{"id":187873,"date":"2025-10-28T11:04:15","date_gmt":"2025-10-28T11:04:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/187873\/"},"modified":"2025-10-28T11:04:15","modified_gmt":"2025-10-28T11:04:15","slug":"puccio-la-mia-vita-da-gregario-e-la-voglia-di-restare-nel-ciclismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/187873\/","title":{"rendered":"PUCCIO. \u00abLA MIA VITA DA GREGARIO E LA VOGLIA DI RESTARE NEL CICLISMO\u00bb"},"content":{"rendered":"<p><strong>Salvatore Puccio, una vita da gregario. In occasione del suo 36\u00b0 compleanno ha an\u00adnunciato l&#8217;addio alle corse<\/strong> ed \u00e8 stato subissato da messaggi di affetto.\u00a0\n            <\/p>\n<p>Salvatore Puc\u00adcio \u00e8 molto amato in gruppo, ha fatto del suo meglio per farsi ben volere su e gi\u00f9 dalla sella e, dopo una vita da gregario \u00e8 pronto a nuove sfide in un ciclismo che nei suoi 14 anni di carriera professionistica \u00e8 cambiato totalmente. Il siciliano uomo bandiera del Team Sky\/Ineos Grena\u00addiers \u00e8 stato un compagno prezioso per Bradley Wiggins, Rigoberto Uran, Ge\u00adraint Thomas, Mark Cavendish, Egan Bernal, Michal Kwiatkowski, Elia Vi\u00adviani, Tao Geo\u00adghe\u00adgan Hart e Filippo Ganna, solo per citare alcuni dei capitani che lo hanno voluto al loro fianco nei grandi giri e nelle classiche, e ora vuole mettere a frutto tutta la sua esperienza in ammiraglia. Prima per\u00f2 di iniziare questa nuova avventura da direttore sportivo, ci sono le ultime corse da disputare, in Italia, come da sua richiesta. Perch\u00e9 tutte le strade portano a casa e una bella storia me\u00adrita il migliore dei finali.<br \/><strong\/>\n            <\/p>\n<p><strong>Come stai vivendo questo ultimo capitolo?<\/strong><br \/>\u00abBene, perch\u00e9 ho scelto io di mettere un punto. Dopo tanti anni ho sentito il bisogno di dire basta. Negli ultimi allenamenti ho avvertito anche un po\u2019 di malinconia, ma in gara sento la fatica e allora mi dico che ho preso la decisione corretta. \u00c8 il momento giusto per smettere\u00bb.<br \/><strong\/><\/p>\n<p><strong>La tua prima gara da prof risale ad agosto 2011.<\/strong><br \/>\u00ab\u00c8 passata una vita. Ho indossato sempre la stessa maglia perch\u00e9 mi sono trovato bene in questo gruppo. Ho visto passare tanti compagni, cambiare lo staff. Non sono l\u2019unico, ma tra i pochi rimasti del progetto originario. Non mi piace molto cambiare, prediligo stabilit\u00e0 e tranquillit\u00e0. L\u2019unica maglia diversa da quella di club che ho indossato \u00e8 stata quella azzurra, con Elia Viviani oltre a tappe al Giro e alla Vuelta abbiamo vinto il Campionato Europeo nel 2019\u00bb.<br \/><strong\/><\/p>\n<p><strong>Cosa ti resta di questa parte di vita?<\/strong><br \/>\u00abRispondere a questo domandone \u00e8 difficilissimo. Ho tantissimi ricordi e chiss\u00e0 quanti al momento ho rimosso. Sono stati anni intensi e ricchi di soddisfazioni. Vestire la maglia rosa nel 2013, al mio primo Giro d\u2019Italia, \u00e8 stata una piacevole sorpresa, e sento mia ogni vittoria di un mio compagno. Ho sempre avuto la fortuna di correre con campioni veri che a fine gara portavano a casa il risultato. Per un gregario \u00e8 importantissimo perch\u00e9 puoi lavorare quanto vuoi, ma se poi il capitano non vince, il tuo lavoro vale zero\u00bb.<br \/><strong\/><\/p>\n<p><strong>Accanto alle gioie ci sar\u00e0 stato anche qualche dolore.<\/strong><br \/>\u00abFortunatamente non ho mai avuto grandi problemi, il primo vero infortunio mi \u00e8 capitato quest\u2019anno, poco prima del Tour of the Alps ho rotto il polso. Avrei voluto disputare ancora una volta il Giro d\u2019Italia, invece per due mesi sono stato costretto a stare lontano dalle gare. Pazienza. Ora, do\u00adpo le corse in Canada, ho chiesto di disputare le ultime gare in Italia: Giro dell\u2019Emilia, Tre Valli Varesine e Il Lombardia. Gli amici si stanno preparando, organizzeranno una bella fe\u00adsta&#8230;\u00bb.<br \/><strong\/><\/p>\n<p><strong>Hai disputato 17 grandi giri e 29 classiche, la casella delle vittorie \u00e8 rimasta a zero.<\/strong><br \/>\u00abHo corso tanto, spesso a fine anno ero il primo della squadra per numero di gare, iniziavo a gennaio e finivo ad ottobre, come voleva la vecchia mentalit\u00e0 old school. Ho avuto poche occasioni personali perch\u00e9 ho sempre aiutato gli altri. Quando ho centrato qualche buona fuga, all\u2019interno mi sono regolarmente trovato specialisti come Ales\u00adsandro De Marchi che mi ha battuto alla Vuelta e Steve Cummings alla Tir\u00adre\u00adno-Adriatico, insomma i peggiori con\u00adtro cui giocarsela&#8230;\u00bb.<br \/><strong\/><\/p>\n<p><strong>Negli ultimi anni hai fatto fatica?<\/strong><br \/>\u00abS\u00ec, il ciclismo \u00e8 cambiato tanto ed \u00e8 sempre pi\u00f9 esigente. Per restare competitivo lo scorso inverno ho svolto tre allenamenti al giorno. Andavo in palestra alla mattina, in bici, e poi sui rulli, ben vestito per sudare. Un giovane quanto pu\u00f2 reggere questi ritmi? A livello alimentare c\u2019\u00e8 stata una rivoluzione. Una volta dopo un\u2019omelette si facevano cinque ore regolari a digiuno, ora si parte per un allenamento caratterizzato da lavori specifici e personalizzati con le tasche piene di gel, ci si de\u00adve abituare ad assimilare 120 grammi all\u2019ora, tantissimo. Io con il peso non ho mai avuto problemi, mi conosco, so come gestirmi, ma per tanti la dieta \u00e8 uno stress ulteriore\u00bb.<br \/><strong\/><\/p>\n<p><strong>Si va sempre pi\u00f9 veloci.<\/strong><br \/>\u00ab\u00c8 pericolosissimo e logorante, siamo rimasti in pochi a frenare e se rallenti in un attimo perdi 40 posizioni, che recuperare poi \u00e8 dura. Se lasci un po\u2019 di spazio, ti si infilano da tutte le parti. Non \u00e8 un problema di rapporti, ma di testa. Gli incidenti che vediamo in tv sono l\u20191% di quello che succede, in gruppo \u00e8 un continuo fare a spallate e sentire le leve di chi ti sta vicino addosso. Il gruppo \u00e8 veramente molto compatto, una volta vivevi questa frenesia solo nel finale, ora ci accompagna dal chilometro zero. Di recente in una di\u00adscesa ho toccato gli 84 km\/h, ho avu\u00adto paura. Ahim\u00e8, temo sar\u00e0 sempre peggio\u00bb.<br \/><strong\/><\/p>\n<p><strong>La tua gara preferita?<\/strong><br \/>\u00abLa Strade Bianche \u00e8 stupenda. Forse ultimamente l\u2019hanno resa un po\u2019 troppo dura. Detto questo, quando c\u2019\u00e8 in gara Tadej Pogacar c\u2019\u00e8 poco da fare&#8230;\u00bb.<br \/><strong\/><\/p>\n<p><strong>Che rapporto hai con la bici?<\/strong><br \/>\u00abFinito l\u2019allenamento non la voglio ve\u00addere, non sono uno di quelli maniacali sulla meccanica e le misure e, am\u00admetto, nemmeno sulla pulizia. Sto gi\u00e0 tante ore in sella, quando torno sono stanco e ho voglia solo di riposarmi e giocare con mio figlio. Quest\u2019estate ha voluto sempre che lo portassi in bici cos\u00ec do\u00adpo aver svolto i miei lavori, mi toccava riuscire con lui. Per fortuna ho una city bike elettrica con il seggiolino, se no sai che mal di gambe. Anche perch\u00e9 Tommaso inizia a pesare. Ha due anni e mezzo ed \u00e8 scatenato, inizia a parlare e non sta mai fermo. Quando usciamo in bici \u00e8 felicissimo, anche perch\u00e9 ogni volta lo porto in posti diversi, dove ci sono i cavalli e altre bellezze vicino casa\u00bb.<br \/><strong\/><\/p>\n<p><strong>Dov\u2019\u00e8?<\/strong><br \/>\u00abAd Assisi. Nel 2002 dalla Sicilia con la famiglia mi sono spostato a Petri\u00adgnano d\u2019Assisi. Poi sono stato dieci an\u00adni a Monaco e nel settembre 2023 sono tornato ad Assisi con mia moglie Fran\u00adcesca e il nostro piccolo, nato a marzo di quell\u2019anno. Abbiamo avuto la fortuna di comprare un attico con un grande terrazzo che da su Santa Maria degli Angeli, era in costruzione e non ce lo siamo fatti scappare. Con la fine della carriera agonistica avr\u00f2 pi\u00f9 tem\u00adpo da dedicare ai miei cari, che sono stati e sempre saranno fondamentali\u00bb.<br \/><strong\/><\/p>\n<p><strong>Quando non sei in sella?<\/strong><br \/>\u00abMi ha preso il giardinaggio, mi rilassa tantissimo. Mi ha trasmesso la passione mio suocero Antonio, che in passato ha lavorato in un negozio di fio\u00adri. Ci ha sempre curato il verde ma ultimamente piace fare tutto a me, dal girare le piante perch\u00e9 prendano il sole da ogni lato e non si curvino fino alla potatura. Al momento sono in lotta con il pitosforo, mi d\u00e0 un po\u2019 di problemi perch\u00e9 \u00e8 delicato, viene colpito dai pulcioni, questi maledetti insetti che seccano le piante\u00bb.<br \/><strong\/><\/p>\n<p><strong>Quindi da grande Salvatore Puccio far\u00e0 il vivaista?<\/strong><br \/>\u00abNo, questo amore per le piante reste\u00adr\u00e0 un hobby. Mi sono iscritto al corso UCI per diventare direttore sportivo. Vorrei restare in gruppo, mi pia\u00adce\u00adreb\u00adbe molto salire in ammiraglia, anche di un\u2019altra squadra. Dei diesse che ho avuto in carriera mi ispirer\u00f2 a Matteo Tosat\u00adto, uno che ha grande carisma, ti coinvolge, ti motiva e trasmette grinta, e a Dario David Cioni, al contrario mol\u00adto tranquillo. Idealmente penso di poter diventare una via di mezzo&#8230;\u00bb.<br \/><strong\/><\/p>\n<p><strong>A ripensare alla tua vita da gregario hai qualche rammarico? Magari in qualche occasione saresti potuto essere meno generoso e pi\u00f9 egoista&#8230;<\/strong><br \/>\u00abNo, non ho nessun rimpianto. Sono felicissimo della mia carriera. Fatica a parte, rifarei tutto da zero\u00bb.<\/p>\n<p>da tuttoBICI di Ottobre<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Salvatore Puccio, una vita da gregario. 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