{"id":189508,"date":"2025-10-29T11:47:09","date_gmt":"2025-10-29T11:47:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/189508\/"},"modified":"2025-10-29T11:47:09","modified_gmt":"2025-10-29T11:47:09","slug":"mondadori-gli-spazzini-di-birmingham-e-quelli-che-non-sanno-fare-il-loro-lavoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/189508\/","title":{"rendered":"Mondadori, gli spazzini di Birmingham, e quelli che non sanno fare il loro lavoro"},"content":{"rendered":"<p>Che cos\u2019hanno in comune gli spazzini di Birmingham, il libro di Mauro Corona, il cappuccino imbevibile di ieri mattina, l\u2019autista che deve venirmi a prendere in aeroporto, la mancanza di infermieri negli ospedali? Hanno tutti in comune l\u2019essere espressione d\u2019una deriva temo irreversibile.<\/p>\n<p>L\u2019aneddoto che racconto pi\u00f9 spesso a cena \u00e8 d\u2019una ventina d\u2019anni fa, e si svolge in una spa thailandese di lusso, un comprensorio turistico dove a farsi trattamenti di bellezza andava Kate Moss e noialtre provinciali convinte che emularla ci avrebbe rese parimenti fighe.<\/p>\n<p>Alla fine del mio soggiorno, il direttore dell\u2019albergo mi chiese se ero soddisfatta, e io gli dissi che, abituata alle massaggiatrici italiane con cui \u00e8 impossibile rilassarsi perch\u00e9 vogliono fare conversazione, ero deliziata dal non aver in dieci giorni sentito la voce di nessuno dei lavoratori della spa se non nelle parole \u00abis the pressure all right?\u00bb.<\/p>\n<p>\u00c8 a quel punto che, dico in genere ai miei commensali, si capisce che era un mondo senza telefoni con la telecamera e quindi con meno timore di linciaggi e danni reputazionali. Al punto in cui il direttore dell\u2019albergo mi spiega che lui il personale lo fa andare, prima di iniziare a lavorare, per sei mesi nel paesino vicino al quale si trova l\u2019albergo. Dove, diversamente da Bangkok, non c\u2019\u00e8 niente: non un cinema, non un centro commerciale, niente. Una specie di rieducazione: \u00abDevono capire che la loro vita \u00e8 servire\u00bb.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 il punto in cui lo screenshot \u00e8 accompagnato dalle parole \u00abSoncini \u00e8 per lo schiavismo\u00bb, e quello di oggi \u00e8 il mondo in cui quella cosa l\u00ec il direttore non la direbbe pi\u00f9, ma non solo per il terrore di passare per schiavista agli occhi dei moralizzatori: perch\u00e9, ve lo dico senza bisogno di tornare a controllare se il servizio in quel posto sia peggiorato, oggi non riuscirebbe a disintossicare nessuno dalle distrazioni, per le quali non servono pi\u00f9 n\u00e9 il cinema n\u00e9 il centro commerciale. Le abbiamo in tasca, assieme all\u2019illusione che sia sano <a href=\"https:\/\/www.linkiesta.it\/2024\/08\/scrivere-prima-persona-titolo-diletta-leotta-scherma\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">avere pi\u00f9 ambizioni che talenti<\/a>.<\/p>\n<p>Tutto questo ha prodotto una deriva in cui nessuno, in nessun codice postale, in nessun settore, in nessuna fascia d\u2019et\u00e0 o di reddito, sa o vuole o pu\u00f2 fare <a href=\"https:\/\/www.linkiesta.it\/2024\/05\/david-donatello-cerimonia-cinema-fiorello\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">pi\u00f9 nessun lavoro<\/a>. Pu\u00f2 essere che sia una buona notizia per i lavori pi\u00f9 umili \u2013 il fattorino di Glovo che sbaglia indirizzo nonostante abbia una cartina nel telefono se ne fotte di far bene il suo lavoro perch\u00e9 in realt\u00e0 vuol fare il concorrente di \u201cAmici\u201d \u2013 ma anche l\u00ec non \u00e8 detto: e se poi il talento per \u201cAmici\u201d non ce l\u2019ha e in compenso come fattorino \u00e8 troppo scarso per contare sulle mance?<\/p>\n<p>Se anche a voi \u00e8 venuto in mente, alla notizia della morte di Mauro Di Francesco, di rivedere \u201cSapore di mare 2\u201d, avrete notato che quel che era esilarante nell\u201983 \u2013 il commendatore che pensa la servit\u00f9 dei tempi di suo padre s\u00ec fosse efficiente, l\u2019autista che s\u2019indebita per fare anche lui le ferie al Forte perch\u00e9 non \u00e8 che contesta le classi sociali: non le capisce proprio \u2013 oggi \u00e8 noiosamente documentaristico: certo che lo chauffeur non sa vuole pu\u00f2 fare il proprio lavoro, come tutti.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.linkiesta.it\/2025\/03\/sushi-diffamazione-tribunali\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Temo d\u2019aver gi\u00e0 scritto<\/a> che, da sempre, una delle cose che mi fanno pi\u00f9 dare testate al muro sul lavoro \u00e8 la risposta \u00abeh, pu\u00f2 capitare\u00bb. E anche d\u2019aver gi\u00e0 scritto che il pi\u00f9 incredibile degli \u00abeh, pu\u00f2 capitare\u00bb, in una vita di capiredattori cialtroni, lo sentii da uno che aveva sbagliato il nome di una assai famosa rubrichista in cima alla sua nuova rubrica (giuro che non ero io: mi hanno sbagliato nome quasi ovunque, ma ancora non nelle rubriche sui giornali).<\/p>\n<p>Ieri i ricordi di Facebook mi hanno riproposto un post di otto anni fa. Mettevo crudelmente a paragone due cose che mi erano appena successe: la pubblicazione d\u2019un editoriale su un quotidiano americano, e quella \u2013 su un settimanale italiano \u2013 d\u2019un articolo sul primo documentario mai girato su Joan Didion.<\/p>\n<p>La sinossi della prima esperienza faceva cos\u00ec: \u00abInvio di prima stesura. Lunga telefonata in cui la editor comunica: parti che sfoltirebbe, che aggiungerebbe, riferimenti che vuole ampliati, focus che le sembra importante, oltre a farti molte domande che ti aiutino a capire che minchia volevi scrivere. Primo invio suo di testo rivisto. Tra note con suggerimenti, note con richiesta di bibliografia, tagli, aggiunte, rimaneggiamenti di frasi, sono 217 revisioni in tutto. Segue invio mio, reinvio suo, un totale di una sessantina di mail e undici versioni del testo. Alla sessantesima mail, quando pensi che pi\u00f9 di cos\u00ec si sviene, ti scrive: allora abbiamo finito, passo il testo ai fact checker\u00bb.<\/p>\n<p>La sinossi della seconda (pi\u00f9 ordinaria nelle mie giornate) cos\u00ec: \u00abMandi un pezzo su Joan Didion. Nessuno apre il file. Il giorno dopo, quando lo stanno passando a due minuti dalla chiusura, qualcuno \u2013 avendoli tu terrorizzati circa il cambiare cose senza chiederti, senn\u00f2 come procedura standard manco ti consulterebbero \u2013 ti scrive che non capisce l\u2019\u201cinfine\u201d in \u201ca 83 anni, \u00e8 infine protagonista d\u2019un documentario\u201d. Rispondi che \u00e8 per legarsi alla frase successiva sul perch\u00e9 non ce ne fosse uno finora. Dopo cinque minuti ti chiamano dicendo che non hanno capito. Spieghi: \u00e8 il primo documentario su di lei, \u00e8 strano, essendo lei un personaggio gigantesco della cultura americana, e il regista racconta, come hai scritto, di averglielo chiesto anche lui, come mai niente finora. Poi aggiungi \u201cma se vi d\u00e0 fastidio toglietelo\u201d. Ti dicono che s\u00ec, \u00e8 meglio, fila di pi\u00f9. Quando il giornale arriva in edicola, c\u2019\u00e8 scritto \u201ca 83 anni, \u00e8 per la prima volta protagonista d\u2019un documentario di Netflix\u201d. Che in italiano vuol dire che ne aveva gi\u00e0 fatti per Sky, NatGeo, e persino RaiStoria\u00bb. Probabilmente mi dissero: eh, pu\u00f2 capitare.<\/p>\n<p>Otto anni dopo, \u00e8 pi\u00f9 facile che i modi del quotidiano americano abbiano preso a somigliare a quelli del settimanale italiano che viceversa: il mondo si \u00e8 italianizzato.<\/p>\n<p>Birmingham \u00e8 piena di spazzatura perch\u00e9 gli spazzini sostitutivi presi perch\u00e9 i titolari erano in sciopero non vanno neanche loro a lavorare; il New York Times racconta che quelli che di mestiere devono curare le allergie ci hanno messo quindici anni di allergia alle arachidi in crescita per capire che tenere i bambini distanti dalle arachidi pi\u00f9 che dal fuoco non faceva mai sviluppar loro la tolleranza; il cappuccino una mattina ti arriva senza schiuma, una troppo caldo, una si son dimenticati che l\u2019avevi chiesto decaffeinato; l\u2019autista al quale chiedi disponibilit\u00e0 tra una settimana dopo ti risponder\u00e0 dopo sei giorni (nel frattempo l\u2019avrai rimpiazzato con uno spazzino di Birmingham); e l\u2019unica soluzione possibile alla mancanza di infermieri sarebbe pagarli di pi\u00f9.<\/p>\n<p>Solo che i soldi per pagarli di pi\u00f9 non ce li hai. Ce li avresti tagliando le pensioni a gente che ormai vive cent\u2019anni e pretende di continuare ad andare in pensione a sessanta, ma non lo puoi fare perch\u00e9 perderesti il consenso dei giovani, giovani che non vogliono possono sanno lavorare, e contano quindi sull\u2019essere mantenuti dalle pensioni dei nonni.<\/p>\n<p>Una settimana dopo l\u2019uscita del nuovo libro di Mauro Corona, l\u2019editore Mondadori ha pubblicato un contrito post: \u00abCari lettori, ci siamo accorti di un errore. Nel nuovo libro di Mauro Corona, \u201cI sentieri degli aghi di pino\u201d, uscito marted\u00ec scorso, mancano tre pagine tra il capitolo 8 e il capitolo 9. Sono pagine che sono saltate durante la composizione del file a partire dai quaderni di Mauro\u00bb, e io vorrei sapere tutto di questa vicenda.<\/p>\n<p>In che senso a partire dai quaderni di Mauro, quello vi d\u00e0 i quaderni e voi li mettete in fila? E in che senso una settimana dopo, per una settimana (per tre settimane, considerato che avete tutti, autore ed editore, le copie stampate un paio di settimane prima dell\u2019uscita) nessuno ha aperto il libro? O il libro \u00e8 cos\u00ec a caso che anche leggendolo era difficile accorgersene? Chi se n\u2019\u00e8 accorto, Bianca Berlinguer? Un lettore al firmacopie? Un nipote dell\u2019autore che voleva un prestito e in cambio gli ha svelato l\u2019errore?<\/p>\n<p>Ma una cialtronata editoriale non \u00e8 esattamente una notizia: credo d\u2019aver gi\u00e0 raccontato di quando io, maniaca del controllo all\u2019estremo opposto rispetto a Mauro Corona, mi accorsi mentre si avviava la stampa che la bozza vss (visto si stampi, quella cos\u00ec tante volte rivista che nessuno mai la rilegge, nessuno tranne me) conteneva un \u00abi sms\u00bb, perch\u00e9 l\u2019accuratissimo redattore cui avevo detto di cambiare \u00abmessaggi\u00bb in \u00absms\u00bb non aveva preso l\u2019iniziativa di sostituire l\u2019articolo determinativo. Poi dice li rimpiazzano con l\u2019intelligenza artificiale.<\/p>\n<p>La vicenda Mondadori\/Corona non \u00e8 eccezionale. A essere illuminanti sono i commenti all\u2019annuncio su Instagram. \u00abCi\u00f2 vi rende umani\u00bb. \u00abGrandi, umilt\u00e0\u00bb. \u00abSolo chi non lavora non sbaglia!\u00bb. \u00abBravi perch\u00e9 avete spiegato con chiarezza che sbagliare \u00e8 normale e naturale. Spero manterrete anche internamente questo atteggiamento, non solo a favore di social\u00bb. Un mondo di gente che non sa pu\u00f2 vuole fare nessun lavoro non solo trova rassicurante che neanche gli altri sappiano vogliano possano fare il loro, ma ci tiene a scongiurare il pericolosissimo precedente che, se uno si dimostra proprio negato in un lavoro, qualcuno lo preghi di sgomberare la scrivania.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Che cos\u2019hanno in comune gli spazzini di Birmingham, il libro di Mauro Corona, il cappuccino imbevibile di ieri&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":189509,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[160],"tags":[14,164,165,190,166,7,15,11,167,12,168,161,162,163],"class_list":{"0":"post-189508","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-mondo","8":"tag-cronaca","9":"tag-dal-mondo","10":"tag-dalmondo","11":"tag-lavoro","12":"tag-mondo","13":"tag-news","14":"tag-notizie","15":"tag-ultime-notizie","16":"tag-ultime-notizie-di-mondo","17":"tag-ultimenotizie","18":"tag-ultimenotiziedimondo","19":"tag-world","20":"tag-world-news","21":"tag-worldnews"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115457297359537868","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/189508","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=189508"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/189508\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/189509"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=189508"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=189508"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=189508"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}