{"id":189153,"date":"2025-10-29T06:46:10","date_gmt":"2025-10-29T06:46:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/189153\/"},"modified":"2025-10-29T06:46:10","modified_gmt":"2025-10-29T06:46:10","slug":"ictus-sintomi-cure-riabilitazione-si-puo-prevenire-come-ridurre-il-rischio-i-consigli-degli-esperti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/189153\/","title":{"rendered":"Ictus: sintomi, cure, riabilitazione. Si pu\u00f2 prevenire? Come ridurre il rischio: i consigli degli esperti"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Maria Giovanna Faiella<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Agendo sui principali fattori di rischio modificabili, si possono prevenire 8 casi di ictus su 10. Gli esperti in occasione della giornata mondiale: ecco come riconoscere subito i segnali. Non perdere tempo e chiamare immediatamente il 118 (o 112) per essere trasportati nell&#8217;Ospedale dove ricevere le cure adeguate<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Arriva all\u2019improvviso l\u2019<a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/dizionario\/ictus\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">ictus<\/a>, malattia cerebrovascolare acuta che ogni anno colpisce circa 120.000 italiani. <b>Per ogni minuto perso <\/b>prima di intervenire vengono<b> bruciati circa 1,9 milioni di neuroni<\/b>. Ecco perch\u00e9, quando si tratta di ictus, \u00ab<b>Ogni minuto conta<\/b>\u00bb, tema scelto quest\u2019anno dalla World Stroke Organization\u00a0per la <b>Giornata mondiale contro l\u2019ictus<\/b>, che ricorre il 29 ottobre,\u00a0e fatto proprio nel nostro Paese dall\u2019Associazione per la Lotta all\u2019Ictus Cerebrale\u00a0<a href=\"https:\/\/www.aliceitalia.org\/\" rel=\"nofollow noreferrer noopener\" target=\"_blank\">A.L.I.Ce. Italia odv<\/a>.\u00a0<br \/><b>Riconoscere tempestivamente i sintomi <\/b>e <b>ricevere al pi\u00f9 presto le cure<\/b> adeguate, infatti, <b>pu\u00f2 fare la differenza<\/b> tra un pieno recupero e un danno cerebrale irreversibile, o salvare la vita stessa.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>    La malattia, differenza tra ictus ischemico, emorragico, TIA<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ictus (o stroke) significa \u00abcolpo\u00bb, a indicare un <b>evento improvviso e grave<\/b> che causa un danno al <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/dizionario\/cervello\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">cervello<\/a> e\/o la morte delle cellule nervose per l\u2019improvvisa assenza di ossigeno e sostanze nutrienti. <br \/>Si distinguono <b>due forme di ictus<\/b>: <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/dizionario\/ictus-ischemico\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">ischemico<\/a>, pi\u00f9 frequente, che si verifica quando un coagulo di sangue ostruisce un\u2019arteria che porta sangue al cervello; ictus <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/dizionario\/ictus-emorragico\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">emorragico<\/a>, meno frequente, causato dalla rottura di un\u2019arteria cerebrale.<br \/>Si parla invece di <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/dizionario\/tia\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">TIA<\/a> (acronimo di transient ischaemic attack), cio\u00e8 <b>attacco ischemico transitorio<\/b>, quando l&#8217;afflusso di sangue al cervello si interrompe per breve tempo senza lasciare segni, ma si tratta di un\u00a0<b>campanello d\u2019allarme<\/b> che pu\u00f2 precedere l\u2019ictus, quindi \u00e8 bene consultare il medico in modo da fare gli accertamenti necessari.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p>    Ogni minuto conta (non solo nella fase acuta)<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ogni minuto conta nella fase acuta e non solo, come spiega il direttore dell\u2019Unit\u00e0 Trattamento Neurovascolare del Policlinico Umberto I di Roma <b>Danilo Toni<\/b>, presidente del Comitato tecnico-scientifico di ALICe Italia: \u00abQuesto principio della <b>tempestivit\u00e0 dell\u2019intervento<\/b> andrebbe esteso a tutti i momenti relativi all\u2019ictus, a cominciare dalla <b>prevenzione <\/b>perch\u00e9 <b>non bisogna perdere tempo a controllare i fattori di rischio,<\/b> ma vanno identificati e <b>gestiti tempestivamente<\/b>: prima lo si fa e maggiore \u00e8 la probabilit\u00e0 di ottenere una protezione contro l\u2019evento. Poi, dopo il <b>trattamento tempestivo nella fase acuta<\/b>, <b>non bisogna perdere tempo nell\u2019indirizzare il paziente alla riabilitazione<\/b>, poich\u00e9 l\u2019inizio tempestivo del trattamento riabilitativo \u00e8 parte integrante del percorso terapeutico della persona con ictus\u00bb.<\/p>\n<p>    Chi \u00e8 pi\u00f9 a rischio e i principali fattori modificabili<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Chi \u00e8 pi\u00f9 a rischio di ictus e quali sono i principali fattori modificabili? \u00abInnanzitutto, \u2013 chiarisce il professor Toni \u2013 <b>rischia di pi\u00f9 chi ha avuto gi\u00e0 un ictus<\/b>: la probabilit\u00e0 di avere un nuovo ictus \u00e8 2-3 volte superiore rispetto a chi non l\u2019ha mai avuto. <b>La familiarit\u00e0<\/b> &#8211; che non va confusa con l\u2019ereditariet\u00e0, poich\u00e9 solo rari casi di ictus sono su base genetica \u2013 <b>conta<\/b>, perch\u00e9 spesso vuol dire condividere le stesse abitudini, come per esempio l\u2019alimentazione: nelle famiglie in cui sono obesi i genitori, di solito lo sono anche i bambini. \u00c8 quindi importante <b>individuare i fattori di rischio modificabili<\/b>, come <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/dizionario\/ipertensione-arteriosa\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">ipertensione,<\/a> <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/dizionario\/diabete-mellito\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">diabete<\/a>, <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/dizionario\/malattie-cuore\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">malattie cardiache<\/a>, <b>fumo<\/b>, <b>alimentazione poco sana<\/b>, <b>consumo eccessivo di alcol<\/b>,<a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/dizionario\/obesita\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"> obesit\u00e0<\/a>,<b> sedentariet\u00e0<\/b>, e poi <b>non tardare a gestirli e a curarli <\/b>in maniera appropriata\u00bb.<\/p>\n<p>    Consigli per prevenire l&#8217;ictus<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Secondo alcuni studi, <b>agendo sui principali fattori di rischio modificabili, si potrebbero prevenire circa otto casi di ictus su dieci<\/b>.<br \/>Per proteggersi vanno adottate <b>sane abitudini<\/b>\u00a0quali:<br \/><b>&#8211; non fumare<\/b>;<br \/>&#8211; svolgere regolare <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/24_marzo_02\/attivita-fisica-quale-e-quanta-farne-a-tutte-le-eta-i-benefici-e-perche-ogni-movimento-conta-68f574b6-63ff-4528-bd25-65c1e3021xlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><b>attivit\u00e0 fisica<\/b><\/a>;<br \/><b>&#8211; seguire una sana alimentazione<\/b>, prediligendo frutta, verdura, cereali integrali, pesce, e limitando grassi, zuccheri e sale; <br \/>&#8211; mantenere un <b>peso <\/b>corporeo <b>adeguato<\/b>; <br \/><b>&#8211; limitare il consumo di alcolici<\/b>; <br \/>&#8211; <b>non fare uso di droghe<\/b>. <br \/>E poi, <b>tenere sotto controllo<\/b>:<br \/>&#8211; ipertensione arteriosa, <br \/>&#8211; obesit\u00e0, <br \/>&#8211; <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/dizionario\/dislipidemia\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">dislipidemie<\/a> (<a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/dizionario\/colesterolo\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">colesterolo<\/a>, <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/dizionario\/trigliceridi\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">trigliceridi <\/a>ecc), <br \/>&#8211; diabete, <br \/>&#8211; malattie cardiache (soprattutto <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/dizionario\/fibrillazione-atriale\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">fibrillazione atriale<\/a>).<\/p>\n<p>    Sintomi, come ricordarli e cosa fare<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Come riconoscere i sintomi spia dell\u2019ictus e cosa fare?<br \/>Sono associati alla\u00a0cosiddetta regola del \u00ab<b>FAST\u00bb<\/b> (<b>Face, Arms, Speech, Time<\/b>), un metodo semplice per ricordarli:\u00a0<br \/>\u00abF\u00bb come face (<b>faccia<\/b>); <br \/>\u00abA\u00bb come arm (<b>braccio<\/b>, che non si riesce a sollevare o a tenere su); <br \/>\u00abS\u00bb come speech (<b>linguaggio<\/b>); <br \/>\u00abT\u00bb come time (<b>tempo<\/b> ma anche telefono).<br \/>\u00abI <b>sintomi pi\u00f9 evocativi<\/b> \u2013 ricorda il professor Toni\u00a0\u2013 sono la <b>comparsa di una paralisi di met\u00e0 del corpo<\/b> (destra o sinistra), che pu\u00f2 essere associata a una <b>perdita di sensibilit\u00e0<\/b>; <b>bocca storta<\/b>; <b>difficolt\u00e0 ad articolare le parole<\/b> (<a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/dizionario\/disartria\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">disartria<\/a>) <b>o non riuscire a dirle<\/b> (<a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/dizionario\/afasia\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">afasia<\/a>); <b>difficolt\u00e0 a vedere<\/b> o visione offuscata in un occhio; disturbo dell\u2019equilibrio, con <b>difficolt\u00e0 a stare in piedi<\/b>. Se si avverte uno o pi\u00f9 di questi sintomi \u2013 suggerisce lo specialista \u2013 <b>non bisogna perdere tempo<\/b>: non chiamare il medico curante n\u00e9 recarsi o farsi accompagnare in ospedale, ma <b>chiamare subito il numero dell\u2019emergenza 118 <\/b>o<b> 112 <\/b>(nelle Regioni in cui \u00e8 attivo) perch\u00e9 i soccorritori porteranno il paziente <b>nell\u2019ospedale pi\u00f9 vicino dedicato alla cura dell\u2019ictus<\/b>\u00bb.<\/p>\n<p>    Dove e come si cura l&#8217;ictus<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Nei Centri specializzati per la cura dell\u2019ictus (Unit\u00e0 Neurovascolari o Stroke Unit) si ricevono <b>le terapie pi\u00f9 adeguate<\/b> oggi disponibili per evitare o migliorare gli esiti della malattia, ovvero la <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/dizionario\/trombolisi-farmacologica\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">trombolisi<\/a>\u00a0che consente di sciogliere il trombo che ostruisce l\u2019arteria impedendo al sangue di arrivare al cervello e la <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/dizionario\/trombectomia\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">trombectomia<\/a> meccanica, cio\u00e8 l\u2019asportazione meccanica del trombo mediante appositi strumenti inseriti nell\u2019arteria occlusa. <br \/>Nel caso di <b>ictus emorragico<\/b> &#8211; meno frequente ma pi\u00f9 grave e potenzialmente fatale -, pu\u00f2 essere necessario un <b>intervento neurochirurgico<\/b> per l\u2019asportazione dell\u2019ematoma. <br \/>\u00abIl paziente deve essere <b>trattato il pi\u00f9 presto possibile<\/b> rispetto al momento in cui arriva \u2013 spiega il presidente del Comitato tecnico-scientifico di ALICe Italia\u00a0\u2013. Oggi sono disponibili <b>tecniche diagnostiche<\/b> che ci permettono di individuare pazienti con ictus anche a distanza di molte ore dall\u2019esordio dei sintomi, per esempio il paziente con ictus al risveglio o che \u00e8 stato trovato a casa dai familiari dopo molte ore: in questi casi, utilizzando la <b>risonanza magnetica di perfusione o la tac di perfusione<\/b>, abbiamo la possibilit\u00e0 di individuare <b>pazienti trattabili in<\/b> queste <b>finestre terapeutiche ampie<\/b> con la trombectomia meccanica\u00bb.<\/p>\n<p>    Nuove terapie<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">A breve ci sar\u00e0 un\u2019arma in pi\u00f9 per curare l&#8217;ictus. \u00abSi tratta di <b>nuovo farmaco trombolitico<\/b> che si chiama tenecteplase, approvato di recente dall\u2019Agenzia italiana del farmaco (AIFA) <b>per la cura dell\u2019ictus ischemico<\/b>, per cui tutte le Regioni dovrebbero renderlo disponibile in tutti gli ospedali italiani dove si effettua la trombolisi: si somministra in bolo, quindi con <b>una sola iniezione per via endovenosa<\/b>, mentre l\u2019attuale trattamento richiede un\u2019iniezione e poi l\u2019infusione di un\u2019ora \u2013 spiega il professor Toni \u2013. Moltissimi trial hanno dimostrato che questo farmaco \u00e8 <b>efficace<\/b> anche nelle cosiddette <b>finestre terapeutiche allargate<\/b>, ovvero<b> fino a 24 ore <\/b>dall\u2019ultima volta in cui il paziente \u00e8 stato visto\/sentito in buona salute, selezionando i pazienti da trattare con le metodiche diagnostiche citate, cio\u00e8 risonanza magnetica o tac di perfusione\u00bb.<\/p>\n<p>    La riabilitazione dopo l&#8217;ictus<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Dopo un ictus \u00e8 possibile <b>ritornare a vivere come prima<\/b> o quantomeno <b>raggiungere un buon livello di autonomia<\/b>?\u00a0<br \/>Una volta superata la fase di emergenza, quasi sempre \u00e8 necessaria la <b>riabilitazione in strutture dedicate<\/b>, poich\u00e9 spesso chi sopravvive all\u2019ictus deve affrontare <b>disabilit\u00e0 anche gravi<\/b>, che dipendono dall\u2019area del cervello colpita.\u00a0Per esempio, pu\u00f2 servire la\u00a0<b>riabilitazione motoria <\/b>se<b>\u00a0<\/b>il paziente<b>\u00a0<\/b>non riesce a muovere la gamba o il braccio; possono essere necessarie sedute di <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/dizionario\/logopedia\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><b>logopedia<\/b><\/a> se si \u00e8 persa la capacit\u00e0 di parlare o comprendere le parole, scrivere e leggere; devono essere eseguiti\u00a0<b>esercizi per migliorare la deglutizione <\/b>se non si riesce a deglutire in modo adeguato, o pu\u00f2 essere necessaria la <b>terapia occupazionale<\/b>,\u00a0che aiuta ad affrontare le attivit\u00e0 quotidiane e reinserirsi in ambito lavorativo e sociale.<\/p>\n<p>    Rete dei Centri di riabilitazione carente<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abGrazie ai progressi scientifici e all&#8217;organizzazione della Rete tempo-dipendente per l\u2019ictus nell\u2019ambito del Servizio sanitario nazionale \u2013 dice <b>Andrea Vianello<\/b>, presidente di ALICe Italia \u2013\u00a0oggi sono stati fatti enormi <b>passi avanti nella gestione dell\u2019ictus in fase acuta<\/b>, quindi il pi\u00f9 delle volte si ricevono le\u00a0<b>cure nei tempi giusti e nel posto giusto<\/b>,<b>\u00a0<\/b>anche se si pu\u00f2 fare ancora meglio; in molti casi, per\u00f2, il problema \u00e8 il <b>post ictus<\/b>\u00bb.\u00a0<br \/>Eppure, osserva Vianello, \u00abla <b>riabilitazione<\/b> \u00e8 una parola &#8220;magica&#8221; perch\u00e9 <b>consente di recuperare le funzioni compromesse<\/b>\u00a0<b>e l&#8217;autonomia<\/b>,\u00a0anche a distanza di tempo\u00bb. Ecco perch\u00e9 bisogna poter contare su \u00abuna <b>rete di Centri di riabilitazione<\/b>, ma attualmente non abbiamo neanche una mappa delle strutture di riabilitazione convenzionate col Servizio sanitario nazionale\u00bb fa notare il presidente di ALICe Italia.<br \/>Quanto alla <b>durata della riabilitazione <\/b>nelle strutture di ricovero dedicate, pubbliche o convenzionate<b>, varia a seconda della gravit\u00e0<\/b>, ma <b>dipende anche dalla Regione <\/b>in cui si vive.\u00a0<\/p>\n<p>    Il ritorno a casa\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Cosa succede quando si torna a casa? Ci sono pazienti che hanno bisogno di <b>continuare il percorso riabilitativo <\/b>in ambulatorio o a domicilio, per migliorare o per non regredire. Ma le terapie riabilitative a carico del Servizio sanitario sono limitate. Chi pu\u00f2 permetterselo si rivolge al privato, pagando.\u00a0<br \/>Oggi in Italia le <b>persone sopravvissute all&#8217;ictus<\/b>, con danni di diversa entit\u00e0, sono <b>circa un milione<\/b>. \u00abMolti vivono dopo l&#8217;ictus ma rischiano di essere abbandonati; spesso, infatti, manca la\u00a0<b>presa in carico sul territorio<\/b>\u00bb sottolinea Vianello.<br \/>In occasione della giornata mondiale contro l&#8217;ictus, ALICe Italia richiama l&#8217;attenzione sulla necessit\u00e0 di <b>migliorare<\/b>, nel nostro Paese, <b>la gestione del post ictus<\/b>, spesso trascurata. \u00abL&#8217;obiettivo \u2013 spiega Vianello \u2013\u00a0\u00e8 <b>avere un punto di riferimento sul territorio<\/b>, per esempio per i controlli periodici, o anche per capire se si stanno adottando gli stili di vita giusti. Per i pazienti e i loro familiari \u00e8 importante\u00a0<b>non essere lasciati soli<\/b>\u00bb conclude il presidente di ALICe Italia.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2025-10-29T06:20:05+01:00\">29 ottobre 2025<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Maria Giovanna Faiella Agendo sui principali fattori di rischio modificabili, si possono prevenire 8 casi di 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