{"id":188620,"date":"2025-10-28T21:40:15","date_gmt":"2025-10-28T21:40:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/188620\/"},"modified":"2025-10-28T21:40:15","modified_gmt":"2025-10-28T21:40:15","slug":"la-legge-e-tua-il-figlio-e-mio-la-memoria-ferita-degli-emigranti-italiani-in-svizzera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/188620\/","title":{"rendered":"\u201cLa legge \u00e8 tua, il figlio \u00e8 mio\u201d. La memoria ferita degli emigranti italiani in Svizzera"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" fetchpriority=\"low\" width=\"610\" height=\"431\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/emigranti-seconda-231145.610x431.jpg\" alt=\"emigranti seconda\"\/>\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/p>\n<p>Mercoled\u00ec <strong>29 ottobre<\/strong> con inizio alle ore 21, nello spazio libero di <strong>Materia<\/strong> a <strong>Castronno <\/strong>(Varese), il regista <strong>Renato Pugina<\/strong> presenta per la prima volta in Italia il suo documentario \u201c<strong>La legge \u00e8 tua, il figlio \u00e8 mio<\/strong>\u201d, prodotto dalla Radiotelevisione svizzera. L\u2019opera racconta una pagina dolorosa <strong>dell\u2019emigrazione italiana in Svizzera<\/strong>: tra la fine degli anni Cinquanta e gli anni Settanta, i figli dei lavoratori stagionali non avevano diritto di residenza. Il loro permesso permetteva agli adulti di lavorare, ma non di tenere con s\u00e9 la famiglia. Molti bambini vissero quindi nascosti o affidati ad altri, vittime di una legge che negava l\u2019infanzia.<br \/>Pugina \u00e8 nato Varese e ha realizzato oltre cinquanta documentari per la RSI (Radiotelevisione svizzzera) ed \u00e8 cofondatore di Filmstudio 90. Il suo cinema unisce ricerca d\u2019archivio e testimonianza diretta, dando voce a chi la storia ha spesso ignorato.<\/p>\n<p><strong>Pugina, com\u2019\u00e8 nata l\u2019idea di questo documentario?<\/strong><br \/>\u00abIn Svizzera la tematica \u00e8 molto sentita. Quelle persone vivono ancora l\u00ec: italiani, portoghesi, greci, turchi. Gli italiani furono i pi\u00f9 numerosi, ma anche altre comunit\u00e0 subirono gli effetti di quella legge che impediva il ricongiungimento familiare. \u00c8 una storia che riguarda la Svizzera, ma parla a tutta l\u2019Europa. Quella di Materia \u00e8 la prima presentazione che faccio in Italia. Ci tengo molto, perch\u00e9 ogni volta che l\u2019ho presentato in Svizzera la partecipazione era enorme. Dopo le proiezioni la gente restava a lungo a discutere. Sono stati proprio gli italiani in Svizzera a chiedermi di portarlo anche in Italia, dove invece il tema \u00e8 meno conosciuto\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Che impatto emotivo ha riscontrato nel pubblico svizzero?<\/strong><br \/>\u00abFortissimo. In Svizzera la risonanza \u00e8 stata grande, in Italia molto meno, eppure il tema ci riguarda direttamente. Ricordo che a Soletta (comune svizzero, del Canton Soletta ndr) la sala era piena. Abbiamo dovuto replicare perch\u00e9 molti non erano riusciti a entrare. Due serate intensissime, con tanta commozione. Le immagini d\u2019archivio, i racconti, gli oggetti quotidiani\u00a0 rivelano il dolore di un\u2019esclusione ancora viva. \u00c8 una ferita che non si rimargina, ma parlarne aiuta a guarire. Ora sono curioso di vedere come reagir\u00e0 il pubblico italiano.<\/p>\n<p><strong>\u00a0In Svizzera oggi c\u2019\u00e8 consapevolezza di quella pagina di storia?<\/strong><br \/>\u00abS\u00ec, sta emergendo. Oggi siamo alla terza o quarta generazione di immigrati. Molti figli e nipoti degli stagionali hanno ruoli di responsabilit\u00e0, anche nei media e nelle universit\u00e0. Alcuni studiosi, di origine italiana, stanno approfondendo la questione non solo come testimonianza ma come ricerca storica. A Zurigo, un\u2019associazione chiede scuse ufficiali e un risarcimento simbolico alla Confederazione. \u00c8 un dibattito vivo, che coinvolge anche il piano politico\u00bb.<\/p>\n<p><strong>In Italia invece \u00e8 rimasto un tema poco raccontato. Ha avuto difficolt\u00e0 a trovare il materiale per il documentario?<br \/><\/strong>\u00abIn Svizzera c\u2019\u00e8 molto materiale, anche negli archivi della RSI: servizi in bianco e nero, filmati degli anni Sessanta. Ho dovuto fare una grande selezione. Ma \u00e8 una parte della nostra storia che in Italia manca ancora di una narrazione condivisa\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Raccogliere le testimonianze dirette \u00e8 stato difficile? Quanto tempo ha impiegato per completarlo?<br \/><\/strong>\u00abS\u00ec, serviva fiducia. Le persone si aprono solo se sentono onest\u00e0 di intenti. Molti non hanno voluto parlare: troppo doloroso. Anche per chi ha accettato, \u00e8 stato un passo difficile. Il documentarista deve costruire una relazione vera, non solo registrare.\u00a0 L\u2019ho completato in circa due anni. Mi occupo di immigrazione da sempre. Di solito tutto nasce da una notizia che ti colpisce e da l\u00ec inizi a scavare, trovi materiale, testimonianze, storie che chiedono di essere raccontate\u00bb.<\/p>\n<p><strong>E le seconde generazioni quanto hanno pagato in temini sociali quel distacco?<\/strong><br \/>\u00abHanno pagato il prezzo del dolore dei genitori. Alcuni non ce l\u2019hanno fatta: a Zurigo, negli anni Ottanta, molti giovani italiani finirono nella piazza della droga di Platzspitz. \u00c8 stata una tragedia silenziosa, figlia di ferite mai elaborate\u00bb.<\/p>\n<p><strong> Com\u2019\u00e8 cambiato oggi la narrazione dell\u2019immigrazione italiana in Svizzera?<\/strong><br \/>\u00ab\u00c8 molto diversa. Oggi l\u2019italianit\u00e0 \u00e8 di moda: l\u2019aperitivo, lo \u201cspritz\u201d, la socialit\u00e0 serale, persino la cucina italiana sono diventati parte della cultura svizzera. Gli italiani hanno trasformato abitudini e citt\u00e0, portando calore e convivialit\u00e0. Hanno diffuso cultura, scrittura, letteratura. Un esempio? Un autore di origine avellinese, nel film, racconta come insegna ai bambini svizzeri a fare la pasta: segno di un\u2019integrazione piena e positiva\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 il messaggio che vuole lasciare con questo documentario?<\/strong> C<br \/>\u00abC\u2019\u00e8 l\u2019aspetto storico che \u00e8 sicuramente importante, ma per me \u00e8 soprattutto quello umano che conta. Parole come \u201ctrauma\u201d, \u201cvergogna\u201d, \u201cdistacco\u201d, \u201csofferenza\u201d tornano spesso nei racconti. Sono ferite psichiche che hanno segnato un\u2019intera generazione. Raccontarle significa restituire dignit\u00e0 a quelle vite e, forse, iniziare finalmente a guarire\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><a href=\"https:\/\/www.eventbrite.it\/e\/biglietti-i-bambini-proibiti-degli-stagionali-italiani-in-svizzera-1706969705339?aff=ebdssbdestsearch\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">\u00a0 PRENOTA LA SERATA SU EVENTBRITE<\/a><\/strong><\/p>\n<p>  <a style=\"display: inline-block;\" href=\"https:\/\/www.varesenews.it\/radio-materia\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n    <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/materia-banner-radio_300x175.png\" alt=\"\"\/><br \/>\n  <\/a><br \/>\n  <a style=\"display: inline-block;\" href=\"https:\/\/www.materiaspaziolibero.it\/eventi\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><br \/>\n    <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/materia-banner-eventi_novembre_300x175.png\" alt=\"\"\/><br \/>\n  <\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Mercoled\u00ec 29 ottobre con inizio alle ore 21, nello spazio libero di Materia a Castronno (Varese), il regista&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":188621,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1442],"tags":[203,454,13095,204,1537,90,89,59492,1521],"class_list":{"0":"post-188620","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-film","8":"tag-entertainment","9":"tag-film","10":"tag-immigrazione","11":"tag-intrattenimento","12":"tag-it","13":"tag-italia","14":"tag-italy","15":"tag-materia-spazio-libero","16":"tag-movies"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115453967221508931","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/188620","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=188620"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/188620\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/188621"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=188620"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=188620"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=188620"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}