{"id":183850,"date":"2025-10-25T19:58:10","date_gmt":"2025-10-25T19:58:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/183850\/"},"modified":"2025-10-25T19:58:10","modified_gmt":"2025-10-25T19:58:10","slug":"bob-noto-il-foto-gourmet-si-fa-premio-e-ha-una-fetta-di-crudo-come-pochette","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/183850\/","title":{"rendered":"Bob Noto, il foto-gourmet si fa premio. E ha una fetta di crudo come pochette"},"content":{"rendered":"<p>Seconda e conclusiva puntata sulla vita del gastroreporter armato di Reflex. Il suo stile lo porta a lavorare con cuochi e imprenditori. Ma non perde il gusto per le piccole trattorie. Un divertente \u00abOscar\u00bb lo ricorda.Lo stile di Bob Noto si impone all\u2019attenzione degli addetti ai lavori e non solo. Immancabile la domanda curiosa del giornalista teso a carpirne qualche segreto, di quel suo essere un artista fotografico diverso dagli altri. \u00abQuindi lei, dopo ogni foto, il piatto se lo mangia\u2026\u00bb. \u00abSi immagini se facesse la stessa cosa un fotografo di moda, dopo aver ritratto Naomi Campbell\u00bb.Oramai le foto di Bob Noto facevano la differenza e il sempre pi\u00f9 autorevole ferramenta prestato alle reflex culinarie venne coinvolto in svariate collaborazioni, a iniziare con libri quali Cracco, sapori in movimento, ma anche Grandi chef di Spagna e via via svariate riviste di settore. Di un locale, del suo cuoco ambasciatore, del personale di contorno, non perdeva di coglierne i mille aspetti, anche magari fuori dagli orari di lavoro e molte sue foto, straordinarie quelle in bianco e nero, rappresentantano un talento e una sensibilit\u00e0 fuori dal comune. Era una Treccani golosa in cui il nostro foto-gourmet, che si aggirava curioso con Antonella, moglie e compagna di emozioni, e il loro fedelissimo meticcio Rocky, cui non veniva mai negata la ciotolina sotto il tavolo per respirare al meglio, pure lui, le atmosfere stellari.Quello che continua a sorprendere, nell\u2019approfondire la figura di Bob Noto, era la sua ecletticit\u00e0, accompagnata al carattere di una persona di rara generosit\u00e0 e modestia. Con un passato da attore e cantante, seppe riposizionarsi come grafico, con opere e intuizioni che hanno lasciato traccia profonda. Apre le danze Felice Modica, siciliano di Noto, produttore del meglio della sua terra, vino e olio. Vuole cambiare passo, dare una veste grafica ai suoi prodotti che vada oltre la banalit\u00e0 del copia incolla tipografico. Si rivolge per un consiglio all\u2019amico Paolo Marchi: \u00abMa stai bene attento, se non gli sei simpatico ti manda a quel paese\u00bb. Modica illustra al \u00abferramenta\u00bb le caratteristiche del suo Insolia, un ancora semisconosciuto bianco orgoglio dell\u2019isola. Bob coniuga qualit\u00e0 e leggenda e gli manda una bozza battezzata \u00abLupara\u00bb, ovvero una lupa che ulula alla luna. Al primo colpo d\u2019occhio rimane tra lo stupito e il divertito. \u00abEra una sfida\u00bb, quella lupara, \u00abaccettarla fu come correre a 100 all\u2019ora su di una lama di rasoio\u00bb ma, come hanno sempre suggerito gli strateghi del marketing, \u00abquando vuoi far conoscere un prodotto, devi per prima cosa colpire la curiosit\u00e0 di chi gli passa davanti, incuriosirlo e fermarlo ad approfondire poi tutto il resto\u00bb. E la cosa funziona: dopo lo stappo e la degustazione al calice ululereste anche voi alla luna per la piacevolissima scoperta. I due non si conosceranno mai di persona, continuano con un rispettoso e cordiale \u00ablei\u00bb nei loro rapporti di fruttuosa collaborazione. Modica \u00e8 riconoscente al suo creativo, nuovo amico torinese e, quindi, si dichiara pronto a corrispondere quanto dovuto. \u00abMi mandi qualche bottiglia del suo olio, quello vostro siciliano \u00e8 speciale\u00bb. \u00abNell\u2019era cibernetica\u00bb, commenta divertito il nostro produttore, \u00abavevamo rispolverato l\u2019antica arte del baratto\u00bb. E olio sia.Un altro capitolo tutto da scoprire \u00e8 quello con i tristellati fratelli Massimiliano e Raffaele Alajmo de \u00abLe Calandre\u00bb, nel Padovano. Con loro, Bob Noto condivideva un rapporto molto divertente. Suo il copyright del logo tristellato, nato da un disegno che ironizzava sulla \u00abJ\u00bb del cognome e il naso di Massimiliano. Ma l\u2019episodio collocato negli annali a futura memoria \u00e8 un altro. Nel 2010 la sala calandrosa viene completamente ridisegnata quale miglior accompagnamento alla filosofia dei piatti che escono dalla creativit\u00e0 di chef Massimiliano: semplicit\u00e0 e sostanza. Spariscono cristallerie e tovaglie, si lasciano liberi i tavoli realizzati dal fusto di un albero secolare. Ebbene, come si presenta il nostro torinese cittadino del mondo? \u00abLo abbiamo visto entrare con un bel completo nero, ma senza camicia, a torso nudo pudicamente celato da una vivace cravatta rossa\u00bb. Chiss\u00e0 come avrebbe commentato questo fuori onda lo scrupoloso monsignor Della Casa, meglio noto come autore dell\u2019immortale Galateo, certamente si sarebbe fatto una risata dietro le quinte.In tema di guasconeria, Bob Noto era un abile regista. Assieme agli amici Giorgio Grigliatti e Giacolino Gillardi avevano fondato \u00abvaLanga\u00bb, una specie di \u00abspectre gastronomica\u00bb che si avventurava a esplorare stellati come trattorie per coglierne il meglio e, se meritato, regalavano un adesivo dagli inconfondibili tratti, ovviamente frutto dell\u2019estro grafico di Bob nostro, che si poteva affiggere all\u2019entrata del locale assieme a loghi di ben altre e conosciute guide golose.Del Bob goliarda ci sono mille altri episodi. Come quando si riunivano gli amici di sempre e i nuovi cooptati in goliardiche spedizioni comodamente seduti in corriera. \u00abSi muoveva con lo spirito adolescenziale di un liceale in gita. Teneva banco raccontando barzellette, cambiando spartito in men che non si dica, cos\u00ec come direttore d\u2019orchestra nell\u2019intonare vari canti\u00bb, pi\u00f9 o meno innocenti. Ma il fuori spartito era ben altro. \u00abCon lui c\u2019era da aver paura nel cadere nella braccia di Morfeo\u00bb, specialmente dopo aver celebrato i brindisi finali. \u00abSi fingeva in pausa nei momenti in cui tutti sonnecchiavano. Era l\u00ec che tirava fuori la sua macchina fotografica e scattava a ripetizione\u00bb come Rino Barillari, il pi\u00f9 famoso reporter della Dolce vita romana.Nel 2009, con un palmares di tal fatta, si presenta finalmente l\u2019occasione di una prima mostra personale delle sue foto. Non parliamo di Brera e dintorni, ma di \u00abAntiruggine\u00bb, altra pensata fuori spartito, voluta da quel geniaccio di violoncellista di Mario Brunello in quel di Castelfranco Veneto, la citt\u00e0 del Giorgione, nel Trevigiano. Un altro modo, per raccontarsi in diretta, senza filtri, a un pubblico pi\u00f9 addestrato a percepire le armonie dei Bach e Beethoven che il sobbollire lento di un\u2019orchestra di pentole.Venuto a mancare poco pi\u00f9 che sessantenne, nel 2017, il nostro Bob ha lasciato un ricordo nel cuore dei moltissimi che hanno avuto l\u2019onore di conoscerlo e di poterne condividere anche solo pochi momenti con una persona che sprizzava amore per la vita, ma sempre con quel dovuto \u00abnon so che\u00bb che fa la vera differenza tra i giganti e i presunti tali. Una sintesi per tutte \u00e8 quella di Paolo Marchi: \u00abNon si prendeva troppo sul serio e sapeva ridere di s\u00e9, dall\u2019alto di un\u2019autentica competenza\u00bb, abbinata \u00aba, un saper vivere sottotraccia senza sbrodolarsi addosso continue lodi\u00bb. Su queste basi la nascita del Premio Bob Noto, da un\u2019idea di Luca Iaccarino, Stefano Cavallitto e Matteo Baronetto. La mission \u00e8 quella di premiare \u00abI cuochi impavidi della cucina d\u2019avanguardia\u00bb, di anno in anno focalizzata su una delle tante caratteristiche che hanno reso il nostro Bob personaggio fuori dagli schemi. Ha inaugurato l\u2019albo doro, nel 2021, lo spagnolo Luis Andoni per \u00abl\u2019irriverenza\u00bb. L\u2019anno dopo i fratelli Alajmo per \u00abl\u2019ironia\u00bb. Nel 2023 l\u2019olandese Ren\u00e9 Redzepi, per \u00abla creativit\u00e0\u00bb. Nel 2024 si torna in patria con Mariella Organi, moglie del bravissimo Moreno Cedroni alla Madonnina del pescatore di Senigallia, premiata per \u00abl\u2019empatia\u00bb perch\u00e9, se il talento in cucina ha il suo peso, \u00e8 l\u2019accoglienza in sala a dare quel tocco in pi\u00f9 che supporta qualit\u00e0 e sostanza di un locale. Quest\u2019anno \u00e8 andato ad Alain Passard, \u00abcuoco che incarna perfettamente l\u2019importanza che hanno sensibilit\u00e0, perseveranza, talento e visione\u00bb, recita la motivazione. Viene consegnata loro una statuetta del nostro, in un elegantissimo completo blu e una fetta di prosciutto a mo\u2019 di pochette. A Bob Noto \u00e8 stato dedicato un bel libro, nel 2023, dall\u2019editore Maretti dove, accanto a una antologia fotografica del meglio dei suoi scatti, vi \u00e8 una ricca antologia di testimonianze di chi lo ha conosciuto cos\u00ec come, nel 2024, un film documentario, fortemente voluto dalla famiglia Lavazza, dove il bravo regista Francesco Catarinolo ha saputo creare un originale collage di vari capitoli di vita del nostro Bob.\n<\/p>\n<p>\n        Eugenia Roccella (Getty Images)\n    <\/p>\n<p>\n        Carlotta Vagnoli (Getty Images)\n    <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Seconda e conclusiva puntata sulla vita del gastroreporter armato di Reflex. 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