{"id":188279,"date":"2025-10-28T16:38:29","date_gmt":"2025-10-28T16:38:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/188279\/"},"modified":"2025-10-28T16:38:29","modified_gmt":"2025-10-28T16:38:29","slug":"leterno-ritorno-del-brutalismo-linkiesta-it","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/188279\/","title":{"rendered":"L\u2019eterno ritorno del brutalismo &#8211; Linkiesta.it"},"content":{"rendered":"<p><b>Questo \u00e8 un articolo del nuovo numero de Linkiesta Etc dedicato al tema del gioco, in edicole selezionate a Milano e Roma, e negli aeroporti e nelle stazioni di tutta Italia. E ordinabile <\/b><a href=\"https:\/\/store.linkiesta.it\/prodotto\/linkiesta-etc-n10-autunno\/?_gl=1*1czvvd7*_ga*MTU4NjA0OTM0Ni4xNzQyMDMwMjc0*_ga_1DSK8XX5TP*czE3NTk3Mzc5NTckbzQwMiRnMSR0MTc1OTczNzk5NyRqMjAkbDAkaDA.\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><b>qui.<\/b><\/a><\/p>\n<p>All\u2019inizio degli Anni 50 cominci\u00f2 a girare un termine nei circoli architettonici di Londra: era \u201cbrutalista\u201d. A coniarlo, con un po\u2019 di disprezzo, furono alcuni critici che di mira avevano un gruppo di architetti affascinato da Le Corbusier e dalla sua apologia del cemento a vista (il \u201cb\u00e9ton brut\u201d) resa pubblica con il progetto dell\u2019Unit\u00e9 d\u2019Habitation a Marsiglia. Un cambio di prospettiva e nel giro di poco tempo il termine venne rivendicato dagli stessi architetti, che lo usarono come una bandiera sotto cui riunire le proprie costruzioni. I primi furono Alison e Peter Smithson con la scuola di Hunstanton, nella contea inglese del Norfolk, un edificio con un\u2019estetica da magazzino e un certo \u201cje-m\u2019en-foutisme\u201d, come scrisse il critico Reyner Banham sul magazine Architectural Review.<\/p>\n<p> Poi il Brutalismo si diffuse in Inghilterra e nel resto del mondo, con esempi in Italia, negli Stati Uniti e persino in Giappone, dove l\u2019immagine delle navette spaziali modell\u00f2 l\u2019utopia metabolista dell\u2019architetto Kisho Kurokawa e della sua Nakagin Capsule Tower, demolita nel 2022 e oggi al centro di una grande mostra al MoMA di New York. Tornato in auge grazie ai social e soprattutto al film premio Oscar nel 2025 The Brutalist, il Brutalismo mostra la propria influenza come fonte d\u2019ispirazione per arredi che giocano a imitare alcune icone dell\u2019epoca.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"lazy lazy-hidden wp-image-584806 \" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-lazy-type=\"image\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/2-kisho-kurokawa-nakagin-capsule-tower-1972-foto-di-jeremie-souteyrat-bw-1024x682.jpg\" alt=\"\" width=\"729\" height=\"485\" data-lazy- data-lazy-\/>Kisho\u0304 Kurokawa, Nakagin Capsule Tower, 1972. Foto di Je\u0301re\u0301mie Souteyrat BW<\/p>\n<p><strong>Pensiero verticale<\/strong><b><br \/><\/b>Negli Stati Uniti il movimento arriv\u00f2 anche tramite Walter Gropius, che fra il 1938 e il 1952 diresse il Dipartimento di Architettura dell\u2019Universit\u00e0 di Harvard. Gropius non era un architetto brutalista, ma ad Harvard port\u00f2 la lezione del Razionalismo europeo e form\u00f2 una generazione di progettisti tra cui Paul Rudolph, che divenne in seguito uno dei primi interpreti del Brutalismo americano. Il lavoro di Rudolph segn\u00f2 il passaggio da uno stile sobrio e funzionale \u2013 com\u2019era quello del Brutalismo in Inghilterra \u2013 a uno pi\u00f9 monumentale, che trov\u00f2 terreno fertile soprattutto in ambito pubblico. Universit\u00e0, biblioteche e sedi governative adottarono infatti il cemento a vista per comunicare permanenza e solidit\u00e0, associandolo anche a valori democratici e di accessibilit\u00e0.<\/p>\n<p>Tra gli edifici pi\u00f9 rappresentativi di questa tendenza, la Geisel Library di San Diego, in California, deve il suo nome alla coppia Audrey e Theodor Seuss Geisel (meglio noto come Dr. Seuss, autore e illustratore di libri per l\u2019infanzia tra i pi\u00f9 apprezzati negli Stati Uniti), che ne finanzi\u00f2 la realizzazione donando anche una considerevole collezione di disegni, manoscritti e memorabilia.<\/p>\n<p>Il progetto, a firma di William Pereira, si colloca a met\u00e0 strada fra Brutalismo e Futurismo, una posizione che l\u2019architetto persegu\u00ec per tutta la vita. Completata nel 1970, la biblioteca \u00e8 spesso descritta come due mani che reggono una pila di libri, ma la sua forma \u2013 pioneristica nel panorama architettonico di quegli anni \u2013 \u00e8 paragonata anche a quella di un\u2019astronave, riflettendo la fascinazione del periodo per il progresso tecnologico e i viaggi nello spazio. Il design \u00e8 infatti geometrico e scultoreo, con pilastri in cemento grezzo protesi verso l\u2019esterno e la facciata che cambia da un piano e da un lato all\u2019altro. Metafora visiva della ricerca della conoscenza, con la sua struttura ascendente che sembra dissolversi nel cielo, la Geisel Library ha ispirato numerosi architetti, influenzando la progettazione di altri edifici pubblici nel mondo. E forse \u00e8 proprio a lei che ha guardato il designer Luca Pevere per la sua libreria Zinco ideata per Desalto.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"lazy lazy-hidden wp-image-584808 \" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-lazy-type=\"image\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/1-masiero-girouette-di-pierre-gonalons-768x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"537\" height=\"716\" data-lazy- data-lazy-\/>Masiero \u2013 Girouette di Pierre Gonalons<\/p>\n<p><strong>Brutalismo indiano<\/strong><b><br \/><\/b>Nel 1951, dopo che l\u2019India aveva ottenuto l\u2019indipendenza dal dominio coloniale britannico, Le Corbusier fu incaricato dall\u2019allora primo ministro Nehru di progettare la nuova citt\u00e0 di Chandigarh, divenuta nel frattempo capitale dei due Stati del Punjab e del Haryana. L\u2019architetto sapeva di star creando edifici per una societ\u00e0 appena liberata che viveva in un ambiente subtropicale, povera e afflitta da differenze religiose ed etniche. La nuova identit\u00e0 perci\u00f2 non doveva essere costruita sulle vecchie differenze, ma attorno a un quadro di collaborazioni di nuova concezione. L\u2019architettura modernista si prestava bene a questo scopo e, anche se il progetto urbanistico di Chandigarh sarebbe stato molto criticato in seguito, l\u2019originale approccio architettonico di Le Corbusier nel Complesso del Campidoglio \u2013 composto dai Palazzi di Giustizia, del Segretariato e dell\u2019Assemblea \u2013 ha lasciato un\u2019impronta profonda, tanto che nel 2016 il Complesso \u00e8 entrato nella lista del Patrimonio Unesco.<\/p>\n<p>Il Palazzo dell\u2019Assemblea \u00e8 il terzo edificio del settore amministrativo della citt\u00e0. Per realizzarlo l\u2019architetto si serv\u00ec di una tecnologia del calcestruzzo contemporanea, ma primitiva e di categorie di spazio che non ricordavano l\u2019architettura britannica o Moghul, ma risultavano comunque familiari. Fu creata una climatizzazione naturale senza uso di aria condizionata e rampe di scale presero il posto degli ascensori. L\u2019opera pittorica di Le Corbusier sulla porta principale del palazzo mostra le forme e la scala cromatica che gli interessavano in quel periodo, ma rispecchia anche l\u2019amore per il colore radicato nella cultura indiana.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"lazy lazy-hidden wp-image-584811 \" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-lazy-type=\"image\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/2-william-l-pereira-associates-geisel-library-san-diego-california-1970-foto-di-darren-bradley-da-ar.jpeg\" alt=\"\" width=\"662\" height=\"525\" data-lazy- data-lazy-\/>William L. Pereira Associates, Geisel Library, San Diego, California, 1970. Foto di Darren Bradley da ArchDaily<\/p>\n<p><strong>Dalle Alpi al Mediterraneo<\/strong><b><br \/><\/b>Per cinque anni i fotografi Roberto Conte e Stefano Perego hanno attraversato l\u2019Italia per pi\u00f9 di 20000 chilometri documentando la grande variet\u00e0 di edifici brutalisti costruiti tra gli Anni 60 e 80. Il progetto \u00e8 confluito in un libro \u2013 Brutalist Italy, edito da Fuel \u2013 e una mostra, che raccolgono oltre cento edifici italiani caratterizzati dall\u2019uso del cemento a vista e da elementi strutturali con un\u2019estetica unica.<\/p>\n<p>L\u2019ampliamento del cimitero di Busto Arsizio (Varese), realizzato nel 1971 dall\u2019architetto Luigi Ciapparella e fotografato dagli autori del volume, \u00e8 tra gli esempi meno noti del Brutalismo in Italia. Il complesso s\u2019inserisce all\u2019interno del progetto di fine \u2019800 di Ercole Seves, estendendosi in senso orizzontale attraverso una serie di quinte in cemento in cui si alternano pieni e vuoti, luci e ombre. Un labirinto di forme essenziali che lo scorso anno, complice il revival dell\u2019architettura brutalista, \u00e8 stato scelto anche come una delle location della canzone In Italia di Fabri Fibra con Emma e Baby Gang. A dimostrazione che il Brutalismo \u00e8 oggi un riferimento trasversale, capace di creare un ponte tra memoria e sperimentazione, nella musica e non solo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"lazy lazy-hidden wp-image-584814 \" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-lazy-type=\"image\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/6-le-corbusier-palazzo-dellassemblea-chandigarh-india-1964-foto-di-roberto-conte-1024x683.jpg\" alt=\"\" width=\"651\" height=\"434\" data-lazy- data-lazy-\/>Le Corbusier, Palazzo dell\u2019Assemblea, Chandigarh, India, 1964. Foto di Roberto Conte<\/p>\n<p><strong>Sotto i funghi di cemento<\/strong><b><br \/><\/b>A Torino il Palazzo del Lavoro \u00e8 un\u2019imponente struttura in cemento e acciaio, un capolavoro di ingegneria la cui storia comincia nel 1959. Quell\u2019anno infatti fu bandito un concorso per la costruzione di un padiglione espositivo che per le celebrazioni del centenario dell\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia del 1961 avrebbe dovuto ospitare una grande mostra sul lavoro allestita da Gio Ponti e presieduta da Giovanni Agnelli. Al bando, che poneva l\u2019accento sul basso costo della costruzione e sull\u2019uso espressivo dei materiali, parteciparono vari architetti e ingegneri, tra i quali Pier Luigi Nervi con l\u2019impresa di famiglia Nervi &amp; Bartoli. Ingegnere di formazione, abile nell\u2019adottare soluzioni tecnico-strutturali ardite, ma di straordinaria eleganza, Nervi vinse l\u2019appalto, realizzando in meno di un anno una vera e propria cattedrale del lavoro, divenuta celebre per le sue innovative coperture a fungo. <\/p>\n<p>Oggi il Palazzo \u00e8 in disuso e, nonostante le soluzioni per un possibile riutilizzo culturale o commerciale (alcune avanzate dallo stesso Nervi nel 1959), lo spazio rimane in attesa di un progetto di riqualificazione. La sua eredit\u00e0 per\u00f2 continua ad affascinare generazioni di architetti e designer. Come il francese Ronan Bouroullec, che con Ancora \u2013 progetto di tavoli o pi\u00f9 precisamente, come lui stesso lo ha definito, \u201cdi architettura in calcestruzzo\u201d realizzato per il marchio Magis \u2013 cerca di esprimere forza attraverso la delicatezza. Alla ricerca di un uso minimo del materiale, Ancora \u201cesplora la cruda sensualit\u00e0 del calcestruzzo\u201d, ha detto il designer. Facendo risuonare l\u2019esortazione di Le Corbusier contenuta nel libro del 1923 Verso una architettura e fatta propria dai primi architetti brutalisti, ovvero: \u201cStabilire rapporti emozionali con materiali grezzi\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Questo \u00e8 un articolo del nuovo numero de Linkiesta Etc dedicato al tema del gioco, in edicole selezionate&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":188280,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[2670,1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,2024,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-188279","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-architettura","9":"tag-arte","10":"tag-arte-e-design","11":"tag-arteedesign","12":"tag-arts","13":"tag-arts-and-design","14":"tag-design","15":"tag-entertainment","16":"tag-gioco","17":"tag-intrattenimento","18":"tag-it","19":"tag-italia","20":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115452779117220464","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/188279","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=188279"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/188279\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/188280"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=188279"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=188279"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=188279"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}