{"id":18976,"date":"2025-07-30T23:12:10","date_gmt":"2025-07-30T23:12:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/18976\/"},"modified":"2025-07-30T23:12:10","modified_gmt":"2025-07-30T23:12:10","slug":"liste-dattesa-in-sanita-la-piattaforma-nazionale-non-garantisce-trasparenza-losservatorio-cpi-dati-solo-a-livello-nazionali-poco-utile-per-il-cittadino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/18976\/","title":{"rendered":"Liste d\u2019attesa in Sanit\u00e0, la Piattaforma nazionale non garantisce trasparenza. L\u2019Osservatorio Cpi: &#8220;Dati solo a livello nazionali, poco utile per il cittadino&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Una Piattaforma nazionale online, una media statistica e una conferenza stampa. Cos\u00ec il governo ha deciso di raccontare il collasso del <strong>Servizio Sanitario Nazionale<\/strong>. Il nuovo portale dedicato ai tempi di attesa, presentato come uno strumento di trasparenza, in realt\u00e0 oscura tutto ci\u00f2 che conta: non indica i tempi massimi reali, non consente di sapere dove si aspetta di pi\u00f9, non permette di confrontare le strutture.<\/p>\n<p>\u201cUna prima osservazione sui dati disponibili dalla Piattaforma \u00e8 che, nonostante i dati vengano trasmessi dalle regioni, questi sono disponibili soltanto a livello nazionale \u2013 scrive l\u2019Osservatorio conti pubblici italiani dell\u2019Universit\u00e0 cattolica, diretto da <strong>Carlo Cottarelli<\/strong> -. Non potendo consultare i tempi nelle specifiche strutture o perlomeno a livello locale o regionale, la Piattaforma risulta quindi ancora poco utile per il cittadino\u201d.<\/p>\n<p>La fotografia ufficiale dei primi mesi del <strong>2025<\/strong> \u00e8 un quadro in cui il ritardo si normalizza, la rinuncia si privatizza, la responsabilit\u00e0 evapora.<\/p>\n<p>Dietro la piattaforma si muove un impianto normativo presentato come riforma strutturale. Il<strong> decreto-legge 73\/2024<\/strong>\u00a0ha previsto misure in gran parte non attuate. L\u2019Organismo nazionale di controllo \u00e8 stato formalmente istituito, ma non ha ancora strumenti per intervenire. Il Centro Unico di Prenotazione (<strong>Cup<\/strong>) continua a escludere molti operatori, soprattutto tra i privati accreditati. E il tetto di spesa per il personale sanitario, che doveva essere superato, resta intatto. Nessun nuovo medico, nessun infermiere in pi\u00f9.<\/p>\n<p>La piattaforma, cos\u00ec com\u2019\u00e8, serve soprattutto a evitare lo scontro con le Regioni. Non indica dove si accumulano i ritardi, non dice quali Asl falliscono sistematicamente gli obiettivi. \u00c8 una trasparenza apparente costruita per non disturbare nessuno. Dietro l\u2019aggregazione statistica, il diritto alla salute diventa una scommessa geografica.<\/p>\n<p>Dati e disuguaglianze<b\/><\/p>\n<p>Il tempo medio nazionale per una visita specialistica,<a href=\"https:\/\/www.businessonline.it\/news\/i-dati-e-statistiche-sui-tempi-di-attesa-medi-nel-2025-per-visite-ed-esami-medici-secondo-piattaforma-nazionale-liste-di-attesa_n77952.html\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><strong> come scrive businessonline.it analizzando i dati raccolti dalla Piattaforma nazionale liste d\u2019attesa tra gennaio e maggio 2025<\/strong><\/a>, varia tra 105 e 126 giorni; solo l\u20198% delle prestazioni viene erogato entro dieci giorni; oltre il 21% dei pazienti aspetta pi\u00f9 di sei mesi; per le prestazioni differibili o programmabili \u2013 la maggioranza \u2013 la soglia del 75% di prestazioni nei tempi \u00e8 pura utopia. I tempi massimi non sono indicati, ma dai dati raccolti da Federconsumatori e stampa locale emergono attese fino a 330 giorni per una colonscopia in <strong>Lombardia<\/strong>, 463 giorni per un elettrocardiogramma programmato a Milano, 748 per una visita ginecologica in <strong>Friuli<\/strong>.<\/p>\n<p>Nel frattempo, quasi 4 milioni di persone nel 2024 hanno rinunciato a una prestazione per i tempi troppo lunghi. Un altro 5% ha rinunciato per motivi economici. La somma racconta una realt\u00e0 fuori controllo: chi pu\u00f2 paga, chi non pu\u00f2 aspetta. Oppure rinuncia. E anche il meccanismo di tutela previsto dalla legge \u2013 che obbligherebbe le strutture a garantire la prestazione in intramoenia o presso il privato convenzionato senza costi aggiuntivi \u2013 si trasforma in una giungla burocratica. Ogni Regione ha regole diverse. I Cup non rilasciano certificazioni. Il paziente, lasciato solo, deve dimostrare di essere stato abbandonato.<\/p>\n<p>Un diritto trasformato in eccezione<b\/><\/p>\n<p>Il decreto-legge, nella sua architettura, ha replicato il vizio di origine del sistema: affastellare norme senza dotarle di strumenti, promettere obiettivi senza costruire le condizioni per raggiungerli. Il risultato \u00e8 una riforma annunciata che produce esattamente il contrario di ci\u00f2 che dichiara. Una sanit\u00e0 pubblica che non riesce a garantire i tempi \u00e8 una sanit\u00e0 che non garantisce pi\u00f9 niente. Non misura le attese: misura quanto ancora possiamo aspettare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Una Piattaforma nazionale online, una media statistica e una conferenza stampa. 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