{"id":189222,"date":"2025-10-29T07:45:12","date_gmt":"2025-10-29T07:45:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/189222\/"},"modified":"2025-10-29T07:45:12","modified_gmt":"2025-10-29T07:45:12","slug":"e-morto-james-senese-il-sax-che-parlava-napoletano-nero-a-meta-per-eccellenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/189222\/","title":{"rendered":"\u00c8 morto James Senese, il sax che parlava napoletano, \u00abnero a met\u00e0\u00bb per eccellenza"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Carmine Aymone<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Napoli perde una voce fatta di tufo, mare e lava. Il musicista aveva 80 anni ed \u00e8 stato stroncato da una polmonite<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Napoli piange uno dei suoi figli pi\u00f9 autentici. <b>James Senese \u00e8 morto oggi, 29 ottobre,<\/b> all\u2019Ospedale Cardarelli, <a href=\"https:\/\/napoli.corriere.it\/notizie\/cronaca\/25_settembre_25\/james-senese-ricoverato-d-urgenza-all-ospedale-cardarelli-di-napoli-e-grave-7ff10a2d-8c23-47ba-b83c-519b55719xlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">stroncato da una polmonite<\/a> che ha aggravato un quadro clinico gi\u00e0 compromesso. <b>Aveva 80 anni<\/b>. Ma, in fondo, l\u2019et\u00e0 per lui non ha mai contato. <b>James era eterno<\/b>, o almeno cos\u00ec lo percepiva chiunque avesse ascoltato suonare, anche solo una volta, il suo sax: vibrante, graffiato, sanguigno, come la sua citt\u00e0.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Non \u00e8 un artista che se ne va. \u00c8 Napoli stessa che <b>perde un pezzo<\/b> di s\u00e9. Perch\u00e9 James non era solo un musicista. <b>James era Napoli<\/b>: \u00abFatto di tufo, lava, mare\u00bb, come diceva chi lo conosceva. E come la citt\u00e0, era impetuoso, tenero e duro, viscerale, incoerente solo con le mode. Mai con s\u00e9 stesso.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Nato Gaetano Senese il 6 gennaio 1945 al Parco Ice-Snei di Miano, figlio di una <b>donna napoletana<\/b> e di un<b> soldato afroamericano<\/b> del North Carolina, \u00e8 stato tra i primi a portare il peso e l\u2019orgoglio di una <b>doppia appartenenza<\/b>. La sua nascita, in una Napoli segnata dalla guerra, sembra uscita da \u00abTammurriata nera\u00bb, la celebre canzone di E. A. Mario ed Edoardo Nicolardi: un bambino nero nato da una donna napoletana, simbolo di un\u2019Italia che si apriva al mondo, ma non sempre pronta ad accoglierlo. James era quel bambino.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il \u00ab<b>nero a met\u00e0\u00bb per eccellenza<\/b>, espressione che <b>Pino Daniele<\/b> user\u00e0 per il suo terzo album del 1980 (dedicato a Mario Musella) e che anni dopo gli Almamegretta canteranno in \u00abFigli di Annibale\u00bb, il generale nero: \u00abNoi siamo i figli di Annibale, sangue mediterraneo\u00bb. La Napoli meticcia e fiera aveva trovato in James la sua voce pi\u00f9 autentica. \u00abSo\u2019 figlio d\u2019a guerra\u00bb, diceva.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Con la pelle scura, in una citt\u00e0 povera e ferita, impar\u00f2 presto a<b> farsi rispettare<\/b>. Il sax divenne il suo modo per <b>urlare al mondo<\/b> che c\u2019era. Fu il nonno materno a ripetergli: \u00abJ\u00e8, nun d\u00e0 retta. <b>Tu s\u00ec speciale<\/b>\u00bb. E speciale lo \u00e8 stato davvero.                                         La sua voce \u2014 quella del sax e quella aspra e poetica delle sue canzoni \u2014 ha attraversato pi\u00f9 di mezzo secolo di musica italiana, e l\u2019ha cambiata per sempre.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Prima con gli <b>Showmen<\/b>, accanto agli amici fraterni Mario Musella e Franco Del Prete; poi con i <b>Napoli Centrale<\/b>, gruppo culto nato a met\u00e0 anni \u201970. E infine con <b>Pino Daniele<\/b>, con cui condivise un legame profondo e indissolubile. Indimenticabile il concerto del 19 settembre 1981 in piazza del Plebiscito: <b>la notte del Neapolitan Power<\/b>. James e Pino furono l\u2019anima di quella rivoluzione sonora che diede dignit\u00e0 alla lingua napoletana e mescol\u00f2 jazz, blues, funk e melodia mediterranea. Senza chiedere permesso a nessuno.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La musica di James era rabbiosa e spirituale,<b> ribelle e accogliente<\/b>. \u00abCon Franco Del Prete e i Napoli Centrale abbiamo dato voce a chi non l\u2019aveva \u2013 diceva \u2013 come in Campagna, che racconta il bracciantato come schiavit\u00f9 moderna, o \u2018A gente \u2018e Bucciano, sull\u2019emigrazione\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Sempre dalla parte degli ultimi,<b> suonava per la sua gente,<\/b> non per compiacerla. \u00abAmerica \u00e8 vecchia, Milano \u00e8 luntana \/ sanghe perduto e \u2018na terra fernuta\u00bb, cantava nel suo ultimo album \u00abStiamo cercando il mondo\u00bb. Parole che oggi suonano <b>come un testamento<\/b>.                                                                         Il suo sax aveva il timbro della citt\u00e0 che amava: viscerale, vissuto, pieno di crepe e luce.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ha suonato con De Simone, Gil Evans, Ornette Coleman, Art Ensemble of Chicago, James Brown, che volle incontrarlo all\u2019Apollo Theater nel 1997. Studiava Coltrane, ma era irriducibilmente s\u00e9 stesso. \u00abNon mi sono <b>mai svenduto<\/b>. Ho sempre cercato un mio linguaggio. Il mio sax porta le cicatrici della gioia e del dolore\u00bb, diceva con voce impastata di sudore e mare.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">I social sono<b> invasi dal cordoglio<\/b>. Fan, musicisti, gente comune: tutti sentono di aver perso qualcosa. Perch\u00e9 a Napoli James \u00e8 un\u2019istituzione morale, prima ancora che musicale. \u2018O Showmen, lo chiamano i pi\u00f9 anziani, con rispetto e affetto. La sua coerenza, il rigore, l\u2019amore maniacale per i suoni, per la ricerca e l\u2019ostinazione nel <b>restare s\u00e9 stesso<\/b> in un mondo omologato, lo hanno reso un punto fermo per intere generazioni.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00a0\u00abParlo al popolo con la mia musica\u00bb, diceva. E il popolo lo ha ascoltato. Da Miano a Scampia, da Forcella a Bagnoli. <b>Anche chi non ha mai capito il jazz<\/b>, ha capito James. Oggi il suo sax ha smesso di suonare. Ma il suono resta. \u00c8 nei vicoli, nei ricordi, nel <b>cuore della citt\u00e0<\/b>. E in fondo, come diceva lui: \u00abIo so\u2019 nato a Miano, ma suono a met\u00e0 strada tra Napoli e il Bronx\u00bb. E continuer\u00e0 a suonare l\u00ec.\u00a0<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2025-10-29T08:15:01+01:00\">29 ottobre 2025 ( modifica il 29 ottobre 2025 | 08:15)<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Carmine Aymone Napoli perde una voce fatta di tufo, mare e lava. 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