{"id":186411,"date":"2025-10-27T12:50:10","date_gmt":"2025-10-27T12:50:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/186411\/"},"modified":"2025-10-27T12:50:10","modified_gmt":"2025-10-27T12:50:10","slug":"daria-bignardi-da-ragazza-frequentavo-i-collettivi-guardando-mia-figlia-penso-che-il-patriarcato-sia-alla-fine-il-mio-divorzio-come-una-casa-che-crolla","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/186411\/","title":{"rendered":"Daria Bignardi: \u00abDa ragazza frequentavo i collettivi, guardando mia figlia penso che il patriarcato sia alla fine. Il mio divorzio? Come una casa che crolla\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>                                                                                                                      di Jonathan Bazzi<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">La giornalista, scrittrice e conduttrice tv dedica il decimo romanzo al tema della solitudine, raccontando esperienze in giro per il mondo, dall&#8217;Ucraina all&#8217;Uganda. \u00abIo volevo essere madre, cercavo di essere perfetta. Mia figlia e le sue amiche ventenni invece stanno attentissime a non farsi incastrare\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Servono molti tentativi e incontri per diventare noi stessi: \u00e8 una delle cose a cui si pensa leggendo il nuovo libro di Daria Bignardi, Nostra solitudine (Mondadori). Personal essay in raro equilibrio tra racconto, meditazione e reportage, <b>usa il tema della solitudine privata<\/b> come miccia narrativa per rischiarare il presente e la vita di tutti noi. Tra Milano, il Vietnam, l\u2019Ucraina, la Cisgiordania, Gerusalemme e l\u2019Uganda, e con l\u2019aiuto di molti alleati umani e non \u2013 cani, gatti, galline, gorilla \u2013, <b>Daria Bignardi<\/b> si rispecchia nel suo fondo di selvatichezza, fino a trovarci dentro qualcosa di pi\u00f9 ampio, politico, universale. E intravedere sentieri su cui, forse, immaginare nuove forme di alleanza.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Un libro sulla solitudine, ma molto affollato.<\/b><br \/>\u00abChiude la trilogia iniziata con Libri che mi hanno rovinato la vita e Ogni prigione \u00e8 un\u2019isola. Sentivo di non aver finito coi temi dell\u2019isolamento e dell\u2019ombra. In Amazzonia, tra caimani, cobra e tarantole, ho avvertito pienezza: volevo scrivere anche del bisogno di stare su una frequenza dove sentire la connessione tra i viventi\u00bb.<\/p>\n<p><b>Da dove ha iniziato?<\/b><br \/>\u00abCon mio figlio Ludovico siamo stati in Vietnam per i cinquant\u2019anni dalla fine della guerra: al ritorno m\u2019\u00e8 venuta una gran tristezza. Il mio terapeuta mi ha proposto di vedere un esperto di EMDR. Ho fatto un tentativo: \u201cPu\u00f2 essere un trauma dell\u2019infanzia. O di quando stava ancora nella pancia di sua madre\u201d. Ho interrotto gli incontri, non ero a mio agio. Ma mi sono decisa a ricostruire la storia della mia solitudine\u00bb.<br \/>&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Allargando il campo.<\/b><br \/>\u00abHo ripensato al Vietnam: cosa mi faceva sentire sola? La globalizzazione, una smania di vendere e comprare. Poi, a fine gennaio, c\u2019\u00e8 stata una prima tregua tra Israele e Hamas. Tutti parlavano degli ostaggi israeliani e nessuno delle condizioni dei prigionieri palestinesi. Devastati, scheletrici: riferivano di torture e abusi. Ho deciso di provare a incontrarli\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>A Milano ha conosciuto Wael Al-Dahdouh, il giornalista di Al Jazeera che ha perso moglie e figli nei bombardamenti. <\/b><br \/>\u00abNon voleva parlarne perch\u00e9, dice, non pu\u00f2 permettersi di piangere. Sente la responsabilit\u00e0 di essere un esempio. Incontri uno cos\u00ec e pensi: \u201cMa io ho diritto di pensare ai miei traumi?\u201d. Ho capito che la mia sofferenza c\u2019entrava con queste forme di solitudine. Sono partita per At-Tuwani, il villaggio in Cisgordania di No Other Land, dai ragazzi di Operazione Colomba, l\u2019Ong che accompagna i pastori per evitare che i coloni gli sparino. Dormono con loro quando temono di essere aggrediti, sono guardie del corpo disarmate\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>L\u00ec, la solitudine?<\/b><br \/>\u00abVietata: non si pu\u00f2 mai stare soli. Volontari e cooperanti risentono di questa socialit\u00e0 ininterrotta. La solitudine serve anche per ricaricarsi, elaborare ci\u00f2 che ci accade. Come un\u2019onda: da un lato la soffriamo, dall\u2019altro la desideriamo. Scrivendo ho capito che, come dice Emily Dickinson, sono anche affezionata alla mia solitudine\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Ne evoca il volto politico.<\/b><br \/>\u00abLa relazione con l\u2019altro ci fa capire noi stessi, ci tiene insieme. Non a caso, in carcere, l\u2019isolamento \u00e8 la punizione estrema. Cecilia Sala \u00e8 stata bravissima a raccontarlo. Le nostre emozioni non sono solo nostre: sono sistemiche, hanno a che fare con tanti tipi di oppressione. Il capitalismo, la globalizzazione, l\u2019oppressione di uno Stato rispetto a un altro. E il patriarcato: racconto di quando sono nati i miei figli. Lavoravo tanto: scrivo della fatica che facevo nel cercare di essere la madre perfetta, l\u2019angoscia che provavo\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Non d\u00e0 l\u2019idea dell\u2019angelo del focolare.<\/b><br \/>\u00abNonostante avessi letto tutta Virginia Woolf e le altre femministe, quando ho avuto una famiglia e dei figli sono stata colpita da un incantesimo: ho dimenticato tutto. Non rimprovero nulla agli uomini che avevo a fianco: a me stessa s\u00ec. Perch\u00e9 io queste cose le avevo studiate. In tante donne c\u2019\u00e8 una vocazione all\u2019accudimento rischiosa. Viene meno lo spazio per elaborare i propri vissuti\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Le ventenni di oggi?<\/b><br \/>\u00abMia figlia e le sue amiche le vedo attentissime a non farsi incastrare. Riconoscono, nelle loro mamme e nonne, qualcosa da non replicare. Guardandole, come dice Luisa Muraro, sembra davvero che il patriarcato sia al capolinea. Spero poi non vengano colpite anche loro dall\u2019incantesimo\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Altro tema \u00e8 l\u2019amore\/odio per i social network.<\/b><br \/>\u00abUso molto WhatsApp: senza, non riuscirei ad avere una vita cos\u00ec ricca di rapporti. Figli, amici, flirt. Ma all\u2019inizio dell\u2019anno ho cercato di uscirne: era invadente la figura di Musk, questi oligarchi costruiscono fortune sulla nostra solitudine. Non credo si possano avere ricordi autentici di cose che abbiamo visto su TikTok: il digitale crea una memoria e un\u2019esperienza esile\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>I viaggi rimettono il corpo al centro.<\/b><br \/>\u00abSono tornata dall\u2019Ucraina, il primo Capodanno dopo l\u2019invasione russa, e ancora di pi\u00f9 dalla Palestina, col senso che quelle situazioni mi riguardassero direttamente. Finch\u00e9 ti limiti alle immagini a distanza tutto resta in superficie. Per esempio, l\u2019incontro con la scrittrice Suad Amiry. Mi ha detto: \u201cVoi occidentali non venitemi pi\u00f9 a parlare dei vostri valori: non ci credo pi\u00f9. Se permettete che tutto questo accada, se restate a guardare mentre i bambini vengono ammazzati, siete responsabili\u201d\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Cos\u2019ha pensato?<\/b><br \/>\u00abChe ha ragione\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Nel libro sono centrali i giovani volontari e cooperanti.<\/b><br \/>\u00abLe nuove generazioni riconoscono che siamo tutti collegati. Che il capitalismo e la globalizzazione c\u2019entrano con la guerra, e che quindi, in quanto occidentali privilegiati, il destino dei popoli oppressi ci riguarda\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Molti anche gli animali.<\/b><br \/>\u00abUn\u2019immediata connessione con la vita: con le persone a volte \u00e8 pi\u00f9 complicato, per tutte le sovrastrutture e proiezioni. In certi occhi animali si va immediatamente all\u2019incontro profondo\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Pensa sempre di prendere un cane?<\/b><br \/>\u00abS\u00ec, ma ho un gatto di diciassette anni: non sarebbe contento. Mio padre faceva il rappresentante di mangimi. A tutti i cagnetti che incontrava, diceva: \u201cEhi, Giovanni!\u201d. E quelli gli saltavano in braccio. Anch\u2019io come lui, giro per strada e guardo continuamente i cani\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Li guarda e?<\/b><br \/>\u00abSento i loro caratteri, un\u2019affinit\u00e0. Lo stesso accade con certi artisti e scrittori dalla vita inquieta o avventurosa. Come i reporter di guerra. Animali e artisti condividono un rapporto con la verit\u00e0 delle cose\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Fa i conti anche con la popolarit\u00e0 televisiva.<\/b><br \/>\u00abAlla televisione sono arrivata per caso. Da ragazza frequentavo i collettivi: ho sempre amato pi\u00f9 gli ambienti underground. Solo di recente mi sono resa conto del legame tra solitudine e pregiudizio: la superficialit\u00e0 e l\u2019esagerazione della tv ti restano addosso\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Racconta di un barista, forse ex detenuto, che ha avuto una reazione aggressiva.<\/b><br \/>\u00abFrequento il carcere da trent\u2019anni. Magari dalla tv non gli stavo simpatica. Ho pensato: \u201cMa come? Io sono pi\u00f9 vicina al tuo mondo che a quell\u2019altro\u201d. Il pregiudizio \u00e8 il contrario dello sguardo animale: se uno crede che tu venga da un altro pianeta, o faccia chiss\u00e0 che vita, ti fa sentire subito lontana. E quindi sola\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Tra le pagine pi\u00f9 intense: il viaggio in Uganda.<\/b><br \/>\u00abCoi medici che operano bambini cardiopatici. Sono stata anche in una scuola: novecento bambini, dai tre ai tredici anni. Se non sono orfani, vedono la famiglia ogni tre mesi. Le bambine, soprattutto, mi chiedevano di rimanere con loro, abbracciarle, tenerle per mano. Mi portavano a vedere le scatole col poco che possiedono. Ho capito che non \u00e8 un caso che lavoro coi detenuti ma non al minorile: il dolore di bambini e adolescenti mi strazia\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>\u00c8 la prima volta che racconta della fine del matrimonio con Luca Sofri<\/b>.<br \/>\u00abIl divorzio \u00e8 una casa che crolla: credo sia stato quello ad avermi riportata ai traumi originari. Senza, forse non sarei arrivata a fare i conti con la mia solitudine. In Uganda, nella foresta, ho incontrato i gorilla: il loro sguardo primordiale mi ha fatto tornare alla mente un episodio\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Ovvero?<\/b><br \/>\u00abMentre ci stavamo separando, in casa ho creato una specie di altare. Un barbagianni impagliato, pelli di coniglio dei nativi americani, una piuma d\u2019aquila, piante, minerali. Poi, in un negozio di giocattoli, ho comprato delle galline gonfiabili e le ho appiccicate tutte per terra, all\u2019ingresso. I miei figli mi guardavano perplessi. Non sapevo perch\u00e9 lo stessi facendo\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>E ora?<\/b><br \/>\u00abFacendo questo viaggio nella solitudine, mi sono resa conto che forse, in quel momento di crisi, stavo chiedendo protezione al mondo animale\u00bb.<\/p>\n<p>    Chi \u00e8\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Daria Bignardi, 64 anni, \u00e8 una giornalista, conduttrice televisiva, scrittrice e<br \/>conduttrice radiofonica. Nata a Ferrara, ha frequentato il liceo classico per poi iscriversi al DAMS di Bologna, che ha abbandonato. Dopo un\u2019 esperienza di lavoro a Londra \u00e8 tornata in Italia e ha debuttato in tv con  Gad Lerner a Milano, Italia. Ha condotto e scritto diversi programmi su temi culturali, nel 2000 ha presentato la prima edizione del Grande Fratello, condotto anche nel 2001. Nel 2004, ancora un reality, La fattoria. Nel 2017 ha diretto per alcuni mesi Rai3. Nostra solitudine \u00e8 il suo decimo romanzo. Ha vinto il Premio Rapallo 2009, il Premio Elsa Morante e il Premio citt\u00e0 di Padova per Non vi lascer\u00f2 orfani; il Premio Navicella 2012 per L\u2019acustica perfetta<br \/>e il Premio Rapallo Saggistica 2024 per Ogni prigione \u00e8 un\u2019isola<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2025-10-27T11:58:42+01:00\">27 ottobre 2025<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Jonathan Bazzi La giornalista, scrittrice e conduttrice tv dedica il decimo romanzo al tema della solitudine, raccontando&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":186412,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[174],"tags":[19104,223,16442,5270,6315,8807,112637,112638,112639,788,75164,12804,13103,112640,3079,874,37172,5206,1396,1411,2944,112641,3591,122,1367,33866,53672,75169,13985,112642,3099,112643,18184,203,4876,1909,8628,112644,2731,3384,112645,33361,112646,112647,110372,4348,3369,112636,112648,77,112649,112650,7809,399,204,1537,90,89,1211,4045,28,2508,10915,110161,99701,13854,8176,23,21335,332,112651,776,112652,1989,12343,1920,112653,112654,110394,9983,112655,10913,3544,21915,112656,2180,13289,2434,5244,21318,15058,2453,112657,6368,36656,253,170,112635,112658,1652,21630],"class_list":{"0":"post-186411","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-intrattenimento","8":"tag-accade","9":"tag-amiche","10":"tag-animale","11":"tag-animali","12":"tag-arrivata","13":"tag-artisti","14":"tag-attentissime","15":"tag-attentissime-farsi","16":"tag-attentissime-farsi-incastrare","17":"tag-bambini","18":"tag-bignardi","19":"tag-cani","20":"tag-capitalismo","21":"tag-capitalismo-globalizzazione","22":"tag-capito","23":"tag-carcere","24":"tag-collettivi","25":"tag-condotto","26":"tag-conduttrice","27":"tag-conti","28":"tag-conto","29":"tag-cooperanti","30":"tag-corpo","31":"tag-cose","32":"tag-credo","33":"tag-crolla","34":"tag-daria","35":"tag-daria-bignardi","36":"tag-decimo","37":"tag-decimo-romanzo","38":"tag-divorzio","39":"tag-divorzio-crolla","40":"tag-elaborare","41":"tag-entertainment","42":"tag-esperienza","43":"tag-famiglia","44":"tag-farsi","45":"tag-farsi-incastrare","46":"tag-figli","47":"tag-figlia","48":"tag-figlia-amiche","49":"tag-forme","50":"tag-frequentavo","51":"tag-frequentavo-collettivi","52":"tag-galline","53":"tag-giornalista","54":"tag-giro","55":"tag-globalizzazione","56":"tag-gorilla","57":"tag-guerra","58":"tag-incantesimo","59":"tag-incastrare","60":"tag-incontri","61":"tag-incontro","62":"tag-intrattenimento","63":"tag-it","64":"tag-italia","65":"tag-italy","66":"tag-libro","67":"tag-madre","68":"tag-milano","69":"tag-nuove","70":"tag-occidentali","71":"tag-oppressione","72":"tag-orfani","73":"tag-patriarcato","74":"tag-pensa","75":"tag-pensato","76":"tag-perfetta","77":"tag-politico","78":"tag-pregiudizio","79":"tag-premio","80":"tag-premio-rapallo","81":"tag-racconta","82":"tag-racconto","83":"tag-ragazza","84":"tag-ragazza-frequentavo","85":"tag-ragazza-frequentavo-collettivi","86":"tag-rapallo","87":"tag-resa","88":"tag-resa-conto","89":"tag-riconoscono","90":"tag-romanzo","91":"tag-scrittrice","92":"tag-scrittrice-conduttrice","93":"tag-sentire","94":"tag-sguardo","95":"tag-si","96":"tag-sola","97":"tag-solitudine","98":"tag-televisiva","99":"tag-tema","100":"tag-tema-solitudine","101":"tag-tornata","102":"tag-traumi","103":"tag-tv","104":"tag-ucraina","105":"tag-uganda","106":"tag-ventenni","107":"tag-viaggio","108":"tag-vietnam"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":"Validation failed: Text character limit of 500 exceeded"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/186411","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=186411"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/186411\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/186412"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=186411"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=186411"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=186411"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}