u00e8 infatti cosa di tutti i giorni poter osservare in Italia in una mostra temporanea una simile concentrazione di dipinti di tale qualit\u00e0 e intensit\u00e0, appartenenti a fasi diverse della maturazione artistica di Modigliani, ma la mostra ci riserva ancora altri elementi di grande interesse.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"widepic\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/palazzo-zabarella-foto-allestimento-il-chiosco.webp.webp\" border=\"0\" alt=\"Il chiosco\"\/><\/p>\n<p class=\"didascalia\">Palazzo Zabarella, Foto allestimento, con opera di Gertrude O&#8217;Brady &#8211; Il\u00a0chiosco<\/p>\n<p>Con la sala successiva abbiamo modo di ammirare una serie di dipinti di artisti autodidatti, o na\u00eff, termine\u00a0francese che esprime il concetto di &#8220;ingenuo&#8221;), che ci introducono allo spazio dedicato pi\u00f9 specificatamente all&#8217;Art Brut. Qui emerge la naturale continuit\u00e0 tra le opere raccolte e donate da\u00a0Genevi\u00e8ve e\u00a0Jean Masurel, e le donazioni de l&#8217;Arancine. Di\u00a0Jean Dubuffet, promotore a partire dal 1945 della raccolta di opere fuori dai circuiti del mercato dell&#8217;arte, sotto la definizione di Art Brut, \u00e8 presente in mostra un&#8217;opera del 1952, Pane filosofico, un dipinto che appare come una sorta di bassorilievo sulla tela, e singolari sono due &#8220;teste&#8221; in granito realizzate da Antoine Rabany (1844-1919), ex soldato e coltivatore dell&#8217;Alvernia, attribuite a questo autore solo nel 2018. Di forte impatto anche La giungla del croato\u00a0Slavko Kopa\u010d (1913, Vinkovci, Croazia<br \/>\u2013 1995,\u00a0Parigi), che fu anche responsabile della collezione di\u00a0Dubuffet a Parigi, oltre che attivo come pittore, scultore e ceramista.<\/p>\n<p>Amanti dell&#8217;espressivit\u00e0 del colore, senza limitarsi a seguire determinati filoni artistici,\u00a0Genevi\u00e8ve e Jean Masurel collezionano anche opere di <strong>Joan Mir\u00f2<\/strong>, presente anche nella selezione inviata a Padova, in un interessante affiancamento con un&#8217;opera degli anni &#8217;30 di Fernand L\u00e9ger, insieme a opere di <strong>Francisco Bor\u00e8s<\/strong>\u00a0(Madrid, 1898 \u2013 Parigi, 1972), a nature morte di <strong>Serge Charchoune<\/strong>\u00a0(Buguruslan, Russia, 1888\u00a0\u2013 Parigi 1975), a dipinti di\u00a0<strong>Eug\u00e8ne Nester de Kermadec<\/strong> (Parigi, 1899\u00a0\u2013 1976), pittore legato all&#8217;esperienza cubista qui presente con opere della fine degli anni &#8217;40 in cui dimostra\u00a0la sua evoluzione pi\u00f9 lirica e coloristica, con una grande libert\u00e0 nella linea e nella struttura compositiva, solo per citare alcuni degli autori presenti.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"widepic\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/palazzo-zabarella-foto-allestimento-con-opera-di-bernard-buffet.webp.webp\" border=\"0\" alt=\"Foto allestimento, opera di Bernard Buffet\"\/><\/p>\n<p class=\"didascalia\">Palazzo Zabarella, Foto allestimento con opera di Bernard Buffet &#8211; Donne nella loro toilette, 1953<\/p>\n<p>Nella parte terminale del percorso espositivo, uno spazio particolare viene riservato a <strong>Bernard Buffet<\/strong> (Parigi, 1928 \u2013 Tourtour, 1999),\u00a0pittore francese, esponente dell&#8217;Espressionismo e membro dell'&#8221;Anti-Abstract Art Group&#8221;. Impossibile non farsi coinvolgere dalla sua monumentale tela del 1953, Donne nella loro toilette, che fa parte di una serie di cinque opere esposte alla Galerie Drouant-David nel febbraio 1954. La tavolozza di colori utilizzata da Buffet \u00e8 piuttosto cupa, cosa che viene apprezzata da Roger Dutilleul, che ne riconosce un&#8217;affinit\u00e0 con \u00abmezzi antichi, pompeiani, egiziani e forse anche assiri\u00bb, e che conferiscono alla rappresentazione un carattere austero. Sulla parete opposta, un&#8217;altrettanto forte rappresentazione di una lapidazione, un olio e matita su tela di grandi dimensioni del 1948.<\/p>\n<p>Di forte impatto anche il Busto di Cristo in croce, caratterizzato da una pittura molto materica in una figurazione quasi informale, di <strong>Eug\u00e8ne Leroy<\/strong>\u00a0(Tourcoing, Francia, 1910 \u2013\u00a0Wasquehal, Francia, 2000), e nell&#8217;opera completamente informale del 1982 &#8220;I cieli si aprirono&#8221;.<\/p>\n<p>Giunti al termine del percorso espositivo, possiamo affermare che la mostra di Palazzo Zabarella offre un excursus nella storia dell\u2019arte del Novecento ben pi\u00f9 ampio e articolato di quanto il titolo, che comprensibilmente mette in risalto i nomi pi\u00f9 celebri, lasci intendere. Il filo conduttore di questo racconto \u00e8 la passione \u2013 insieme al gusto personale \u2013 di Roger Dutilleul e di Genevi\u00e8ve e Jean Masurel, ma ci\u00f2 che ne emerge \u00e8 una collezione capace di abbracciare alcuni dei momenti pi\u00f9 significativi dell\u2019evoluzione dell\u2019arte moderna, in particolare di quella sviluppatasi a Parigi e in Francia.<\/p>\n<p>Per maggiori dettagli sulla mostra e sulle modalit\u00e0 di visita, invitiamo a prendere visione anche della <a href=\"https:\/\/www.itinerarinellarte.it\/it\/mostre\/modigliani-picasso-e-le-voci-della-modernita-dal-museo-lam-13508\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">scheda dell&#8217;evento<\/a>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Gli artisti che abbiamo citato non hanno bisogno di presentazioni, mentre \u00e8 doveroso presentare i protagonisti della raccolta&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":183225,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89,43761,111078],"class_list":{"0":"post-183224","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-intrattenimento","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy","19":"tag-modigliani","20":"tag-picasso-e-una-storia-di-collezionismo-a-palazzo-zabarella"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115434325571088679","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/183224","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=183224"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/183224\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/183225"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=183224"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=183224"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=183224"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}