{"id":186284,"date":"2025-10-27T10:59:14","date_gmt":"2025-10-27T10:59:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/186284\/"},"modified":"2025-10-27T10:59:14","modified_gmt":"2025-10-27T10:59:14","slug":"requiem-for-a-dream-di-darren-aronofsky-e-i-25-anni-di-un-magnifico-incubo-cinematografico-visionario-e-viscerale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/186284\/","title":{"rendered":"Requiem for a dream di Darren Aronofsky e i 25 anni di un magnifico incubo cinematografico, visionario e viscerale"},"content":{"rendered":"<p><strong>Requiem for a dream chi l&#8217;ha visto non l&#8217;ha pi\u00f9 dimenticato<\/strong>. Non ha neppure pi\u00f9 voluto rivederlo con ogni probabilit\u00e0. Ad un quarto di secolo dalla sua prima uscita in sala, il visionario film di <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/article\/pi-greco-valore-simbolo\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Darren Aronofsky<\/a> rimane unico, irripetibile, il simbolo stesso del <strong>passaggio tra il XX e il XXI secolo,<\/strong> con tutti i timori, drammi e paure irrisolte che tale momento portava con s\u00e9.<\/p>\n<p>Un onirico e inquietante trattato sul concetto di dipendenza<\/p>\n<p><strong>Requiem for a dream di<\/strong> <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/article\/the-whale-aronofsky-venezia-recensione\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Darren Aronofsky<\/a> dopo 25 anni continua ad essere <strong>un oggetto cinematografico assolutamente affascinante<\/strong>, inquietante, il simbolo ultimo e pi\u00f9 genuino di tutta quella cinematografia degli <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/article\/la-gen-z-sta-riscoprendo-le-serie-anni-90\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">anni &#8217;90<\/a> che cercava di parlarci di una crisi di valori e di umanit\u00e0 ormai impossibile da fermare. Fu l&#8217;ultimo affondo di <strong>quel cinema autoriale ad alta percentuale di follia<\/strong> e audacia, nonch\u00e9 una sintesi di tutto ci\u00f2 che di profondo e tormentato quel decennio aveva lasciato dietro di s\u00e9. A dirla tutta, quello che ancora oggi molti ritengono <strong>il film pi\u00f9 coraggioso e potente del regista americano<\/strong>, \u00e8 diventato nel corso degli anni un cult generazionale. La <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/article\/generazioni-guida-anni-boomers-gen-z-alpha-beta\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Generazione X e anche quella Millennial<\/a>, vi videro una rappresentazione perfetta delle contraddizioni, speranze, delusioni, della paura di ci\u00f2 che poi sarebbe stata la societ\u00e0 negli anni a venire. Dietro la patina di dramma onirico, melodramma psichedelico, <strong>Requiem for a dream \u00e8 un trattato sociale, esistenziale, forse definitivo.<\/strong><\/p>\n<p>Non deve stupire tale complessit\u00e0 semantica, d&#8217;altro canto il nacque dalla volont\u00e0 da parte del produttore <strong>Eric Watson<\/strong> di avere \u00e8 proprio lui, <strong>Darren Aronofsky<\/strong>, a trasportare sul grande schermo il romanzo originale del 1978 di <strong>Hubert Selby Jr<\/strong>. Quel libro era indicato come la summa di tutto ci\u00f2 che era stata la grande illusione degli <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/article\/film-catastrofici-cult-anni-70-titoli-streaming-dove-vederli\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">anni &#8217;70<\/a>, <strong>il testamento stesso dell&#8217;american dream<\/strong> e soprattutto un&#8217;analisi profonda della <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/article\/dipendenze-droga-alcol-dati-costi-italia-taglio-personale\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">dipendenza in senso universale<\/a>. Produzione complicata, per la necessit\u00e0 di riadattare quelle pagine, per una produzione che recluta persino <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/article\/tossicodipendenze-droga-alcol-calo-risorse-italia\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">veri tossicodipendenti<\/a> sul set. Il risultato finale fu un film che ancora oggi, dopo tanto tempo, \u00e8 una vera e propria esperienza, non un&#8217;opera cinematografica come le altre. <strong>Requiem for a dream \u00e8 diviso in tre capitoli<\/strong>, ognuno dei quali rappresenta una diversa stagione, <strong>tranne la primavera, la stagione della rinascita<\/strong>. In questa storia, nel dramma della dipendenza di Sara Goldfarb (<strong>Ellen Burstyn<\/strong>), di suo figlio Harry <strong>(Jared Leto<\/strong>), della sua fidanzata Marion (<strong>Jennifer Connelly<\/strong>) e del loro amico Tyrone (<strong>Marlon Wayans<\/strong>).<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"Nitazeni\" loading=\"lazy\" class=\"ResponsiveImageContainer-eNxvmU cfBbTk responsive-image__image\"   src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/1836064527.jpeg\"\/><a class=\"BaseWrap-sc-gzmcOU BaseText-eqOrNE BaseLink-eTpkqh ContentCardEmbedHedLink-kqBDz deqABF jkWAvF dsRLul hMqJdP content-card-embed__hed-link\" href=\"https:\/\/www.wired.it\/article\/oppioidi-fentanyl-nitazeni-effetti\/\" data-testid=\"ContentCardEmbedHedLink\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Cosa sono i nitazeni, la nuova generazione di oppioidi che supera il fentanyl e spaventa Europa e Stati Uniti<\/a><\/p>\n<p>Queste sostanze hanno gi\u00e0 ucciso oltre 200 persone sulle due sponde dell\u2019Atlantico e sono considerati tra le pi\u00f9 pericolose designer drugs. Il primo caso di morte per overdose in Italia \u00e8 stato accertato<\/p>\n<p>Il film parla di quel sogno legato che segner\u00e0 una momentanea ascesa, poi la caduta e infine la rovina di quelle quattro anime, perse tra <strong>Brighton Beach<\/strong> e <strong>Coney Island<\/strong>. Se alla fine degli anni &#8217;70 Selby Jr. ci aveva parlato della fine del sogno americano, connesso alla tragedia della <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/article\/guerra-vietnam-storia-caduta-saigon\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">guerra nel Vietnam<\/a> e alle droghe che essa aveva contribuito a mettere in circolo. Quel libro era stato il de profundis dedicato all&#8217;epoca della contestazione, alle speranze distrutte di una generazione che non riusc\u00ec a cambiare il mondo. <strong>Gli anni &#8217;90 non erano stati da meno.<\/strong> Requiem for a dream esce nel pieno dei timori e delle paure di ci\u00f2 che sar\u00e0 quel XXI secolo, e come sempre capita, l&#8217;arte anticipa la storia. <strong>Il concetto della fine di tutto<\/strong>, dell&#8217;inizio di qualcosa di diverso, ma non necessariamente positivo, era stato portato sul grande schermo diverse altre volte in quegli anni, in pi\u00f9 generi. Basti pensare a <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/article\/strange-days-kathryn-bigelow-cast-analisi-significato-dove-vederlo\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Strange Days<\/a>, <strong>Johnny Mnemonic, The Dark City<\/strong>, ma anche a <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/article\/magnolia-film-trama-cast-spiegazione-dove-vederlo\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Magnolia<\/a>, per non parlare di <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/article\/fight-club-cast-significato-citazioni-dove-vederlo\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Fight Club<\/a>, anch&#8217;esso uscito nel 1999.<\/p>\n<p><strong>Si era cementata un&#8217;atmosfera apocalittica, distopica<\/strong>, una sensazione di sconfitta e occasione perduta verso il decennio ottimista. Qualcosa sta per spezzarsi, sta per rompere un equilibrio o ci\u00f2 che ne era rimasto. E dire che quegli anni erano stati <strong>gli anni della Terza Via<\/strong>, del perfetto equilibrio tra tecnologia e societ\u00e0, tra individuo e collettivit\u00e0. Gli <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/gallery\/anni-novanta-simboli-estate-gadget\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">anni \u201890<\/a> sono stati anche il decennio simbolo della <strong>riscossa del movimento femminista<\/strong>, <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/article\/orgoglio-e-pregiudizio-docuserie-world-pride-roma-sky-now-protagonisti-voci\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">l\u2019emancipazione del movimento LGBTQ<\/a>+, il trionfo di una <strong>pop colture<\/strong> slegata da una visione esclusivamente consumista o machista, insomma un decennio molto pi\u00f9 equilibrato e paritario, molto pi\u00f9 felice degli <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/article\/ritorno-al-futuro-day-40-anni-eventi-film-cinema-mostra-home-video-edizione-speciale\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">anni \u201880<\/a>. Oppure no? <strong>Requiem for a dream cancella ogni illusione<\/strong>, ci ricorda che quel decennio \u00e8 stato dominato dalle note rabbiose e malinconiche di <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/article\/nirvana-in-utero-anniversario-30-anni-kurt-cobain-analisi-edizione-speciale\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Kurt Cobain<\/a> e di <strong>2Pac,<\/strong> ci parla di quattro persone che non riescono a tirarsi fuori da una visione assolutamente irreale, nonch\u00e9 egoista e tossica, della loro esistenza.<\/p>\n<p>Una sinistra profezia sulla societ\u00e0 dell&#8217;individualismo tossico<\/p>\n<p>Gli anni \u201990 sono stati gli anni <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/article\/intelligenza-artificiale-reddit-suggerisce-eroina\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">dell&#8217;eroina<\/a>, <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/article\/cocaina-vaccino-dipendenza-brasile-sviluppo-test\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">cocaina<\/a> e del <strong>crack<\/strong>, e <strong>la tossicodipendenza \u00e8 ci\u00f2 che assedia Harry, Marion e Tyrone<\/strong>. Requiem for a dream quasi cerca di disinnescare questo dramma all&#8217;inizio, ci parla di amore, amicizia, del denaro che servir\u00e0 a realizzare un sogno. <strong>Poi c&#8217;\u00e8 Sara.<\/strong> Se quei tre ragazzi sono vittime di una <strong>ricerca del piacere e del sogno<\/strong>, lei \u00e8 forse il personaggio pi\u00f9 inquietante perch\u00e9, oltre ad essere una pessima madre, \u00e8 anche una vittima di un&#8217;altra dipendenza: <strong>quella dello sguardo degli altri.<\/strong> Non sono le anfetamine a rovinarla, neppure la dieta folle, \u00e8 l&#8217;idea di dover essere magra per forza per andare in uno show televisivo, \u00e8 la dipendenza da quello schermo irreale, da quella che le sorelle Wachowski in <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/article\/matrix-film-1999-analisi-streaming\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">The Matrix<\/a> avevano definito l&#8217;anno prima come &#8220;immagine residua di s\u00e9&#8221;. <strong>Requiem for a dream<\/strong> tale concetto lo rende l&#8217;asse portante di <strong>un percorso di disfacimento terrificante<\/strong>, ai limiti del folle, abbondantemente psichedelico, attraverso cui <strong>Darren Aronofsky<\/strong> ci regala una delle prove di regia pi\u00f9 incredibili di quel periodo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Requiem for a dream chi l&#8217;ha visto non l&#8217;ha pi\u00f9 dimenticato. 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