{"id":188277,"date":"2025-10-28T16:37:14","date_gmt":"2025-10-28T16:37:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/188277\/"},"modified":"2025-10-28T16:37:14","modified_gmt":"2025-10-28T16:37:14","slug":"gere-vuole-solo-linvasione-dellitalia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/188277\/","title":{"rendered":"Gere vuole solo l\u2019invasione dell\u2019Italia"},"content":{"rendered":"<p>\n        Richard Gere con il direttore di Open Arms Oscar Camps (Getty Images)\n    <\/p>\n<p>L\u2019attore, salito sulla nave di Open Arms e scatenato contro Salvini, adesso difende l\u2019identit\u00e0 degli indigeni minacciati dall\u2019estrazione mineraria che serve al \u00absuo\u00bb green.Un intero paginone di Repubblica, ieri. Firmato Richard Gere. S\u00ec proprio lui. La star hollywoodiana nota al grande pubblico per le sue interpretazioni in indimenticabili capolavori cinematografici come \u00abAmerican gigolo\u00bb, \u00abUfficiale e Gentiluomo\u00bb e \u00abPretty Woman\u00bb. Da anni recita pure la parte dell\u2019attivista. Con altrettanta visibilit\u00e0 ma molto minore talento. Come tale chiede di essere qualificato in coda al suo sermone. \u00abAttore e attivista\u00bb a sostegno \u00abdel rapporto di Survival International\u00bb. \u00abPopoli incontattati\u00bb \u00e8 l\u2019espressione pi\u00f9 ricorrente nella sua omelia. Sette volte. Ma anche \u00abpopoli indigeni\u00bb e infine \u00abindigeni incontattati\u00bb. Quattro volte ciascuna queste ultime due espressioni. Tante s\u00ec. Ma mai quanto gli sbadigli del coraggioso lettore che decide di leggersi il sermone. Gi\u00e0 il luned\u00ec \u00e8 una piaga di suo. Figuratevelo col pippone di Gere che ci racconta tutta la sua preoccupazione per i \u00ab196 popoli e gruppi indigeni incontattati\u00bb che potrebbero \u00abnon sopravvivere ai prossimi dieci anni se governi e aziende non smetteranno di deforestare i loro territori, di rubare i loro minerali e di inseguirli nel profondo delle sempre pi\u00f9 ridotte foreste da cui dipende la loro stessa esistenza\u00bb. Chiss\u00e0 se Richard Gere si \u00e8 mai chiesto per quale motivo stiamo sfruttando le risorse minerali sopra i quali risiedono questi indigeni. Dove? Nell\u2019articolo si parla di confine fra Brasile e Per\u00f9. Ma potrebbero essere altri 196 posti ovunque nel mondo. Qualora se lo fosse chiesto magari avrebbe anche dovuto marzullianamente darsi una risposta. Abbiamo fame di minerali per costruire le batterie delle auto elettriche che devono combattere il cambiamento climatico che a lui sta tanto a cuore. Poteva infatti il nostro non essere produttore e voce narrante di un documentario tremendista dove si vedono i soliti ghiacciai che si sciolgono alternati a territori fratturati dalla siccit\u00e0? \u00abEarth Emergency\u00bb \u00e8 il sobrio titolo del capolavoro realizzato con il supporto di Greta Thunberg. Ah beh allora. E per salvare il pianeta serve ovviamente l\u2019auto elettrica. Totem del gretinismo ecologista. Tutto si basa sulle batterie elettriche. E chi estrae i materiali per realizzarle? \u00abPi\u00f9 del 60% della fornitura mondiale di cobalto proviene dal Congo, e il 30% delle estrazioni vengono effettuate da minatori che lavorano in condizioni disumane, bambini inclusi\u00bb scriveva il climaticamente e \u00abclericalmente corretto\u00bb (per dirla alla Antonio Socci) Avvenire nell\u2019aprile del 2021. \u00abNel solo 2020\u00bb, riportava sempre Avvenire, \u00ab99.000 tonnellate di cobalto. Circa 9.000 estratte a mano [&#8230;]. Uomini, donne e bambini che lavorano 12 ore al giorno sottoterra con salari da fame, senza ventilazione e respirando gas nocivi\u00bb. Hai voglia caro Richard Gere a deforestare boschi e contattare popoli incontattati. Parafrasando Mario Draghi: \u00abCosa vuoi? Un pianeta che arde come una palla di fuoco? O contattare i popoli incontattati?\u00bb. Ma Gere si preoccupa anche delle \u00abdiverse culture\u00bb. Ma difendere l\u2019identit\u00e0 non \u00e8 da fascisti? Non se lo fa Richard Gere. Forse il testimonial pi\u00f9 attivo (anzi attivista) della cosiddetta Critical Race Theory. Una ideologia dominante che ormai gi\u00e0 da tempo ha travalicato i confini dell\u2019universit\u00e0 americane. Sostiene Daniele Scalea presidente del centro Studi Machiavelli. Una dottrina egemone nei media, nell\u2019intrattenimento, nella comunicazione e nella narrazione. \u00c8 un\u2019ideologia chiaramente anti occidentale che vede nell\u2019Occidente il male assoluto. \u00abLa sua narrazione della storia\u00bb, prosegue Scalea, \u00ab\u00e8 quello di una sorta di Eden incontaminato che a un certo punto viene corrotto dalla malvagit\u00e0 dell\u2019uomo bianco\u00bb. Quest\u2019ultimo porta oppressione, sfruttamento, guerra, razzismo e tutti gli altri mali esistenti. E chiaramente una visione molto riduzionistica ed animata da un odio cieco di tipo razziale. Anzi razzista. Anzi auto razzista. Addirittura, complottista. Stavolta questo termine lo usiamo noi. Qualsiasi cosa sia successa di male, \u00e8 tutta colpa dell\u2019uomo bianco. E l\u2019uomo nero ha sempre ragione. Gere ci racconta che \u00e8 giusto difendere i confini. Ma delle terre abitate da quei popoli incontattati. Se invece lo fa Salvini, come nel caso della nave Open Arms cui era stato ordinato di non attraccare a Lampedusa ma di andare in Spagna, ecco che quello invece diventa un \u00abatto criminale\u00bb. Ed il nostro Richard, infatti, su quella nave in quei giorni ci sale. Era in vacanza in Toscana povera stella. Ma lui le ha interrotte per salire su quella imbarcazione. E quegli immigrati li ha \u00abguardati negli occhi\u00bb. E ha ascoltato \u00able loro storie\u00bb. Per poi andare a testimoniare contro Matteo Salvini al processo. Salvo dare buca all\u2019ultimo momento. Perch\u00e9 aveva da girare un film. Ma non si \u00e8 trattenuto dal rilasciare la sua testimonianza scritta. Ahinoi non acquisita agli atti. Dove Gere sottolinea un fondamentale concetto gi\u00e0 ribadito al sinistrissimo Guardian in un\u2019intervista qualche anno prima. Lui per gli immigrati &#8211; o indigeni incontattati che siano &#8211; ha una \u00abviscerale umana empatia\u00bb. Asciugatevi la lacrimuccia fra uno sbadiglio e l\u2019altro.\n<\/p>\n<p>\n        (Esercito Italiano)\n    <\/p>\n<p>Si \u00e8 conclusa nei giorni scorsi in Slovenia l\u2019esercitazione internazionale \u00abTriglav Star 2025\u00bb, che per circa tre settimane ha visto impegnato un plotone del 5\u00b0 Reggimento Alpini al fianco di unit\u00e0 spagnole, slovene e ungheresi.<\/p>\n<p>L&#8217;esercitazione si \u00e8 articolata in due moduli: il primo dedicato alla mobilit\u00e0 in ambiente montano, finalizzato ad affinare le capacit\u00e0 tecniche di movimento su terreni impervi e difficilmente accessibili; il secondo focalizzato sulla condotta di operazioni offensive tra unit\u00e0 contrapposte. L\u2019area delle esercitazioni ha compreso l\u2019altopiano della Jelovica, nella regione di Gorenjska, e il massiccio del Ratitovec, tra i 900 e i 1.700 metri di altitudine.<\/p>\n<p>La \u00abTriglav Star 2025\u00bb \u00e8 culminata in un\u2019esercitazione continuativa durata 72 ore, durante la quale i militari hanno affrontato condizioni meteorologiche avverse \u2013 con terreno innevato e fangoso e intense raffiche di vento in quota. Nella fase finale, il plotone italiano \u00e8 stato integrato in un complesso minore multinazionale a guida spagnola. La partecipazione di numerosi Paesi dell\u2019Alleanza Atlantica ha rappresentato un\u2019importante occasione di confronto, favorendo lo scambio di esperienze e competenze.<\/p>\n<p>La \u00abTriglav Star 2025\u00bb si \u00e8 rivelata ottima occasione di crescita, contribuendo in modo significativo a rafforzare l\u2019integrazione e l\u2019interoperabilit\u00e0 tra le forze armate dei Paesi partecipanti.<\/p>\n<p><strong\/><\/p>\n<p>Continua a leggereRiduci<\/p>\n<p>\n        Mahmoud Abu Mazen (Getty Images)\n    <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Richard Gere con il direttore di Open Arms Oscar Camps (Getty Images) L\u2019attore, salito sulla nave di Open&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":188278,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1451],"tags":[1621,1620,113418,203,204,2629,1537,90,89,2092,5709,113419,64139,113420],"class_list":{"0":"post-188277","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-celebrita","8":"tag-celebrita","9":"tag-celebrities","10":"tag-clandestini","11":"tag-entertainment","12":"tag-intrattenimento","13":"tag-invasione","14":"tag-it","15":"tag-italia","16":"tag-italy","17":"tag-migranti","18":"tag-ong","19":"tag-open-arms","20":"tag-richard-gere","21":"tag-richard-gere-ong"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115452775406589969","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/188277","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=188277"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/188277\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/188278"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=188277"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=188277"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=188277"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}