{"id":186571,"date":"2025-10-27T15:04:14","date_gmt":"2025-10-27T15:04:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/186571\/"},"modified":"2025-10-27T15:04:14","modified_gmt":"2025-10-27T15:04:14","slug":"disturbi-del-comportamento-alimentare-ce-chi-ne-paga-il-prezzo-al-supermercato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/186571\/","title":{"rendered":"Disturbi del comportamento alimentare, c&#8217;\u00e8 chi ne paga il prezzo al supermercato"},"content":{"rendered":"<p>Per Claudia la corsia di emergenza \u00e8 quella dei biscotti, Eugenia ne ha una di sorpasso accanto ai carboidrati. Siamo in un supermercato. <strong>Chi soffre di disturbi del comportamento alimentare (dca) non ha un rapporto regolare con la spesa<\/strong>, le ragazze hanno pi\u00f9 di 30 anni e ancora oggi \u00e8 complicato. Gli occhi di Claudia sono di un azzurro pi\u00f9 nutrito, in Eugenia pi\u00f9 leggero: \u00e8 cos\u00ec che vedono il cibo sano sugli scaffali. Nel carrello della prima c\u2019\u00e8 il salmone, troppo grasso per l\u2019altra che punta dritta al pesce spada. Nessuna delle due compra i biscotti, \u00abanche se a me piace guardarli\u00bb: Eugenia soffre di anoressia nervosa. Per Claudia esistono solo biscotti da abbuffata, se li compra deve liberarsene. <strong>\u00c8 la prima volta che vanno al supermercato con il loro nutrizionista:<\/strong> la Fondazione Ananke di Villa Miralago ha condotto a Milano la prima esperienza di spesa assistita, \u201cche non significa dire ai pazienti cosa devono o non devono comprare, ma ragionare su scelte consapevoli e meno guidate dalla paura, per lasciarsi andare in maniera funzionale e controllata\u201d. <strong>Mattia Resteghini<\/strong> spinge il carrello apposta per restare un passo indietro: sa che il suo ruolo \u00e8 delicato. \u00abQuando si parla di cibo ci si focalizza solo sul momento in cui si deve o non si deve mangiare, tralasciando tutti i passaggi precedenti che portano a tavola. Gli aspetti alimentari sono quelli di massima fragilit\u00e0 e noi nutrizionisti li trattiamo pi\u00f9 degli altri professionisti. Per i pazienti con dca siamo spesso dei nemici, ma <strong>siamo anche le figure che possono legittimarli a mangiare<\/strong>. Possiamo essere alleati\u00bb. L\u2019\u00e9quipe multidisciplinare che si occupa del trattamento dei dca (psicologi, psichiatri, dietisti, educatori, ndr) \u00e8 una cassetta degli attrezzi: ognuno interviene su punti diversi, ma ci si sposta sempre insieme. <strong>Il percorso di cura di un paziente con dca si divide in due parti<\/strong>: la prima schematica e metodica, necessaria per creare continuit\u00e0 e migliorare il rapporto con il cibo. La seconda imperfetta, perch\u00e9 lo schema si allarga e il paziente inizia a sentire molto di pi\u00f9 la responsabilit\u00e0 delle sue scelte: questa fase \u00e8 difficile ma costruttiva, ed \u00e8 qui che va a collocarsi l\u2019esperienza di spesa. Il supermercato pu\u00f2 rappresentare il climax del sintomo, scatenare intensi trigger emotivi esasperando ansia, stress, la paura degli zuccheri, la fuga dai carboidrati. <strong>In Italia si parla poco del rapporto tra chi soffre di disturbi del comportamento alimentare e il supermercato<\/strong>: gi\u00e0 nel 2018 il Washington Post <a data-offer-url=\"https:\/\/www.washingtonpost.com\/national\/health-science\/with-the-help-of-virtual-therapists-people-with-eating-disorders-tackle-anxiety-in-grocery-stores\/2018\/05\/18\/eb6d37ee-471d-11e8-8b5a-3b1697adcc2a_story.html\" class=\"external-link\" data-event-click=\"{&quot;element&quot;:&quot;ExternalLink&quot;,&quot;outgoingURL&quot;:&quot;https:\/\/www.washingtonpost.com\/national\/health-science\/with-the-help-of-virtual-therapists-people-with-eating-disorders-tackle-anxiety-in-grocery-stores\/2018\/05\/18\/eb6d37ee-471d-11e8-8b5a-3b1697adcc2a_story.html&quot;}\" href=\"https:\/\/www.washingtonpost.com\/national\/health-science\/with-the-help-of-virtual-therapists-people-with-eating-disorders-tackle-anxiety-in-grocery-stores\/2018\/05\/18\/eb6d37ee-471d-11e8-8b5a-3b1697adcc2a_story.html\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">aveva dedicato un articolo<\/a> alla terapia dell\u2019espozione tra gli scaffali con il supporto virtuale di un dietista, permettendo ai pazienti di affrontare le proprie fobie in maniera graduale, alla vista del cibo nei supermercati. Dopo diverse sedute, erano in grado di fare la spesa da soli. Mentre in pandemia andare al supermercato diventava una boccata d\u2019aria e riempire il carrello un simulacro di normalit\u00e0, c\u2019\u00e8 chi sentiva il suo disturbo alimentare ricadere sugli altri. Una vera pugnalata alle spalle. BBC <a href=\"https:\/\/www.bbc.com\/news\/uk-england-51962964\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">aveva documentato<\/a> la difficolt\u00e0 di una paziente anoressica nel procurarsi cibi sicuri, l\u2019urgenza di una donna bulimica nel dover fare scorte di cibo, il senso di colpa comune a entrambe al pensiero che altra gente, forse, avrebbe avuto bisogno di quel cibo pi\u00f9 di loro; scaffali vuoti che hanno minacciato ricadute o percorsi di guarigione diventati all\u2019improvviso ingiusti, se basati sull\u2019acquisto di molti alimenti per assumere pi\u00f9 calorie, come se li si stesse togliendo agli altri. Uno studio attuale pubblicato sul Journal of eating disorders <a href=\"https:\/\/jeatdisord.biomedcentral.com\/articles\/10.1186\/s40337-025-01306-x\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">ha testato le potenzialit\u00e0<\/a> di Maze Out, un videogioco sviluppato in Danimarca insieme a pazienti, game designer e dottori, utilizzato come plus terapeutico nel trattamento dei dca. Il gioco simula esperienze quotidiane per esplorare nuove strategie di comportamento in modo safe, ossia senza che accadano davvero nella realt\u00e0. Il supermercato rientra tra le esperienze simulate, cosa che ha permesso ai ragazzi coinvolti nello studio di capire che <strong>l\u2019ansia tra gli scaffali non \u00e8 un problema personale<\/strong>, ma \u00e8 piuttosto diffusa tra chi soffre di disturbi del comportamento alimentare. Riconoscerlo ha alleviato il senso di vergogna e aiutato a normalizzare la difficolt\u00e0, permettendo di mentalizzarla e affrontarla. In che modo? \u00ab<strong>Scrivere il nome esatto dei biscotti, per esempio, aiuta a non perdersi tra la miriade di quelli esposti che provocano ansia e indecisione<\/strong>\u00bb, continua Resteghini. Scegliere in base al gusto e non alle etichette, dosare anzich\u00e9 rinunciare, fare una lista specifica della spesa. <strong>Al supermercato un disturbo alimentare diventa un prodotto battuto due volte<\/strong>: il momento della spesa rimarca comportamenti restrittivi che nel caso della bulimia nervosa, se reiterati, fanno perdere il controllo. Il nutrizionista ha guidato Claudia a una via di mezzo, la sua spesa si \u00e8 rimpicciolita: nessuna confezione formato famiglia. C\u2019\u00e8 per\u00f2 la frutta secca che di solito non compra perch\u00e9 ha paura di finirla. \u00abHo capito che posso optare per un pacco pi\u00f9 piccolo anzich\u00e9 rinunciarci\u00bb. Quando mette nel carrello pancetta e mozzarella ci ripensa: \u00abNon fanno parte della mia spesa normale\u00bb. Per <a data-offer-url=\"https:\/\/www.salute.gov.it\/new\/it\/tema\/salute-mentale\/cosa-sono-i-disturbi-della-nutrizione-e-dellalimentazione-dna\/?utm_source=chatgpt.com\" class=\"external-link\" data-event-click=\"{&quot;element&quot;:&quot;ExternalLink&quot;,&quot;outgoingURL&quot;:&quot;https:\/\/www.salute.gov.it\/new\/it\/tema\/salute-mentale\/cosa-sono-i-disturbi-della-nutrizione-e-dellalimentazione-dna\/?utm_source=chatgpt.com&quot;}\" href=\"https:\/\/www.salute.gov.it\/new\/it\/tema\/salute-mentale\/cosa-sono-i-disturbi-della-nutrizione-e-dellalimentazione-dna\/?utm_source=chatgpt.com\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">oltre 3 milioni di italiani<\/a> con un disturbo del comportamento alimentare, un momento ordinario come quello della spesa \u00e8 un compromesso tra normalit\u00e0 e fatica. Per Eugenia significa comprare il petto di pollo e non la coscia con la pelle, il nutrizionista gliela mostra: \u00e8 sempre pollo. Anche con un contorno: \u00ab<strong>Capire gli abbinamenti \u00e8 stato uno dei momenti in cui Mattia mi ha aiutata di pi\u00f9<\/strong>\u00bb, mentre superano il tofu che non sa di niente: \u00abAmmetto che il sapore voglio trovarcelo io\u00bb. Eugenia sceglie sempre le stesse cose, poche, perch\u00e9 quelle che le piacciono di pi\u00f9, tante, fanno ingrassare. Se l\u2019anoressia limita la variet\u00e0 degli alimenti, la bulimia affretta i tempi: lo schema dell\u2019abbuffata impone a Claudia una spesa veloce e mirata per placare l\u2019ansia. Nessuna delle due fa scorte di cibo: una non si fida di come gestirle a casa, l\u2019altra deve controllare le calorie che assume. Per questo <strong>chi soffre di un disturbo alimentare tende ad andare al supermercato tutti i giorni.<\/strong> \u00abComprare il necessario \u00e8 diverso. \u00c8 un modo per assumersi la responsabilit\u00e0 del cibo acquistato, che dovr\u00e0 durare fino alla prossima spesa\u00bb, spiega Resteghini. Quella assistita potrebbe fare la differenza: \u00abIntegrare questo supporto nel nostro approccio terapeutico \u00e8 una prova che deriva dall\u2019ascolto di chi assistiamo ogni giorno. Abbiamo valutato con attenzione come l\u2019hanno vissuta le pazienti, per capire come e se renderla una parte pi\u00f9 stabile delle possibilit\u00e0 di cura. Che restano da valutare sempre individualmente\u00bb dice <strong>Alessandro Raggi,<\/strong> psicoterapeuta e vice presidente della Fondazione. \u00abSiamo disponibili a condividere i risultati con altri enti associativi pubblici e privati, perch\u00e9 tutti i pazienti possano ricevere un supporto ancora pi\u00f9 calato nella loro quotidianit\u00e0, trovando gli strumenti e il sostegno necessari per affrontare le sfide o i luoghi quotidiani, come il supermercato\u00bb. Eugenia supera le porte scorrevoli con una shopper piena di cibo. Di scelte non guidate dal sintomo, ma dalla sua identit\u00e0.<\/p>\n<p>Anche la famiglia incide sulla spesa di una persona con dca<\/p>\n<p>Lo yogurt greco che entra nel carrello \u00e8 un autogol. \u00abSe vivessi da sola non lo comprerei\u00bb. <strong>Francesca \u00e8 cresciuta con un disturbo alimentare<\/strong>: mangiare sano, nella sua famiglia \u00e8 un\u2019ossessione. \u00abA casa bocciamo i sughi pronti e prepariamo gli hamburger solo con il macinato magro\u00bb. Il succo di frutta al mirtillo puro. Cio\u00e8 senza zucchero. \u00abLo bevo per coprire il sapore delle medicine\u00bb, gli psicofarmaci che con straordinaria lucidit\u00e0 assume a 20 anni. Vuole guarire. \u00c8 stata la nutrizionista <strong>Claudia Gucciardi<\/strong> a proporle la spesa assistita, dopo l\u2019esperienza del collega Resteghini a Milano. A Napoli il cibo abita tra le persone, governa i rapporti familiari ed \u00e8 in grado di rifletterli oltre il contesto domestico. Per Francesca non \u00e8 solo la bresaola tra tutti gli affettati o i biscotti al grano saraceno tra tutti i frollini: \u00e8 anche vivere con i genitori. <strong>La famiglia ha un ruolo ambivalente nel supportare o complicare un comportamento disfunzionale<\/strong>: il regime alimentare della sua ha aumentato la tensione e troppa tensione \u00e8 diventata <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/article\/binge-eating-cos-e-cure-terapie-farmaci-psicologia\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">binge eating disorder<\/a>. \u00abLa famiglia pu\u00f2 essere un sostegno ma anche, spesso involontariamente, una fonte di stress e di mantenimento del sintomo. Accompagnare o no i figli a fare la spesa non \u00e8 determinante quanto l\u2019atteggiamento e il comportamento che i familiari hanno nei loro confronti\u00bb, chiarisce Raggi. <strong>Francesca al supermercato compra sempre il cibo che vorrebbero loro.<\/strong> \u00abAndare con lei significa aiutarla a scegliere senza paura. E, soprattutto, in base ai suoi gusti\u00bb, spiega la sua nutrizionista. Tra le corsie la ragazza indica i soliti prodotti a cui non si \u00e8 mai affezionata: riso Basmati, barrette proteiche. \u00abLa maggior parte dei miei problemi con il cibo dipende dai limiti che mi sono stati imposti. Devo giustificarmi se torno a casa con qualcosa che mia madre di solito non compra\u00bb. Con Claudia Gucciardi ha gi\u00e0 decostruito molte credenze, prima fra tutte <strong>l\u2019idea che il cibo che le piace sia sbagliato rispetto a quello che la sua famiglia mangia abitualmente.<\/strong> Ma quando prende i cereali al cioccolato anzich\u00e9 ignorarli, Francesca capisce che finalmente questa \u00e8 la sua spesa. Ripensare il suo rapporto con il supermercato \u00e8 il primo passo per trovare una via di mezzo nella vita di tutti i giorni con il cibo: meno anzich\u00e9 niente, formati monoporzione, pi\u00f9 piccoli e forti di un\u2019abbuffata. La spesa assistita \u00e8 un\u2019esperienza utile anche per la nutrizionista che, seguendo la ragazza tra gli scaffali, misura l\u2019efficacia del lavoro gi\u00e0 svolto in studio e individua nuovi spunti su cui lavorare: \u00ab\u00c8 un modo per dirsi delle cose in pi\u00f9 sul rapporto con il cibo. Cose che in fase di visita non emergono\u00bb, concorda Francesca. <strong>Il confronto con le famiglie \u00e8 un punto cruciale nel trattamento dei dca<\/strong>: \u00e8 cos\u00ec che il team multidisciplinare pu\u00f2 aiutare a comprendere meglio ci\u00f2 che accade ai loro figli, sapendo che ogni dca ha bisogni, paure e trigger differenti. \u00abOccorre capire molto bene le dinamiche di comunicazione che ci sono in ogni famiglia, quali sono le risorse dei figli, dei genitori, e aiutarli a strutturare delle modalit\u00e0 di relazione meno problematiche\u00bb, conclude Raggi. Francesca vive ogni giorno una doppia fatica: gestire il rapporto con il cibo e quello con i genitori. \u00ab<strong>Spero che la mia esperienza possa aiutare gli altri come mio fratello ha aiutato me. Lui sa cosa significa<\/strong>\u00bb. \u00c8 guarito da diversi anni.<\/p>\n<p>Il neuromarketing (non abbastanza) applicato alla sfera dei disturbi alimentari<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/ijbnpa.biomedcentral.com\/articles\/10.1186\/s12966-023-01448-8\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Uno studio<\/a> pubblicato sull\u2019International journal of behavioral nutrition and physical activity fa notare che i <strong>supermercati siano ancora sottoutilizzati come luoghi d\u2019intervento<\/strong>: eppure si tratta di contesti ideali in cui testare e ottenere risultati concreti. Gli autori forniscono un elenco di raccomandazioni per permettere anche ai supermercati di essere presi in considerazione negli studi scientifici che riguardano la sfera della salute pubblica. Ai supermercati va riconosciuta la capacit\u00e0 di esercitare una forte influenza sulla routine alimentare delle persone, oltre a essere miniere di dati sulle abitudini di acquisto e di consumo. La collocazione di frutta e verdura sempre all\u2019ingresso, gli snack in prossimit\u00e0 delle casse per agevolare gli acquisti d\u2019impulso: la maggior parte delle persone <strong>va al supermercato e anche quando ha fretta, semplicemente, si lascia guidare<\/strong>. Al contrario, chi soffre di un disturbo del comportamento alimentare si ritrova in un <strong>perenne stato di allerta<\/strong>, leggendo le etichette con ossessione o scegliendo cibo grasso alla rinfusa quando tra un marted\u00ec o una domenica non c\u2019\u00e8 differenza, in caso di abbuffata. <strong>Il neuromarketing<\/strong>, che unisce psicologia, marketing e neuroscienze, <strong>\u00e8 stato in parte applicato alla sfera dei dca<\/strong> per comprendere i meccanismi neurobiologici che ci sono alla base. Quel che manca \u00e8 un\u2019applicazione pi\u00f9 specifica, che possa indagare il <strong>binomio dca e supermercati<\/strong> e giungere a un\u2019analisi pi\u00f9 mirata delle reazioni emotive che si scatenano alla vista dei prodotti esposti sugli scaffali. Oltre al punto focale delle etichette, <strong>sarebbe utile capire cos\u2019altro cattura l\u2019attenzione e stimola le reazioni di chi ne soffr<\/strong>e. Ci\u00f2 permetterebbe ai professionisti di ampliare le loro possibilit\u00e0 di assistenza, offrendo supporto aggiuntivo ai pazienti che riescono a parlare senza vergogna della loro ansia al supermercato. <strong>Il neuromarketing \u00e8 saldamente connesso alle scelte alimentari,<\/strong> come evidenzia uno studio <a href=\"https:\/\/www.sciencedirect.com\/science\/article\/abs\/pii\/S0963996917308141\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">pubblicato su Elsevier<\/a> che analizza ulteriori ricerche sui processi decisionali attraverso alcune tecniche di misurazione usate in questa disciplina, dall\u2019elettroencefalografia all\u2019eye-tracking. La risonanza magnetica funzionale (fMRI), tecnica non invasiva di imaging biomedico che indaga il funzionamento di specifiche aree del cervello, <a href=\"https:\/\/bmcmedimaging.biomedcentral.com\/articles\/10.1186\/s12880-024-01432-z\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">\u00e8 stata applicata<\/a> al campo degli studi sui dca dimostrando che esistono delle alterazioni nelle aree del cervello coinvolte nella regolazione emotiva, nel controllo cognitivo, nella ricompensa, nei comportamenti motivazionali e nella percezione corporea. Ogni dca presenta pattern differenti: l\u2019anoressia nervosa \u00e8 associata a ipercontrollo ed evitamento della ricompensa; la bulimia, al contrario, all\u2019impulsivit\u00e0 e a una pi\u00f9 debole regolazione emotiva; il binge eating disorder alla disregolazione degli impulsi e a un\u2019ipersensibilit\u00e0 alla ricompensa. Ci sono per\u00f2 anche delle sovrapposizioni funzionali, comuni ai tre dca, in particolare nelle regioni limbiche, prefrontali e somatosensoriali del cervello. Lo studio pubblicato su BMC ha evidenziato che <strong>i comportamenti disfunzionali derivano dalle alterazioni della connettivit\u00e0 funzionale<\/strong>: dall\u2019abbuffata alla restrizione, fino all\u2019ossessione per il proprio corpo e per il peso.<\/p>\n<p><strong>Le persone con dca non vivono i luoghi comuni come gli altri.<\/strong> Ristoranti, supermercati, ambienti di lavoro: i posti pi\u00f9 ordinari sono quelli che condizionano di pi\u00f9 la loro vita. Il loro approccio \u00e8 rovesciato rispetto a quello di chi non immagina la sofferenza e i limiti causati da questi disturbi mentali. L\u2019esperienza della spesa assistita ha fatto emergere i non detti e i radicalismi mentali davanti al cibo: petto o coscia, tutto o niente. E strategie gratificanti che suonano per\u00f2 consolatorie (non compro i biscotti, ma mi piace guardarli). <strong>La presenza fisica o virtuale del nutrizionista al supermercato potrebbe aiutare a ricostruire il loro rapporto con i luoghi, oltre che con il cibo. Dove il cibo \u00e8 la barrier<\/strong>a.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Per Claudia la corsia di emergenza \u00e8 quella dei biscotti, Eugenia ne ha una di sorpasso accanto ai&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":186572,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[175],"tags":[8165,19269,239,1537,90,89,57287,240,197],"class_list":{"0":"post-186571","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-salute","8":"tag-alimentazione","9":"tag-food","10":"tag-health","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-neuroscienze","15":"tag-salute","16":"tag-scienza"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115446747189786738","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/186571","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=186571"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/186571\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/186572"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=186571"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=186571"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=186571"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}