{"id":188705,"date":"2025-10-28T22:59:13","date_gmt":"2025-10-28T22:59:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/188705\/"},"modified":"2025-10-28T22:59:13","modified_gmt":"2025-10-28T22:59:13","slug":"come-uno-speleologo-entra-allinterno-dellanimo-umano-calandosi-con-la-tavolozza-sino-a-raggiungere-profondita-inesplorate-gli-stati-danimo-di-francis-bacon","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/188705\/","title":{"rendered":"Come uno speleologo entra all&#8217;interno dell&#8217;animo umano, calandosi con la tavolozza sino a raggiungere profondit\u00e0 inesplorate. Gli stati d\u2019animo di Francis Bacon"},"content":{"rendered":"<p>Non in modo continuativo,<strong> a partire dagli anni Cinquanta, Francis Bacon \u201csperimenta\u201d la pittura di paesaggio,<\/strong> un tema che, dilatando lo spazio visivo, sottrae all\u2019artista la possibilit\u00e0 di isolare il soggetto al centro della scena. In queste prove\u00a0ne ritroviamo la cadenza espressiva, la fluida corposit\u00e0 dei volumi, l\u2019incedere irregolare della pennellata, l\u2019inquietudine interiore, per\u00f2 qualcos\u2019altro manca. Qualcosa di importante: <strong>meno diretta, in questi quadri, \u00e8 la cruda rappresentazione di stati d\u2019animo mossi da una profonda angoscia esistenziale.<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"\" class=\"media-element file-default\" data-delta=\"1\" data-fid=\"279661\" data-media-element=\"1\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/bacon.png\"\/><\/p>\n<p>Nel novembre del 1956 l\u2019artista &#8211; nato a Dublino da genitori inglesi il 28 ottobre 1909 &#8211; termina un\u2019opera a cui pone un titolo per certi versi emblematico: Figure in mountain landscape (oggi esposta alla Kunsthaus di Zurigo), in tal modo egli <strong>ingloba idealmente nel soggetto anche ci\u00f2 che \u00e8 assente: la figura umana. Montagne come corpi, dunque. <\/strong>Infatti, pare d\u2019intravvedere una spalla in quelle linee reclinanti verso il basso, oppure, l\u00e0 dove pi\u00f9 s\u2019incurvano, la rotondit\u00e0 imperfetta di un ginocchio. Quanto all\u2019ombra nera, posta in forma verticale al centro della composizione, essa non \u00e8 solo una cavit\u00e0 erosa tra i dirupi;\u00a0probabilmente, \u00e8 anche la gola urlante di Papa Innocenzo X, riproposto in 25 versioni, tra il 1949 e il 1956, suggestionato, come sappiamo, dal capolavoro di Vel\u00e0zquez, conservato nella Galleria Dora Pamphilj a Roma: \u201cPerch\u00e9 <strong>\u00e8 uno dei pi\u00f9 grandi ritratti che siano mai stati dipinti. Ha finito per ossessionarmi. <\/strong>Ho comprato libri su libri di riproduzioni di quel quadro. \u00c8\u00a0un&#8217;immagine che mi perseguita, mi suscita ogni genere di sensazioni, direi quasi di fantasie\u201d. La sorte fece morire Bacon proprio a Madrid, nel 1992.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Come con Goya, Munch, Soutine e tanti altri, pur smarriti in noi stessi, ci soffermiamo davanti ai quadri di Francis Bacon, trattenuti dalla formidabile qualit\u00e0 della sua pittura: guardandoli \u201cin faccia\u201d capiamo che in essi qualcosa ci appartiene direttamente. Quasi fossero radiografie osservate per la prima volta in controluce.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Indaga per suo conto Bacon, senza preoccuparsi di stringere alleanze:<strong> come uno speleologo entra all&#8217;interno dell&#8217;animo umano, calandosi con la tavolozza sino a raggiungere profondit\u00e0 inesplorate<\/strong>, dalle quali non si riemergere mai completamente.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>A Parigi, per oltre un anno, dal 1927, il giovane Bacon <strong>ebbe modo di riflettere sia sul Cubismo che sul Surrealismo<\/strong>, ma <strong>l\u2019incontro pi\u00f9 importante\u00a0fu con un dipinto di Poussin:<\/strong> La strage degli innocenti, realizzato tra il 1625 e il \u201929. La sua figurazione, come detto, maturata tra ogni sorta di avanguardia, ha sempre mantenuto una pressoch\u00e9 completa autonomia espressiva. Tanto pi\u00f9 che, cos\u00ec come accadde a Van Gogh (entrambi si avvicinarono all\u2019arte in ritardo, dopo aver provato a fare dell&#8217;altro), <strong>sembra quasi che la pittura abbia rappresentato per Bacon il luogo dentro al quale soffocare e, al contempo, amplificare i propri stati d\u2019animo.<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"\" class=\"media-element file-default\" data-delta=\"2\" data-fid=\"279662\" data-media-element=\"1\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/francis-bacon2.jpg\"\/><\/p>\n<p>Figure colte in momenti di quotidiana e antropomorfica animalit\u00e0, collocate al centro della composizione, cos\u00ec da incastonarle in ambienti trasformati per l&#8217;occasione in recinti abitativi: <strong>vere e proprie \u201cgabbie\u201d, ideate dall\u2019artista per accentuare la drammatica solitudine <\/strong>in cui spesso l\u2019individuo si trova.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Ritratti. <strong>Molti i ritratti, eseguiti dopo aver stabilito col soggetto un rapporto diretto e profondo. <\/strong>Prima di eseguirli, Bacon sente il bisogno di entrare anticipatamente nella forma. Lo dice in modo chiaro: \u201cChi posa per il ritratto \u00e8 una persona in carne ed ossa, ma \u00e8 la sua emanazione che va afferrata\u201d. <strong>All&#8217;identit\u00e0 del soggetto Bacon vi arriva per accumulo di sensazioni senza seguire la via pi\u00f9 diretta della rispondenza fisiognomica<\/strong>: \u201cIo voglio deformare la cosa al di l\u00e0 dell&#8217;apparenza, ma allo stesso tempo voglio che la deformazione registri l&#8217;apparenza\u201d.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Un lento avvicinamento, una presa di possesso. E non deve essere inteso come un punto di contraddizione il fatto che Bacon, dopo la fase di gestazione, al momento di iniziare un ritratto preferisse allontanare il modello, per ritrovarne i lineamenti all&#8217;interno di una serie di immagini fotografiche: \u201cMi inibisco. Perch\u00e9 se quella persona mi piace, non mi va di compiere proprio davanti a lui l&#8217;offesa che gli infliggo con la mia opera: ma \u00e8 soltanto cos\u00ec che riesco a registrare la sua realt\u00e0 con pi\u00f9 chiarezza\u201d. In un\u2019altra occasione aggiunge: <strong>\u201cLe fotografie non sono solo punti di riferimento, spesso funzionano come detonatori di idee\u201d.<\/strong><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Intenso sar\u00e0 il suo rapporto con la fotografia. Le scomposizioni in movimento di Muybridge, a lungo studiate, portano alla scelta di creare una sequenzialit\u00e0 ai propri dipinti, spesso in forma di \u201ctrittico\u201d: \u201cL&#8217;idea della serie mi \u00e8 venuta forse proprio guardando i libri di Muybridge, dove fotogrammi diversi mostrano le fasi successive di un movimento\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Non in modo continuativo, a partire dagli anni Cinquanta, Francis Bacon \u201csperimenta\u201d la pittura di paesaggio, un tema&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":188706,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-188705","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-intrattenimento","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115454277557280664","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/188705","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=188705"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/188705\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/188706"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=188705"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=188705"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=188705"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}