{"id":186469,"date":"2025-10-27T13:41:11","date_gmt":"2025-10-27T13:41:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/186469\/"},"modified":"2025-10-27T13:41:11","modified_gmt":"2025-10-27T13:41:11","slug":"gioventu-bruciata-usciva-70-anni-fa-un-film-che-ha-trasformato-il-disagio-adolescenziale-in-mito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/186469\/","title":{"rendered":"\u00abGiovent\u00f9 bruciata\u00bb usciva 70 anni fa, un film che ha trasformato il disagio adolescenziale in mito"},"content":{"rendered":"<p>Nicholas Ray realizza senza volerlo quello che a posteriori \u00e8 senza dubbio uno dei film pi\u00f9 influenti del Novecento<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Quando il 26 ottobre 1955 esce nelle sale americane Giovent\u00f9 bruciata\/Rebel Without a Cause (il titolo originale si rif\u00e0 al libro del 1944 dello psicologo Robert M. Lindner, Rebel Without a Cause: The Hypnoanalysis of a Criminal Psychopath, bench\u00e9 il film non presenti legami con quel testo), \u00e8 gi\u00e0 passato quasi un un mese dalla tragica scomparsa di James Dean, attor giovane iconoclasta messosi in luce con La valle dell\u2019Eden\/East of Eden (uscito a marzo di quello stesso anno) e inaspettatamente scomparso in un incidente d\u2019auto il 30 settembre. Con Hollywood ancora scossa e un\u2019America forse non pronta a vedersi cos\u00ec \u201criflessa\u201d, il grande Nicholas Ray, regista poeta dei margini fresco del capolavoro dell\u2019anno precedente, Johnny Guitar, realizza senza volerlo quello che a posteriori \u00e8 senza dubbio uno dei film pi\u00f9 influenti del Novecento: un\u2019opera che trasforma in presa diretta il disagio adolescenziale in mito e la figura del suo interprete in un\u2019icona tragica e assoluta della modernit\u00e0. Dietro l\u2019azzeccato titolo italiano si cela per\u00f2 qualcosa di pi\u00f9 complesso di una semplice cronaca del malessere giovanile: ovvero un\u2019indagine sul vuoto morale e affettivo dell\u2019America dei teenager del dopoguerra, sulla crisi del modello familiare e sul collasso di un\u2019autorit\u00e0 paterna ormai incapace di orientare le nuove generazioni. La vicenda si svolge in una Los Angeles buia, fatta di periferie e scuole anonime, dove il giovane Jim Stark (James Dean), da poco trasferitosi con i genitori, tenta di inserirsi in un ambiente che lo respinge e lo fraintende. Jim \u00e8 inquieto, idealista e impulsivo, costantemente in bilico tra il desiderio di conformit\u00e0 e la necessit\u00e0 di reazione. E intorno a lui orbitano due figure speculari: Judy (Natalie Wood), una coetanea che cerca disperatamente l\u2019affetto del padre, incapace di accettarla ormai donna, e Plato (Sal Mineo), adolescente solitario e abbandonato dai genitori che trova in Jim un modello\/fratello (e forse un ideale sentimentale). I tre si incontrano in una notte di sfide e fughe: dopo una corsa automobilistica finita in tragedia, si rifugiano in un osservatorio astronomico (simbolo di un universo indifferente al dramma umano) dove immaginano di creare una \u201cnuova famiglia\u201d, libera dal giudizio e dalle regole. Ma l\u2019illusione dura pochissimo. La sceneggiatura di Stewart Stern e Irving Shulman (da un soggetto originale del regista), costruita in un arco temporale di sole ventiquattro ore, racchiude il senso di un\u2019intera epoca: quella di una generazione sospesa tra il benessere esteriore e il vuoto interiore. Se negli anni Cinquanta l\u2019America mostrava al mondo il volto levigato del suo \u201csogno\u201d domestico (famiglie perfette, apparecchi tv, auto scintillanti, la nascente spensieratezza del rock\u2019n\u2019roll primigenio), dietro quell\u2019immagine si agitava una frattura profonda. Ray ne fece un manifesto esistenziale: il \u201cribelle senza causa\u201d non era un juvenile delinquent, ma un figlio che non trovava pi\u00f9 un linguaggio con cui dialogare con i padri. Il film si inseriva cos\u00ec nella stagione in cui Hollywood, pur sotto la censura del Codice Hays, cominciava a dare voce ai giovani (lo stesso anno uscirono infatti anche Il seme della violenza\/Blackboard Jungle di Richard Brooks e Il selvaggio\/The Wild One di Laslo Benedek con Marlon Brando), ma Giovent\u00f9 bruciata fu l\u2019unico a trasfigurare la ribellione dal realismo a una sorta di tragedia moderna. La messa in scena era d\u2019avanguardia: il CinemaScope (un formato fino a quel momento destinato per eccellenza al grande spettacolo dei kolossal) diventa per Ray lo strumento claustrofobico con cui impartire una lezione di utilizzo dell\u2019immagine che far\u00e0 scuola: i corpi dei ragazzi, schiacciati nello spazio orizzontale, sembrano intrappolati in un mondo troppo ampio per contenerli, mentre i colori saturi della fotografia \u201csensoriale\u201d di Ernest Haller traducono in segni la tensione emotiva. Il rosso del (poi iconico) giubbotto di Dean \u00e8 il fiammante simbolo stesso della giovinezza ferita, mentre l\u2019uso degli spazi (la casa\/prigione, la scuola\/trincea, l\u2019osservatorio\/sogno cosmico) riflette i germi di un universo sociale che inizia a sfaldarsi dall\u2019interno. Il centro emotivo del film \u00e8 ovviamente James Dean, gi\u00e0 outsider sin dalla prima inquadratura dei credits in cui gioca ad altezza terra con una scimmietta meccanica. \u00c8 la sua adesione, fragilissima e istintiva, a portare nel cinema americano coevo qualcosa che fino ad allora era stato prerogativa solo del teatro moderno (e nella fattispecie europeo): una recitazione \u201cinteriore\u201d, fatta di esitazioni, sguardi, nervi scoperti, intenzioni. Se grazie a lui Jim Stark diventa archetipo del giovane che non riesce a diventare adulto perch\u00e9 il mondo che lo circonda non ha \u201criti di passaggio\u201d da offrirgli, \u00e8 con l\u2019occorrenza \u201cextraschermica\u201d della sua morte che Giovent\u00f9 bruciata si trasforma da racconto \u201cgenerazionale\u201d in elegia. Il volto di Dean, sospeso tra malinconia e rabbia, diviene cos\u00ec quello di una generazione orfana di miti, forse eternamente adolescente; e la sua morte rende il film un rito collettivo di identificazione per migliaia di giovani accorsi al cinema per commuoversi e riconoscersi nel gesto disperato di un loro coetaneo che grida \u201cYou\u2019re tearing me apart!\u201d a chi \u00e8 incapace di capirlo. Accanto a Dean, altri due giganti dalla vita privata non meno tormentata: la straordinaria Natalie Wood, di cui il ruolo di Judy esalt\u00f2 la dolcezza malinconica suggerendo attraverso il personaggio il germoglio in nuce di una coscienza femminile nuova e affettivamente autonoma, e il sorprendente Sal Mineo (assassinato con una coltellata vent\u2019anni dopo). Il suo Plato, rappresenta una sensibilit\u00e0 queer sotterranea, mai esplicitata ma percepibile in ogni gesto: facendo del personaggio il primo adolescente del cinema americano a incarnare con candore la diversit\u00e0 come condizione esistenziale. La sua adorazione per Jim non \u00e8 ovviamente solo affetto, ma un bisogno d\u2019amore non riconosciuto destinato alla repressione e alla morte. Mineo, che nella vita sub\u00ec lo stesso isolamento del suo personaggio, fece di Plato una figura tragica e profetica: il \u201cdiverso\u201d come rivelatore della fragilit\u00e0 di chiunque. Bench\u00e9 -come spesso accade- snobbato dagli Oscar 1956 (tre nomination: al soggetto di Ray e a Wood e Mineo, mentre Dean fu candidato come miglior attore, ma per La valle dell\u2019Eden), il film ebbe un impatto enorme, segnando un punto di riferimento per la nascita di una cultura giovanile autonoma e per il cinema dell\u2019angst. Ray diede forma con violenza a un sentimento collettivo, quello dell\u2019inquietudine come destino, che il cinema non aveva ancora osato raccontare (e che il regista stesso porter\u00e0 alla massima potenza quando, nel 1961, affronter\u00e0 il personaggio di Ges\u00f9 Cristo con il complementare Il re dei re\/King of Kings). Un\u2019opera di una modernit\u00e0 che ancora sconcerta e intenerisce; ma anche un precipitato di segni in cui si condensa il sogno, oggi pi\u00f9 che mai utopico, di un\u2019America riconciliata con i propri figli. E che ha per vertice tragico il sacrificio dell\u2019innocenza come prezzo per il passaggio all\u2019et\u00e0 adulta e la \u201cribellione\u201d non alla legge, ma all\u2019assenza di senso.\u00a0    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" 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