{"id":185200,"date":"2025-10-26T17:49:19","date_gmt":"2025-10-26T17:49:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/185200\/"},"modified":"2025-10-26T17:49:19","modified_gmt":"2025-10-26T17:49:19","slug":"il-premio-tenco-come-non-ve-lhanno-mai-raccontato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/185200\/","title":{"rendered":"Il Premio Tenco come non ve l\u2019hanno mai raccontato"},"content":{"rendered":"<p>Se pensate a Sanremo vi viene in mente il Festival, no? Ecco, il Premio Tenco, pur svolgendosi all\u2019Ariston, \u00e8 tutto il contrario. Da una parte troviamo c\u2019\u00e8 la massima espressione del mainstream in tutte le sue forme \u2013 musicali, comunicative, organizzative \u2013, dall\u2019altra l\u2019intera rassegna della canzone d\u2019autore \u00e8 incentrata sulla qualit\u00e0, la profondit\u00e0, il confronto e immersa in un caos creativo che, persino nei momenti di massimo cazzeggio (al Tenco si cazzeggia allegramente), alla fine trova una sintesi per dare visibilit\u00e0 e supporto al meglio di quello che \u00e8 stato pubblicato nell\u2019ultimo anno di discografia (anche alternativa o indipendente), ritrovando magicamente sul palco un ordine che, viste le premesse, appariva insperato.<\/p>\n<p>Ci ho trascorso tre giorni, quelli delle premiazioni, con la possibilit\u00e0 di intrufolarmi nel dietro le quinte, che \u00e8 come fare un tuffo nella storia della canzone d\u2019autore del nostro Paese dell\u2019ultimo mezzo secolo. E se c\u2019\u00e8 una cosa che ho capito \u00e8 questa: il Premio Tenco siamo noi italiani, nel bene (soprattutto) e nel male (nostro malgrado). Se infatti il Festival (quello di febbraio), si trasforma in ogni epoca in format il pi\u00f9 performanti possibile per attirare il maggior numero di spettatori televisivi (ora anche social) e sponsor, il Club Tenco mantiene ostinatamente ben salde le proprie radici culturali, nonostante i fisiologici cambiamenti, in modo da poter contare su una sorta di scudo romantico alle lusinghe deformanti del music business.<\/p>\n<p>Il fil rouge di quest\u2019anno era declinato nel titolo Con la memoria. A partire dalle ricorrenze interne, perch\u00e9 nel 2025 cadono due date importanti: 50 anni dalla sua nascita e 30 anni senza Amilcare Rambaldi, storico fondatore (nel \u201975). Concluse le dovute premesse, varcata la soglia della sede del Club Tenco nella ex stazione di via Matteotti, si viene subito accolti dal \u201cbravo presentatore\u201d Antonio Silva, che per aprire una conferenza stampa con gli artisti arringa i presenti in questo modo: \u00abMi fate un cazzo di applauso? Ieri sera hanno provato a fermarmi, non so quanti vini ros\u00e9 ho bevuto, ma non bastano: dovranno spararmi\u00bb. Questo preside in pensione 79enne dal \u201976 non ha mai mancato la conduzione di un\u2019edizione e dalla mattina alla sera (cio\u00e8 il \u201cdopo Tenco\u201d, dove si mangia, si beve e si suona fin oltre alle 2 di notte) \u00e8 l\u2019instancabile animatore (anche se per l\u2019ultima volta, come vedremo, infatti \u00e8 stato affiancato dai co-conduttori Andrea Scanzi, Lorenzo Luporini e Silvia Boschero). Tra una battuta e l\u2019altra (\u00abchi osa scrivere che qui non ci sono i giovani gli sputo in faccia\u00bb, ha arringato bonariamente i giornalisti), emerge anche il piglio del professore: Lamante, per esempio, lo ha sfidato sul latino e ha avuto la peggio.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1008728\" class=\"size-large wp-image-1008728\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Emma-Nolde-Tenco-1145x765.jpg\" alt=\"\" width=\"710\"  \/><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-1008728\" class=\"wp-caption-text\">Emma Nolde al Tenco 2025. Foto: Fulvio Bruno<\/p>\n<p>Protagonista della prima serata di gioved\u00ec 23 ottobre Lucio Corsi, vincitore del Migliore album in assoluto e della Miglior canzone con Volevo essere un duro, che \u00e8 apparso molto pi\u00f9 a suo agio in questo ambiente che al Festival. Tanto che si \u00e8 spinto a dichiarare: \u00abIl mio sogno \u00e8 che il Premio Tenco abbia lo stesso livello di attenzione e di visibilit\u00e0 del Festival\u00bb. Al suo fianco Emma Nolde, che ha aperto la serata con Lontano lontano, in un\u2019interpretazione solida e struggente, e pure lei sembrava sentirsi a casa: \u00ab\u00c8 dove volevo essere. Questo premio rappresenta quello che piace a me. Ogni anno premiano gli artisti che avrei premiato io, \u00e8 bello sentirsi capiti\u00bb. La guest star internazionale era invece il compositore Goran Bregovi\u0107 (Premio alla carriera), che ha ringraziato con fare istituzionale: \u00abSapere che un Paese come l\u2019Italia, di Monteverdi, di Verdi, di Sanremo, abbia curiosit\u00e0 per un compositore come me, che viene da una cultura musicale piccolissima se paragonata alla vostra, mi emoziona profondamente\u00bb. Ma poi ha spiazzato, come nel suo stile. Su un brano dal sound danzereccio, ha scosso la platea: \u00abCosa ridete, questa canzone parla di stupro\u00bb. Cos\u00ec come nel backstage, dove a un certo punto \u00e8 arrivato un assistente a porgergli una busta della spesa, che per\u00f2 non conteneva prodotti tipici italiani ma una bottiglia di Jack Daniel\u2019s, e si \u00e8 rivolto agli organizzatori con l\u2019ingenuit\u00e0 di un bambino consapevole di compiere una marachella: \u00abHo portato un po\u2019 di allegria\u2026\u00bb. A 75 anni, c\u2019\u00e8 da riconoscere che la tempra \u00e8 di quelle da invidiare. Gli altri premiati: Ginevra \u201cThe Voice\u201d Di Marco (Targa Miglior album di interprete), Lamante (che ha spoilerato uno splendido nuovo brano, La magia pi\u00f9 forte della morte), oltre alle esibizioni di Alessio Lega e Stefano Tessadri.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1008727\" class=\"size-large wp-image-1008727\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Bregovic-Tenco-1145x765.jpg\" alt=\"\" width=\"710\"  \/><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-1008727\" class=\"wp-caption-text\">Goran Bregovi\u0107 al Tenco 2025. Foto: Fulvio Bruno<\/p>\n<p>All\u2019Ariston, tra premiazioni ed esibizioni, si chiude sempre, pi\u00f9 o meno, a mezzanotte. Ma la parte meno raccontata, pi\u00f9 imprevedibile e godereccia \u00e8 il famosissimo \u201cdopo Tenco\u201d. A fianco del teatro, si attraversano pochi metri di una galleria e ci ritroviamo stipati in fila tra artisti, addetti ai lavori, giornalisti e imbucati, per accedere \u201call\u2019isola che non c\u2019\u00e8\u201d dove tutto \u00e8 possibile (ma non tutto pu\u00f2 essere raccontato). Centinaia di persone si incastrano a fatica negli unici due ascensori per salire all\u2019ultimo piano, e si ritrovano in un grande salone dove decine di tavoli sono gi\u00e0 apparecchiati.<\/p>\n<p>Niente posti riservati, ci si mischia e pu\u00f2 accadere di cenare con uno degli artisti, i presentatori, produttori e manager, musicisti, amici degli amici, parenti di e persino chi \u00e8 entrato solo perch\u00e9 travolto dalla folla. L\u2019unico problema? L\u2019enorme fila fantozziana che si forma per gettarsi a capofitto sull\u2019abbondantissimo buffet. E se arrivate tardi? Nessun problema. I pi\u00f9 esperti della rassegna hanno escogitato due diversivi. Il primo consiste nell\u2019intortare qualcuno che conosci (anche vagamente) in una posizione avanzata e poi, con nonchalance, inserirsi in fila. La seconda \u00e8 pi\u00f9 conturbante: partire dalla fine e risalire controcorrente, cominciando dagli stuzzichini per arrivare, fingendo di aver dimenticato qualcosa e dopo un ardito slalom tra la gente che si abbuffa, finalmente ad assaporare pasta e riso. In ogni tavolo \u00e8 poi immancabile il vino: bianco, rosso o ros\u00e9, la scelta \u00e8 ampia e di qualit\u00e0, e durante questi finaloni di serata ne scorre a fiumi. A lato dei tavoli c\u2019\u00e8 il palco, corredato con tutti gli strumenti utili a una jam session che, infatti, puntualmente \u00e8 il momento pi\u00f9 atteso e coinvolgente dell\u2019after party.<\/p>\n<p>Fra quelli pi\u00f9 apprezzati quello con il cantautore Olden, che si \u00e8 distinto tanto da essere chiamato a suonare anche il giorno dopo a furor di popolo. Ma \u00e8 rimasto un mistero: \u00abChi era il ragazzo nero che cantava cos\u00ec bene?\u00bb, la domanda che circolava tra i tavoli. Il vino della sera precedente e le poche ore di sonno hanno per\u00f2 offuscato i ricordi. Cos\u00ec c\u2019\u00e8 chi si \u00e8 azzardato a sostenere che \u00abc\u2019\u00e8 un po\u2019 di vaghezza nei dettagli per riconoscerlo\u00bb, l\u2019assist perfetto lanciato a Johnson Righeira per una battuta fulminante: \u00abE se si chiamasse proprio Vaghezza?\u00bb.<\/p>\n<p>Altra zona cult del \u201cdopo Tenco\u201d \u00e8 la balconata affollata di fumatori, tradizionali o di sigarette elettroniche. Si fuma, ma con il passare delle ore si trasforma in un priv\u00e8 di piccoli gruppi che criticano, sparlano e prendono per il culo con goliardia quelli rimasti in sala. Nel frattempo, cullati dalla vista di Sanremo dall\u2019alto, tra il mare scuro e il cielo punteggiato di stelle e gabbiani, i musicisti si scatenano e le jam pi\u00f9 coinvolgenti vengono applaudite dalla sala con il roteare dei tovaglioli in aria (l\u2019ultima sera hanno cantato anche i camerieri).<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1008725\" class=\"size-large wp-image-1008725\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/La-Nina-Tenco-511x765.jpg\" alt=\"\" width=\"710\"  \/><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-1008725\" class=\"wp-caption-text\">La Ni\u00f1a al Tenco 2025. Foto: Fulvio Bruno<\/p>\n<p>Venerd\u00ec 24 ottobre la rassegna \u00e8 proseguita e ne ho approfittato, tra un evento e un\u2019esibizione, per scoprire che cosa si nasconde dietro la leggendaria \u201cInfermeria\u201d del Tenco. Mi ha raccontato Daniele Lucca, veterano alla 36esima edizione, che un tempo di questo \u201cambulatorio\u201d era primario Francesco Guccini con assistente Carlin Petrini. Le cure? Tutte a base, \u00e7a va sans dire, di vino (rosso o bianco, il ros\u00e9 non era contemplato). Per ragioni di sicurezza, ma c\u2019\u00e8 chi mormora perch\u00e9 facessero un gran casino di fianco all\u2019ingresso del palco, la sede \u00e8 stata ora spostata qualche metro pi\u00f9 in fondo.<\/p>\n<p>Qui sono custodite le foto di tempi mitologici, quando i pi\u00f9 grandi cantautori e musicisti italiani e internazionali, fino a pochi secondi dall\u2019ingresso in scena, oziavano e si facevano scherzi, alcuni addirittura crudeli (ancora si narra di una \u201cperquisizione corporale\u201d a Vinicio Capossela bloccata da Guccini che, entrando dalla porta, urla: \u00abUn po\u2019 di silenzio che qui stiamo operando\u00bb). Adesso il primario \u00e8 Luciano Barbieri, reduce di mille battaglie (alcoliche), che continua a distribuire calici (di plastica) indossando un cappello di paglia, testimone dello spirito agreste delle origini: \u00abIeri hanno bevuto solo 16 bottiglie, anni fa superavamo le 40\u00bb. Le testimonianze sono alle pareti, con tanto di classifiche di chi ha avuto pi\u00f9 bisogno di \u201ccure\u201d. Intanto, sul palco dell\u2019Ariston, Anna Castiglia (Targa Tenco Migliore album opera prima con Mi piace) ha fatto capire che \u00e8 arrivata per rimanere, Moni Ovadia ha sferzato il pubblico con un j\u2019accuse di brani pro Palestina, La Ni\u00f1a (Miglior album in dialetto) ha fatto bella mostra dell\u2019ossimoro che la rende unica (\u00abun futuro antico\u00bb, copyright del giornalista Federico Vacalebre), passando al cantautorato di Simone Cristicchi, alla celebrazione del rock del duo Omar Pedrini e Massimo Priviero, fino all\u2019omaggio a Ricky Gianco (Premio alla carriera) che ha accarezzato il pubblico con l\u2019indimenticabile Ora sei rimasta sola.<\/p>\n<p>Il finale? Il Premio Tenco ai Baustelle, per i 25 anni di carriera e l\u2019essere diventati un punto di riferimento della musica d\u2019autore, che ho scoperto di dovergli consegnare totalmente a sorpresa. S\u00ec, perch\u00e9 essendo alla prima partecipazione, gli organizzatori hanno pensato bene di riservarmi questo \u201cbattesimo del fuoco\u201d. Da segnalare, il doppio disco Pagani Per Pagani, di Caroline Pagani (Targa Tenco Migliore album a progetto) e dedicato al fratello Herbert, musicista poliedrico e attivista in anticipo sui tempi: \u00abViene ricordato come cantautore\u00bb, mi ha spiegato, \u00abma si \u00e8 sempre battuto per la pace in Medio Oriente e il rispetto dell\u2019ambiente. In Megalopolis immaginava la fine del mondo a causa dell\u2019inquinamento, era profetico\u00bb.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1008729\" class=\"size-large wp-image-1008729\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Baustelle-Tenco-1145x765.jpg\" alt=\"\" width=\"710\"  \/><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-1008729\" class=\"wp-caption-text\">I Baustelle al Tenco 2025. Foto: Fulvio Bruno<\/p>\n<p>L\u2019ultimo giorno, sabato 25 ottobre, prima di reimmergermi nella rassegna, al mattino compio un breve ma intenso pellegrinaggio all\u2019ex Hotel Savoy, dove, tra il 26 e il 27 gennaio del 1967, nella camera d\u2019albergo 219, mor\u00ec Luigi Tenco. In via Nuvoloni 44, a dieci minuti a piedi dal centro (in salita), dell\u2019albergo \u00e8 rimasta solamente la facciata. Il resto, come mi confermer\u00e0 uno dei lavoratori impegnati nel restauro, diventeranno alloggi di lusso. \u00abLe Belle arti hanno posto il vincolo storico su alcune parti, in particolare la facciata, ma all\u2019interno niente \u00e8 rimasto come prima\u00bb, spiegano. Forse alle Belle arti non sono appassionati di musica. Resta, con un po\u2019 di fantasia, immaginare il cantautore affacciato per l\u2019ultima volta alla finestra, che \u00e8 la seconda da destra del penultimo piano, osservare l\u2019orizzonte che si perde tra i flutti delle onde.<\/p>\n<p>Dopo questa gita, ritorno all\u2019Ariston e il programma, come al solito, \u00e8 ricco. I palestinesi e tutti i popoli oppressi sono stati celebrati dal Premio Yorum alla memoria di Refaat Alareer (ritirato da Nabil Bey Salameh, alla presenza di Federico Lera), dopo una toccante esibizione del Grup Yorum (censurati, incarcerati, ammazzati solo perch\u00e9 cantano di libert\u00e0 in una Turchia che di libert\u00e0 non vuol sentir parlare). A seguire, il co-conduttore Andrea Scanzi ha strappato applausi ribadendo che \u00abl\u2019antifascismo \u00e8 un valore cardine di questo Paese\u00bb e ricordando a chi lo percepisce come divisivo che \u00ab\u00e8 un problema suo\u00bb. Paolo Angeli ha fatto volare il teatro oltre i confini con la sua chitarra sarda (preparata anche per Pat Metheny). Mimmo Locasciulli (Premio Siae) ha reso plastico come, senza cercare il successo, \u00abcon la passione e la coerenza\u00bb il successo lo abbia comunque accompagnato per 50 anni. Tito Schipa Jr (Premio Tenco Operatore Culturale) ha reinterpretato Masters of War di Bob Dylan al piano e in italiano e si \u00e8 tolto qualche sassolino, come aveva fatto in conferenza stampa: \u00abSono una delle persone pi\u00f9 censurate d\u2019Italia, grazie a voi che mi seguite nonostante le tempeste\u00bb.<\/p>\n<p>Ancora, le sempre intelligenti trovate di David Riondino con Sara Jane Ceccarelli, la stilosa Scraps Orchestra, una Tosca (Premio Tenco) che ha elettrizzato il pubblico con evoluzioni sonore e canore provenienti da tutto il mondo, e Daniele Silvestri (Premio Tenco) che ha ripercorso la sua carriera attraverso alcuni classici ed altre chicche, per chiudere un cerchio iniziato proprio qui con la targa del 1994. Prima dei saluti, c\u2019\u00e8 stato spazio anche per una (brutta) sorpresa: Antonio Silva ha letto la poesia Itaca di Kavafis, sul senso del viaggio, e con la voce rotta dal pianto ha fatto intendere che, dopo 50 anni, il suo viaggio come \u201cbravo presentatore\u201d del Premio Tenco si \u00e8 concluso. A margine, sulle scale interne dell\u2019Ariston, l\u2019ho raggiunto e ha confermato: \u00ab\u00c8 vero, per me \u00e8 stata l\u2019ultima volta\u00bb. Intorno a lui, per\u00f2, c\u2019\u00e8 gi\u00e0 chi si \u00e8 detto pronto a portarlo sul palco anche a forza, per cui staremo a vedere.<\/p>\n<p>Nel frattempo si pensa gi\u00e0 oltre. Il Direttore artistico Sergio Secondiano Sacchi mantiene la barra dritta: \u00abIn un periodo storico in cui l\u2019esercizio della memoria \u00e8 sempre pi\u00f9 carente e deficitario, dove la storia e l\u2019esperienza vengono con disinvoltura sorvolate, accantonate o riscritte a proprio piacimento, anche la memoria musicale pare non godere di grande salute. Si \u00e8 portati a rifarsi solo a ci\u00f2 che \u00e8 successo l\u2019altro ieri ignorando, e di conseguenza non conoscendo, le radici pi\u00f9 salde della nostra storia\u00bb. Ma le nuove generazioni scalpitano e lavorano sul rinnovamento, come ha sottolineato il giovane David Chierotti del direttivo: \u00abI segnali sono emersi in questi anni, con giovani o emergenti cantautori premiati. Al Tenco la memoria \u00e8 la base da cui partire per dialogare con il presente e parlare al futuro. Un\u2019artista che sogniamo di invitare \u00e8 Phoebe Bridgers, classe \u201994, ma che \u00e8 gi\u00e0 oggi una delle migliori cantautrici internazionali\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Se pensate a Sanremo vi viene in mente il Festival, no? 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