{"id":187476,"date":"2025-10-28T04:47:18","date_gmt":"2025-10-28T04:47:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/187476\/"},"modified":"2025-10-28T04:47:18","modified_gmt":"2025-10-28T04:47:18","slug":"oltre-il-buco-sguardi-misteri-e-metafore-del-vuoto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/187476\/","title":{"rendered":"Oltre il Buco: sguardi, misteri e metafore del Vuoto"},"content":{"rendered":"<p>&#13;<br \/>\n\t\t\t\t Visualizzazioni: 1069&#13;\n\t\t\t<\/p>\n<p class=\"p1\">Una giornata a Roma non \u00e8 mai solo un itinerario turistico, ma un pellegrinaggio attraverso strati di storia, arte e segreti.<br \/>\u00c8 l\u2019alba, con una coppia di amici ci incamminiamo verso L\u2019Aventino, un quartiere elegante con numerose ville e palazzine in stile Liberty, che si inseriscono in un contesto ricco di storia e giardini. \u00c8 considerato uno dei quartieri pi\u00f9 esclusivi e ricercati della citt\u00e0 grazie alla sua posizione privilegiata, alla presenza di edifici storici e aree verdi, e alle terrazze da cui ammirare panorami mozzafiato.<br \/>In Piazza dei Cavalieri di Malta, sorge la <b>Villa del Priorato di Malta,<\/b> un gioiello progettato nel 1765 da <b>Giovanni Battista Piranesi<\/b>, circondato da mura decorate con obelischi e trofei militari. La piazza \u00e8 un esempio di innovazione urbanistica, con elementi come pannelli, rilievi, obelischi e il simbolo della croce di Malta, che delimitano uno spazio privo di edifici che vi si affaccino direttamente. L\u2019ambiente risulta isolato e quasi disabitato, con riferimenti alle armi, ai Cavalieri di Malta e alla famiglia Rezzonico.<br \/>La piazza ospita il portone che d\u00e0 accesso alle propriet\u00e0 del Gran Priorato. Attraverso un <strong>buco nella serratura<\/strong> di questo portone, si pu\u00f2 ammirare, incorniciata dalla vegetazione, una prospettiva dell\u2019imponente \u201cCuppolone\u201d, come i romani amano chiamare la Cupola di San Pietro, creando un\u2019illusione ottica suggestiva e affascinante. Appoggiando l\u2019occhio, lo spettatore \u00e8 ricompensato con una veduta perfettamente incorniciata e ridotta della cupola di San Pietro, che domina i giardini del Priorato di Malta. Il <strong>Buco di Roma<\/strong> \u00e8 un dispositivo ottico che condensa lo spazio e il potere simbolico in una minuscola fessura. \u00c8 l\u2019invito a uno sguardo privilegiato, quasi voyeuristico, che trasforma l\u2019osservatore in un iniziato, capace di cogliere la bellezza attraverso un limite fisico imposto. Questa vista, resa possibile senza chiavi,<strong> permette di \u201cspiare\u201d Roma in modo inedito<\/strong>, lontano dai soliti itinerari turistici.<\/p>\n<p class=\"p1\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-72992\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/IMG_0228-768x1024.jpeg\" alt=\"\" width=\"768\" height=\"1024\"  \/><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: center;\">Buco della Serratura di Roma, \u00a0Priorato dei Cavalieri di Malta, foto \u00a9PaoloFarina<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: left;\">L\u2019architetto Piranesi, noto anche per le sue incisioni di architetture oniriche e concrete, attribu\u00ec a questa scena un significato simbolico, collegato alla leggenda che vedeva l\u2019Aventino come una nave sacra salpata verso il cielo. La porta con il buco, simile a un ponte di nave, sarebbe stata pensata come ingresso al \u201cponte\u201d di questa nave celeste. La posizione della serratura e la prospettiva sono probabilmente frutto di un\u2019attenta progettazione architettonica di Piranesi, anche se questa tesi non si pu\u00f2 affermare con certezza.<\/p>\n<p class=\"p1\">Lasciamo l\u2019Aventino per proseguire verso il Tevere, l\u2019Isola Tiburtina e la Bocca della Verit\u00e0. La lunga passeggiata mi costringe a riflessioni riguardo lo sguardo. Il buco della serratura di Roma mi riporta a una situazione voyeuristica, questa volta all\u2019interno di un museo.<\/p>\n<p class=\"p1\"><b>Duchamp: Il Voyeurismo come Opera<\/b><\/p>\n<p class=\"p2\">Visitando le sale espositive del Philadelphia Museun of Art,\u00a0 si giunge in uno spazio praticamente deserto, nessun dipinto, nessuna scultura o qualcosa che attiri l\u2019attenzione. A \u201crompere\u201d la monotonia delle nude pareti vi \u00e8 solo una vecchia porta in legno murata con dovizia, nient\u2019altro, nessuna descrizione, nessuna indicazione. Attraverso un\u2019apertura trova una risonanza complessa e inquietante in Marcel Duchamp e nella sua ultima, misteriosa opera installativa: <b>\u00c9tant donn\u00e9s: 1\u00b0 la chute d\u2019eau, 2\u00b0 le gaz d\u2019\u00e9clairage<\/b> (1946-1966). L\u2019opera, concepita da Duchamp per essere esposta solo dopo la sua morte, racchiude quello che pu\u00f2 essere definito il suo testamento spirituale, dando vita ai temi chiave di tutto il suo percorso artistico.<br \/>La maggior parte del pubblico si ferma davanti alla porta, indugia, si guarda attorno perplessa e lascia la stanza. Altri cercano, spingendo leggermente, di aprirla o perlomeno cercano di capire se porta da qualche parte. Anche in questo caso il visitatore se ne va senza capire il senso di quella stanza vuota. C\u2019\u00e8 per\u00f2 una parte di curiosi che pazientemente si ferma a osservare il vecchio portone e i pi\u00f9 attenti scorgono, tra i segni del tempo che hanno intaccato il legno, due fori ad altezza degli occhi. A questo punto ci si avvicina e si \u201cspia\u201d attraverso i due pertugi, ed ecco apparire l\u2019opera del controverso artista francese. Attraverso questi \u201cbuchi\u201d, si scopre una scena iper-realista: una figura femminile nuda, con le gambe divaricate, che tiene in mano una lampada a gas sullo sfondo di un paesaggio con cascata.<br \/>Il \u201cbuco\u201d duchampiano eleva l\u2019atto del voyeurismo a condizione essenziale dell\u2019esperienza artistica, trasformando l\u2019opera in una meditazione sull\u2019erotismo, sulla percezione e sulla necessit\u00e0 della partecipazione attiva e compromettente dello spettatore.<\/p>\n<p class=\"p2\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-72999\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/etant-donnes-1024x580.jpg\" alt=\"\" width=\"788\" height=\"446\"  \/><\/p>\n<p class=\"p2\" style=\"text-align: center;\">Marcel Duchamp, \u00c9tant donn\u00e9s: 1\u00b0 la chute d\u2019eau, 2\u00b0 le gaz d\u2019\u00e9clairage, 1946-1966, materiali vari.<\/p>\n<p class=\"p2\" style=\"text-align: left;\">Il tema dello sguardo in Duchamp \u00e8 centrale e si manifesta come un \u201cdoppio sguardo\u201d tra opera e spettatore, dove il significato si crea nello scambio e nella messa in discussione della visione tradizionale. L\u2019artista \u00e8 come se dicesse: \u201cSe non coltivi la curiosit\u00e0, rischi di perdere l\u2019opera pi\u00f9 significativa: la scoperta. In questo modo diventi soltanto un spettatore apatico, un semplice osservatore privo di coinvolgimento emotivo e mentale.\u201d<\/p>\n<p>Arriviamo in<b> Piazza Bocca della Verit\u00e0<\/b> dove si trova l\u2019antico mascherone in marmo, uno dei simboli pi\u00f9 celebri di Roma, collocato dal 1632 nel pronao della Basilica di Santa Maria in Cosmedin. La Bocca della Verit\u00e0 \u00e8 un buco <b>pericoloso per i bugiardi. <\/b>Secondo la leggenda morde la mano a chi mente. Il \u201cbuco\u201d della Bocca della Verit\u00e0 non \u00e8 un semplice foro, ma una <b>soglia<\/b>, un varco. \u00c8 il punto di non ritorno che separa l\u2019innocenza dalla colpevolezza. Il passaggio della mano attraverso questo \u201cbuco\u201d simboleggia il superamento di un esame morale o il confronto con il proprio segreto.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-73024 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/IMG_0248-1.jpeg\" alt=\"\" width=\"624\" height=\"483\"  \/><\/p>\n<p class=\"p2\">A pochi passi dal quartiere ebraico, circondata dai palazzi un tempo appartenuti alla nobile famiglia Mattei, dove soggiorn\u00f2<strong> Giacomo Leopardi<\/strong> tra il novembre 1822 e l\u2019aprile 1823,\u00a0sorge una tra le fontane pi\u00f9 belle di Roma, la\u00a0<b>Fontana delle Tartarughe. <\/b>Di fronte vi era la galleria <strong>di Pio Monti<\/strong>, chiusa nel 2022 dopo la sua morte e oggi trasformata in un negozio di abbigliamento, cos\u00ec come lo spazio Idill\u2019Io che aveva aperto a Recanati, oggi trasformato in rosticceria. Nel 2006 il famoso gallerista organizz\u00f2 una mostra intitolata \u201cIl Buco\u201d.<\/p>\n<p class=\"p3\"><b>Il Buco nell\u2019Arte: Achille Bonito Oliva e David Peat<\/b><\/p>\n<p class=\"p2\">La mostra, curata da Achille Bonito Oliva con la collaborazione del fisico F. David Peat, era una riflessione sul vuoto, sul limite e sulla dimensione infinitesimale e cosmica. L\u2019allestimento e il catalogo esploravano il buco non solo come forma fisica, ma come concetto filosofico e scientifico.<br \/>L\u2019arte contemporanea non propone pi\u00f9 uno sguardo prospettico, ma <b>mentale<\/b>.\u00a0 Il \u201cbuco\u201d diventa concettuale: \u00e8 il <b>vuoto filosofico.<\/b> Bonito Oliva, noto critico e teorico della Transavanguardia, ha utilizzato il buco come metafora di una breccia nella realt\u00e0, un punto di contatto tra l\u2019arte, la fisica quantistica (con i riferimenti di Peat alle stringhe e ai multiversi) e l\u2019infinito. La mostra ha messo in luce come il vuoto possa essere interpretato come un potenziale, un luogo di infinite possibilit\u00e0 o di profonda introspezione. Il buco non pi\u00f9 strumento di visione, ma di <b>riflessione<\/b>.<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-72995\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/il-Buco-Pio-Monti-1024x725.jpg\" alt=\"\" width=\"788\" height=\"558\"  \/><\/p>\n<p class=\"p2\">La potenza simbolica del buco si estende al cinema in due opere recenti e distinte che non ho visto ma di cui ho letto le trame.<\/p>\n<p class=\"p4\"><b>Il Buco nel Cinema: Metafore Verticali e Abissali<\/b><\/p>\n<p><b>\u201cIl Buco (El Hoyo)\u201d<\/b> di Galder Gaztelu-Urrutia (2019), un allegorico thriller spagnolo ambientato in una prigione verticale con un <strong>buco centrale<\/strong> che permette il passaggio del cibo tra livelli sovrapposti. La scena simboleggia la disuguaglianza sociale e l\u2019egoismo, con i livelli superiori che si saziano a discapito di quelli inferiori, rappresentando una <strong>societ\u00e0 distopica<\/strong> priva di solidariet\u00e0. Il buco diventa una metafora dell\u2019abisso morale e della lotta per la sopravvivenza.<br \/><b>\u201cIl Buco\u201d<\/b> di Michelangelo Frammartino (2021), \u00e8 un\u2019opera contemplativa e documentaristica che ripercorre una spedizione speleologica del 1961 nell\u2019Abisso di Bifurto. In questo caso, <strong>il buco \u00e8 un portale naturale<\/strong> che simboleggia scoperta, meraviglia e il viaggio nelle profondit\u00e0 della Terra e dell\u2019esistenza.<br \/>Entrambe le opere utilizzano il simbolo del buco, ma in modi opposti: uno come metafora sociale e morale, l\u2019altro come porta verso l\u2019infinito naturale e spirituale.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-73032\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Il-Buco-1-999x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"788\" height=\"808\"  \/><\/p>\n<p>La giornata si conclude al calare della sera, raggiungendo la Metro al Colosseo. Osservando le rovine del<strong> Foro Romano,<\/strong> si percepisce un gigantesco <strong>buco nel tempo<\/strong>. Ogni colonna spezzata, ogni fondazione interrata, ogni rovina rappresenta <strong>un vuoto di presenza<\/strong>, un\u2019assenza che ci costringe a guardare indietro, a colmare mentalmente il vuoto lasciato dal passato. \u00c8 come se il silenzio di queste pietre ci invitasse a riflettere sulle infinite storie che un tempo animavano questi spazi, ricordandoci che anche ci\u00f2 che sembra perduto pu\u00f2 vivere ancora nelle nostre memorie e nel nostro immaginario.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-73026\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/IMG_9044.jpg\" alt=\"\" width=\"921\" height=\"780\"  \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u201ccum cadet Colyseus cadet et Roma; cum cadet Roma cadet et mundus\u201d (Beda Venerabilis, VIII secolo), foto \u00a9PaoloFarina<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">E che dire del Colosseo? <strong>Mark Twain<\/strong>, nel suo libro <strong>Gli Innocenti all\u2019estero\u00a0<\/strong> del 1869 lo chiama \u201cquella cappelliera piena di buchi, e di finestre, rotta da una parte, come se avesse avuto un morso\u201d. Twain descrive il monumento con un misto di fascino e umorismo, criticando le condizioni dei resti e la sua strumentalizzazione per il profitto turistico.\u00a0<\/p>\n<p class=\"p1\"><strong>Il viaggio attraverso questi \u201cbuchi\u201d rivela una costante nell\u2019indagine umana:<\/strong> che si tratti di un <strong>mirino<\/strong> che restringe l\u2019orizzonte per intensificare la bellezza, di un<b>\u2018apertura <\/b>\u00a0che rende l\u2019arte un atto voyeuristico, di un<strong> concetto<\/strong> che esplora l\u2019infinitesimo cosmico, o di una <strong>voragine<\/strong> che espone le dinamiche sociali o la maestosit\u00e0 della natura, o di un <strong>foro\u00a0<\/strong>ricco di storia, <strong>il buco<\/strong> ci invita sempre a guardare oltre, a superare la superficie e a confrontarci con ci\u00f2 che \u00e8 nascosto, profondo o inaccessibile.<\/p>\n<p>-Nikla Cingolani<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"&#13; Visualizzazioni: 1069&#13; Una giornata a Roma non \u00e8 mai solo un itinerario turistico, ma un pellegrinaggio attraverso&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":187477,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1443],"tags":[203,204,1537,90,89,1538,1539],"class_list":{"0":"post-187476","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-musica","8":"tag-entertainment","9":"tag-intrattenimento","10":"tag-it","11":"tag-italia","12":"tag-italy","13":"tag-music","14":"tag-musica"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115449983853636126","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/187476","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=187476"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/187476\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/187477"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=187476"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=187476"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=187476"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}