{"id":187740,"date":"2025-10-28T09:14:10","date_gmt":"2025-10-28T09:14:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/187740\/"},"modified":"2025-10-28T09:14:10","modified_gmt":"2025-10-28T09:14:10","slug":"i-75-anni-di-knudsen-la-mia-italia-la-mia-norvegia-la-uno-x-e-quella-voglia-di-tour","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/187740\/","title":{"rendered":"I 75 ANNI DI KNUDSEN. \u00abLA MIA ITALIA, LA MIA NORVEGIA, LA UNO-X E QUELLA VOGLIA DI TOUR&#8230;\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>\u00ab<strong>Se la Uno X mi stupisce? Non troppo, nel senso che si tratta di un progetto di squadra molto chiaro ed ambizioso.<\/strong> Dietro allo storico passaggio nel Gotha assoluto del ciclismo mondiale c\u2019\u00e8 un lavoro iniziato da anni, grazie alla competenza di Thor Hushovd ed al convinto sostegno di chi sponsorizza. Credo che alla base di tutto ci sia la determinazione che \u00e8 poi la stessa dei corridori di sostanza che compongono il roster\u00bb.\u00a0\n            <\/p>\n<p>Voce in capitolo ne ha parecchia (oro olimpico a Monaco \u201972, titolo mondiale sempre nell\u2019inseguimento individuale a San Sebastian nel \u201973, sei tappe al Giro d\u2019Italia) il nostro Cicerone quando si parla di magic moment del ciclismo norvegese. <strong>Knut Knudsen, cittadino onorario del centro viterbese diventato una specie di enclave targata Oslo,<\/strong> conserva un rapporto speciale con il Bel Paese, sulle nostre strade ha conosciuto gloria non certo effimera ed ha appena festeggiato i 75 anni (li ha compiuti il 12 ottobre) nella \u201csua\u201d Vasanello. Con il campione dal cognome di suggestione onomatopeica andiamo per ordine, non senza aver manifestato un po&#8217; di invidia verso quella nazione di 5 milioni d\u2019abitanti fresca d\u2019ingresso nel World Tour.<br \/><strong\/>\n            <\/p>\n<p><strong>Ne \u00e8 passato di tempo da quando lei esord\u00ec nella Jolly Ceramica, non certo casualmente\u2026<\/strong><br \/>\u00abLe incognite sull\u2019ambientamento potevano anche esserci, eppure nel vicentino venni subito trattato come un figlio ed accolto benissimo dai miei compagni veneti. Gi\u00e0 il primo anno appresi molto da Marino Basso e mi ambientai a pieno nel vostro ciclismo, man mano che crescevano le ambizioni del team\u00bb.<br \/><strong\/><\/p>\n<p><strong>Norvegia \u201csolo\u201d terra di grandi sprinter e specialisti delle gare contro il tempo?<\/strong><br \/>\u00abDirei che possiamo essere competitivi in ogni tipo di corse, seguendo l\u2019esempio dei danesi. Non pu\u00f2 sfuggire l\u2019importanza del sesto posto di Tobias Johannessen al Tour de France, anche perch\u00e9 si tratta di un atleta che pu\u00f2 dare ancora molto (parliamo del vincitore del Tour de l\u2019Avenir 2021, ndr), cos\u00ec come, sempre restando alla stessa Uno X, c\u2019\u00e8 stata nel 2025 la vittoria di Abrahamsen nella tappa del Tour de France di Tolosa, oppure il recente acuto di Loland al Giro del Veneto\u00bb<br \/><strong\/><\/p>\n<p><strong>Etichetta di corridori solidi forse un po&#8217; ingenerosa rispetto al talento?\u00a0<\/strong><br \/>\u00abMa no, ben venga, riconosco alla nidiata di corridori norvegesi un surplus di motivazioni e voglia di soffire che era anche il mio, da pistard come su strada negli anni a venire, quando non mi accontentai delle prime affermazioni in carriera. Da questo punto di vista il passaggio ad una squadra di livello assoluto come la Bianchi non mi spavent\u00f2, anzi\u00bb.<br \/><strong\/><\/p>\n<p><strong>Uno X una multinazionale scandinava: ricorda un po&#8217; la Bianchi Piaggio dove c\u2019erano anche gli svedesi Prim e Segersall?\u00a0<\/strong><br \/>\u00abAllora la Svezia aveva gi\u00e0 vinto un Giro con Petterson e mi risultano segni di risveglio di quella tradizione. Detto della Danimarca che conoscete, in Norvegia abbiamo anche una bella scena giovanile a supportare le future ambizioni di una squadra creata per trattenere o attirare talenti\u00bb.<br \/><strong\/><\/p>\n<p><strong>Ciclisticamente l\u2019Italia le ha dato davvero tanto: il ricordo personale pi\u00f9 bello?\u00a0<\/strong><br \/>\u00abNon posso dimenticare il successo della prima tappa del Giro nel 1975, da Milano a Fiorano Milanese, anche perch\u00e9 colto battendo Van Linden e altri nomi di spicco. E poi era il 17 maggio, festa nazionale norvegese: fu davvero qualcosa di incredibile\u00bb.<br \/><strong\/><\/p>\n<p><strong>Siamo costretti a chiedere del Giro 1979 e di una caduta a Pieve di Cadore che la estromise\u2026<\/strong><br \/>\u00abSo che quell\u2019anno ero molto migliorato, come testimonia il primo posto assoluto alla Tirreno Adriatico. Ancora oggi non capisco bene come mai venni buttato a terra da un\u2019automobile, accetto quelle che sono circostanze di corsa\u00bb.\u00a0<br \/><strong\/><\/p>\n<p><strong>Del \u201979 \u00e8 bello portare alla mente il successo nel Laigueglia per i complimenti ricevuti.<\/strong><br \/>\u00abErano quelli di un certo Giancarlo Ferretti, che gi\u00e0 durante il raduno in Riviera mi portava ad esempio per l\u2019abnegazione nell\u2019allenamento. Uscivo anche al pomeriggio, a differenza dei miei compagni ed in questa scelta ci vedo il modo di interpretare lo sport di noi norvegesi\u00bb.<br \/><strong\/><\/p>\n<p><strong>E a Vasanello come capita?\u00a0<\/strong><br \/>\u00abGrazie a connazionali che gi\u00e0 negli anni \u201980 avevano aperto un albergo in questo piccolo paese a poca distanza dal confine umbro. Le uscite cicloturistiche tra connazionali sono diventate sempre pi\u00f9 frequenti, nel progetto Casa Etronia ho incontrato anche gli amici Sven Langholm, ex ciclista, e Uld Moen, gloria del calcio norvegese, ma soprattutto questo posto mi \u00e8 entrato nel cuore, ho acquistato una casa in centro storico e ci vivo per la maggior parte dell\u2019anno\u00bb.\u00a0<br \/><strong\/><\/p>\n<p><strong>Cosa l\u2019ha catturata?\u00a0<\/strong><br \/>\u00abVasanello \u00e8 come immagino io l\u2019Italia, accogliente e con un modo di vivere genuino, un po&#8217; come l\u2019uva che abbiamo appena vendemmiato\u00bb.<br \/><strong\/><\/p>\n<p><strong>In bici ci va ancora?<\/strong><br \/>\u00abGodendomi ogni pedalata senza spingere pi\u00f9 del dovuto, tra una pausa culinaria ed il contatto con la natura. Ah, aggiungo che pedalo su Bianchi e in Norvegia esco ancora con la stessa bicicletta del 1981, pesa un po&#8217; di pi\u00f9 di quelle moderne ma non importa\u00bb.<br \/><strong\/><\/p>\n<p><strong>Ha sentito alla tv norvegese Thor Hushovd manifestare interesse per Skjelmose?<\/strong><br \/>\u00abBene, il tipo di calendario World Tour necessita di un numero accresciuto di corridori, lo sanno bene i dirigenti della Uno X, catena di distributori di carburanti estesa in ogni parte della Norvegia. Sono fiducioso perch\u00e9 non si tratta di un passo pi\u00f9 lungo della gamba, la programmazione estrema e l\u2019entusiasmo non vanno messi in contrapposizione\u00bb.\u00a0<br \/><strong\/><\/p>\n<p><strong>In conclusione, la candidatura norvegese per la Grand depart del Tour 2030 \u00e8 solida?<\/strong><br \/>\u00abPu\u00f2 sembrare un sogno, vista l\u2019importanza della manifestazione ciclistica in questione, eppure guardate quanto \u00e8 cresciuto d\u2019interesse e per accresciuto livello di partecipazione il Tour of Norway. Aggiungeteci la promozione della Uno X e vedrete quanto l\u2019obiettivo Grande Boucle non sia poi cos\u00ec lontano&#8230;\u00bb.<\/p>\n<p>Nella foto, il primo a sinistra \u00e8 Knudsen a destra, a sinistra Sven Langholm ed al centro il guest di Casa Etronia<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u00abSe la Uno X mi stupisce? 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