{"id":189367,"date":"2025-10-29T09:53:17","date_gmt":"2025-10-29T09:53:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/189367\/"},"modified":"2025-10-29T09:53:17","modified_gmt":"2025-10-29T09:53:17","slug":"5-secondi-paolo-virzi-sta-sempre-e-comunque-dalla-parte-dei-giovani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/189367\/","title":{"rendered":"5 secondi, Paolo Virz\u00ec sta sempre e comunque dalla parte dei giovani"},"content":{"rendered":"<p class=\"is-boxed centered article-body\">Nella lingua italiana non esiste una combinazione di parole micidiale come \u00abche cos\u2019\u00e8 che ti fa soffrire?\u00bb. Davanti a questa domanda, all\u2019interlocutore resta soltanto una di due possibilit\u00e0: la resa oppure la ritirata. In realt\u00e0, esiste anche una terza possibilit\u00e0, ma \u00e8 una possibilit\u00e0 che solo Valerio Mastandrea pu\u00f2 esercitare perch\u00e9 solo Valerio Mastandrea ha quella faccia ed \u00e8 capace di quella espressione di spaesamento. <strong>\u00abChe cos\u2019\u00e8 che ti fa soffrire?\u00bb, chiede Matilde (Galatea Bellugi, se avete visto Gloria! sapete che \u00e8 una delle giovani attrici pi\u00f9 interessanti che abbiamo in Italia) ad Adriano (Valerio Mastandrea)<\/strong>, e Adriano ovviamente non risponde perch\u00e9 una risposta a questa domanda non si pu\u00f2 dare con le parole. Ma Adriano ha la fortuna di avere quella faccia e di poter fare quella espressione: una cos\u00ec triste e confusa e sperduta che basta quella per sapere tutto quello che c\u2019\u00e8 da sapere di questo personaggio, del suo passato, della sua storia. \u00abPenetra nelle anime dei personaggi con empatia e compassione, prendi qualcosa di molto doloroso e prova a sorriderne\u00bb, ha detto Paolo Virz\u00ec di 5 secondi, il suo nuovo film, che arriva nelle sale il 30 ottobre, distribuito da <a class=\"link-article\" href=\"https:\/\/www.visiondistribution.it\/film\/cinque-secondi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Vision Distribution<\/a>.<\/p>\n<p class=\"is-boxed centered article-body\">Qualcosa di molto doloroso \u00e8 una buona approssimazione (per difetto), della vicenda di Adriano Sereni, ex avvocato civilista di Roma Nord, socio fondatore di un potentissimo studio, ritiratosi dal mondo e dalla vita dopo la morte tragica della figlia Elena. Adriano vive in una catapecchia nella campagna toscana \u00abinvernale, selvatica, poco invitante, un postaccio non da cartolina\u00bb, spiega il regista. La casa di Adriano \u00e8 lurida, il soffitto gocciola, il frigo \u00e8 vuoto, a stento ci si avvicina il postino per lasciare le raccomandate. <strong>Non \u00e8 un ritiro, quello di Adriano, ma una punizione, autoinflitta: la morte della figlia \u00e8 colpa sua, cos\u00ec dice la sua ex moglie Letizia (Ilaria Spada), cos\u00ec sostengono gli avvocati di lei, cos\u00ec sembra propenso a decidere anche il giudice (un notevole Giancarlo De Cataldo che per l\u2019occasione torna magistrato giudicante, come all\u2019inizio della sua carriera) del processo per omicidio colposo in cui Adriano \u00e8 l\u2019unico imputato<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"is-boxed centered article-body\"><strong>Sua figlia era malata di Sla, lui l\u2019ha portata al lago di nascosto, l\u2019ha lasciata da sola cinque secondi di troppo<\/strong>. Cos\u00ec la pensa pure Adriano, che infatti fa di tutto per convincere gli altri \u2013 soprattutto l\u2019unica amica che gli \u00e8 rimasta al mondo, la collega-spasimante Giuliana, interpretata da una frizzantissima e malinconicissima Valeria Bruni Tedeschi \u2013 a lasciar perdere. A lasciarlo perdere. Adriano vuole starsene l\u00ec, nella sua personale fine del mondo, tra gli alberi morti e le foglie secche. E a questo suo ergastolo Adriano ci tiene moltissimo, perch\u00e9 \u00e8 la punizione che sente di meritare. Questo suo confino Adriano non vuole lasciarlo mai, perch\u00e9 \u00e8 l\u2019unica maniera di restituire senso al mondo che gli ha portato via la figlia: se \u00e8 morta per colpa sua, \u00e8 giusto che lui soffra, da solo, al freddo, al buio, fino alla fine dei suoi giorni.<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"_23 size-full wp-image-230255 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/5-secondi-locandina.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"1143\"  \/><\/p>\n<p class=\"is-boxed centered article-body\">L\u2019unica maniera di salvare un uomo intrappolato in una stanza \u00e8 fare irruzione, sfondare la porta e rompere le finestre e spaccare i muri, ed \u00e8 esattamente questo che fa Matilde (pure letteralmente, in una scena): un giorno compare dall\u2019altra parte del filo spinato con cui Adriano ha circondato il suo carcere privato, assieme a \u00abun gruppo di elfi dei boschi\u00bb, come chiama Virz\u00ec questa sgangherata banda di ragazzini e ragazzine che di giorno piantano la vite e di notte fanno casino. Ormai misantropo incallito, Adriano all\u2019inizio li vede soltanto come una scocciatura, cerca di scacciarli prima a parole e poi per via legale. <strong>Qui il personaggio diventa per Virz\u00ec il modo di dire la sua sul cosiddetto conflitto generazionale: non c\u2019\u00e8 nessun conflitto, solo vecchi brontoloni, sconfitti, inariditi che non vogliono vedere fiorire pi\u00f9 niente, che non accettano neanche che ci sia chi vuole provare a rinverdire il deserto in cui \u00e8 stato trasformato il mondo<\/strong>. Virz\u00ec \u00e8 dalla parte dei ragazzi \u2013 e quindi dalla parte del mondo \u2013 e in 5 secondi lo dice chiaro e tondo.<\/p>\n<p class=\"is-boxed centered article-body\">C\u2019\u00e8 una scena buffissima in cui Matilde presenta ad Adriano tutti gli \u201celfi dei boschi\u201d che si \u00e8 portata appresso per provare a salvare quel pezzo di terra trascurato e abbandonato che apparteneva alla sua nobilissima famiglia (Matilde \u00e8 \u00abcontessina e bestiolina\u00bb, ha detto il regista): hanno tutti lauree, master, studiano la terra e i suoi frutti come gli scienziati, la loro non \u00e8 una fantasia passatista n\u00e9 bucolica ma il progetto di salvare il mondo un pezzo di terra alla volta. Quando Adriano si rende conto di chi ha davanti, capisce che l\u2019ingenuit\u00e0 di cui spesso si accusa la giovent\u00f9 \u00e8 soltanto un\u2019invenzione, cinica, cattiva, dei vecchi brontoloni come lui: i ragazzi e le ragazze, in realt\u00e0, sanno esattamente cosa fare. <strong>Parlando di questo film, Virz\u00ec ha detto che ci ha messo dentro la sua idea sulla salvezza del mondo: succeder\u00e0 solo se si realizzer\u00e0 l\u2019alleanza tra i giovani velleitari e incoscienti e i vecchi realisti e ansiogeni. Succeder\u00e0 solo se queste parti, come Matilde e Adriano, troveranno il modo di parlarsi, anche se capirsi sar\u00e0 sempre una faticaccia<\/strong>. Parlandosi, per\u00f2, si scopriranno le tragedie che ci tengono tutti assieme nella condizione umana: Adriano ha perso una figlia e Matilde un padre, poi una madre e una sorella gliel\u2019hanno portata via i dottori, ed \u00e8 per questo che ora non li vuole, i dottori, vicino al bambino che porta nella pancia.<\/p>\n<p>\ufeff<\/p>\n<p class=\"is-boxed centered article-body\">5 secondi \u00e8 un film che parla soprattutto di questo: della distanza che c\u2019\u00e8 tra quello di cui i ragazzi, i figli, hanno bisogno e quello che i grandi, i genitori, sono disposti a dare. La tragedia che ha rovinato la vita di Adriano \u00e8 raccontata dallo stesso Adriano nel doloroso monologo con il quale ammette la colpa e accetta la condanna (un monologo in cui \u00e8 contenuto uno dei pi\u00f9 sacrosanti discorsi sulla disabilit\u00e0 mai visti e sentiti al cinema): se solo fossi stato capace di dare a mia figlia quello che lei aveva bisogno di avere e non quello che io ero capace di darle, dice. <strong>\u00c8 ovvio che qui \u00e8 Virz\u00ec che parla per bocca del suo personaggio, due padri che riflettono sull\u2019essere padri, su quel \u00abdestino complesso e interrogarsi continuo\u00bb, dice il regista. La risposta che Adriano trova \u00e8 una allo stesso tempo antica e miracolosa<\/strong>: i figli hanno bisogno di essere portati in braccio, come fa con Matilde nel momento di estremo bisogno. I figli hanno bisogno di essere aiutati con i compiti, come fa con il figlio minore Matteo, salvandolo dalla bocciatura. I figli hanno bisogno di quello di cui hanno bisogno e l\u2019unico lavoro di un genitore, di un padre, \u00e8 accorgersene e darglielo.<\/p>\n<p class=\"is-boxed centered article-body\">5 secondi \u00e8, nella filmografia di Paolo Virz\u00ec, un fatto nuovo. La maggior parte dei suoi film sono infiltrati da un certo pessimismo, dalla convinzione che gli esseri umani siano, in fondo in fondo, forme di vita piccole e meschine, che il meglio che possano offrire a se stessi e al prossimo \u00e8 una risata consolatoria e sconsolata allo stesso tempo. Questo film \u00e8 la prosecuzione, e forse la conclusione, di una riflessione che il regista ha iniziato con La prima cosa bella (altro film in cui di morte si parlava tanto e in cui Mastandrea faceva il percorso uguale e contrario, qui padre di una figlia che non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 e l\u00ec figlio di una madre che stava per andarsene), una seconda possibilit\u00e0 che ha voluto e sta volendo regalare a quegli esseri umani che da giovane si divertiva tanto a smascherare e ridicolizzare. C\u2019\u00e8 ancora speranza, dice Virz\u00ec con questo film, c\u2019\u00e8 sempre speranza, anche dentro i tralci rinsecchiti di una vite che sembra morta si nasconde il verde delle foglioline che verranno. C\u2019\u00e8 ancora speranza, c\u2019\u00e8 sempre speranza, per la vite morta resuscitata da Matilde, per la vita da padre di Adriano, per l\u2019umanit\u00e0 intera. Basta dare ascolto ai ragazzi, dice Virz\u00ec in 5 secondi. <strong>\u00abBisogna avere fiducia, tanta fiducia, amore mio\u00bb, come dice Adriano a Elena, nella loro ultima conversazione<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Nella lingua italiana non esiste una combinazione di parole micidiale come \u00abche cos\u2019\u00e8 che ti fa soffrire?\u00bb. 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